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(AGI) – Roma, 6 giu. – Putin, nonostante le violenze delle ultime 48 ore, continua a ribadire la sua fiducia nell’accordo di Minsk che considera “l’unica via per la risoluzione del problema. Noi facciamo e continueremo a fare tutto quanto dipende da noi per influenzare le autorita’ delle Repubbliche autoproclamate di Donetsk e di Lugansk. Ma non tutto dipende da noi. Oggi i nostri partner, sia in Europa sia negli Stati Uniti, devono esercitare un’adeguata influenza sulle autorita’ di Kiev perche’ facciano cio’ che e’ stato concordato a Minsk”. E qui il presidente russo punta il dito contro il governo ucraino: “11 problema e’ che le autorita’ di Kiev non vogliono nemmeno sedersi allo stesso tavolo negoziale con loro (i rappresentanti delle due repubbliche separatiste e filo-russe di Donetsk e Lugansk, ndr). E su questo non abbiamo influenza, solo i nostri partner europei e americani ce l’hanno”. Non c’e’ bisogno di impaurirci con le sanzioni”, che l’Ue si appresta a riconfermare e di cui si parlera’ anche al G7 in Germania. Putin ricorda che a Donetsk e a Lugansk la gente ha votato per l’indipendenza” ma, per semtnire mire di ulteriori annessioni chiarisce che “li la situazione e’ diversa (dalla Crimea, riannessa a Mosca dopo un referendum, dnr). Se qualcuno vuole che questi territori restino all’interno dell’Ucraina, bisogna dimostrare a questa gente che in uno Stato unito la vita sara’ migliore, che sara’ garantito il futuro dei loro bambini. Ma persuaderli con le armi e’ impossibile. Sono questioni che si possono risolvere solo in modo pacifico”. (AGI) Gis

(AGI/REUTERS) – Riad, 6 giu. – Il conflitto tra i sauditi, a guida dal 26 marzo scorso di una coalizione sunnita, ed i ribelli sciiti Houthy in Yemen segna un pericoloso salto di qualita’. Riad ha reso noto di aver intercettato ed abbattuto un missile di fabbricazione russa Scud sparato contro il suo territorio dagli Houthi. Gli Scud sono i missili balistici a corto raggio con una gittata tra i 180 i piu’ antiquati) e i 700 km, gli stessi usati anche da Saddam Hussein nella I Guerra del Golfo. La notizia conferma le indiscrezioni ch gli Houthi, che dallo scorso settembre controllano la capitale Sanaa sono entrati in possesso dell’arsenale missilistico yemenita. “Alle 2,45 (locali) le milizie Houthi e (le forze) del deposto (presidente) Ali Abdullah Saleh hanno lanciato un missile Scud in direzione di Khamees al-Mushait e le forze di difesa aerea saudita lo hanno abbattuto con un missile Patriot” di fabbricazione statunitense, ha reso noto il comando della coalizione sunnita. (AGI) .

AGI) – Londra, 6 giu. – Scomparso dai riflettori a fine del 2006, riemerge dall’oscurita’ uno dei personaggi piu’ controversi della storia americana. Donald Rumsfeld, il super falco ministro della Difesa durante l’invasione dell’Iraq nel 2003, critica oggi aspramente il suo presidente, George W. Bush e si smarca dalla decisione di abbattere Saddam Hussein. Un epilogo degno della miglior tragedia shakesperiana A dodici anni di distanza dall’inizio del disastro iracheno, il vaso di Pandora da cui e’ emerso Isis e il caos regionale, Rumsfeld bolla come un errore “l’irrelizzabile” idea di Bush di esportare la democrazia in Iraq. In un’intervista al Times afferma oggi che all’epoca non era “uno di coloro che riteneva particolarmente adeguata la democrazia come (sistema) appropriato per altri Paesi (da calare dall’alto) in qualsiasi momento della storia. L’idea che potessimo fabbricare la democrazia in Iraq mi sembrava irrealizzabile. Mi preoccupai molto quando sentii per la prima volta queste parole”, dice solo oggi Rumsfled anche se all’epoca tenne per se questi timori. Dopo aver pugnalato alla schiena Bush jr, Rumsfeld, illustra il suo punto di vista sull’instabilita’ mondiale e sul ruolo degli Usa. Critica la scelta del presidente Obama, che, sostiene, ha abdicato alla leadership mondiale aprendo la porta all’espansionismo russo; sostiene che la Nato e l’Onu non funzionano piu’ e dovrebbero essere sostituire da nuove alleanza in grado di affrontare le moderne minaccia come le armi chimiche, l’Iran e la schiavitu’; ritiene che l’Occidente debba aprire gli occhi ed iniziare con Isis e gli altri gruppi terroristici una sorta di nuova Guerra Fredda, che durera’ decenni, in cui le diverse intelligence collaborino per tagliare i finanziamenti ai jihadisti. Chiude, in questo caso esprimendo un concetto condiviso da molti, che fu un errore abbattere il regime libico di Muammar Gheddafi. (AGI) .

(AGI) – Washington, 6 giu. – Un’autentica rivoluzione di gusto e abitudini sta investendo la piu’ grande catena al mondo di caffetterie negli Usa. Starbucks ha iniziato a rimuovere dal suo menu’ la versione a stelle e strisce dell’icona italica, il cappuccino dopo che, quasi 30 anni, lo impose come bevanda di massa in America. Gia’ in alcune grandi citta’, come New York, San Francisco e Seattle, al posto del cappuccino viene servito il cugino australiano e neozelandese, il ‘flat white’. Quest’ultimo si contraddistingue per una maggiore dose di caffe’: nella tazza viene versato un doppio espresso con aggiunta di una quantitativo (ridotto rispetto al ‘nostro’) di latte caldo schiumoso, rigorosamente intero. Introdotto per la prima volta negli Usa lo scorso anno sta avendo un successo sempre maggiore tanto da soppiantare nelle vendite il cappuccino. Ora si dovra’ vedere se da oltre oceano il flat white prendera’ piede anche nel resto del mondo Starbucks dove il cappuccino e’ ancora un ‘must’.

AGI) – Londra, 6 giu. – Scomparso dai riflettori a fine del 2006, riemerge dall’oscurita’ uno dei personaggi piu’ controversi della storia americana. Donald Rumsfeld, il super falco ministro della Difesa durante l’invasione dell’Iraq nel 2003, critica oggi aspramente il suo presidente, George W. Bush e si smarca dalla decisione di abbattere Saddam Hussein. Un epilogo degno della miglior tragedia shakesperiana A dodici anni di distanza dall’inizio del disastro iracheno, il vaso di Pandora da cui e’ emerso Isis e il caos regionale, Rumsfeld bolla come un errore “l’irrelizzabile” idea di Bush di esportare la democrazia in Iraq. In un’intervista al Times afferma oggi che all’epoca non era “uno di coloro che riteneva particolarmente adeguata la democrazia come (sistema) appropriato per altri Paesi (da calare dall’alto) in qualsiasi momento della storia. L’idea che potessimo fabbricare la democrazia in Iraq mi sembrava irrealizzabile. Mi preoccupai molto quando sentii per la prima volta queste parole”, dice solo oggi Rumsfled anche se all’epoca tenne per se questi timori. (AGI) .

(AGI) – Pechino, 6 giu. – E’ di 345 morti il bilancio ufficiale dell’affondamento della nave da crociera ‘Stella d’Oriente’ nel fiume Yangtze. Lo riferiscono le autorita’ di Pechino confermando che all’interno del relitto, che si era rovesciato, non si trova piu’ alcuna persona viva. In totale solo 14 persone si sono salvate, tra cui il comandante ed il capo macchinista che sono stati arrestati. (AGI) .

(AGI) – Pechino, 6 giu. – I media ufficiali cinesi riferiscono che le vittime accertate finora dell’affondamento della nave ‘Stella d’Oriente’ nello Yangtze sono 331 mentre 100 sono ancora considerate disperse. Solo 14 le persone che si sono salvate tra cui il comandante ed il capo macchinista, arrestati dalla polizia. La nave si e’ ribaltata lunedi’ notte durante una tempesta sul fiume. (AGI) .

(AGI) – Washington, 6 giu. – E’ stato riconosciuto colpevole di omicidio di secondo grado (preterintenzionale) il 39enne Nathan Louis Campbell che il 3 agosto del 2013 si getto’ con l’alto contro un gruppo di persone sulla spiaggia di Venice a Los Angeles uccidendo l’italiana 32enne Alice Gruppioni, di bologna in luna di miele con il marito Chirstian Casadei. Rischia fino all’ergastolo. La pena sara’ stabilita’ in un’altra udienza il prossimo 5 agosto. L’accusato aveva raccontato ad un homeless che voleva investire uno spacciatore che non gli aveva dato delle metanfetamine dopo che lui gli aveva dato 35 dollari, rivelo’ all’epoca il Los Angeles Times. (AGI) .

(AGI) – Londra, 6 giu. – In molti, soprattutto quando erano costretti ad andarci e non ripensandoci nostalgici da adulti, non hanno mai amato molto la scuola. Ma di sicuro la quasi totalita’ ha sempre detestato i compiti a casa, considerato un secondo tempo del supplizio mattutino. In Gran Bretagna c’e’ chi e’ convinto che questi ultimi vadano aboliti tout court per evitare che gli alunni si deprimano. La proposta, in prima pagina sul Times, e’ di Eve Jadrine-Young, direttrice di una delle piu’ antiche scuole per bambine, il ‘Cheltenham Ladies’s College’, con un record del 92% di ‘A’ (il 10 del mondo anglossassone) negli esami di fine anno. Per la direttrice i compiti a casa sono un retaggio “vittoriano” superato che possono indurre ad “un’epidemia” di disagio mentale, disistima e depressione conclamatam, tra i giovani. Da settembre nel suo collegio le studentesse parteciperanno a lezioni di meditazioni e sara’ concesso loro il doppio del tempo attuale di intervallo tra una lezione attuale. Non solo. Gli insegnanti seguiranno un corso per individuare i primi segnali di stress nei ragazzi. A conferma della sua rivoluzionaria teoria, la direttrice cita’ il dato che dagli anni ’60 l’eta’ in cui si riscontrano i primi sintomi di dspressione si e’ dimezzato, passando dai 29 anni a 15 e mezzo. Dopo questi test nei prossimi 5 anni la scuola prendera’ la decisione se cancellare o meno l’assegnazione di compiti a casa. Tutte le giovani del Regno Unito – i maschietti e’ stato confermato non saranno ammessi – seguiranno con grandissima attenzione gli sviluppi della ricerca. (AGI) (AGI) . (Segue)

(AGI) – Londra, 6 giu. – In Zimbabwe se sei, neache il figlio ma il figliastro del presidente Robert Mugabe, al potere ininterrottamente dal 1980, e uccidi un uomo in un litigio per un incidente d’auto, neanche ti ritirano la patente. Te la cavi con 719 euro di multa anche se sei riconosciuto colpevole di omicidio colposo. E’ quanto e’ successo, riferisce la Bbc, a Russel Goreraza, figlio di primo letto di Grace Mugabe, che ha colpito a pugni un uomo uccidendolo a febbraio nella capitale Harare. Il 31enne Russel ha espesso il suo “rammrico” e ha chiesto “scusa per l’incidente” ed il giudice gli ha risparmiato non solo il carcere, ma non gli ha neanche tolto un punto dalla patente, perche’, ha detto, l’imputato ha espresso rimorso per l’accaduto e si trattava del suo primo reato. (AGI) .

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