C’è qualcosa di speciale nel nome Fable. Per chi ha vissuto la trilogia originale, è un richiamo immediato a un mondo dove l’eroismo è sempre un po’ buffo, dove ogni scelta lascia un segno, e dove persino un pollo può diventare un’arma di distruzione di massa. Il reboot di Playground Games riparte proprio da qui: dal fascino di una fiaba che non vuole essere epica, ma umana, ironica, imprevedibile.
Un nuovo inizio per Albion
Albion torna a respirare, ma non è più quella che ricordavamo. Non è un seguito, non è un prequel: è una nuova interpretazione, una terra che conserva lo spirito della saga ma si libera dai vincoli del passato. Il viaggio comincia in un piccolo villaggio rurale, Briar Hill, dove il protagonista — bambino o bambina, a scelta — scopre i primi poteri eroici. È un inizio intimo, quasi domestico, che però si incrina presto: un evento misterioso pietrifica interi villaggi e colpisce qualcuno di molto vicino all’eroe. Da lì parte un cammino che non è solo avventura, ma crescita.
Un mondo vivo, che reagisce a te
Il nuovo Fable non vuole essere un open world “grande”, ma un open world vivo. Le città non sono solo scenografie: sono organismi che respirano, pieni di routine, di personaggi che ricordano ciò che fai, di conseguenze che non puoi cancellare.
Gli sviluppatori parlano di oltre mille NPC con memoria persistente. Significa che se rubi una mela, qualcuno se lo ricorderà. Se salvi un villaggio, ti offriranno da bere. Se prendi a calci un pollo… beh, Albion non dimentica.
Combattimento, magia e un pizzico di caos
Il sistema di combattimento è stato ripensato per essere più fisico, più dinamico. Le armi da mischia hanno peso, gli archi richiedono precisione, la magia è spettacolare ma non onnipotente. E poi ci sono loro: gli hobbe, i balverini, i troll… creature che tornano con un design moderno ma riconoscibile, come vecchi amici che non vedevi da anni.
Isabel, Jack of Blades e il tema dell’eroismo
Il reboot introduce una figura affascinante: Isabel, interpretata da Hayley Atwell. Non è la classica villain: è un’eroina convinta di essere l’unica a poter salvare Albion, anche a costo di scelte discutibili. È un’antagonista complessa, quasi speculare al protagonista.
E poi, in un lampo finale del trailer, appare lui: Jack of Blades. Un ritorno che ha fatto tremare i fan. Non sappiamo quanto sarà centrale, ma la sua sola presenza basta a far capire che il gioco giocherà molto con la nostalgia.
Vivere in Albion: case, relazioni, lavoro, proprietà
Una delle anime storiche di Fable torna più ricca che mai: la vita quotidiana. Puoi comprare case, affittarle, sposarti, aprire attività, diventare un mercante o un magnate immobiliare. Albion non è solo un mondo da esplorare: è un mondo da abitare.
Personalizzazione: il tuo eroe, la tua storia
L’editor del personaggio è profondo, ma non fine a sé stesso. Il tuo aspetto cambia con le tue scelte:
- diventi più robusto se usi armi pesanti
- più segnato se pratichi magia
- più luminoso o più oscuro a seconda della tua moralità
È un modo elegante per raccontare la tua storia senza bisogno di parole.
Il DLC “Ordine Eroico”: un culto, un mistero, una tentazione
Già annunciato come contenuto post‑lancio, il DLC Ordine Eroico aggiunge una nuova regione e una trama incentrata su un culto segreto. Puoi infiltrarti, smascherarlo… o diventarne il leader. È un’espansione che sembra voler esplorare il lato più ambiguo dell’eroismo.
Perché Fable è così atteso
Perché Fable non è solo un gioco: è un tono, un’atmosfera, un modo di raccontare storie. È l’umorismo britannico che ti sorprende quando meno te lo aspetti. È la sensazione che ogni scelta, anche la più stupida, possa cambiare qualcosa. È la promessa di un mondo che non si prende troppo sul serio, ma che sa emozionare.
Curiosità che i fan adorano
- Playground Games, gli autori di Forza Horizon, hanno costruito un team completamente nuovo per questo RPG.
- Il reboot non segue la timeline originale: è un universo parallelo, libero di reinventarsi.
- Il tema centrale è: “Cosa significa davvero essere un eroe?”
- Sì, i polli ci sono. E sì, puoi ancora fare cose discutibili con loro.



