Per decenni, l’adattamento di videogiochi in film o serie TV è stato sinonimo di fallimento. Produzioni frettolose, trame stravolte e un totale disprezzo per il materiale originale hanno creato una vera e propria “maledizione”. Poi, qualcosa è cambiato.
Nel 2026, assistiamo a un’ondata di adattamenti seriali che non solo rompono la maledizione, ma definiscono nuovi standard per l’intrattenimento. Da The Last of Us a Fallout, passando per l’animazione visionaria di Arcane, i videogiochi sono finalmente diventati la miniera d’oro narrativa che tutti aspettavamo.
Un Passato Ingombrante: La Maledizione degli Adattamenti
Prima di capire il successo attuale, è fondamentale ricordare il “cimitero” di adattamenti disastrosi: film come Super Mario Bros. (1993), House of the Dead, o la maggior parte delle produzioni ispirate a Resident Evil sono stati esempi lampanti di come non si dovrebbe trasporre un videogioco. Il problema era quasi sempre lo stesso: si cercava di spremere trame complesse e mondi ricchi in due ore di film, con registi che spesso non comprendevano l’essenza del materiale.
La Svolta: Tempo, Rispetto e Visione
Il vero cambiamento è arrivato con la consapevolezza che le serie TV, con la loro struttura episodica, offrono lo spazio narrativo necessario per esplorare la profondità di un videogioco. Ma non è solo una questione di tempo.
1. The Last of Us (HBO): Il Modello Perfetto
- Perché ha funzionato: Il successo di The Last of Us è stato lampante. La serie ha dimostrato che la chiave è la fedeltà all’anima del gioco, non necessariamente una replica shot-for-shot di ogni scena. Con la supervisione diretta di Neil Druckmann (co-creatore del gioco), la serie ha saputo espandere l’universo narrativo, approfondire i personaggi e toccare corde emotive, attirando sia i fan devoti che i neofiti. La scelta di attori perfetti come Pedro Pascal e Bella Ramsey ha fatto il resto.
2. Fallout (Prime Video): L’Espansione Intelligente
- Perché ha funzionato: Invece di adattare direttamente un singolo gioco, la serie Fallout ha scelto di raccontare una storia originale ambientata nello stesso universo post-apocalittico. Questo ha permesso agli showrunner di avere libertà creativa pur rimanendo fedeli all’estetica, all’umorismo nero e alla complessa lore del franchise. La serie ha catturato perfettamente lo spirito di esplorazione e la satira sociale dei giochi, diventando un successo di critica e pubblico.
3. Arcane (Netflix): L’Arte dell’Animazione Profonda
- Perché ha funzionato: Basata sull’universo di League of Legends, Arcane è stata una rivelazione. Con uno stile d’animazione mozzafiato e una trama ricca di dramma, conflitti sociali e sviluppo dei personaggi, ha dimostrato che l’animazione può essere un mezzo potente per raccontare storie complesse e mature. Non solo ha deliziato i fan del gioco, ma ha attratto un pubblico globale che non aveva mai toccato League of Legends.
Il Futuro: Un Ponte tra Mondi
Nel 2026, la “maledizione” è ormai un ricordo lontano. La lezione è chiara:
- Rispetto per il Materiale: Gli showrunner devono amare e comprendere i giochi che stanno adattando.
- Collaborazione: Il coinvolgimento dei creatori originali è cruciale per mantenere l’autenticità.
- Mezzo Giusto: La serie TV offre la tela più ampia per narrazioni complesse.
L’industria dei videogiochi e quella dell’audiovisivo non sono più mondi separati, ma ecosistemi che si nutrono a vicenda. Nuovi adattamenti come God of War, Horizon Zero Dawn e persino l’attesissimo Zelda sono già in cantiere, e le aspettative sono altissime. Non si tratta più solo di trasporre, ma di espandere e arricchire universi narrativi già amati.
Il successo di queste serie non solo celebra il potenziale narrativo dei videogiochi, ma apre la strada a un’era d’oro in cui le storie più avvincenti troveranno la loro giusta casa, a prescindere dal loro medium originale.



