Ricordi l’epoca del Game Boy, della PSP o del Nintendo DS? Sembrava che l’avvento degli smartphone avesse segnato la loro fine. Ma nel 2026, le handheld sono tornate, e non sono più solo “consolle da viaggio”. Sono veri e propri PC gaming in miniatura, capaci di far girare gli ultimi tripla A con una qualità impensabile fino a pochi anni fa.
È una vera e propria rinascita, spinta da tecnologie innovative e da una precisa richiesta del mercato.
1. Non più “compromessi”: Giochi AAA in palma di mano
La differenza fondamentale rispetto al passato è la potenza. Dispositivi come il Steam Deck, l’ASUS ROG Ally e i nuovi player come l’MSI Claw non montano più hardware depotenziato. Sono equipaggiati con:
- APU (Accelerated Processing Unit) di nuova generazione: Processori che integrano CPU e GPU di fascia alta (come le ultime di AMD Ryzen Z1 Extreme o Intel Core Ultra) capaci di gestire ray-tracing e frame rate elevati.
- Display OLED/AMOLED ad alta frequenza: Schermi vibranti e fluidi, spesso a 120Hz, che rendono giustizia alla grafica dei giochi moderni.
- Memorie SSD NVMe ultra-veloci: Tempi di caricamento ridotti a zero, proprio come su un PC fisso.
Il risultato? Puoi giocare a titoli come Cyberpunk 2077 o Baldur’s Gate 3 in 1080p, con impostazioni medio-alte, comodamente sul divano o in viaggio.
2. L’ecosistema PC a portata di mano
Il successo di queste nuove handheld è legato alla loro natura “aperta”. Non sono console con un sistema operativo proprietario e un negozio dedicato ristretto:
- Sistema Operativo Windows: La maggior parte di queste macchine esegue una versione ottimizzata di Windows, consentendo l’accesso a tutti gli store digitali PC (Steam, Epic Games Store, GOG, Xbox Game Pass).
- Cloud Gaming Integrato: Oltre ai giochi locali, queste console sono perfette per il cloud gaming, permettendo di streammare giochi ancora più esosi senza occupare spazio.
- Docking Station: Molti modelli offrono una docking station che trasforma la handheld in un PC fisso, collegabile a monitor esterni, tastiere e mouse.
3. Il fattore nostalgia e la nuova generazione
Questa rinascita è alimentata da due forze:
- La Generazione X e Y: I trentenni e quarantenni di oggi, cresciuti con il Game Boy, vedono in queste console un modo per conciliare la passione per il gaming con gli impegni quotidiani, senza monopolizzare la TV di casa.
- La Generazione Z: Nata con lo smartphone, scopre il piacere del gaming con controlli fisici e una libreria di giochi vastissima, superiore a quella dei giochi mobile “freemium”.
Mercato Handheld (2026)
| Dispositivo | Sistema Operativo | Caratteristica Principale |
| Steam Deck | SteamOS (Linux) | Integrazione profonda con Steam, ottimo prezzo/prestazioni. |
| ASUS ROG Ally | Windows 11 | Schermo 120Hz, prestazioni top, accesso a tutti gli store. |
| MSI Claw | Windows 11 | Ergonomia avanzata, partnership Intel. |
| Lenovo Legion Go | Windows 11 | Schermo gigante, controller removibili. |
Le sfide aperte
Nonostante l’entusiasmo, rimangono alcune sfide:
- Durata della batteria: I componenti potenti consumano molto, e l’autonomia rimane spesso limitata a 1-3 ore con giochi impegnativi.
- Prezzo: Sono dispositivi costosi, spesso vicini al prezzo di un laptop gaming di fascia media.
- Peso e portabilità: Sebbene “portatili”, sono più ingombranti di uno smartphone.
Conclusione
Il ritorno delle handheld non è una moda passeggera, ma la risposta a un bisogno di flessibilità e potenza nel gaming. Sono il simbolo di un’industria che non smette di reinventarsi, portando l’esperienza del PC in ogni angolo della casa e del mondo. Il futuro del gaming è più liquido, più potente e, soprattutto, comodamente in mano.



