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AGI  –   Nessuno stop sull’ordinanza che introdurrà il coprifuoco dalle ore 23 alle 5 in Lombardia.  Il provvedimento è stato firmato e sarà valido da domani fino al 13 novembre. Si tratta dell’istituzione di un coprifuoco dalle ore 23 alle 5 e multe da 400 a 3 mila per le violazioni. E’ prevista anche l’esibizione di un’autocertificazione per chi è costretto a violare il divieto di circolazione per motivi urgenti o lavorativi. 

Nel testo dell’ordinanza si legge che le disposizioni saranno attive da domani, giovedì 22 ottobre, “e sono efficaci fino all’adozione di un successivo decreto del presidente del Consiglio dei ministri e, comunque, fino al 13 novembre 2020”. “Su tutto il territorio della Regione Lombardia, dalle ore 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza”.

E “la sussistenza delle situazioni che consentono la possibilità di spostamento incombe sull’interessato. Tale onere potrà essere assolto, producendo un’autodichiarazione”. Il provvedimento è preso “d’intesa” con i sindaci dei capoluoghi lombardi, con Anci Lombardia e Upl.

La “Commissione indicatori Covid-19 RL”, “ha evidenziato che al 31 ottobre – secondo la curva degli ultimi giorni – è plausibile che ci siano mediamente 594 (range da 434 a 815) ricoverati in terapia intensiva e fino a 4000 ricoveri non in terapia intensiva”. Pertanto, si aggiunge nell’ordinanza, “il trend dei contagi fa ritenere necessaria l’adozione di misure urgenti restrittive specifiche, finalizzate al contenimento del contagio, con particolare riguardo alla fascia oraria notturna”. 

La violazione del coprifuoco in Lombardia sarà punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000.

“Nessun rallentamento da Salvini”

A quanto apprende L’AGI da fonti di Palazzo Lombardia non c’è stato alcun rallentamento imposto dal leader della Lega Matteo Salvini. La Regione avrebbe lavorato fino a ieri sera tardi con il ministro della Salute, Roberto Speranza, per la parte di competenza ministeriale.

Poi c’è la parte dell’ordinanza relativa alle competenze del presidente della Regione, Attilio Fontana. E non si poteva chiudere ieri sera, a quanto si apprende, perché bisognava sentire tutti i sindaci dei Comuni capoluogo e l’Anci, come era stato deciso.

Sulle voci di un presunto stop al governatore lombardo da parte di Matteo Salvini è intervenuto in mattinata il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. “Ho letto anche io che il Presidente Fontana sarebbe stato preso per le orecchie da Salvini che si sarebbe arrabbiato per questa decisione (le restrizioni contenute nella nuova ordinanza, in arrivo, ndr.) della Regione Lombardia che contraddice le sue precedenti posizioni. Io spero che il Presidente Fontana mantenga la posizione che ha condiviso con tutti i sindaci”.

“Secondo me – ha aggiunto – è un valore che in questa fase le istituzioni si parlino e condividano le decisioni e spero che non siano delle scelte di parte di un partito a modificarle, perché qua si sta parlando della salute dei cittadini e non c’è modo di arretrare rispetto alla nostra responsabilità”.

Quanto al nuovo provvedimento “Io penso che arriverà per la mattina di oggi – continua Gori -, così ci aveva promesso il Presidente Fontana, del resto il Comitato Scientifico della Regione era stato molto chiaro nei giorni scorsi, dicendo che nei prossimi 15 giorni avremo in Lombardia 600 persone in terapia intensiva e 4000 persone ricoverate per Covid che sono numeri confrontabili con la prima parte di marzo quindi la situazione è preoccupante e secondo me serve coraggio in questo momento”

“Salvini ha parlato di interventi a favore di famiglie, imprese e pendolari anche per riparare le gravi mancanze del governo. Non di altro” hanno anche precisato  fonti della Lega chiariscono la posizione del leader del Carroccio dopo il colloquio avuto ieri in videoconferenza con il presidente della Regione Attilio Fontana sulle misure ce la regione intende assumere per contrastare il virus. Tra queste misure anche il coprifuoco sul quale, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, sarebbero arrivati i dubbi del leader leghista.

Pd: Fontana non si faccia condizionare dal leader delal Lega

Sulle misure lombarde più stringenti è intervenuto anche il Pd: “Fontana e la Regione non facciano passi indietro e non si facciano condizionare dai diktat di Salvini” ha dichiarato il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, Fabio Pizzul, in merito all’ordinanza, con misure più stringenti per contrastare la diffusione del Covid, che dovrebbe essere definita oggi. “In discussione – aggiunge Pizzul – c’è la salute dei lombardi, non la percentuale di voti di un partito. L’ordinanza nasce da scelte condivise con i sindaci sulla base di indicazioni molto perentorie degli epidemiologi ed è di questa mattina la dichiarazione allarmata del professor Antonio Pesenti, coordinatore dell’unitaà di crisi della Lombardia, sulla velocità di crescita dei contagi. Chi Fontana intende ascoltare, i tecnici o il capo del suo partito? Di fronte a situazioni serie occorre grande serietà”.

Per il consigliere regionale di Azione, Niccolò Carretta, “dopo le voci trasmesse dalla stampa credo che Fontana debba chiarire se veramente si stia attendendo il via libera dal leader della Lega, Matteo Salvini. Se coì’ fosse, sarebbe una scelta gravissima vista e la considerata la situazione in cui versano gli ospedali e i pronto soccorso nel milanese. Occorrono misure più drastiche per evitare che il virus si espanda, in maniera non più controllabile, in tutta la regione. Fontana tiri dritto e firmi al più presto l’ordinanza che ha annunciato ormai giorni fa perché è ciò che i lombardi si aspettano”.

 

AGI  – La chiusura di strade e piazze nei centri urbani “richiederà la più ampia concertazione e collaborazione tra sindaco e prefetto”, “da esplicare in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”, eventualmente esteso anche alla presenza dei responsabili delle strutture di prevenzione sanitaria territoriali. E’ quanto si legge nella circolare inviata ai prefetti dal capo di Gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi, con indicazioni in merito alle misure del dpcm 18 ottobre 2020.

“In considerazione del fatto che la disposizione prevede che venga consentito comunque il libero accesso a esercizi commerciali e ad abitazioni private, e il conseguente deflusso – commenta Frattasi – appare indispensabile che” la chiusura di vie e piazze dei centri urbani “venga tempestivamente anticipata, da parte dell’autorità comunale, con adeguati mezzi comunicativi, sia alle associazioni di categoria, sia alla cittadinanza interessata”.

Un aiuto dai militari

L’attuazione dei provvedimenti di chiusura potrà beneficiare del concorso di unità militari, laddove presenti nell’ambito dell’operazione ‘Strade Sicure’, anche all’esito di una rimodulazione del piano d’impiego delle forze già in disponibilità”, precisa il Viminale. Quanto alla definizione “della forza pubblica, da impiegare nell’espletamento dei servizi, sarà oggetto di apposita riunione tecnica di coordinamento che i signori questori organizzeranno con le forze dell’ordine e gli altri attori della sicurezza territoriale, anche ai fini dell’individuazione delle aliquote di polizia locale che integreranno il dispositivo”.

Per un “principio di proporzionalità e adeguatezza”, potrà essere valutata l’opportunità di chiudere strade e vie nei centri urbani “solo in determinati giorni della settimana”, limitando le restrizioni “a quelli caratterizzati da un più intenso afflusso di persone”, dice il capo Gabinetto del Viminale. “Sempre in ragione dell’esigenza di contenere gli effetti della misura proporzionalmente a quanto ritenuto necessario a conseguire gli obiettivi del dpcm – continua la circolare – il provvedimento potrà anche disporre una chiusura parziale delle strade o delle piazze, restringendo, cioè, l’accesso senza interdirlo totalmente, con il contingentamento degli ingressi”.

Strumento nelle mani del sindaco

Ma di chi è la responsabilità? Tenuto conto che l’eventuale chiusura di vie e piazze nei centri urbani è diretta “ad una mitigazione del rischio di contagio da Covid-19, e che, pertanto, la sua finalità ispiratrice risiede nella tutela della salute pubblica, il relativo strumento di declinazione è da individuarsi nelle ordinanze del sindaco, quale Autorità sanitaria locale”, ai sensi dell’articolo 32 della legge 833/1978 e degli articoli 50 e 54 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.

“Sono oggetto di divieto gli eventi e le competizioni riguardanti le discipline sportive di contatto di interesse provinciale. Sono inoltre vietate le attività sportive di contatto a carattere ludico-amatoriale“, ribadisce la circolare. “Con tale dizione – precisa la circolare – si intende qualunque attività sportiva di contatto effettuata a livello occasionale e spontaneo (ad esempio, le partite di calcetto tra amici). è opportuno chiarire, onde anche evitare pratiche elusive, che il tesseramento presso associazioni o società sportive dilettantistiche è condizione per l’esercizio degli sport di contatto purchè esso avvenga nel perimetro di eventi e competizioni riconosciute di interesse nazionale o regionale dai suddetti Comitati e dalle federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva”. Escluse dal divieto, invece, “le forme individuali degli sport di contatto, con la conseguenza che le relative attività di allenamento potranno continuare a svolgersi, purchè nel rispetto del distanziamento e delle altre misure di sicurezza. Solo a titolo di esempio, per il calcio, potrà essere svolto il lavoro individuale con la palla; per le arti marziali, l’allenamento con manichini; per la danza, le figure singole”. 

 “Qualora talune Regioni, in considerazione dell’andamento epidemiologico, dovessero adottare proprie ordinanze contenenti un regime più severo, si procederà a fornire indicazioni specifiche per i prefetti delle province interessate”, chiarisce la circolare.

Gli stop alle attività

 “Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, con la sola eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza”, precisa la circolare. Il documento richiama l’attenzione “sulla previsione che ha reintrodotto, per le pubbliche amministrazioni, l’obbligo di tenere le riunioni con modalità da remoto, salvo che sussistano motivate ragioni che ne giustifichino lo svolgimento in presenza. Le riunioni private sono ancora consentite in presenza, sebbene il loro svolgimento da remoto sia fatto oggetto di una forte raccomandazione. Si precisa che la distinzione fra riunioni private ed attività convegnistiche e congressuali, il cui svolgimento in presenza è sospeso, è da ascrivere ad alcuni elementi estrinseci, quali il possibile carattere ufficiale dei congressi e dei convegni, l’eventuale loro apertura alla stampa e al pubblico, il fatto stesso che possano tenersi in locali pubblici o aperti al pubblico”. “Elementi questi assenti, in tutto o in parte – conclude la circolare – nelle riunioni private, come, ad esempio, nelle assemblee societarie, nelle assemblee di condominio”.

Ristorazione da asporto fino alle 24

 “L’attività degli esercizi pubblici è consentita dalle ore 5 alle ore 24 con consumazione al tavolo, e dalle ore 5 alle ore 18 (e non più alle ore 21) in assenza di consumo al tavolo”, dichiara Frattasi, in relazione alle misure anti Covid del dpcm del 18 ottobre. La previsione tende ad evitare i “comportamenti elusivi (chiusura a mezzanotte ed apertura poco più tardi, ndr) che si erano già profilati nell’immediatezza dell’entrata in vigore del dpcm del 13 ottobre”. Il Viminale sottolinea “l’importante novità rappresentata dal numero massimo di 6 commensali per tavolo, specificato dalla previsione in commento. La stessa disposizione, al fine di agevolare le attività di controllo, introduce l’obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente all’interno del locale stesso, sulla base delle linee guida e dei protocolli vigenti nel settore”. Altra novità riguarda la ristorazione con asporto: “Mentre tale attività era, infatti, prima consentita senza limiti orari, essa invece è esercitabile fino alle 24, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”. Introdotti nella disposizione relativa agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che “restano comunque aperti” anche “quelli situati nelle aree di servizio e rifornimento carburante collocate lungo la rete autostradale”.

AGI – Gli immatricolati alle università italiane hanno ripreso a crescere (+3,2% nell’anno accademico 2019/2020) ma per colmare il gap che ci separa dalla media dei grandi Paesi europei ne servirebbero 7 mila in più ogni dodici mesi. È quanto emerge dal terzo rapporto AGI/Censis, elaborato nell’ambito del progetto “Italia sotto sforzo. Diario della transizione 2020”, incentrato sulle criticità del sistema universitario.

Obiettivo del progetto, “analizzare le difficoltà che l’Italia si porta dietro dal passato e i nervi scoperti che hanno comportato l’impreparazione ad affrontare al meglio l’emergenza legata all’epidemia del Covid-19, per guardare in modo costruttivo al futuro”.

I dati degli ultimi 12 mesi

Nell’ultimo anno accademico l’incremento degli immatricolati è stato del 3,2%: dopo un decennio di contrazioni, è continuato il trend positivo iniziato nel 2014-2015. Nello scorso anno la condizione di matricola universitaria ha accomunato il 51,8% dei giovani italiani in età corrispondente, a fronte di una media Ue 28 del 58,7% (il 6,9% in meno): per l’Italia eguagliare la media europea entro il 2025 significherebbe poter contare su un incremento medio annuo di immatricolati del 2,2%, equivalente in valore assoluto a circa 7 mila studenti in più, o del 2,6% qualora l’obiettivo fosse raggiungere la quota di immatricolati della Francia (+8.500 per anno).

“Tradotta in termini monetari – si legge nel rapporto – tale crescita è stimabile in un volume di spesa aggiuntiva, nel primo caso, di oltre 49 milioni di euro ogni anno e, nel secondo, di 59 milioni”. In sostanza, il sistema universitario nazionale, che “nel complesso è riuscito a contenere l’onda d’urto della pandemia, deve essere aiutato rimuovendo criticità interne ed esterne, anche perché l’educazione svolge una funzione determinante nell’incremento della mobilità sociale di un individuo”.

Poche matricole dagli istituti tecnici

Il rapporto mette in evidenza come gli studenti provenienti dall’istruzione tecnica o dall’istruzione professionale sono quelli che in Italia approdano di meno all’istruzione universitaria. Le università, prima del 2018, solo in alcuni casi offrivano corsi ad alto tasso di professionalizzazione, specie nelle aree ingegneristiche ed economiche.

Dal 2018/2019, segnala il rapporto, “il panorama universitario italiano è stato, invece, interessato da un’importante novità ancora in fase di consolidamento”, ovvero dall’avvio della sperimentazione delle cosiddette “lauree professionalizzanti“. Si tratta di percorsi progettati di intesa con il mondo delle professioni e del lavoro, che mirano a formare i professionisti necessari alle nuove esigenze dell’industria 4.0 o a settori quali, l’edilizia, la sicurezza, l’agroalimentare, solo per citare i principali. I numeri purtroppo dicono che la parte di popolazione giovanile coinvolta è ancora esigua.

Sebbene il numero di diplomati Its tra il 2013 e il 2018 sia cresciuto di oltre il 200%, passando da 1.098 a 3.536, rappresenta solo l’1,9% del totale dei possessori di un titolo di studio di livello terziario, dato dalla somma di laureati triennali e diplomati Its. I corsi di laurea professionalizzanti, ad accesso programmato – passati dai 15 dell’anno accademico 2018/2019 ai 31 del corrente anno accademico – hanno reclutato nei primi due anni accademici un numero complessivo di 1.291 studenti, iscritti nelle diverse università dove sono stati attivati.

L’Italia spende meno di tutti in Europa

Nel 2018 in Italia è stato speso per l’istruzione terziaria lo 0,3% del Pil, meno che in tutti gli altri 27 Stati membri dell’Ue. Nell’anno accademico 2018-2019 solo l’11,7% degli iscritti è risultato beneficiario di una borsa di studio, quota che non si distribuisce territorialmente in modo omogeneo (scende al 9,1% nel Nord-Ovest e al Centro e sale al 13,4% nel Nord-Est e al 15,3% nel Sud).

Non solo: “La ridotta erogazione di borse di studio fa gravare l’investimento sull’istruzione universitaria sulle famiglie di origine degli studenti, i cui redditi, già erosi negli anni della crisi economica, sono ulteriormente compromessi dalla pandemia”. Il Global Social Mobility Index 2020 colloca l’Italia al 34esimo posto di una graduatoria internazionale calcolata su 82 Paesi, dopo Israele e prima dell’Uruguay, ma lontana da Danimarca, Norvegia e Svezia, che occupano le prime tre posizioni.

L’educazione – ricordano gli autori del rapporto – svolge una funzione determinante nell’incremento della mobilità sociale, ovvero la possibilità che un individuo ha di realizzare le proprie potenzialità, a prescindere dal suo background socio-economico. “Da tempo nel nostro Paese l’istruzione universitaria ha ridotto la sua potenza di principale motore di mobilità sociale”: gli ultimi dati disponibili indicano che gli italiani di 30-44 anni laureati e con genitori non in possesso di un titolo di studio corrispondente sono solo il 13,9%, a fronte di una media Ocse del 32,3%.

Servono – osserva il rapporto – adeguati interventi di orientamento, investimenti e risorse“. Ma “se le misure previste del cosiddetto ‘decreto rilancio’ sembrano aver impedito per l’anno accademico in corso il paventato crollo delle immatricolazioni, non saranno certo sufficienti a garantire un effettivo ampliamento nell’accesso all’istruzione, che necessita di articolati interventi di lungo periodo, al fine di contrastare le iniquità strutturali che ancora condizionano lo sviluppo del capitale umano in Italia”.

Al penultimo posto per numero di laureati

Italia penultima in Europa per numero di giovani con un titolo di studio terziario. Secondo il rapporto, infatti, nel 2019 gli italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni con un titolo di istruzione terziaria erano il 27,7% del totale, ovvero 13,1 punti percentuali in meno rispetto alla media Ue a 28, pari al 40,8%. Dopo l’Italia, soltanto la Romania con il 25,5%.

Nel nostro, come in altri Paesi Ocse, la domanda potenziale di istruzione terziaria è in effetti in aumento: nel 2018 i 15enni che manifestavano l’intenzione di proseguire gli studi dopo la maturità erano il 63,1%, una quota superiore di 22 punti percentuali rispetto a quella dei loro coetanei del 2009 (pari al 40,9%). Ma alle intenzioni purtroppo “non sempre seguono i fatti”, e la differenza con il numero di quanti poi effettivamente si laureano è “sintomo di processi di dispersione”. 

AGI – In questa fase di continua emergenza, con la situazione in costante evoluzione, certamente non si può escludere che possano essere adottati nelle prossime settimane altri provvedimenti, ma non significa affatto che siano state già prese delle decisioni o nuove misure. Azzardare o ipotizzare adesso, quindi, nuovi e imminenti decreti rischia soltanto di creare confusione e incertezze tra i cittadini. E’ quanto chiariscono fonti di Palazzo Chigi.

In merito ad alcuni articoli apparsi oggi sui quotidiani, le fonti chiariscono quindi che si tratta soltanto di mere ipotesi che non trovano alcun fondamento allo stato attuale perché è tutto vincolato all‘andamento della curva epidemiologica, su cui c’è la massima attenzione da parte del Governo.

Nel frattempo – concludono le stesse fonti – il Governo in queste ore sta continuando a lavorare in stretto contatto con le Regioni e le Autonomie locali per coordinare l’adozione di misure specifiche legate ad aree territoriali dove si riscontrano maggiori criticità.

 

AGI – Riaprono le principali rotte terrestri e alcune vie aree interne in Libia. È questo uno dei principali risultati dei due giorni di negoziati a Ginevra tra il governo di Tripoli e le autorità della Cirenaica, ha fatto sapere Stephanie Williams, l’inviata speciale delle Nazioni Unite per il Paese africano, straziato da nove anni di guerra civile dopo la caduta, nel 2011, del regime del colonnello Muammar Gheddafi.

In conferenza stampa, Williams si è detta “abbastanza ottimista” sulla possibilità di un cessate il fuoco duraturo tra l’esecutivo riconosciuto dalla comunità internazionale, guidato da Fayez al Serraj, e le forze del generale Khalifa Haftar, che la scorsa estate avevano tentato la conquista della capitale per poi essere ricacciate a Sirte, grazie all’intervento della Turchia a sostegno di Tripoli. 

Corsa contro il tempo

Le fazioni hanno anche concordato di non riprendere i combattimenti ed evitare escalation militari che possano mettere a repentaglio il funzionamento dell’industria petrolifera, vitale per l’economia del Paese. “I due lati hanno raggiunto un’intesa su diverse importanti questioni che hanno un impatto diretto sulle vite e il benessere del popolo libico”, ha spiegato Williams, “sono abbastanza ottimista, c’è un’aria di serietà e impegno”.

Dopo il primo volo in 18 mesi tra Tripoli e Bengasi decollato la settimana scorsa, “verso il fine settimana”, dovrebbe essere stilato un regolare calendario di collegamenti tra le due città, ha spiegato l’inviata Onu. È prevista inoltre la riapertura delle principale arterie stradali, inclusa la litoranea tra Misurata e Sirte. Il governo di Tripoli e le forze di Haftar hanno inoltre avviato le trattative sullo scambio di prigionieri. “C’è una reale determinazione a preservare l’unità e la sovranità del Paese”, ha detto ancora Williams, che ha parlato di una “corsa contro il tempo” a causa del “grado di flagranti ingerenze esterne e di sfacciate violazioni dell’embargo sulle armi”. 

AGI – Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, assicura che il governo conferma le stima di crescita della Nadef nonostante la seconda ondata di Covid-19 e ritiene che lo scenario per il 2021 potrebbe anche essere migliore del previsto. “Se riusciremo a contenere la ripresa delle infezioni da Covid-19 con misure selettive, sono fiducioso che i risultati del 2020-2021 non saranno lontani – spero migliori – da quanto previsto per quanto riguarda il 2021”, ha spiegato in un’intervista al Sole 24 Ore.

“L’approccio che il Governo ha adottato nell’impostazione della legge di bilancio è allineato con le indicazioni formulate dalla Commissione europea, anche su richiesta del governo italiano, e approvate dai ministri delle Finanze”, ha sottolineato il titolare del Mef. Tra le misure “più significative” dell’azione di governo, Gualtieri ha ricordato “il nuovo piano Transizione 4.0 (l’evoluzione di Industria 4.0; ndr) rafforzato” che “partirà dal 1 gennaio, cosi’ come i principali progetti infrastrutturali o a quelli legati alla decarbonizzazione, alla digitalizzazione della Pa, alla banda ultralarga, alle infrastrutture sociali, che naturalmente saranno completati nell’orizzonte pluriennale del piano”.

Un piano che fa pendant con il 110% in materia di edilizia, tanto che Gualtieri aggiunge: “Questa è una delle misure di più forte impatto, è già operativa e sarà finanziata con la componente prestiti per la parte già in vigore e con quella sovvenzioni (grants) per la sua estensione oltre il 2021”.

Poi il titolare del dicastero di XX Settembre a Roma afferma che “nei decreti legati all’emergenza Covid” sono state stanziate “risorse significative anche per il 2021 e per gli anni seguenti: dall’eliminazione delle clausole Iva ai due miliardi per gli investimenti degli enti territoriali, ai consistenti stanziamenti per scuola, università, ricerca, imprese”.

E facendo i conti precisa: “Sono 31 miliardi per il 2021 che, insieme ai circa 15 del Next Generation Eu, portano la manovra effettiva del 2021 a 70 miliardi. È quindi una manovra fortemente espansiva, come richiesto dal ciclo economico, tutt’altro che basata solo su misure di corto respiro” e “al contrario prevediamo riforme epocali come l’assegno unico e quella dell’Irpef e un programma di investimenti senza precedenti”, assicura Gualtieri.

La “Tax compliance” su cui punta il governo potrebbe potrebbe portare “diversi miliardi aggiuntivi” da impiegare per la riforma del Fisco: lo ha affermato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un’intervista al Sole 24 Ore. La manovra di bilancio è “fortemente espansiva, come richiesto dal ciclo economico, tutt’altro che basata solo su misure di corto respiro. Al contrario prevediamo riforme epocali come l’assegno unico e quella dell’Irpef e un programma di investimenti senza precedenti”, ha sottolineato Gualtieri.

Sulla riforma fiscale “gli 8 miliardi sono disponibili nel percorso definito dalla Nadef e dalla legge di bilancio, e non richiedono coperture”, ha spiegato il titolare del Mef, “a queste somme vanno poi aggiunti i maggiori introiti strutturali derivanti dalla tax compliance, per i quali abbiamo previsto un apposito fondo per la fedeltà fiscale. Per ragioni prudenziali non abbiamo indicato una cifra ex ante, ma siamo fiduciosi, in base al trend riscontrato prima dell’emergenza, che ex post ci saranno diversi miliardi aggiuntivi che potremmo utilizzare per l’attuazione dei vari moduli della riforma”.  

AGI – La Lazio torna a disputare la fase a gironi di Champions League 13 anni dopo ed è un rientro trionfale. All’Olimpico la squadra di Simone Inzaghi domina per 90′ e sconfigge il Borussia Dortmund con un perentorio 3-1. I tedeschi, alla quinta partecipazione consecutiva alla massima competizione continentale, subiscono la velocità e il pressing dei ragazzi di Simone Inzaghi che, privo dell’infortunato Lazzari, si affida ai titolari inamovibili: Correa a sostegno di Immobile in avanti.   

Ed è proprio l’attaccante napoletano il protagonista della serata con una rete e un assist. Una vendetta la sua consumata qualche anno dopo essere stato mandato via dal club tedesco che ha definito il suo acquisto il peggiore della sua storia. I tedeschi come sempre puntano sul tandem Sancho-Haaland, solitamente concentrato di rapidità e potenza ma oggi piuttosto spuntate, malgrado il gol del baby-prodigio Haaland.   

La Lazio in vantaggio dopo 6′ con Ciro Immobile: Correa serve Immobile in mezzo all’area e l’attaccante controlla la palla e batte il portiere Hitz con un colpo leggero. Il Borussia reagisce ma è ancora la Lazio ad andare vicina al raddoppio in diverse occasioni. E il 2-0 arriva per i biancocelesti al 23′ con un gol di testa sugli sviluppi di calcio d’angolo di Luiz Felipe che stacca bene sul primo palo e batte Hitz. La Uefa assegna il gol (autorete) al portiere che devia con la testa nella propria porta.    

Nella ripresa i tedeschi sono più aggressivi e hanno diverse occasioni. Una prevalenza che si concretizza al 72′: errore in disimpegno di Patric e Reyna mette in mezzo per Haaland che scarica un potente destro sotto la traversa. La Lazio non si scompone e segna ancora: al 78′ lancio in profondità per Immobile che mette in mezzo per l’accorrente Akpa-Akpro e l’ex giocatore della Salernitana non sbaglia. Per i biancocelesti un ritorno in Champions da sogno.

AGI – Esordio vincente in Champions League  per la Juventus di Andrea Pirlo vince la prima gara in trasferta quest’anno e lo fa con la Dinamo Kiev in un match valido per il Gruppo G: decide una doppietta di Alvàro Morata nel secondo tempo. Lucescu, che non aveva mai perso finora alla guida della Dinamo Kiev, si è presentato con un 4-3-3 con Tsygankov, Supryaha e De Pena in attacco, metre a metà campo ha messo Buyalskiy, Sydorchuk e Shaparenko; Kedziora e Karavaev esterni bassi con Zabarnyi e Mikolenko al centro della difesa.

Andrea Pirlo ha invece schierato un più prudente 3-4-1-2 con Ramsey dietro le due punte, Kulevski e Morata. Chiesa (che sarà squalificato in campionato) e Cuadrado sugli esterni, Bentancur e Rabiot a centrocampo. In difesa Danilo, Bonucci e Chiellini (costretto a uscire al 18′ per uno stiramento e sostituito da Demiral). Ancora panchina per Dybala, entrato solo nella ripresa al 55′ per Kulusevski.

Dopo un primo tempo in cui si è vista una buona Juventus che ha avuto qualche chance in avvio di gara, ma la Dinamo, che non si è mai portata con convinzione in avanti, ha rischiato poco. Nella ripresa cambia subito musica e i bianconeri attaccano con più convinzione e al secondo minuto arriva il gol: Chiesa serve Ramsey che porge la palla dietro a Kulusevski che tira. Sulla respinta corta del portiere tap-in vincente di Morata e Juve in vantaggio. 

Pur sotto di un gol la Dinamo Kiev non riesce a impensierire i bianconeri e all’84’ arriva il secondo gol di Morata che segna così la sua prima doppietta in Champions League. Traversone dalla destra di Cuadrado (forse il migliore in campo) e colpo di testa in anticipo di Morata che fissa il risultato sul 2-0 per la Juventus.

Tanto per ricordarlo ai più distratti, CD Projekt RED ha pubblicato un nuovo spot con protagonista Keanu Reeves, che oltre a rammentare l’uscita di Cyberpunk 2077 tra un mese lancia una sfida. Se infatti è indubbio che l’hype sia alle stelle, è altrettanto vero che le anteprime del nuovo titolo della software house polacca hanno lasciato (giustamente) qualche curiosità sul gameplay.

Cyberpunk 2077 Keanu Reeves protagonista

Quindi, nientemeno che lo stesso Johnny Silverhand, all’anagrafe Keanu Reeves, ci pone un quesito definitivo. Nello spot precedente l’attore incitava i giocatori a “cogliere l’attimo“. Questa volta chiede:

Perché vieni qui, cosa stai cercando?
Divertimento? Potere?
O per destabilizzare il sistema?

La risposta è ovviamente personale, anche se qualcosina Reeves la anticipa. Ad ogni modo il riferimento abbastanza chiaro richiama la vibrante realtà di Night City ed il suo fare da sfondo alle molteplici sfaccettature del gioco di ruolo.

Il nuovo trailer di Cyberpunk 2077 con Keanu Reeves protagonista sta scalando rapidamente ogni classifica di visualizzazione. D’altronde lo sviluppatore ha offerto ai fan uno sguardo più da vicino alla produzione del titolo, allineando negli ultimi mesi una serie di video esplicativi su moltissimi aspetti del gioco. Il ‘Night City Wire’ è arrivato al quarto episodio e ve ne succederanno sicuramente altri, con focus su caratteristiche di gameplay nonché di sceneggiatura.

Cyberpunk 2077 Keanu Reeves protagonista

La lavorazione principale del titolo è come annunciato completa. Ulteriore conferma che lo studio lancerà effettivamente il titolo nella sua data di rilascio prevista del 19 novembre. Cyberpunk 2077 arriverà inizialmente su PS4, PC e Xbox One. I giocatori che acquisteranno una copia su hardware attuale avranno accesso gratuito a un aggiornamento next-gen.

L’articolo Cyberpunk 2077: Keanu Reeves di nuovo protagonista proviene da GameSource.

AGI – LinkedIn, il social network legato alle attività professionali, ha ceduto alle stories. I 14 milioni di utenti di LinkedIn in Italia possono condividere storie con foto e video della durata massima di 20 secondi utilizzando l’app mobile (come già avviene con Instagram e Facebook), e queste saranno visibili sui propri profili per 24 ore. Le storie possono essere personalizzate con testo e adesivi a tema, e sarà possibile avviare una conversazione tramite la funzione “Domanda del giorno” (“Question of the Day”).
Negli ultimi sette mesi i lavoratori italiani si sono ritrovati a lavorare da casa e la distinzione tra vita professionale e personale non è più netta come prima.

In un contesto nel quale le consuetudini della vita domestica si sono andate a mescolare con ciò che possiamo definire l’ufficio virtuale in casa, le dinamiche relazionali tra colleghi e nelle reti professionali sono cambiate, e le persone fanno sempre più affidamento sui propri network online per restare in contatto con gli altri. Ciò si riflette anche sul modo in cui le persone utilizzano LinkedIn, con un aumento del 55% su base annua delle conversazioni tra gli utenti, e un aumento del 60% relativo alla creazione di contenuti sulla piattaforma.

L’obiettivo delle storie di LinkedIn è offrire un altro modo per condividere informazioni sul quotidiano della propria vita lavorativa e rimanere in contatto con la propria comunità professionale.

“Rimanere connessi, a livello personale e professionale, non è mai stato così importante come ora” dice Michele Pierri, News Editor di LinkedIn Italia, “Durante il lockdown i nostri membri hanno utilizzato LinkedIn per tenersi in contatto con colleghi e altre persone sia per cercare consigli, che per trovare nuove opportunità, o semplicemente per tenersi aggiornati. Vediamo le storie come una naturale continuazione di questa connettività più personale tra colleghi, e abbiamo già visto centinaia di migliaia di nuove conversazioni che si sono innescate tramite le storie.” 

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