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"La scarsità delle risorse, che giustamente preoccupa i governi, non può certo toccare ambiti delicati come questo, perché i tagli devono riguardare gli sprechi, ma non va mai tagliata la solidarietà'!": a chiederlo è Papa Francesco nel discorso rivolto all'Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (Anmil).  Secondo il Papa, "il nostro mondo ha bisogno di un sussulto di umanità, che porti ad aprire gli occhi e vedere che chi ci sta davanti non è una merce, ma una persona e un fratello in umanità". E quelle a favore degli invalidi e mutilati del lavoro portate avanti da 75 anni con impegno e determinazione dall'Anmil, sono battaglie che "non riguardano solo chi è stato vittima del lavoro o svolga lavori pericolosi e usuranti, ma ogni cittadino, perché insieme alla cultura del lavoro e della sicurezza è in gioco la sostanza stessa della democrazia, che si fonda sul rispetto e la tutela della vita di ognuno".

Era il 20 settembre 1958, esattamente sessant’anni fa, quando entrava in vigore, dopo circa dieci anni di iter legislativo, la legge Merlin, che stabiliva la chiusura delle case di tolleranza e l’introduzione di tutta una serie di reati legati alla prostituzione, in particolare sfruttamento, induzione e favoreggiamento. A promuoverla, Lina Merlin, componente dell'Assemblea Costituente e prima donna a essere eletta al Senato. Fino ad allora la legge italiana prevedeva controlli sanitari periodici sulle prostitute, controlli che però da periodici diventavano quasi sempre saltuari, in più creavano una brutta atmosfera intorno a chi doveva eseguirli quei controlli, perché la licenza per la gestione dell’attività era assai preziosa.

Attenzione, la legge rendeva illegali le case chiuse ma non la prostituzione in sé, che restava del tutto legittima a patto che i rapporti avvenissero tra maggiorenni consenzienti. Da quel giorno in poi, comunque, il dibattito sulle case di tolleranza non si spense mai. Già ai tempi le proteste furono immediate e vibranti, Gaetano Pieraccini del Psi sosteneva che relegare nell'ombra il tutto poteva solo peggiorare la situazione e portare conseguenze disastrose per la salute pubblica, aumentando persino lo sfruttamento. E così, di fatto, fu.

Croce e Montanelli

Anche Benedetto Croce si espresse negativamente rispetto la chiusura delle case, che disse “eliminando le case chiuse non si distruggerebbe il male che rappresentano, ma si distruggerebbe il bene con il quale è contenuto, accerchiato e attenuato quel male”. Anche tra i compagni della Merlin c’era chi era contrario alla legge, come lo stesso Pietro Nenni, ma si acquietarono tutti quando la senatrice minacciò di rivelare i nomi di quelli tra di loro tenutari di un bordello.

Anche Indro Montanelli si schierò contro la legge e nel suo “Addio, Wanda!” scriveva: “In Italia un colpo di piccone alle case chiuse fa crollare l'intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli, la Fede cattolica, la Patria e la Famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre istituzioni trovavano la più sicura garanzia.”.

Periodicamente, durante questi 60 anni, tanti si sono detti convinti che proprio la legge Merlin si è rivelata una delle cause che ha generato l'emergenza prostituzione in Italia. Prostituzione che da quel 20 settembre 1958 è finita nelle mani delle mafie e che ha creato, le strade di ogni singola città italiana parlano chiaro, una vera emergenza umanitaria rispetto la miriade di ragazze straniere deportate nel nostro paese al solo scopo di essere vendute.

La politica negli anni ha provato, invano, a porre rimedio alla situazione. Mara Carfagna nel 2008, quando era Ministro delle pari opportunità, propose un disegno di legge proibizionista contro la prostituzione stradale, ma non arrivò mai all'iter parlamentare. Nel 2013 venne pubblicato sulla gazzetta ufficiale della Corte Suprema di Cassazione un quesito referendario per abolire la legge, molti sindaci promossero l’iniziativa nelle loro città, ma non vennero raggiunte le firme necessarie.

Progetti di legge recenti

Anche il Pd presentò un disegno di legge nel 2014, tramite la senatrice Spilabotte, che godeva di ampio consenso politicamente trasversale, ma non si concretizzò mai in norma di legge. Alcuni comuni decisero invece di concentrarsi sulla lotta alla prostituzione in strada, inasprendo le pene per chiunque fosse stato trovato in compagnia di una prostituta, con possibile arresto in caso di flagranza di reato, per intralcio al traffico e atti osceni in luogo pubblico; ma non si rivelò un’idea geniale, anzi fu giudicata proprio incostituzionale proprio in virtù della stessa legge Merlin, che prevede che “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”.

Il cavillo sembrava averlo trovato il sindaco di Firenze Nardella che, rifacendosi al decreto Minniti-Orlando sull'immigrazione clandestina, ha emesso un'ordinanza sul divieto di chiedere o accettare prestazioni sessuali a pagamento per strada, con pene dall'arresto fino a tre mesi e multe fino a 200 euro anche se il rapporto non si è consumato. Mentre a fare da contraltare diversi sindaci, tra i quali l’ex di Roma Ignazio Marino, che proponevano l’istituzione di quartieri a luci rosse in stile olandese; proposte tutte rimandate al mittente dai prefetti in quanto nessun comune può legiferare su temi etici, quei comuni quindi si sarebbero ritrovati, sempre secondo la legge Merlin, complici nel reato di favoreggiamento alla prostituzione.

Berlusconi e Salvini

Una fase fondamentale del dibattito emerse durante il processo (ancora in corso) “escort” dove è implicato anche l’ex premier Silvio Berlusconi. La corte barese ha ragionato a fondo sull’incostituzionalità della legge Merlin riguardo in particolare i reati di reclutamento e favoreggiamento della prostituzione, chiaramente nel caso di prostitute maggiorenni, consenzienti e non sfruttate, in relazione agli articoli 2 (diritti inviolabili, tra cui quello di disporre del proprio corpo) e 41 (libertà di iniziativa economica) della Costituzione. Ma la Corte Costituzionale, unico organo giudiziario col potere di abrogare parti di legge, non ne ha mai voluto sapere.

Ultimamente, nel calderone della lotta politica dove gli ideali sono diventati semplicemente merce per accaparrarsi consensi, a riportare in auge il dibattito è stato Matteo Salvini, che quando non ancora Ministro ma solo in odore di campagna elettorale, si era espresso inequivocabilmente sulla faccenda: “Regolamentare e tassare la prostituzione come nei Paesi civili, riaprendo le case chiuse. Ne sono sempre più convinto”. Ai tempi, eravamo a gennaio 2018, Fabrizia Giuliani, deputata del Pd, replicò decisa: “Sull’idea delle case chiuse Salvini se ne faccia una ragione: il nostro Paese, per fortuna, non tornerà mai indietro. Noi non consentiremo mai politiche che farebbero felici i trafficanti di esseri umani. Le donne della Lega si ribellino, anche perché l’Europa, forse Salvini non lo sa, sta andando in senso opposto”.

E Salvini ci è tornato su giorni fa:  "Abbiamo raccolto migliaia di firme per provare a fare un referendum – ha spiegato il vice premier leghista  a I Lunatici su Radiodue Rai – Ora combatto tra antidroga, antimafia e altro, ma ritengo che riconoscere che quello è un mestiere, togliendolo dal controllo della mafia e dello sfruttamento, sarebbe opera di civiltà". "Se si sceglie liberamente di prostituirsi non sta a me dare giudizi morali – ha continuato -. Ovviamente lo sfruttamento e la violenza sono un altro paio di maniche". Salvini vorrebbe una legge nuova per superare la Merlin.

Così in Europa

Ecco, ma in che direzione sta andando l’Europa? Il paese che sul tema può fare scuola ovviamente è l’Olanda che da sempre si è dimostrata non solo tollerante ma decisamente pragmatica rispetto la questione. Fu addirittura Napoleone a regolamentare la prostituzione agli inizi del XIX secolo nel tentativo di limitare il contagio di malattie veneree tra i suoi soldati, così obbligò le prostitute alla registrazione e a sostenere controlli medici periodici. Oggi la prostituzione è considerata una professione a tutti gli effetti: le prostitute hanno accesso alla previdenza sociale, possono riunirsi in sindacati, devono pagare le tasse e sono totalmente regolarizzate dal punto di vista legale al pari di qualsiasi altro lavoratore.

Nel paese esistono una decina di Red Light Districts, dove le donne in ambienti puliti e controllati, sono libere di mettersi letteralmente in vetrina per attirare i clienti. Chiaramente ogni paese è condizionato dalla propria storia, è tanto evidente da un lato in Olanda quanto dall’altro in un paese come l’Italia, negarlo sarebbe ipocrita. Ma è anche vero che dappertutto si sta facendo il possibile per affrontare la situazione nella maniera più intelligente possibile.

In Germania per esempio la prostituzione è legale e si fanno notevoli passi avanti per la regolamentazione giuridica delle prostitute. Più in generale effettuare prestazioni sessuali a pagamento è legale nella maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale, meno in quella orientale (dove però affrontano giornalmente il problema dell’esportazione di donne per la prostituzione); chi paga per prestazioni sessuali agisce nella legalità praticamente ovunque tranne che, ultimamente, in Svezia, Norvegia e Islanda; al contrario l’adescamento invece è illegale in quasi tutti i paesi, specie in quelli dove è già stata varata la legalizzazione della professione, in altri esistono quelle che potremmo chiamare “zone di tolleranza”, dove Stato e Polizia con un occhio controllano e l’altro lo tengono chiuso; sfruttamento, favoreggiamento, reclutamento o induzione sono considerati illegali in tutta Europa, così come la prostituzione minorile.

I ricercatori dell'Università Campus Bio-Medico di Roma hanno scoperto e dimostrato, per la prima volta, il ruolo decisivo di una molecola lipidica, la resolvina D1, nell'insorgenza dell'insufficienza cardiaca cronica, patologia grave che si manifesta con l'impossibilità del cuore di pompare adeguatamente il sangue. Una malattia che in Italia rappresenta la seconda causa di ricovero, dopo il parto, colpisce il 10 per cento della popolazione over 75 – nonchè l'1,2 per cento dei soggetti tra 18 e 40 anni- e si manifesta in un quarto dei pazienti con infarto entro quattro anni dall'evento.

La malattia si scopre con l'elettrocardiogramma e la visita cardiologica, ma viene certificata dall'eco-cuore, che quantifica la (ridotta) capacità di contrazione del muscolo cardiaco. A quel punto, il rischio di episodi di scompenso e' sempre dietro l'angolo, fino alla necessita' urgente di un trapianto. Gli scienziati sono stati in grado di evidenziare la ridotta presenza della resolvina D1 nel sangue dei malati.

Rocco Casalino guadagna poco meno di 170 mila euro lordi annui per il suo lavoro di portavoce e capo ufficio stampa della presidenza del Consiglio. Più del suo datore di lavoro, Giuseppe Conte che si ferma a 114 mila euro. A rivelarlo è L’Espresso che ha pubblicato i dati relativi agli stipendi dello staff che lavora per Palazzo Chigi. Casalino, spiega il settimanale, sarebbe il dipendente più pagato con una retribuzione tripartita: trattamento economico fondamentale (91 mila euro); emolumenti accessori (59 mila euro); indennità (18 mila euro).

Ma anche Sensi guadagnava più di Renzi​

Il settimanale sottolinea che non si tratta però di cifre che si distaccano dal recente passato. Anche nella coppia Matteo Renzi – Filippo Sensi i numeri erano esattamente gli stessi con Sensi a guadagnare più dell’ex premier, ma solo mille euro in meno rispetto all'attuale portavoce del premier (169 mila euro). 

Sulla comunicazione, secondo questi dati, questo governo starebbe tuttavia spendendo di più rispetto al passato. “L'ufficio stampa e del portavoce di Giuseppe Conte ha in organico 7 persone per un costo complessivo di 662 mila annui”, scrive Mauro Munafò, cifre leggermente superiori a quelle del governo Letta (7 dipendenti – 629 mila euro) e di quello presieduto da Gentiloni (525 mila euro). C’è da sottolineare che in questo calcolo mancherebbero ancora gli eventuali stipendi dei collaboratori di Matteo Salvini e che, durante i mesi di governo, le cifre iniziali sono abitualmente destinate a salire. Le spese fatte dall’esecutivo Renzi, scrive ancora l’Espresso, hanno registrato una spesa iniziale di 335 mila euro (4 persone) che poi sarebbe aumentata a 605 mila euro alla fine del mandato.  

Il team del governo

Nella lista compaiono altre figure di spicco del Movimento 5 Stelle come Pietro Dettori, definito un fedelissimo di Davide Casaleggio, oggi responsabile della comunicazione social ed eventi all’interno della segreteria di Luigi Di Maio (130 mila euro annui) e Massimo Bugani, vicecapo della stessa segreteria (80 mila euro). Entrambi, ricorda il settimanale, sono soci dell’associazione Rousseau. Numeri e dati che confermano quanto la comunicazione digitale, rete e social, abbia un ruolo di primissimo piano all’interno dell’esecutivo gialloblu.

Uno studio interdisciplinare effettuato su lievito di birra Saccharomyces cerevisiae (S. cerevisiae) ha condotto alla scoperta di tre geni che portano l'informazione genetica necessaria alla fabbricazione di altrettante proteine, la cui mancanza o difetto potrebbe essere la causa di malattie neurodegenerative nell'uomo. Alla ricerca, che ha utilizzato come strumento d'indagine il Tellurito di potassio, un composto la cui tossicità è collegata a malattie quali l'Alzheimer e il Parkinson, hanno partecipato tra l'altro ricercatori dell'Istituto di bioscienze e biorisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbr) e del gruppo di ricerca dell'Università del Salento diretto da Pietro Alifano. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports.

E' rivoluzione per la malattia di Huntington giovanile, manifestazione rara della malattia di Huntington, patologia rara a sua volta, ereditaria, neurodegenerativa, di origine genetica. Uno studio prevalentemente italiano, il primo al mondo condotto su giovani pazienti in collaborazione con istituti internazionali, scopre infatti la variante più aggressiva della malattia, con insorgenza in età infantile. Si tratta di una "anomalia" genetica che rende la proteina responsabile della malattia ancora più tossica e pericolosa per il normale sviluppo di precise aree dell'encefalo alterando la crescita normale e armonica del sistema nervoso.

Questo causa un impatto ancora maggiore e più drammatico sulla qualità e conduzione della vita già subito dopo la nascita. La straordinaria scoperta potrebbe consentire la messa a punto di strategie terapeutiche per la prevenzione dei sintomi già molto prima delle manifestazioni cliniche che, in genere, si presentano in età adulta. La prevenzione di processi neurodegenerativi, come accade nell'invecchiamento cerebrale, rappresenta da sempre un traguardo fortemente auspicato dalla comunità scientifica. 

La Polonia chiede una maggiore presenza di militari americani sul suo territorio come risposta al comportamento "aggressivo" della Russia ed è pronta a pagare almeno due miliardi di dollari per ospitare una base militare statunitense. Il presidente polacco,

Andrzej Duda, in visita alla Casa Bianca, ha formalizzato la richiesta di Varsavia per la prima base Usa al di là dell'ex Cortina di ferro e ha ha azzardato persino un nome per l'avamposto: Fort Trump, in onore del presidente americano.

Trump, da parte sua, si è detto pronto a valutare "seriamente" la richiesta di una presenza permanente in Polonia, Paese strategico in Europa per il contenimento della Russia, e si è comunque impegnato a rafforzare la cooperazione militare con Varsavia. "Intensificheremo le consultazioni", ha fatto sapere la Casa Bianca in una nota – per determinarne la fattibilità e il risultato di questo sforzo contribuirà alla difesa non solo dell'Europa centrale e orientale ma anche dell'intera alleanza".

Da diversi mesi la Polonia chiede una presenza rafforzata di veicoli corazzati americani sul fianco orientale della Nato; ed è il secondo Paese a sollecitarlo dopo l'Estonia, il cui presidente Kersti Kaljulaid ha esortato Washington a schierare missili e truppe "Patriot" sul suo territorio.

La Polonia è impegnata in un ambizioso progetto di rinnovamento delle sue Forze Armate: il Parlamento ha già approvato nel 2017 l'aumento del bilancio militare dal 2% attuale al 2,5% del Pril entro il 2030. Di questi stanziamenti, circa il 20% è destinato all'acquisto di nuove armi, soprattutto di fabbricazione americana, come i missili antiaereo Patriot comprati a marzo scorso per più di 4,7 miliardi di dollari. E nel frattempo la Polonia è diventata una sorta di avamposto dell'Alleanza Atlantica. A giugno, 18.000 soldati Nato hanno condotto esercitazioni in Polonia, Lettonia, Lituania ed Estonia.

Ma la richiesta di Duda rischia di irritare Mosca, dove il portavoce del Cremlino, Ditru Peskov, nei mesi scorsi, ha detto chiaramente che ci sarebbero ripercussioni nel caso gli Stati Uniti rafforzassero la propria presenza militare.

Forse per questo successivamente il segretario americano alla Difesa, James Mattis, ha elogiato la Polonia per aver aumentato le spese militari ma ha frenato sulla presenza militare permanente nel Paese, indicando che non è ancora stata presa alcuna decisione: "Le questioni sono molteplici: non riguardano solo la base ma l'addestramento, la gestione della struttura, insomma tanti dettagli che devono venire analizzati con i polacchi". 

L’Ocse rivede al ribasso le stime del Pil italiano per il 2018 portandole dall'1,4 all'1,2 per cento. E, nell'Economic Outlook, attribuisce il rallentamento della crescita “alle incertezze legate alle scelte politiche” del governo, “agli alti tassi di interesse e al calo nella creazione di posti di lavoro che frena la spesa delle famiglie”. L'Ocse avverte inoltre che il debito italiano e l'aumento dello spread rappresentano un rischio per l'intera Eurozona: "La resilienza e l’architettura dell’area euro – si legge nel rapporto – sono migliorate negli ultimi anni ma restano preoccupazioni sulla stabilità fiscale e finanziaria a causa di incertezze legate a scelte politiche, compresa l’Italia, e il futuro accordo tra Gran Bretagna e il resto dell’Unione europea. Il recente aumento dello spread legato al rischio sul debito pubblico italiano – spiega l'organizzazione – insieme al conseguente calo dell’andamento dei titoli bancari stanno a dimostrare la possibilità di un ritorno della vulnerabilità dell’area euro. Ulteriori riforme sono necessarie per ridurre il rischio contagio, aumentare la resilienza e rafforzare il quadro fiscale. Uno schema di assicurazione comune sui depositi potrebbe aumentare la fiducia e aiutare la diversificazione dei rischi". Per l’Ocse inoltre dovrebbero essere introdotte "misure che incentivino le banche a diversificare il loro portfolio di titoli di stato, limitando il collegamento tra banche nazionali e governi. L’introduzione della capacità di una stabilizzazione fiscale per l'area euro contribuirebbe anche ad assorbire forti shock economici negativi e fornirebbe un ulteriore strumento che potrebbe essere attivato in caso di crisi".

È morta questa notte a Milano all'età di 87 anni Inge Feltrinelli, moglie di Giangiacomo, fondatore dell’omonima casa editrice, nella quale lei ha continuato a lavorare a lungo anche dopo la scomparsa del marito. Figlia di ebrei tedeschi immigrati dalla Spagna, aveva sposato Giangiacomo nel 1960. Era stata soprannominata la "regina dell'editoria". “I libri sono tutto, i libri sono la vita, ed è stata una vita circondata da libri, librai, editori, scrittori e lettori quella di Inge Schönthal Feltrinelli, Presidente della Casa editrice Giangiacomo Feltrinelli e icona della cultura del ‘900, che ci ha lasciati oggi all’età di 87 anni”, ha comunicato la casa editrice. Che la ricorda come “fonte quotidiana di ispirazione per le attività dell’intero Gruppo, Inge Feltrinelli è stata la guida più esigente e lo sguardo più innovativo, l’entusiasta promotrice di nuove attività come la diga più invalicabile a difesa dell’indipendenza e dell’autonomia della cultura".

Anche a Roma si può fare la spesa con Amazon Prime Now. Il servizio permette di acquistare prodotti dal supermercato e di vederseli consegnare nel giro di poche ore in alcune zone della Capitale. "Prime Now", che fino a oggi era disponibile solo a Milano, permetterà agli abbonati Prime di scegliere tra ottomila prodotti dei negozi Pam Panorama e di riceverli con consegna al piano entro un'ora o in una finestra a scelta di due ore.

Come funziona

Si possono fare i propri ordini collegandosi al sito primenow.amazon.it, oppure sull’app disponibile per Android iOS. Inserendo il proprio CAP si può sapere se il servizio è abilitato nella propria zona, o avere informazioni su quando lo sarà. Prime Now è disponibile solo per i clienti di Amazon Prime (ecco come iscriversi), l’abbonamento annuale da 36 euro che consente di ricevere gli acquisti senza costi di spedizione e consegna. C’è un mese di prova gratuita per tutti i nuovi iscritti.

Il servizio è attivo dalle 8 di mattina a mezzanotte, sette giorni su sette. I clienti Prime possono scegliere la consegna entro un’ora al costo di €7.99 (nelle aree in cui disponibile) oppure consegna in finestre di due ore senza costi aggiuntivi per ordini superiori a 50 euro. Fino a fine 2018, per celebrare il lancio di Prime Now a Roma, la consegna in finestre di due ore sarà senza costi aggiuntivi per ordini superiori a 25 euro.

“L’Italia è il secondo Paese in Europa in cui Prime Now è stato reso disponibile, nella città di Milano – spiega Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es. – Grazie a questa estensione di Prime Now, d’ora in poi anche i clienti romani iscritti ad Amazon Prime possono usufruire del nostro servizio di consegne ultra-veloci, oltre ai numerosi benefici di cui possono già godere grazie all’abbonamento Prime”. 

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