Newsletter

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

A maggio il mercato del lavoro Usa ha subito una brusca e positiva impennata. E una ripresa a ‘V’ dell’economia, che fino a ieri sembrava una chimera, è tornata in auge.

L’economia degli Stati Uniti, che ad aprile aveva bruciato ben 20,5 milioni di posti, a maggio ne ha creati, a sorpresa, 2,5 milioni. Anche il tasso di disoccupazione, dal 14,7% di aprile è tornato a diminuire segnando un benaugurante 13,3%, contro un atteso crollo al 19,8%.

A Wall Street il Dow Jones ha brindato con un rialzo di oltre il 3% e Donald Trump ha esultato: “Dati incredibili, la pandemia è superata”, ha subito twittato. E chi pronosticava una ripresa a forma di V – un brusco calo dell’attività seguito da un rapido e drastico rialzo – ha ripreso fiato, dopo essere stato considerato fino ai dati sull’occupazione di ieri, decisamente poco credibile.

Le ipotesi di ripresa a ‘U’, a ‘W’ e a ‘Swoosh’ 

Il dibattito sulla forma della ripresa economica negli Usa da tempo ha contrapposto economisti ed esperti, dopo lo stop delle attività dovuto al lockdown e alla chiusura delle fabbriche, dei negozi e dei servizi. Fino a ieri negli Usa la curva a V era considerata la più improbabile.

Quella a U, che prevedeva alcuni mesi di crisi prima della ripresa, era la più gettonata e la più auspicata.

Quella a W, cioé una ripresa interrotta da una seconda ondata di pandemia, era una delle ipotesi più temute, peggio della quale c’era solo la possibilità di un scenario a L, in cui non si vede un’uscita dal tunnel e quello di una curva che non è descritta da una lettera dell’alfabeto, ma dallo ‘Swoosh’, il simbolo del marchio Nike, il cosiddetto ‘fruscio’, che prevede una caduta, seguita da una ripresa, ma con una crescita lenta e tanto tempo per tornare al livello pre-crisi.

Perché la ripresa a ‘V’ è tornata in auge 

I dati di ieri sul mercato del lavoro Usa, migliori del previsto, hanno ridato coraggio a quelli che tifavano per una ripresa a V. “Questi miglioramenti nel mercato del lavoro riflettono una ripresa limitata dell’attività economica che era stata ridotta a marzo e ad aprile a causa della pandemia di coronavirus e degli sforzi per contenerla”, si legge nel commento del dipartimento al Lavoro che ha diffuso il rapporto, ricordando che l’economia Usa ha perso 22,1 milioni di posti di lavoro tra marzo e aprile ma ha riguadagnato 2,5 milioni a maggio.

Secondo gli esperti, la spiegazione di questo rimbalzo è legata al fatto molte imprese nelle grandi città Usa sono state riaperte o avevano intenzione di riaprire a metà maggio e dunque hanno ricominciato ad assumere. Tuttavia, come ha notato il Wall Street Journal, dopo il 25 maggio, e cioé dopo la morte di George Floyd, a causa delle proteste e dei saccheggi avvenuti diverse aziende hanno richiuso e ciò potrebbe ritardare di giorni o settimane le loro riaperture, causando un altro ciclo di perdite di posti di lavoro.

La gente ricomincia a viaggiare

Tuttavia i dati sul lavoro non sono i soli che vanno presi in considerazione. I dati sulla mobilità di Apple hanno mostrato che le richieste di indicazioni stradali per guidare e camminare sono quasi tornate ai livelli pre-pandemici dal primo giugno. 

Inoltre c’è stato un aumento della domanda di viaggi, che si è estesa anche ai voli, con le principali compagnie aeree che hanno annunciato questa settimana che stanno ripristinando alcuni dei i voli che avevano sospeso a causa della pandemia.

Il prezzo del petrolio sta risalendo

Il prezzo del petrolio, sulla scia dei dati Usa, ha segnato una netta V, anche grazie alla notizia che i Paesi produttori hanno fissato per oggi l’incontro per decidere l’estensione dei tagli produttivi.

Un’astronave o un’illusione?

I mercati azionari hanno brindato ai dati sull’occupazione Usa, continuando a salire, ma questo non è detto che sia per forza un segnale che va verso una ripresa a V dell’economia. 

Come ha notato il noto commentatore televisivo, Jim Cramer, conduttore della trasmissione economica “Mad Money” sulla Cnbc, “la pandemia di coronavirus ha prodotto uno dei maggiori trasferimenti di ricchezza nella storia… questa è la prima recessione che il grande business sta attraversando praticamente incolume… Penso che stiamo osservando una ripresa a forma di V nel mercato azionario, che non ha quasi nulla a che fare con una ripresa a forma di V nell’economia”.

Alle tesi di Cramer ha subito replicato Donald Trump, che in conferenza stampa, ha dichiarato: “Abbiamo parlato di V, ma questa è meglio di una V. Questa è una nave spaziale”. 

AGI – L’Opec e i suoi alleati, guidati dalla Russia, concordano l’estensione di un mese dell’accordo sui tagli alla produzione. Lo rivela all’agenzia Reuters un delegato Opec che ha preferito mantenere l’anonimato. Oggi i Paesi dell’Opec+ si sono riuniti per costringere i Paesi più reticenti come l’Iraq e la Nigeria a rispettare gli accordi. I produttori del cartello Opec+ avevano precedentemente concordato di tagliare l’offerta di 9,7 milioni di barili al giorno (bpd) nei mesi di maggio e giugno per sostenere i prezzi che sono crollati a causa della crisi del coronavirus. L’Arabia Saudita e la Russia hanno concordato di estendere i tagli fino alla fine di luglio e questo è appunto l’accordo che si sarebbe profilato, anche se Riad avrebbe spinto per estenderli sino a fine agosto.

Articolo aggiornato alle ore 12,50 del 6 giugno 2020.

AGI – Epilogo amaro per il ritorno a Brescia di Mario Balotelli: il club ha chiesto la rescissione unilaterale del contratto e i legali del presidente, Massimo Cellino, hanno inviato una raccomandata per comunicarlo all’attaccante. La goccia che ha fatto traboccare un vaso già abbastanza colmo prima del ‘lockdown’ è stata la presentazione  da parte di Super Mario di un certificato medico con sei giorni di prognosi per una gastroenterite, inviato per giustificare gli ultimi allenamenti saltati.

L’avvocato del patron delle rondinelle, Mattia Grassani, ha provveduto alla comunicazione e ora dovrà essere un collegio arbitrale a decidere sulla rescissione del contratto
che aveva firmato l’estate scorsa da un milione e mezzo a stagione per tornare nella sua città dopo le esperienze all’Inter, al Manchester City, al Milan e al Nizza.

L’eredità di Super Mario al Brescia è impalpabile: appena cinque gol e nessun apporto concreto alla squadra che occupa l’ultimo posto in classifica, lontanissima dalla zona salvezza.

Balotelli, che compirà 30 anni ad agosto, non si presenta alle sedute di allenamento da metà maggio ma il club gli rimprovera anche un atteggiamento negligente nel primo periodo di lavoro da svolgere in casa attraverso la piattaforma online.

E così, tra dossier, assenze ritenute ingiustificate, silenzi, post su Instagram e mail, si è consumato lo strappo definitivo. Anche l’allenatore delle rondinelle, Diego Lopz, che gli aveva affidato la fascia di capitano, ora lo scarica: “Io credo che ognuno sia padrone del proprio destino, ma non a parole. Con i gesti. Mario si allena da solo perché i suoi compagni hanno fatto un percorso che lui non ha fatto”, ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera, “era facoltativo, va bene, ma il gruppo ha preso una strada e lui un’altra. Su Zoom, durante la quarantena, non si è fatto vedere”.

“La scommessa Balotelli l’ho persa di brutto”, aveva ammesso recentemente Cellino, “io l’ho tentata, il resto l’ha fatto Mario. Ho pensato che le condizioni ci fossero tutte, niente da fare. Mario vive al di sopra delle regole, oppure con regole tutte sue, gli dici una cosa e lui ne fa un’altra”.

“Ufficializziamo che Italia Viva correrà alle prossime regionali di settembre in tutte e sei le regioni: Toscana, Campania, Puglia, Liguria, Marche, Veneto. Così finalmente conteranno i voti e non i sondaggi”. Lo annuncia Matteo Renzi nrella sua enews. “Garantiamo – prosegue il leader di Iv – che sarà una campagna elettorale difficile e con tanta fatica, ma ci divertiremo sicuramente come spesso accade durante le campagne elettorali. Non c’è occasione migliore per avvicinare nuove persone”.

AGI – L’Ufficio studi della Cgia segnala che oltre l’80 per cento dei lavoratori dipendenti del settore privato presente in Italia ha il contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto. In termini assoluti, sottolinea la Cgia in una nota, “stiamo parlando di circa 12,6 milioni di operai e impiegati che attendono un rinnovo che, a seguito della recessione economica in atto, rischia di slittare anche quest’anno, alimentando una ulteriore flessione della dinamica salariale”.

Afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo: “Vista la caduta verticale dei consumi delle famiglie e l’andamento dell’inflazione che nel corso dell’anno scivolerà verso il quadrante negativo, c’è la necessità di appesantire le buste paga per dare un impulso alla ripresa della domanda interna”.

Ovviamente, ragiona Zabeo, “ciò deve avvenire senza aumentare i costi fissi in capo alle aziende che, in questo periodo, non dispongono di risorse aggiuntive per farvi fronte. Pertanto, una strada percorribile potrebbe essere quella di ridurre per legge il costo del lavoro in capo ai dipendenti, in modo tale da trasferire questo risparmio fiscale e/o contributivo nelle tasche degli operai e degli impiegati”.

Secondo il Cnel, prosegue l’analisi della Cgia, i contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti nel nostro Paese erano, al 31 dicembre 2019, 922. Di questi, 126 sono in scadenza quest’anno. Dal dicembre del 2012, lo stock complessivo dei contratti è salito del 67 per cento.

Il settore che presenta il numero più elevato di contratti è il commercio (244), seguito dagli enti e istituzioni private (114), edilizia (75), trasporti (70), agricoltura (53), aziende di servizi (47), poligrafici e spettacolo (43), alimentaristiagroindustriale (42), metalmeccanici (36), chimici (33), tessili (29), credito e assicurazioni (28) e Amministrazione pubblica (19).

Dichiara il segretario, Renato Mason: “Sebbene negli ultimi anni il peso del fisco sulle retribuzioni risulti in calo, la dimensione del cuneo fiscale in Italia rimane ancora un forte ostacolo alla crescita, allo sviluppo degli investimenti e all’espansione dell’occupazione”. Anche per queste ragioni, prosegue, “bisogna ridurre le tasse e i contributi sul lavoro, iniziando dalla componente riconducibile ai lavoratori dipendenti. Con buste paga più pesanti, infatti, la domanda interna registrerebbe degli effetti positivi. Questo provvedimento, altresì, migliorerebbe anche i fatturati degli artigiani, dei piccoli commercianti e in generale dei lavoratori autonomi che vivono quasi esclusivamente dei consumi delle famiglie”.

Un discorso a parte va fatto sullo smart working. In questi mesi di lockdown, questa modalità di lavoro è stata molto utilizzata, anche se i livelli di produttività non sembrano essere stati particolarmente elevati.

La Cgia ricorda che un ulteriore passo verso la giusta direzione avrà luogo a partire dal prossimo primo luglio. In quella data, infatti, entrerà in vigore la modifica ed estensione del cosiddetto “bonus Renzi” che porterà nelle tasche dei lavoratori dipendenti, con reddito complessivo sino a 28 mila euro, 100 euro al mese (chi ne beneficiava già di 80 euro al mese ne potrà così ottenere 20 in più).

Questo beneficio, inoltre, verrà esteso anche ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo compreso tra i 28 e i 40 mila euro, con importi decrescenti al crescere del reddito fino ad annullarsi al superamento dei 40 mila euro. Per questa misura il Governo metterà in campo risorse aggiuntive per 1,3 miliardi di euro per l’anno in corso e 3,5 miliardi di euro dal 2021.

 

In termini occupazionali, il 2020 rischia di chiudersi con dati molto preoccupanti. Secondo una stima dell’Ufficio studi della Cgia su dati della Banca d’Italia, entro dicembre rischiamo una perdita di quasi 1 milione di posti di lavoro (precisamente 969.000 unità). Se come parametro di riferimento prendiamo le unità di lavoro (vale a dire il numero di lavoratori che potenzialmente sono occupati 8 ore al giorno), le stesse si riducono di 2.370.000 unità, facendo scendere lo stock complessivo degli occupati sotto i 22 milioni.

Un dato mai così basso da 25 anni a questa parte. Con un’economia sempre più in affanno, a pagare il conto saranno i lavoratori – siano essi autonomi o dipendenti – e le piccole imprese. Secondo l’indagine campionaria Banca d’Italia-Iseco tenutasi a metà marzo, finalizzata a raccogliere informazioni riguardo gli effetti della pandemia sull’attività economica, nel primo semestre di quest’anno la contrazione di fatturato dovrebbe colpire maggiormente le piccole imprese con meno di 50 addetti (-29 per cento), rispetto alle grandi, vale a dire quelle con più di 500 addetti (-18 per cento).

Se, da un lato, non ci sarebbero forti squilibri a livello territoriale, dall’altro i settori più colpiti riguarderebbero i servizi, in particolar modo il piccolo commercio, gli alberghi e la ristorazione. Nel settore manifatturiero, invece, il calo più significativo si registrerebbe nel tessile, abbigliamento, calzature e nella metalmeccanica.

AGI – La app francese di tracciamento dei contagi da coronavirus, “StopCovid”, è stata scaricata da oltre un milione di utilizzatori. Lo ha detto il segretario di Stato per il digitale Cédric O su RMC. Il numero, ha precisato, si riferisce all’attivazione della app e non al semplice atto di scaricarla.

L’efficacia del sistema di tracciamento dipende dal numero di persone che lo utilizzano, ma il governo ha stimato che e’ utile fin da quando i primi francesi hanno cominciato a scaricarlo e non ha fissato obiettivi minimi di utilizzatori, come ha detto lo stesso O.

Come funziona

StopCovid avverte gli utilizzatori che hanno incrociato nelle due settimane precedente un altro utilizzatore che si e’ rivelato positivo al virus. L’allarme scatta quando gli smartphone di due persone si sono incrociate a meno di un metro, per oltre 15 minuti (mezzi pubblici, ristoranti).

Contro le critiche di violazione della privacy, il governo francese ha sempre opposto la garanzia che i dati degli utilizzatori resteranno riservati attraverso l’utilizzo di pseudomini da cambiare continuamente.  

“Le condizioni del Mes sono molto convenienti per l’Italia, che usufruirebbe addirittura di un tasso di interesse negativo sui prestiti fino a 7 anni e di poco più di zero su quelli fino a 10 anni, a fronte di tassi sui Btp del debito pubblico italiano dell’1,7%”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il viceministro dell’Economia Antonio Misiani.

Secondo il numero due del Mef, “non ci sono condizioni di altro tipo, se non che la spesa riguardi direttamente e indirettamente la sanità”, cosicché “l’Italia potrebbe ottenere in questo modo fino a 36 miliardi di euro”, dunque “si tratta di una opportunità molto importante per rafforzare il sistema sanitario”.

Facendo un po’ di conti, Misiani sostiene anche che il poter accedere al programma europeo Sure “per l’Italia può valere una ventina di miliardi di prestiti coi quali finanziare la cassa integrazione”, e anche ai fondi per la liquidità alle pmi della Bei, “che potrà erogare fino a 40 miliardi”. Poi contiamo – aggiunge Misiani – sul Recovery fund, dal quale potrebbero arrivare risorse molto importanti (circa 173 miliardi per l’Italia) anche se sappiamo che i tempi sono più lunghi perché serve l’approvazione all’unanimità negli organismi europei”.

Quanto a convincere i 5Stelle ad accettare il Mes, Misiani: “Decideremo insieme. L’importante è partire dalle priorità e dal fabbisogno di risorse, vagliando senza pregiudizi tutti gli strumenti che la Ue ci offre. Mes compreso”.

 

AGI – Un post su George Floyd pubblicato dalla campagna per la rielezione di Donald Trump è stato rimosso da Instagram, Facebook e Twitter perché conteneva materiale che non rispettava il “Digital millennium copiright act”, ovvero la legge sul diritto d’autore digitale.

Chi utilizza una creazione originale condivisa dai social deve essere autorizzato a farlo e le piattaforme che non rimuovono i post che violano questa norma vengono ritenute responsabili. 

“Questo contenuto è stato disabilitato in risposta ad una denuncia del titolare del copyright”, spiega Twitter rimuovendo il messaggio. Trump è insorto accusando Twitter di “fare le regole al momento”.

Il social media aveva già allertato sulla possibile disinformazione relativa ad alcuni tweet del presidente della scorsa settimana. La Casa Bianca ha risposto con un ordine esecutivo che punta a levare ai social lo scudo legale sui contenuti pubblicati da terzi. Facebook è invece finita nel mirino dell’opposizione democratica perché si rifiuta di fare il fact checking dei contenuti.

AGI – “Fu Charles Darwin a servirsi per la prima volta di quella metafora – l’albero della vita – per illustrare la storia dell’evoluzione” scrive su TuttoLibri de La Stampa David Quammen, l’autore del fortunatissimo “Spillover”, il libro su nuovi, strani virus e altri patogeni che emergono nelle specie animali e infettano gli esseri umani, che sulle colonne dell’inserto culturale del quotidiano torinese illustra i contenuti del suo nuovo libro dal titolo “L’albero intricato” nel quale svela i segreti del Dna umano. 

“Nell’albero di Darwin, e in tutti quelli venuti dopo per oltre cent’anni” scrive Quammen “i rami che rappresentano le diverse linee di creature si dipartono da un unico tronco, divergendo e dispiegandosi verso l’esterno man mano che crescono” ma lo scrittore afferma anche che “non potevo prevedere” che il successivo libro che avrebbe scritto avrebbe anche esaminato “le ragioni per le quali il suo albero della vita era sbagliato – o perlomeno, parzialmente sbagliato – e drasticamente incompleto”. Nel suo percorso, Quammen s’è imbattuto in studi e studiosi che “hanno cominciato a mettere in discussione l’albero della vita di Darwin”.

Nell’articolo, Quammen racconta l’incontro con Ford Doolittle, il massimo teorico di questi studi che dicono che i rami dell’albero della vita, “o perlomeno alcuni di essi, erano intrecciati, che si incrociavano tra loro tramite quello strano processo, il trasferimento genico orizzontale”, che null’altro è” spiga Quammen, che “uno spostamento laterale di materiale genetico da una linea di creature viventi in un’altra”.

Ovvero? Ovvero, spiega lo scrittore-scienziato, “il patrimonio ereditario viene trasmesso in linea verticale, dai genitori alla prole – è questa l’opinione canonica. Ma non sempre le opinioni canoniche sono corrette. Effettivamente, il patrimonio ereditario di solito viene trasmesso in linea verticale, ma non sempre. Uno spostamento laterale di geni può introdurre nei genomi nuove e significative opportunità – come nel caso del gene ‘sincitina-2′, che è entrato a far parte del genoma dei mammiferi attraverso un episodio di infezione virale, poi si è evoluto lentamente, è stato cooptato e ha cominciato a produrre una particolare membrana che si trova tra il feto e la placenta materna”. “Quel gene derivato da un virus, la sincitina-due – assicura Quammen – è oggi fondamentale per portare felicemente a termine la gravidanza negli esseri umani”.

Conclude Quammen, al quale, dice, questo nuovo libro è costato 5 anni della sua vita, che “adesso siamo in grado di vedere che alcuni di quei rami convergono, un ramo cresce lateralmente e si fonde con un altro. L’albero è intrecciato. Come recita il sottotitolo del mio libro, si tratta di una nuova e radicale storia della vita”. “È stata una sfida nuova per me, ma si è trattato di un gran bel viaggio”, conclude, augurandosi che lo sia anche per i lettori.

 

Il vaccino per la prossima influenza stagionale, in tempi di coronavirus, viene “raccomandato” e offerto gratuitamente a tutti i bambini da 6 mesi a 6 anni e alle persone sopra i 60 anni, oltre che a tutte le categorie a rischio e agli operatori sanitari.

È quanto prevede la circolare del ministero della Salute ‘Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021’, pubblicata oggi, secondo cui “nella prossima stagione influenzale 2020/2021, non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e SARS-CoV-2″.

Perché il vaccino antinfluenzale è importante contro il Covid-19

È importante che si vaccinino contro l’influenza in particolare i soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid-19 e Influenza.

Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso”. Quanto al tema specifico dei bambini da 6 mesi a 6 anni, per i quali fino allo scorso anno il vaccino era raccomandato solo in presenza di fattori di rischio, il documento sottolinea “l’opportunità di raccomandare la vaccinazione in questa fascia di età, anche al fine di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani nell’attuale fase pandemica”.

Il vaccino viene inoltre offerto gratuitamente, come ogni anno, ai soggetti a rischio (malati cronici, operatori sanitari, forze di pubblica sicurezza) e agli over 65, ma “per la stagione 2020-2021, a causa dell’emergenza COVID-19, al fine di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d’età di maggiore rischio di malattia grave, la vaccinazione antinfluenzale puo’ essere offerta gratuitamente nella fascia d’età 60-64 anni”.

Cosa deve fare chi sta a contatto con gli anziani

Il vaccino antinfluenzale sarà obbligatorio per gli operatori sanitari, ma anche per gli anziani ricoverati in Rsa. Nella circolare del ministero si sottolinea che “per quanto riguarda gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie che operano a contatto con i pazienti, e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungo degenza, la vaccinazione e’ fortemente raccomandata nella prospettiva di una iniziativa legislativa che la renda obbligatoria”. 

Quando conviene vaccinarsi?

Quanto ai tempi, “vista l’attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di SARS-CoV-2, si raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. Questo può essere particolarmente importante se si tratta di una stagione influenzale tardiva o quando si presentano pazienti a rischio”.

Dopo quanto tempo è attivo il vaccino?

La decisione di vaccinare “dovrebbe tenere conto del livello di incidenza della sindrome simil-influenzale nella comunità, tenendo presente che la risposta immunitaria alla vaccinazione impiega circa due settimane per svilupparsi pienamente. Al fine di ridurre l’impatto di una probabile co-circolazione di SARS-CoV-2 e virus influenzali nel prossimo autunno, e’ cruciale che le Regioni e Province Autonome avviino le gare per l’approvvigionamento dei vaccini anti-influenzali al piu’ presto basandole su stime effettuate sulla popolazione eleggibile e non sulle coperture delle stagioni precedenti”.

Quanti dovrebbero vaccinarsi?

Gli obiettivi di copertura, per tutti i gruppi target, sono il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale. Si raccomanda allo scopo “un tempestivo avvio di campagne di comunicazione (fondate su solidi modelli teorici di riferimento) che includano il più ampio spettro di destinatari (tutto il personale sanitario, con particolare attenzione agli operatori impegnati in contesti assistenziali a lungo termine; soggetti anziani; nuovi gruppi individuati nella campagna 2020/2021, tutti i gruppi a più elevato rischio di complicanze conseguenti a contagio influenzale) prevedendo messaggi rivolti alla popolazione generale e altri, più specifici, per gruppi omogenei”.

 

Flag Counter