Nel 1991, Terminator 2: Judgment Day non ha solo ridefinito gli effetti speciali, ma ha scolpito nel metallo un concetto filosofico: “No fate but what we make” (Non c’è destino se non quello che ci creiamo). Oggi, quella stessa filosofia rivive in un’operazione nostalgia che spoglia il franchise della computer grafica moderna per tornare alle origini: il 2D.
Un Gameplay che “morde”
Il gioco è un action-platform a scorrimento laterale che ripercorre fedelmente gli eventi di Terminator 2: Il Giorno del Giudizio. Si inizia nei panni del T-800 appena arrivato dal futuro (completamente nudo, come da copione) e ci si fa strada tra poliziotti e biker per recuperare vestiti e armi. La sensazione di “peso” del Terminator è resa benissimo: non sei un personaggio agile che salta ovunque, sei un carro armato umanoide.
Un Ritorno all’Estetica 16-bit
Terminator 2D: No Fate si presenta come l’erede spirituale dei classici arcade e dei titoli per SEGA Mega Drive e SNES. Immaginate un run-and-gun frenetico alla Contra o Metal Slug, dove però il metallo pesante non è solo decorativo.
L’estetica in pixel art permette di ricreare le atmosfere cupe e bluastre della Los Angeles notturna e il futuro post-apocalittico dominato dalle macchine con una nitidezza che i poligoni spesso confondono. Ogni esplosione, ogni scintilla di un proiettile che rimbalza sull’endoscheletro di un T-800, trasmette un senso di peso e minaccia costante.
Gameplay: Schiva, Spara, Sopravvivi
Il nucleo di No Fate risiede nella tensione. A differenza di altri action bidimensionali, qui non sei sempre il predatore.
- La caccia del T-1000: In vari livelli, il giocatore (nei panni del T-800 riprogrammato o di un giovane John Connor) non deve abbattere il nemico, ma fuggire. Il T-1000 è rappresentato come uno sprite inarrestabile, capace di scivolare attraverso le grate e trasformarsi, rendendo ogni scontro un puzzle di sopravvivenza.
- Gestione dei danni: Fedele al film, il tuo personaggio può subire danni strutturali che influenzano il gameplay. Perdi un braccio? La precisione cala. Un occhio rosso danneggiato? Il campo visivo si restringe.
Il Significato di “No Fate”
Il sottotitolo non è casuale. Il gioco implementa un sistema di scelte e bivi narrativi. Nonostante la natura lineare dei platform 2D, No Fate permette al giocatore di alterare il corso degli eventi. Salvare un personaggio secondario o distruggere un laboratorio della Cyberdyne in un modo specifico può portare a finali differenti, sfidando il destino prestabilito della guerra nucleare.
Il comparto sonoro
Giocare a No Fate con le cuffie è un’esperienza totale. Il tema principale di Brad Fiedel digitalizzato mette i brividi, e i campionamenti audio (i suoni degli spari, i rumori metallici del T-800) sono presi direttamente dal film, aumentando il coinvolgimento a livelli altissimi.
Perché il 2D funziona ancora per Terminator?
Il fascino di un “Terminator 2D” risiede nella sua pulizia. Senza la distrazione di mondi aperti o grafiche iper-realistiche, l’attenzione torna sulla minaccia. Vedere un endoscheletro avanzare inesorabile verso di te in uno scorrimento laterale evoca quel senso di claustrofobia e inevitabilità che ha reso grande il franchise originale.
Verdetto Preliminare
Terminator 2D: No Fate è una lettera d’amore ai fan che credono che la saga abbia dato il meglio di sé negli anni ’90. È un richiamo a un’epoca in cui i giochi erano difficili, diretti e incredibilmente stilosi.
“Il futuro non è scritto. Ma se è fatto di pixel, promette di essere glorioso.”



