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Prima dell’inizio del match risuonavano ancora le parole di ammirazione di Matteo Berrettini, classe 1996, nei confronti di Gael Monfils, classe 1986: “Lo guardavo da piccolo, è un giocatore straordinario”. Alla fine della maratona lunga cinque set, che i due hanno giocato per aggiudicarsi l’onore di giocare una semifinale agli Us Open, c’è aria di passaggio di consegne. Il giovane tennista romano ha sconfitto il collega francese con il punteggio di 3-6 6-3 6-2 3-6 7-6. E si è regalato, salvo un’impresa di Diego Sebastián Schwartzman, argentino di nascita e indole, una semifinale contro Rafa Nadal. Con la speranza di soffrire meno la tensione, e l’emozione, patita a Wimbledon contro Roger Federer. Ma quelli erano ottavi. Tutta un’altra storia. 

“Che lotta” ha detto alla fine del match ai microfoni. “Non ricordo neanche un punto di questa partita. Ma grazie a tutti voi, grazie a voi italiani”. Il ringraziamento per i supporter, tanti, che lo hanno sostenuto durante il match.

Quello di Berrettini è un lungo sogno che è partito con un altro francese, Richard Gasquest, superato al primo turno, ed è proseguito con due australiani, Jordan Thompson e Alexei Popyrin, fino ad arrivare al russo Rublev e, come detto, a Monfils. Un torneo giocato all’insegna della regolarità e del coraggio. Con un dritto potente e profondo, un servizio costante ed efficace, una difesa a oltranza, dando tutto quello che si può dare in un campo da tennis. 

Contro Monfils, in realtà, Berrettini è partito contratto. Tanto che il primo set è finito rapidamente in favore del francese. Poi la reazione, con i colpi sempre più profondi, veloci e precisi. Che sono valsi secondo e terzo set. Nel quarto, invece, ha subito il ritorno del giocatore transalpino che ha sfruttato la maggiore esperienza e la voglia di concedersi un’altra soddisfazione in una carriera già lunga.

Nel quinto set, però, è venuta fuori la tenuta fisica del tennista romano che ha ripreso a martellare il suo avversario, senza dargli tregua. Almeno fino al decimo gioco, dove un passaggio a vuoto ha rischiato di compromettere partita e torneo. Poi il tie-break decisivo, dopo tre match-point sprecati, e il 7-6 conclusivo. Ora la sfida al campione spagnolo, emozione (e fatica) permettendo.  

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