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Tra Dominic Thiem e Marco Cecchinato apparentemente non c’è partita. L’austriaco, 10 tornei vinti, è il numero 8 del tennis mondiale, ma è stato anche numero 4 ed è riconosciuto come uno dei futuri probabili dominatori del circuito quando la generazione Federer/Nadal andrà in pensione. L’italiano, invece, si sta imponendo nel 2018 dopo anni difficili e una classifica costruita a suon di tornei minori. Eppure i due, che sono quasi coetanei, si sono già affrontati due volte. In un Futures a Modena, nel 2013, dove l’italiano vinse in finale. E a Doha, l’anno seguente, nel secondo turno di qualificazioni al tabellone principale dove, invece, si impose l’austriaco.

La vittoria in Emilia e la sconfitta in Qatar

Era il 2013. Un secolo fa, sportivamente parlando. Si giocava sulla terra rossa, stessa superficie del Roland Garros. Un torneo dal montepremi modesto, 15mila dollari, ma importante per iniziare ad acquisire fiducia e a fare esperienza. Una vittoria più netta di quel 6-3 6-4 che si legge sull’albo d’oro contro il numero uno del torneo. Il favorito della vigilia anche se ancor lontano dai numeri e dalla classifica di oggi. Non fu un successo che conquistò l’attenzione dei media. Forse per la modestia del torneo, forse perché, In quello stesso giorno, 21 luglio, un altro tennista italiano trionfava ad Amburgo, in un torneo ATP 500, facendo sognare i tifosi in cerca di un nuovo idolo. Era Fabio Fognini.

Il giorno dopo la vittoria a Modena, su un portale online locale, Cecchinato raccontava l’importanza di quella vittoria e, soprattutto, tracciava il percorso futuro per arrivare a competere con i big:  “Mi manca solo la continuità. Lo scorso anno ho giocato abbastanza bene, ma con troppe pause tra i vari tornei e quindi non sono riuscito a ingranare come avrei voluto. Quest’anno ho avuto dei picchi notevoli, come nelle due settimane in cui ho battuto due top 100 a Roma e a Nizza, ma adesso devo far sì che questo livello di gioco diventi la normalità”. Anche l’anno dopo, con un Thiem diverso e già più strutturato, Cecchinato non sfigurò. Si aggiudicò il primo set, 6-1, e cedette solo alla distanza, al terzo set, dopo una battaglia vera contro un avversario più avanti di lui.

Il desiderio di rimanere a galla

In quell’intervista a Modena Today, Cecchinato parlò anche delle sue ambizioni. L’unico timore, allora, era quello di rimanere a “galleggiare” al di sotto dei giocatori di primissima fascia: “So che non sarà facile, ma sono molto fiducioso di poterci riuscire“. Forse, oggi, quel traguardo è più vicino che mai. La semifinale con Thiem sarà un modo per capirlo. Poi, ci saranno altri test. Il più difficile, per il tennista palermitano, sarà quello di abbandonare l’amata terra rossa per provare a salire di livello anche sull’erba e sul cemento. Ma prima c’è un sogno da realizzare. Un sogno che si chiama Roland Garros. 

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