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Per molti sarebbe dovuta essere la notte del passaggio di consegne. I guantoni del grande vecchio, Gianluigi “Gigi” Buffon, passati a quelli della giovane promessa, Gianluigi “Gigio” Donnarumma. Ma per il portiere del Milan, la finale di Coppa Italia, è stata una notte da dimenticare, piena di errori e figuracce.

La Juventus, dopo un primo tempo a corrente alternata, si è scatenata calando il poker e sfruttando gli errori del giovane portiere della nazionale. Così è finita con Buffon che consolava il suo erede ricordandogli che, dopotutto, ha ancora solo vent’anni e un grande futuro davanti a sé.

Non era una partita qualunque per Buffon. Nonostante la lunga carriera si è trattato della prima finale di Coppa Italia vissuta in campo, da titolare. Solitamente, e non solo nella Juventus, è il portiere di riserva ad essere schierato in una competizione giudicata importante ma minore.

Stavolta, invece, tra i pali c’era il numero uno. Il motivo è semplice: il ritiro è alle porte, le partite che restano sono pochissime, la volontà di lasciare un bel ricordo, anche dopo i fatti di Madrid, è tanta. E il congedo dalla più importante coppa nazionale non poteva essere migliore con il Milan fermato nelle sue offensive, non sempre irreprensibili, e un contributo decisivo per la vittoria finale.

C’è chi, invece, non è stato affatto tenero con Donnarumma. Tra titoli ed editoriali. Da “Il Milan umiliato” per colpa sua, pubblicato da Eurosport alle “due papere che nemmeno all’oratorio” della Gazzetta dello Sport che si chiede se il valore del giovane portiere, circa 70 milioni di euro, sia rimasto immutato dopo una stagione tra alti e bassi. La sua partenza verso Parigi potrebbe anche diventare un problema, a quelle cifre.

Non è un caso, quindi, se la squadra di Gattuso abbia deciso di far arrivare a Milano, per la prossima stagione, un portiere di grande esperienza come Pepe Reina. L’uomo giusto per sostituire Donnarumma, in caso di partenza, o per aiutarlo a scacciare via i fantasmi di una pressione mediatica e sportiva sempre più ingombrante. Uno che possa fargli superare una giornata così nera dove anche i social hanno infierito pesantemente ricoprendo “Gigio” di battute, offese e fotomontaggi. Per diventare Buffon, insomma, c’è tempo.

 

 

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