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AGI – L’esultanza del pesce morto di Fifa, in cui ci si getta a terra come se si fosse esanimi: Daniil Medvedev ha scelto questo modo per celebrare il trionfo agli Us Open su Novak Djokovic, a cui ha negato il Grande Slam. Ed è stata ancora una volta una scelta fuori dagli schemi per il 25enne di Mosca. “Cosa ho fatto dopo il match point? Solo le leggende possono capirlo, L2 e sinistra“, ha spiegato alludendo al comando dei videogiochi, l’altra sua grande passione.

L’orso

Il “bear”, l’orso, come è soprannominato il numero due del mondo, fino a pochi anni fa veniva spesso confuso con il suo omonimo, Andrei, all’epoca nella Top 10 mondiale ma con cui non ha nessuna parentela. Nel circo della racchetta Daniil veniva considerato un tipo freddo ed eccentrico, alto e dinoccolato con il suo metro e 98 per 85 chili. Eppure ha sempre mostrato un’ironia affilata e una capacità di pensare fuori dagli schemi che si nota anche in campo.​ ​​​​​​”Sono un ragazzo semplice e tranquillo ma il mio mondo interiore è molto complesso e articolato, oserei dire che è incomprensibile anche per me”, ha detto Medvedev di sè.  

“The machine”

Dotato di una grande risposta, amante dell’erba ma a suo agio su tutte le superfici veloci, Medvedev si allena in Francia e il suo preparatore fisico è Eric Hernandez. “The machine”, la macchina, lo ha definito Nick Kyrgios per evidenziarne i movimenti perfetti e la potenza e rapidità dei colpi.
La svolta nella carriera è arrivata nel 2019, proprio a Flushing Meadows dove disputò la sua prima finale in uno Slam: perse i primi due set ma portò al quinto Rafa Nadal e iniziò il parziale decisivo con un break di vantaggio. Nella classifica Atp conquistò il quinto posto e da allora non ha più lasciato la Top 10.

Colpo di fulmine

Daniil è nato l’11 febbraio 1996 e i suoi genitori non erano sportivi. Il colpo di fulmine per il tennis è arrivato all’età di nove anni: “Mia madre mi voleva mandare a nuoto ma quando sono arrivato in piscina per la prima volta ho visto un annuncio che diceva che era in corso la formazione di un gruppo di tennis”.
Medvedev ha studiato in una scuola specializzata in fisica e matematica, è tifoso del Bayern Monaco e in particolare di David Alaba e Robert Lewandowski. Nei videogiochi si vanta di aver dato filo da torcere all’attuale campione russo di Fifa.     

I meriti di Dasha

Lui stesso attribuisce il merito della sua crescita alla moglie Dasha che considera a metà tra un angelo custode e il mentore spirituale. “La mia carriera è cambiata in meglio quando le ho chiesto di sposarla” dopo il torneo di Wimbledon del 2018, ha spiegato. Lei è un amore adolescenziale: ha giocato a tennis fino a 17-18 anni, ma gli infortuni le hanno bloccato la carriera. Da quando sono sposati, lui è passato da essere il numero 65 del mondo a giocarsela per un primato che ora non è più una chimera.

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