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L’ultima stella di Wall Street  una società che produce cibo vegetariano che imita per aspetto, consistenza e sapore la carne, venduto nei supermercati negli stessi banchi della carne. Analisti e investitori si sono convinti che fra la popolazione americana la scelta di diete vegetariane registrerà una fortissima crescita nei prossimi anni, di conseguenza si sono buttati a mani basse a comprare le azioni della prima società specializzata in questo business.

Si chiama Beyond Meat (letteralmente: oltre la carne), è sbarcata il 2 maggio sul listino del Nasdaq, e in poco più di un mese ha registrato un rialzo del 390%. Giovedì, in particolare, quando il fondatore e Ceo Ethan Brown ha annunciato i risultati del primo trimestre e soprattutto le ottime prospettive per l’intero 2019, superiori alle attese del mercato, il titolo è balzato del 20%.

La californiana Beyond Meat ha reso noto un obiettivo di ricavi per l’intero 2019 pari a 210 milioni di dollari, in crescita del 140% sul 2018.  Brown ha aggiunto che a fine anno Beyond Meat dovrebbe raggiungere il pareggio a livello di Ebitda (margine operativo lordo). Il primo trimestre si è chiuso con ricavi pari a 40,2 milioni di dollari, in crescita del 215%, e una perdita netta di 6,6 milioni.

Approdata in Borsa all’inizio di maggio dopo un’Ipo (Initial public offering) a 25 dollari, l’azione era già schizzata nel primo giorno di quotazione a 46 dollari per poi triplicare nei successivi tre giorni. Adesso è scambiata a 123,5 dollari. Con questi dati Beyond Meat si è già aggiudicata l’alloro di matricola con la migliore performance del 2019.

La capitalizzazione di Borsa ha raggiunto lo strabiliante valore di 5,9 miliardi di dollari, una cifra incredibile se rapportata al fatturato (28 volte). Numeri che rispecchiano la convinzione degli investitori che sempre più nella popolazione americana si radicheranno scelte alimentari che escludono la carne (vegetariani), che rifiutano qualsiasi alimento di origine animale, compresi latte, uova e formaggi (vegani), o di persone che a casa loro non mangiano carne me se la trovano nel piatto a cena da amici o al ristorante non la rifiutano (flexitariani).

Da notare che fra i felici finanziatori iniziali dell’impresa di Ethan Brown compare anche Bill Gates. Ken Goldman e James Allen, due analisti di JP Morgan, hanno scritto il 28 maggio scorso un report in cui affermano che nei prossimi 15 anni le vendite di “carne vegetale” potranno superare i 100 miliardi di dollari, e se così fosse, affermano, il fatturato di Beyond Meat potrebbe arrivare a 15 miliardi di dollari. Ma il loro entusiasmo è già stato scavalcato dalla realtà, visto che il loro report si concludeva con un target price di 97 dollari, ormai superato dalle quotazioni ufficiali.

Kevin Grundy, analista di Jefferies, dice che Beyond Meat potrebbe salire di un altro 30% se dovesse andare in porto una partnership con Mc Donald’s, di cui si vocifera negli ambienti finanziari. L’accordo con il gigante del fast food sarebbe la mossa che potrebbe mettere Beyond Meat al riparo dai rischi della concorrenza.

Per ora a fare hamburger e salsicce a base di piselli, riso, olio di cocco, fagioli, amido di patate, estratto di mela, lecitina di girasole, olio di canola e altri vegetali (niente soia e niente glutine) sono principalmente in due: Beyond Meat e Impossible Foods. Ma le cose cambieranno dopo che arriveranno sul mercato le polpette e le bistecche vegetali annunciate dal colosso Nestlé. Inoltre si sa che i grandi nomi del fast-food americano come Burger King, Kfc e Del Taco si stanno attrezzando per non restare indietro rispetto alla crescente richiesta di cibo vegetariano.

Per non parlare di Tyson Foods, colosso americano da 48 miliardi di dollari di fatturato, secondo produttore al mondo di carne di pollo, manzo e maiale, che ha accompagnato come finanziatore lo sviluppo di Beyond Meats, ma ha deciso di vendere la sua quota poco prima dell’Ipo per essere libera di fare concorrenza con una sua linea di prodotti vegetariani.

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