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AGI – Impianti rivestiti di batteri potrebbero essere utilizzati durante gli interventi chirurgici per fratture ossee in modo da accelerare la guarigione e prevenire le infezioni post-operatorie. È l’idea di Lei Tan dell’Università Hubei di Wuhan, in Cina, descritta in un articolo pubblicato sulla rivista Science Advances.

Quando qualcuno subisce una frattura, a volte è necessario un intervento chirurgico per consentirgli una guarigione completa e corretta. Una tecnica comune consiste nell’utilizzare un impianto metallico per aiutare le ossa rotte a rimanere allineate durante la guarigione. Mentre si ripara l’osso si fonde con il metallo. Nel nuovo studio i ricercatori hanno testato un rivestimento nell’impianto a base di batterio Lactobacillus casei, che si trova nello yogurt. Questa specie è nota per regolare l’ambiente immunitario. Questo potrebbe favorire e supportare la generazione di tessuti e rilasciare sostanze antibatteriche.

I test sono stati condotti su ratti con fratture alla tibia: tre animali hanno ricevuto impianti in titanio standard e altri tre hanno avuto impianti in titanio rivestiti con batteri L. casei morti. Dopo quattro settimane, il team ha riscontrato un aumento del 27 per cento del tessuto osseo nei ratti con gli impianti ricoperti di batteri rispetto a un aumento del 16 per cento nei ratti con gli impianti standard.

Un aumento del tessuto osseo è un segno che la frattura sta guarendo. Un potenziale rischio di questi impianti è l’infezione nel sito in cui l’impianto incontra l’osso. Per verificare se il loro impianto trattato con L. Casei fosse più resistente alle infezioni i ricercatori lo hanno rivestito con batteri batteri MRSA resistenti ai farmaci, che possono causare infezioni.

Dopo 12 ore, i ricercatori hanno scoperto che il 99,9 per cento di questi patogeni era morto. “I batteri svolgono un ruolo importante nel microbioma intestinale e ci sono prove crescenti che suggeriscono che i loro benefici possono essere sfruttati anche al di fuori dell’intestino”, afferma Matthew Wook Chang della National University di Singapore. 

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