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AGI – L’obbligo di usare guanti monouso a bordo dei mezzi pubblici, “aumentando il ritmo delle sanificazioni del mezzo, più volte al giorno, perché non basta una volta sola”. È la proposta che la sottosegretaria alla salute Sandra Zampa ha lanciato come ulteriore stretta delle misure anti Covid, ripensando, in particolare, a quelle che riguardano i trasporti.

Ma i guanti aiutano davvero a prevenire le infezioni? Solo a determinate condizioni, ha spiegato chiaramente lo scorso marzo l’Istituto superiore di sanità. E sì, perché i guanti, così come le mascherine, se non utilizzati in modo adeguato, possono addirittura diventare un veicolo di contagio.

Le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità

Per l’Iss, i guanti, come dispositivo di protezione, vanno bene a patto che “non sostituiscano la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per 60 secondi”; “siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati”; “come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi”; “siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato”; e “non siano riutilizzati”.

I guanti – sempre secondo l’Istituto superiore di sanità – sono necessari “in alcuni contesti lavorativi come per esempio personale addetto alla pulizia, alla ristorazione o al commercio di alimenti” e sono da considerare “indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o domiciliare a malati”.

Lo scorso giugno a non raccomandare l’uso di guanti da parte delle persone in pubblico come misura preventiva per impedire la diffusione del coronavirus era stata l’Organizzazione mondiale della sanità.

Il parere dell’Oms

Rispondendo a una domanda sulla necessità di usarli quando si va a fare la spesa, l’Oms spiegava in una sezione del suo sito che “indossare guanti in spazi pubblici non sostituisce la necessità per l’igiene delle mani, né offre alcuna misura aggiuntiva di protezione contro il Covid-19 rispetto all’igiene delle mani”.

Insomma, per l’Oms, “i guanti non offrono una protezione completa contro il contagio delle mani“, perché il virus puo’ passare “attraverso piccoli difetti dei guanti stessi o durante la rimozione dei guanti”; cosi’ come e’ possibile, con le mani guantate, passare il coronavirus “da una superficie all’altra” o “toccandosi il viso”.

Il commento del virologo

Chi sconsigliava l’uso dei guanti (“paradossalmente, può aumentare il rischio contagio”) era stato all’AGI in una intervista del 3 settembre scorso il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università degli Studi di Milano.

“Innanzitutto i guanti possono dare un falso senso di sicurezza – aveva spiegato l’esperto – e, quindi, indurre le persone a fare meno attenzione ad altre misure importanti per la prevenzione del contagio, come il lavaggio delle mani. A usare i guanti, invece, dovrebbero essere gli operatori sanitari, non solo perché esposti maggiormente al rischio contagio durante l’esercizio della loro professione, ma anche perché sanno bene come vanno utilizzati”, aveva ribadito Pregliasco che poi aveva avvertito: “Più che saper indossare i guanti, bisogna saperli togliere. Se non vengono tolti con attenzione si rischia di rimanere contagiati”. 

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