Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Torna l’“Emergenza sorrisi”,  la campagna per donare un futuro ai bambini affetti da gravi malformazioni facciali. Dal 21 aprile al 11 maggio è possibile offrire il proprio contributo per sostenere i medici volontari della Onlus che operano in 23 tra i Paesi più poveri del mondo per donare una chance a quei bambini il cui futuro è compromesso dalle malformazioni. Per farlo è sufficiente inviare un sms al 45594, oppure effettuare una chiamata da rete fissa al 45594 per donare 5 o 10 Euro.

“I bambini che nascono con gravi malformazioni facciali, in contesti svantaggiati, vengono allontanati dal resto della comunità, spesso segregati, emarginati, esclusi da ogni rapporto sociale”, spiega all’Agi Fabio Massimo Abenavoli, dottore e presidente della Onlus. Basti pensare che in molti Paesi dell’Africa i bambini con la labio-palatoschisi sono considerati maledetti, in Uganda sono denominati “Ajok”, ovvero “perseguitati da Dio”. Tra i problemi più trattati, oltre alla palatoschisi, ci sono il labbro leporino, le malformazioni del volto, gli esiti di ustioni, i traumi di guerra, le cataratte e altre patologie invalidanti nei Paesi in Via di Sviluppo.

In 12 anni di missioni chirurgiche, i medici di “Emergenza Sorrisi” hanno operato 4.863 bambini, e conosciuto e visitato 11.000 bimbi per cui era difficile anche compiere i più piccoli e naturali gesti come nutrirsi, parlare, respirare, sorridere. “Per questi bambini e per le loro famiglie iniziare a sorridere vuol dire avere futuro. Emergenza Sorrisi apre loro le porte di un mondo più sereno, con la possibilità di ripartire da zero, di lasciarsi alle spalle il dolore: una vera e propria rinascita”, spiega Abenavoli.

La raccolta fondi serve proprio a finanziare le prossime missioni. “Il nostro è un impegno a tutto tondo. Non operiamo soltanto, ma ci impegnammo per formare nel modo migliore i medici – alcuni dei quali vengono anche in Italia a seguire corsi e aggiornamenti- e per mettere in piedi una rete di supporto. Perché è vero che le operazioni sono risolutive ma è anche vero che questi  bimbi poi vanno seguiti da dentisti, otorini. Lo scopo è replicare ovunque la stessa organizzazione e far sì che questi dottori lavorino da soli”. Nei suoi 12 anni di vita, infatti, la onlus ha sviluppato un vero e proprio modello di assistenza e aiuto per le popolazioni di molti Paesi dell’Africa e del medio Oriente, spesso luoghi di partenza di costanti flussi migratori verso l’Europa.

Non solo. “La nostra missione è anche quella di sensibilizzare. In Belìn, ad esempio, dobbiamo affrontare il problema delle spose bambine, una pratica che ha ripercussioni sia sul piano culturale (non vanno più a scuola), sia su quello medico. Le ragazze hanno il loro primo figlio da giovanissime, il tasso di mortalità è alto, così come quello delle malformazioni neonati”.

Tutti i numero dell’Ong

  • 375 i medici e gli infermieri volontari della onlus
  • 11.000 i pazienti visitati
  • 4.863 sono gli interventi chirurgici realizzati
  • 580 i medici locali professionisti coinvolti nei corsi di formazione per un totale di 4.000 ore erogate
  • 369 i volontari italiani (di cui 170 medici)
  • 12 anni di missioni chirurgiche in Paesi dell’Africa e del medio Oriente
Flag Counter