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La notte tra il 1 e il 2 aprile una luce blu ha illuminato i monumenti più famosi d’Italia per accendere simbolicamente i riflettori sull’autismo.

Si celebra oggi la 12iesima Giornata mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, un disturbo complesso e multifattoriale, identificato per la prima volta nel 1943 dallo psichiatra austriaco Leo Kanner.

Secondo l’Osservatorio nazionale che fa capo all’Istituto superiore di sanità l’autismo colpisce in Italia un bambino ogni 77, i maschi 3 o 4 volte più che le femmine.

I numeri sono in aumento ma più che per un aumento dei casi, per un aumento delle diagnosi, dovuto a una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione sul disturbo.

Da cosa dipende? È collegato ai vaccini? Si guarisce? Ecco cos’è e cosa non è l’autismo.

Cos’è?

Il termine “autismo” – si legge sul sito dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù – indica un insieme di Disturbi dello Spettro Autistico (DSA o, in inglese, ASD, Autistic Spectrum Disorders), che comprendono tutta una serie di disturbi del neuro sviluppo, determinati da un’alterata organizzazione del cervello, il cui esordio avviene nei primi tre anni di vita.

Come si manifesta?

Secondo quanto riporta il sito “Portale autismo”, i bambini con autismo hanno difficoltà a comunicare, a comprendere il pensiero altrui ed hanno una difficoltà ad esprimersi con parole o attraverso la gestualità e i movimenti facciali.

Oltre a soffrire di una ipersensibilizzazione nei confronti di rumori e suoni, i bambini autistici possono essere soggetti a movimenti del corpo ripetitivi e stereotipati, come dondolio, auto stimolazione o battito di mani.

Inoltre, possono avere risposte insolite alle persone, attaccamenti agli oggetti, resistenza al cambiamento nella loro routine, o comportamento aggressivo o autolesionista.

A volte possono sembrare non notare persone, oggetti o attività nell’ambiente circostante. Alcuni bambini con autismo possono anche sviluppare crisi epilettiche. In alcuni casi, questi attacchi possono essere assenti inizialmente per verificarsi in adolescenza.

Da cosa è causato?

I bambini autistici “nascono con questo disturbo e i genitori non ne hanno alcuna responsabilità”, spiega ancora l’ospedale pediatrico.

Si tratta di una malattia a genesi multifattoriale che può essere associata a condizioni cliniche molto diverse, tra cui:
– epilessia;
– alterazioni a carico del Sistema Nervoso Centrale (malformazioni, sclerosi tuberosa, encefaliti, etc.);
– fattori genetici (sindrome dell’X-fragile, anomalie del cromosoma 22 etc.);
– patologie metaboliche (fenilchetonuria).

Come si diagnostica?

Gli accertamenti prevedono esami di laboratorio e strumentali che identifichino le possibili cause biologiche dei disturbi dello spettro autistico:

– esame neurologico

– visita genetica (cariotipo e analisi molecolare X-Fragile, etc)

– visita audiologica con esame della funzione uditiva

– EEG di veglia e sonno

– screening metabolico

– RMN encefalo

– Ulteriori accertamenti di laboratorio e strumentali in relazione alla specifica condizione clinica.

Cosa c’entrano i vaccini?

Nulla. Tra i più comuni falsi miti c’è quello che i vaccini, e in particolare il vaccino combinato contro morbillo-parotite-rosolia, possano causare l’autismo.

Tutto inizia nel 1998 quando un medico inglese, il dottor Andrew Wakefield, pubblica un articolo sulla rivista scientifica Lancet teorizzando un legame tra il vaccino trivalente e l’insorgenza di malattie intestinali e autismo.

I dati pubblicati da Wakefield hanno avuto grande risonanza nel pubblico, il che ha causato una consistente riduzione della vaccinazione per morbillo parotite e rosolia nel Regno Unito e in Europa, aprendo conseguentemente le porte a nuove epidemie.

Di fatto:

• Un grande numero di studi, tutti condotti in maniera rigorosa, ha confutato senza eccezioni i risultati del primo lavoro di Wakefield smentendo l’associazione tra vaccini e autismo.

• Nel 2004 è stato dimostrato un importante conflitto di interessi: Wakefield aveva ricevuto dei finanziamenti da persone che si occupavano di cause giudiziarie per danni da vaccino.

• Successivamente, a seguito della verifica di queste accuse, Wakefield è stato radiato dall’albo dei medici e l’articolo è stato ritirato dalla rivista.

• È stato ripetutamente dimostrato che l’autismo è una malattia multifattoriale che insorge già durante la vita intrauterina: i vaccini – ripetiamo – non c’entrano proprio nulla.

È vero che il latte causa l’autismo?

Sulla genesi dell’autismo da tempo sono state formulate numerose ipotesi secondo le quali la causa della patologia risiederebbe nell’assunzione di specifiche sostanze alimentari che influirebbero sul normale sviluppo neurologico del bambino.

In particolare, alcuni autori sostengono che allo sviluppo dell’autismo contribuisca l’esposizione a metalli tossici, come ad esempio il mercurio o il piombo, introdotti nell’organismo attraverso il cibo.

Secondo altri, i danni cerebrali associati al disturbo sarebbero causati da un aumento della permeabilità dell’intestino e da un conseguente malassorbimento di alcune proteine, come la gliadina (componente del glutine) e la caseina.

“Sebbene suggestive, tali ipotesi sono prive di fondamento”, spiega Stefano Vicari, responsabile di neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. “Oggi non esistono evidenze scientifiche della correlazione tra l’assorbimento del glutine e della caseina e la sintomatologia autistica, né dell’efficacia delle diete di privazione come trattamento dei sintomi o delle problematiche comportamentali”.

“Nonostante ciò, e malgrado le indicazioni contenute nelle Linee Guida per il trattamento dell’autismo, alcuni settori della medicina alternativa propongono diete “speciali” che rischiano di sostituirsi ai percorsi terapeutici realmente efficaci”.

“È  importante che i genitori siano dettagliatamente informati dell’infondatezza di questi interventi, dei loro potenziali danni per la salute – come le carenze nutrizionali – e dei costi elevati dei cibi speciali e dei controlli specialistici”.  

Quali terapie sono più adatte?

La scelta della terapia va formulata in base alle esigenze e alle difficoltà del bambino e dovrebbe essere avviata precocemente per avere maggiori chance di successo. 

Nel 2011 l’Istituto Superiore di Sanità ha elaborato la Linea Guida per il Trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti.

I trattamenti più efficaci sono:
– Programmi psicologici e comportamentali strutturati (Applied Behavioral Analysis – ABA, Early Intensive Behavioural Intervention – EIBI, Early Start Denver Model –ESDM) mirati a modificare i comportamenti del bambino per favorire un miglior adattamento alla vita quotidiana.
– Interventi mediati dai genitori: i genitori sono guidati dai professionisti per apprendere e applicare nella quotidianità le modalità di comunicazione più adatte per favorire lo sviluppo e le capacità comunicative del figlio.

Cosa fa la scuola?

Gli insegnanti hanno un ruolo di primo piano nel processo di inclusione dei bambini autistici nella società, ma la scuola italiana è ancora troppo impreparata nel fronteggiare il problema.

La carenza di insegnanti specializzati all’interno della scuola è confermata anche dai dati.

Secondo l’Istat nell’anno scolastico 2017-2018, a fronte di oltre 43 mila alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado con un disturbo dello sviluppo (quasi il doppio rispetto ai 22 mila dell’anno scolastico 2013-2014), nel 13% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico.

Cosa fa la Asl?

Secondo le stime per assistere i propri bimbi, le famiglie spendono in media tra i 1000 e i 2000 euro al mese per tutta la vita.

Purtroppo, non tutte le aziende sanitarie offrono sostegno ai genitori e anche quando il servizio è previsto, le liste d’attesa lunghissime non consentono di intervenire precocemente. 

Cosa c’entra con l’autismo la sindrome di Asperger?

La sindrome di Asperger (abbreviata in SA) è considerata un disturbo pervasivo dello sviluppo, imparentato con l’autismo, che tuttavia non presenta compromissione dell’intelligenza, della comprensione e dell’autonomia, a differenza delle altre patologie classificate in questo gruppo.

Colpisce sei persone ogni 10 mila. Per questa ragione è comunemente considerata un disturbo dello spettro autistico “ad alto funzionamento”.

Si ritiene che ne soffrano o ne abbiano sofferto Mozart, Alan Turing, Charles Darwin, Vincent van Gogh e Albert Einstein. E oggi Greta Thunberg, la 16enne attivista svedese per l’ambiente, ispiratrice del movimento FridaysforFuture, eletta donna dell’anno in Svezia, tra i 25 teenager più influenti del 2018 secondo Time e indicata per il Premio Nobel per la Pace. 

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