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Per gli oltre 300 milioni di persone che soffrono di depressione (stime della Organizzazione Mondiale della Sanità) c’è una nuova speranza: l’esketamina, una molecola specchio dalla ketamina. La casa farmaceutica Janssen, del gruppo Johnson e Johnson, ha messo a punto uno spray nasale che promette di rivoluzionare il trattamento di uno dei disordini mentali più diffusi al mondo.

 

Gli Usa hanno approvato l’esketamina, l’Europa la sta valutando

La Food and Drug Administration (Fda), l’ente statunitense che si occupa di farmaci, ha appena approvato l’uso dello Spravato, lo spray nasale prodotto dalla Janssen. Potrà essere assunto, in combinazione con un altro antidepressivo, soltanto dai pazienti che hanno già provato senza successo almeno altri due farmaci tradizionali, e sono cioè le persone con depressione resistente al trattamento.

“A causa del rischio dei gravi effetti indesiderati provocati dalla somministrazione di Spravato – sedazione, difficoltà nell’attenzione, nel giudizio e nel pensiero – e dal potenziale di abuso e uso improprio del farmaco, lo Spravato potrà essere somministrato soltanto in studi medici certificati dove l’operatore sanitario potrà monitorare il paziente”, si legge sul sito della Fda. Dopo l’uso, i pazienti “dovranno essere tenuti sotto osservazione medica per almeno due ore” e non potranno guidare mezzi e macchinari per il resto della giornata.

Dopo gli Stati Uniti, il medicinale potrebbe presto arrivare anche in Europa. Il dossier, fa sapere l’Agenzia italiana del farmaco, è infatti in valutazione all’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali). Se dovesse arrivare il via libera, cosa comunque non automatica né scontata dopo l’okay americano, il dossier verrebbe poi valutato singolarmente dai Paesi membri.

 

La ketamina, un anestetico diventato famoso come droga

Grave sofferenza, scarso rendimento al lavoro e a scuola, difficoltà in famiglia e, nel peggiore dei casi, suicidio: la depressione, per quanto diffusa e conosciuta, in molti casi non viene trattata: succede una volta su due, riporta l’Oms. Ogni anno 800 mila persone decidono di togliersi la vita.

Il disturbo, secondo le linee guide del massimo organismo della sanità internazionale, può essere affrontato sia con trattamenti psicologi che con cure farmacologiche di antidepressivi. Ne esistono una ventina circa e quelli più utilizzati, i cosiddetti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri) e gli antidepressivi triciclici, lavorano sulla serotonina (il cosiddetto “ormone del buonumore”, un neurotrasmettitore che viene stimolato da questo tipo di farmaci).

Il nuovo farmaco della Janssen, invece, agisce sui neuroni, sulla scia di alcuni studi degli anni ‘90 secondo i quali la depressione avrebbe a che fare con problemi di questo genere: “L’esketamina è un modulatore del recettore del glutammato – si legge sul sito ufficiale – pensato per aiutare a ripristinare le connessioni sinaptiche nelle cellule cerebrali nelle persone con grave disturbo depressivo”. Il suo nome richiama chiaramente quello della ketamina: anche lei, che nell’immaginario collettivo è la droga psichedelica per eccellenza, in verità nasceva come anestetico. Era il 1970. Poi, proprio osservando la sua azione sul sistema glutammatergico, è venuta l’idea di sperimentarlo come farmaco contro la depressione.

“Con alte dosi di ketamina è possibile far addormentare una persona e toglierle le tonsille – spiegava Gerard Sanacora, docente dell’univesità di Yale, in un’intervista di giugno 2018 – ma in quantità minori ha effetti dissociativi, in particolare per quanto riguarda cognizione e percezione”. Per usi medici somministrati in via endovenosa, spiegava Sanacora, il quantitativo si limitava a “0,5 milligrammi per chilo”. Gli effetti? “Percezioni alterate per quanto riguarda i sensi, dalla vista all’udito”, ma anche un beneficio per i pazienti.

 

Pro e contro del farmaco

Il farmaco della Janssen non viene somministrato con iniezione in vena ma per via nasale come spray. Come previsto dalle norme americane, lo Spravato è stato oggetto di quattro diversi studi per accertare benefici e rischi. Nonostante l’approvazione della Fda, alcuni rimangono scettici: lo stesso Sanacora, riporta Bloomberg, riconosce come vi sia un potenziale beneficio perché il farmaco pare funzionare per alcuni pazienti che non hanno ottenuto sollievo dai trattamenti convenzionali, ma rimangono da studiare le conseguenze a lungo termine.

Uno degli aspetti più interessanti dell’esketamina sarebbe la sua capacità di agire più velocemente dei Ssri, una caratteristica che potrebbe giocare un ruolo importante nei casi a rischio suicidio, ma può avere anche effetti negativi sul sistema cardiocircolatorio. Senza considerare che lo sviluppo di nuovi farmaci dipende dal modo in cui si ritiene che funzioni il disturbo: a proposito della depressione, conclude Bloomberg, non c’è ancora totale accordo. Di certo c’è che le cause sono diverse e hanno a che fare con fattori sociali, psicologici e biologici.

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