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Il 6 marzo l’Aspirina compie 120 anni e nonostante l’età è ancora il più comune antinfiammatorio in commercio. Dell’Aspirina non ricordiamo nemmeno il principio attivo (l’acido acetilsalicilico), la chiamiamo semplicemente con il suo nome di battesimo. L’assumiamo – non sempre in modo corretto – in caso di raffreddore, febbre, dolori mestruali e non solo. Ha inoltre un effetto protettivo su cuore e circolazione. E a pochi giorni dal suo compleanno, una ricerca italiana finanziata da Airc e da fondazione Cariplo, pubblicata sulla rivista British Journal of Cancer, conferma un’ipotesi che circola da tempo: i Fans, i farmaci antinfiammatori non steroidei di cui fa parte anche l’Aspirina, contrastano lo sviluppo di diversi tipi di neoplasie maligne, quali quelle del colon-retto, del seno e dell’ovaio.

Breve storia dell’aspirina

I primi studi sull’aspirina risalgono al 1828. Si legge sul sito Educational.Rai che nel 1828 il chimico italiano, Raffaele Piria, scoprì l’acido salicilico e nel 1853 Charles Frédéric Gerhardt, un chimico francese, produsse l’acido acetilsalicilico, anche se in forma impura, con gusto sgradevole e spesso con riflessi negativi sulla mucosa gastrica. Il merito di aver ideato un farmaco ben tollerato dai pazienti, e avente gli stessi effetti, va appunto a Felix Hoffmann, che può essere definito il vero e proprio inventore dell’Aspirina.

Nel 1897 un giovane chimico della Bayer, Felix Hoffmann, iniziò a condurre degli studi per trovare  un composto efficace e tollerabile, per alleviare i dolori reumatici del padre, che non tollerava il salicilato di sodio. Hoffmann tentò di nobilitare l’acido salicilico per migliorarne la tollerabilità e riuscì nel suo intento mediante l’acetilazione, cioè attraverso la combinazione di acido salicilico con acido acetico.

Il 10 agosto 1897 descrisse nelle sue note di laboratorio l’acido acetilsalicilico (ASA), da lui sintetizzato in forma chimicamente pura e stabile. Prima della sua registrazione, l’ASA fu sottoposto a sperimentazione clinica, una prassi fino ad allora sconosciuta. I risultati furono così positivi che la direzione dell’azienda non esitò ad avviare la produzione del farmaco. Il 1 febbraio 1899 venne depositato il marchio Aspirina che un mese dopo, il 6 marzo, fu registrato nella lista dei marchi di fabbrica dell’Ufficio Imperiale dei Brevetti di Berlino.

7 cose sull’Aspirina

Il nome deriva da un fiore –  Il nome è formato dal prefisso “a-“ per il gruppo acetile, con “spir-“ dal fiore Spiraea, da cui deriva l’acido salicilico, e col suffisso “-in”, usato generalmente per i farmaci all’epoca.

Fin sulla luna – Il 12 luglio 1969, l’astronauta americano Neil Armstrong diventa il primo uomo a poggiare piede sulla luna. Per il suo viaggio il dottor Charles Berry, direttore sanitario dell’Ente Aeronautico e Spaziale Statunitense (NASA), aveva inserito nell’armadietto dei medicinali di primo soccorso del modulo lunare Apollo XI anche l’Aspirina. La Bayer commentò: “Non ci sono dubbi che l’Aspirina verrà utilizzata per sempre come rimedio universale”.

La più usata del secolo scorso – L’Aspirina è il farmaco più venduto del Novecento. Si stima che ogni anno ne vengano consumate circa 40.000 tonnellate e fa parte dei farmaci considerati indispensabili dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La concorrenza nel primo dopoguerra – Anche se il nome Aspirin fu inizialmente il marchio commerciale coniato dalla Bayer, l’azienda perse il diritto ad usarlo in molte nazioni dopo la Prima Guerra Mondiale. Sul mercato apparvero quindi aspirine prodotte da numerose case farmaceutiche.

Un nome globale – Attualmente, “aspirina” è un nome comune in:

  • Australia,
  • Argentina,
  • Francia,
  • India,
  • Irlanda,
  • Nuova Zelanda,
  • Pakistan,
  • Filippine,
  • Sudafrica,
  • Regno Unito,
  • Stati Uniti.

Vietata ai bambini – L’Aspirina non deve essere somministrata a bambini e adolescenti, perché causa di aumento del rischio di sviluppo della sindrome di Reye: una malattia grave caratterizzata da encefalopatia acuta e da steatosi epatica. Al suo posto vengono usati il paracetamolo o i FANS non salicilati, come l’ibuprofene​

La leggenda napoletana – Secondo una storia diffusa nella città di Napoli, il nome “Aspirina” deriva da “Aspreno”, uno dei santi protettori della città partenopea, il cui culto è rimasto in voga fino agli anni ’20 del secolo XX. Infatti, prima dell’uso tradizionale della compressa, buona parte della popolazione afflitta da mal di testa si recava nella chiesa omonima, sita nei pressi di Piazza della Borsa, ove inseriva il cranio ben rasato in una piccola teca in cui erano conservate le reliquie del Santo. Si narra, allora, che, in una sua visita alla città, l’allora amministratore delegato dell’azienda Bayer, in visita nel capoluogo partenopeo, udì questa storia e al rientro in Germania diede alla molecola brevettata il nome che derivava da “Aspreno”, Aspirina, appunto.

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