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Oggi, 25 ottobre, si celebra per la ventesima volta il World Pasta Day, manifestazione ormai divenuta mondiale, dedita all’idolatria di una delle pietanze più buone e geniali mai sviluppate nella storia dell’uomo, nonché vera e propria ragione di vita per i più affezionati. Vent’anni dunque, durante i quali la manifestazione, organizzata dall'International Pasta Organization, dall’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane e dall’Italian Trade Agency, ha girato l’Italia prima di sbarcare all’estero, perché nonostante sia stata l’Italia a renderla immensa è un piacere che non conosce confini.

Napoli è stata, nel 1998, la prima città ad ospitare il World Pasta Day, poi Genova e Roma. E poi l’estero: New York, Barcellona, Città del Messico, Istanbul, Rio de Janeiro e Buenos Aires. Nuova tappa a Milano in occasione dell’Expo, ma poi ancora Mosca e San Paolo del Brasile l’anno scorso. L’edizione 2018 invece si svolgerà a Dubai e non è un caso che sia stata scelta proprio la città degli Emirati Arabi per festeggiare il ventennale della festa. Non è certo ormai una novità infatti ricordare che la pasta è proprio un dono offerto dalla cultura araba, come scrive Lettera43: “È nella Sicilia islamica del IX secolo che nacquero gli Ittriyya, sottili fili di pasta essiccata, precursori dei moderni spaghetti”.

Inoltre Dubai in questo momento può tranquillamente considerarsi una delle capitali del mondo, l’88% dei suoi abitanti è straniera, la sua espansione sotto tutti i punti di vista (turistico in particolare) è costantemente in ascesa e nel 2020 più di 250 delegati tra Istituzioni, rappresentanti della comunità scientifica e giornalisti si riuniranno, in occasione dell’Expo, per raccontare i sapori locali, i valori nutrizionali e la sostenibilità della pasta. La pasta poi è all’Italia che deve il suo splendore, è certamente di casa qui, e questo è ciò che si nota inequivocabilmente anche sui dati di esportazione: siamo i primi, di gran lunga, con un 28%, seguiti da Cina (al 9%) e Corea del Sud (al 5%). Come scrive sempre Lettera  43 “secondo le elaborazioni di AIDEPI, sono aumentati i Paesi importatori (oggi quasi 200, +34%) ed è più che raddoppiata la quota export, da 740mila a oltre 2 milioni di tonnellate”. Germania, UK, Francia, USA e Giappone si sono confermate le nazioni più appassionate e le importazioni di pasta sono costantemente in aumento.

Per la ventesima edizione AIDEPI e IPO si sono anche inventati un’iniziativa social molto divertente: tra le 11 e le 13 le nostre bacheche dovrebbero essere inondate di foto di pasta con l’hashtag #WorldPastaDay. Chef stellati, food blogger, semplici appassionati, mamme, nonne, casalinghe, insomma tutti sono invitati a condividere la foto del loro migliore piatto di pasta, e l’iniziativa sta avendo molto seguito, come l’anno definita gli stessi organizzatori, trattasi di una bellissima “spaghettata social”.

Naturalmente non poteva mancare oggi anche un’analisi medica sulla pasta e la volontà da parte di molti camici bianchi di sfatare il mito della pasta che fa male e fa ingrassare, due falsità storiche che per decenni hanno costretto in molti a mangiarla (tanto non si può proprio farne a meno) con un fastidiosissimo quanto inutile senso di colpa. Gli endocrinologi infatti sostengono che sia possibile mangiare pasta anche mentre si affronta una dieta, come per tutto, basta solo sapersi regolare. Primo consiglio, mangiare se possibile quella integrale perché consente di assumere carboidrati a lento rilascio. Per chi ha problemi di glicemia sarebbe opportuno scolare la pasta al dente e sciacquarla sotto l'acqua fredda, cotture troppo prolungate infatti fanno innalzare l'indice glicemico.

Inoltre sarebbe il caso di mangiare della verdura cruda prima di una bel piatto di pasta, le verdure infatti creano una sorta di paracadute per l'assorbimento degli zuccheri. Infine, come ricorda anche Lettera 43: “tocca sfatare un tabù: non è vero che sia da evitare il primo piatto di sera. La pasta a cena fa bene, rilassa e aiuta a dimagrire: riduce gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, colpevoli di favorire l'aumento di peso”. Ma ora, andando più al sodo, agli italiani come piace mangiarla la pasta? Sempre in occasione del World Pasta Day, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane ha condotto uno studio riportato dal Fatto Quotidiano, che ci dice che gli spaghetti sono il formato più amato e che “Il condimento preferito, invece, come svela una classifica stilata dalla piattaforma per il cibo a domicilio Just Eat, è la carbonara che ruba lo scettro alla lasagna che finisce al terzo posto del podio. Medaglia d’argento, invece, per le tagliatelle al ragù.

Secondo l’osservatorio dell’app, inoltre, a vincere sono sempre le specialità regionali, spesso con un notevole interscambio da città a città. Così, ad esempio, i cappelletti bolognesi sono tra i piatti preferiti a Roma, le orecchiette alle cime di rapa sono apprezzate a Trieste e la cacio e pepe ‘va di moda’ a Torino”.

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