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(AGI) – Firenze, 7 mag. – Sono circa 700mila i bambini che ogni
anno soffrono di disturbi del linguaggio, compresi i figli di
genitori stranieri in cui il problema e’ un allarme sommerso.
Questi sono alcuni dei dati presentati al XI Congresso
Nazionale della Federazione Italiana dei Logopedisti, in corso
a Firenze e in contemporanea, per la prima volta, con il nono
Congresso CPLOL, quello dei logopedisti europei. Nel corso
dell’incontro sono stati elencati una serie di approcci per
aiutare il bambini con un disturbo del linguaggio: dal gioco
delle imitazioni a quello del “far finta” fino alla tombola
sonora e al girotondo delle rime. “Occorre sempre tenere conto
delle diverse situazioni cliniche in cui un logopedista si
trova a definire bisogni e interventi terapeutici in campo
pediatrico ? ha spiegato la presidente FLI, Tiziana Rossetto ?
anche perche’ possono riguardare fenomeni transitori o veri e
propri disturbi destinati a rimanere nel tempo”. Queste
considerazioni hanno generato negli ultimi anni approcci
clinici diversificati e linee guida precise. “Al centro di
tutto, pero’ ? ha continuato Rossetto ? c’e’ l’efficacia di un
intervento precoce, per promuovere progressi linguistici a
breve termine e per ridurre gli effetti cumulativi del ritardo
di linguaggio, che puo’ influire, e molto, sullo sviluppo
emotivo e sul comportamento del bambino. Ed e’ qui, anche data
l’eta’ del piccoli pazienti, che il gioco ha un ruolo
fondamentale. Cosi’ come e’ fondamentale che le attivit� siano
ripetute anche nel contesto familiare, usando parole semplici
ma di forte impatto comunicativo inserite in contesti di gioco
che il bambino predilige e ne risulta attratto. E qui subentra
il problema di genitori provenienti da paesi lontani, che
parlano poco e male l’italiano e con i quali diventa molto
complesso interagire e soprattutto capire se il bambino ha
questo tipo di problemi”.

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