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(AGI) – Roma, 7 mag. – E’ la spending review alla quale nessuno
ha pensato: recuperare 30 milioni di giornate lavorative perse
a causa dello stress lavoro-correlato, che in Italia colpisce
un lavoratore su quattro. Per un valore totale di almeno 3
miliardi di euro l’anno. Almeno questo e’ quel che potrebbe
accadere migliorando il clima di lavoro in azienda, come hanno
fatto, per un campione di 65 mila lavoratori, 19 tra Asl e
Ospedali che hanno partecipato al Laboratorio della FIASO, la
Federazione delle aziende sanitarie pubbliche, sul “Benessere
organizzativo”. Oltre quattro anni di lavoro intenso, portato
avanti con il supporto di Boehringer Ingelheim, che e’ servito
non solo a rilevare la percezione del fenomeno ma anche ad
attivare degli “antidoti”. Che sono poi soprattutto
condivisione di obiettivi e strategie, ambienti di lavoro piu’
a misura da uomo e di donna, capacita’ d’ascolto e di dare una
mano a risolvere problemi che nascono anche al di fuori
dell’habitat lavorativo. Partendo da un check-list di eventi
sentinella del rischio di stress lavoro-correlato, si e’
rilevato il livello di benessere psicologico in un campione
significativo dei dipendenti delle 19 aziende sanitarie, che
hanno poi attuato una serie di azioni mirate a migliorare
l’ambiente lavorativo sotto tutti gli aspetti: da quello
motivazionale a quello ambientale e di attenzione ai problemi
sociali e familiari, che non sempre riescono a restare fuori
della porta quando si e’ in azienda. I risultati sono stati
sorprendenti: far lavorare i propri dipendenti in un clima piu’
favorevole paga, visto che il numero di “stressati” in ufficio
o in corsia e’ sceso ben al di sotto della soglia del 10 per
cento, contro un buon 25 per cento di partenza. La lotta allo
stress in Asl e Ospedali coinvolti ha portato fino ad ora a una
riduzione delle assenze per malattia pari a circa il 30 per
cento. Calcolando che ogni anno, secondo i dati Inps, i giorni
persi per motivi di salute sono ben cento milioni, applicare la
stessa ricetta all’intero mondo del lavoro significherebbe
appunto un recupero pari a 30 milioni di giornate lavoro, per
un valore totale pari a circa 3 miliardi di euro da reinvestire
in qualita’ dei servizi.
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