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AGI – L’ultimo bilancio è di 34.767 nuovi casi e 692 morti. Dati più confortanti arrivano dal rapporto tra i positivi e i tamponi effettuati (si passa da una percentuale del 15,6% al 14,6%) all’incremento minimo (+10) dei ricoverati in terapia intensiva. Ma il governo invita a non abbassare la guardia. Dal 27 novembre alcune regioni come il Piemonte e la Lombardia usciranno dalla zona rossa ma fino a quando l’Rt non scenderà sotto l’1 difficile che ci sia un allentamento delle misure a 360 gradi.

È in corso un confronto nel governo ma l’ala ‘rigorista’ resiste al pressing. Insomma il week end dopo il 3 dicembre si prevede ancora un ‘regime’ di chiusure. Si punta poi a dare respiro alle attività commerciali ma in vista delle feste il ‘mantra’ è evitare di inviare messaggi eccessivamente rassicuranti. Alcuni comparti come il turismo continueranno ad essere penalizzati. Mentre sul tema del coprifuoco, sugli orari di bar e ristoranti si aspetterà ancora qualche giorno per valutare la situazione. Nessuna decisione neanche sulla possibilità di spostamenti tra le regioni.

“Mancano 40 giorni a Natale e in questo momento i dati epidemiologici ci dicono che non ci si può spostare tra regioni, ma ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili deroghe”, ha spiegato la sottosegretaria del Ministero della Salute, Sandra Zampa (Pd). L’alt è agli assembramenti, ai ritrovi in piazza, alle feste. “Questo Natale dobbiamo fare lo sforzo di essere davvero il meno numerosi possibile – ha concluso la sottosegretaria -: non è il numero in sé, ma più si allarga la cerchia di persone che non si frequenta abitualmente, maggiore è il rischio. Immagino che si possa dire cinque, sei persone al massimo tra gli affetti più cari”, aggiunge l’esponente dem.

E anche il ministro Speranza invita alla prudenza: “I primi segnali in controtendenza dopo le settimane di crescita vertiginosa del contagio si vedono, ma sono ancora del tutto insufficienti – sottolinea – La pressione sui servizi sanitari è fortissima” e dunque “dovremo ancora resistere. Guai a interpretare questi primi segnali come un liberi tutti“.

Intanto il premier Conte, intervenendo al G20 di Riad, che “vaccini e terapie siano diritti di tutti“. Per il presidente del Consiglio la pandemia “deve essere anche occasione di un nuovo inizio”. “Restiamo uniti e creiamo una nuova normalità”, il suo messaggio. “Dobbiamo rafforzare la nostra collaborazione con le istituzioni multilaterali e renderle più efficaci”. Ed ancora: occorre “affrontare le criticità della pandemia investendo nella salute, vero e proprio bene comune globale. L’Italia è pronta a fare la sua parte in questa sfida collettiva, avendo riguardo dei Paesi più vulnerabili per una ripartenza inclusiva e sostenibile”.

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