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Se Italia Viva di Renzi ha dato forfait disertando il vertice di maggioranza sul Mes è perché “Siamo stufi di assistere a litigi tra Pd e 5 Stelle”. Lo dice il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova in un’intervista al Corriere della Sera. E “se il balletto quotidiano è di questa natura – insiste la ministra – noi non ci stiamo. Perché impedisce qualsiasi ragionamento vero, provoca squilibri nei rapporti di forza complessivi e alla fine le sintesi non sono le migliori”.

Nel governo, in ogni caso, le fibrillazioni sembrano non finire mai. Bellanova ricorda anche che “il governo è nato con obiettivi precisi: sterilizzare l’Iva, fermare la deriva sovranista” E che non è affatto “il banco di prova di future alleanze strategiche”. Questo, semmai, “lo pensa chi ha una visione strumentale delle cose” perché “un tema serio come il Mes – sottolinea la ministra – non può essere utilizzato per la verifica di rapporti di forza”, mentre ancora ieri ha potuto leggere “di ultimatum tra Pd e 5 Stelle non sull’agenda politica ma sullo stato dell’arte della foto di Narni”. “Non è serio”, chiosa Bellanova, per la quale c’è un solo obiettivo: “Lavorare per il Paese”.

Quanto all’azione politica, Bellanova dichiara al quotidiano milanese che si deve “ragionare complessivamente su Mes, fiscalità, imprese” avendo ben presente in testa che “anche senza costituire una minaccia per l’Italia come sostengono i sovranisti, è abbastanza chiaro che favorisca però la Germania”. Perciò “discutiamone apertamente, in Parlamento, senza proclami sull’intoccabilità o, al contrario, sulla pericolosità della firma”. “È tempo di ragionevolezza”.

Poi Bellanova assicura: “Il governo è nato grazie a Italia viva e non cadrà per noi. Ma la pari dignità non può essere solo una petizione di principio”. Al quotidiano di via Solferino che poi insinua che aleggia il sospetto che Italia Viva abbia disertato il vertice di maggioranza sul Mes per una ripicca contro il Pd che non ha difeso Renzi nella vicenda Open e contro quei dem lo che hanno attaccato apertamente, la ministra per le Politiche agricole ribatte che si tratta di “sciocchezze” e che in ogni caso “Renzi non è mai stato difeso dal Pd in nessuna occasione, né da segretario nazionale, né da presidente del Consiglio, né da semplice senatore”. Mai difeso, dunque, e semmai “sempre considerato un corpo estraneo” anche perché il tiro al piccione su Renzi “è un’ottima scusa per occultare debolezze nelle proposte ed eclissare le questioni concrete”, chiosa Bellanova.

E quanto al Renzi che starebbe menando botte da orbi sulle alleanze, Bellanova si stupisce per quanti scambiano per fendenti “un ragionamento”, in particolare sulle Fondazioni “che sono cose diverse” dai partiti e per aver ricordato che “in questo Paese ne esistono decine legate a personalità politiche e finora nessuno si è mai chiesto se fossero funzionali a posizionamenti politici, aver espresso contrarietà all’emendamento sulle fondazioni dei partiti che ci sembrava quanto meno discutibile, aver sollevato il problema della natura della Casaleggio Associati, tema che dovrebbe essere importante per chi è attento ai meccanismi di finanziamento della politica”.

“Tutte questioni maledettamente serie” chiude la ministra rispondendo così, indirettamente, all’inchiesta su Renzi e il mondo economico e finanziario che lo sostiene.

 

 

 

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