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“Non sono in questo momento all’ordine del giorno patti regionali né tantomeno nazionali” con il Pd oltre quello siglato per le elezioni in Umbria. Lo ha detto Luigi Di Maio a Sky Tg24 nel giorno della kermesse per i dieci anni del Movimento 5 stelle. “A me più che i patti interessano i fatti. Il patto in Umbria con Zingaretti è che se vince Bianconi nessun assessore sarà delle forze politiche”, ha aggiunto, in riferimento alle aperture giunte, dallo studio di Otto e Mezzo, dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

 Ad ogni modo, aggiunge il ministro degli Esteri, “sia con Zingaretti che con Franceschini ci sono un clima e un rapporto ottimo. Devo dire pubblicamente che li stimo molto dal punto di vista politico e come lavorano. Certo ci sono meno vertici” rispetto al precedente governo con la Lega, “ma sono molto pù’ concludenti e soprattutto sono vertici in cui si avvia la strada e la si porta avanti. Io ero uno dei più scettici a fare il governo con il Pd, ma il rapporto di questo primo mese è di forte collaborazione con persone con cui si può lavorare bene”.

E Renzi? “Con Renzi ci siamo sentiti nelle occasioni cruciali, come quando mi ha chiamato prima della scissione, poi per il resto lavoro benissimo con i capi delegazione di Italia viva, come il ministro Bellanova. Certo tra di noi non è cambiato nulla, ciò che pensavamo l’uno dell’altro immagino sia lo stesso, ma lavoriamo alla prova dei voti, come sul taglio dei parlamentari, è stata una prova di fiducia nessuno scambio, era il primo punto per sederci al tavolo di governo. Quindi, meno dietrologia e piu’ fatti”.

A quanto si apprende, Luigi Di Maio e il cofondatore del Movimento, Beppe Grillo, entrambi a Napoli per Italia a 5 stelle, hanno avuto un “incontro cordiale a pranzo” a Napoli, dove è in corso la festa per i dieci anni dalla nascita del Movimento. 

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