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“Questa non è un’alleanza di un giorno o di una stagione eccezionale, ma il tentativo strategico di costruire un nuovo orizzonte per il Paese. Gli italiani lo capiranno”. Lo dice Roberto Speranza, neo ministro della Salute, intervistato dal Corriere della Sera. Un governo con i nemici storici non è un ribaltone, ma “una vittoria politica che rafforza la democrazia italiana. Io ci ho creduto dal 2013, quando Bersani da segretario del Pd sfidò i 5 Stelle al governo del cambiamento – spiega l’esponente di Articolo Uno – Mi sono battuto per far crollare il muro di incomunicabilità tra M5s e centrosinistra e ora, finalmente, si realizza il nostro disegno originario”.

“Dobbiamo riappropriarci della questione sociale. C’è una enorme domanda di protezione che viene dal basso e che la destra ha interpretato, speculando sulle paure. Questa destra, alleata con la Le Pen e con Orban in Europa, è per me il vero avversario”, osserva Speranza. Punta ad allearsi col M5s alle amministrative? “Se ne può parlare anche subito, già per le prossime elezioni regionali”, risponde il ministro della Salute.

“La qualità della sanità indica il livello di civiltà di una nazione. Dobbiamo garantire il diritto alla salute, indipendentemente dalla Regione in cui si vive e dalle condizioni economiche. Difenderò con tutte le energie l’universalità del sistema sanitario”.

“La grande sfida è l’accesso di tutti a cure di qualità, in un tempo in cui la popolazione invecchia e le innovazioni tecnologie e farmaceutiche sono sempre più avanzate. Questo significa superare l’attuale carenza di medici e infermieri nel sistema sanitario pubblico. Nei prossimi 5 anni ci sarà un picco dei pensionamenti che aggraverà il problema”.

Roberto Speranza, ministro della Salute

“Dobbiamo riappropriarci della questione sociale”, ha aggiunto il ministro. “C’è una enorme domanda di protezione che viene dal basso e che la destra ha interpretato, speculando sulle paure. Questa destra, alleata con la Le Pen e con Orbán in Europa, è per me il vero avversario”.

Il governo è sbilanciato a favore del Pd e di Leu? “Non credo. Con i 5 Stelle c’è un terreno comune. Non sarà facile, ma la rotta è segnata. I problemi del Paese sono tanti e gravi. Vengo da una scuola politica per cui governare è lavorare giorno e notte, non fare un tweet. Questione sociale, lavoro e rivoluzione verde devono essere il fuoco di questo progetto, che parte da Roma, ma avrà ricadute sul territorio”.

Leggi l’intervista integrale sul Corriere della Sera

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