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“Il più grande atto di masochismo del Sud credo sia stato prodotto da un ministro del Sud che al Sud ha offerto il famoso reddito di cittadinanza che ha prodotto la quasi scomparsa del lavoro stagionale”. È un De Luca in grande forma, quello che parla al Forum Ambrosetti. Niente peli sulla lingua, il suo format è noto, pace se i Cinquestelle oggi sono alleati di governo del Partito democratico. Attacca il provvedimento fortemente voluto da Luigi Di Maio, il presidente della Campania Vincenzo De Luca, intervenendo al Forum Ambrosetti e riuscendo a scaldare la platea.

Su Di Maio non arretra. Domanda: Di Maio agli Esteri? Lei lo chiamava Giggino il bibitaro. Risposta: “No, bibitaro no, tuttalpiù Giggino web master”. L’ha chiamato anche “mezza Pippa”… “Sì, sì, qualcosina l’ho detta. Eravamo molto al di sotto della realtà, per la verità”. 

Archiviato il capo politico alleato di governo a Roma, il governatore arriva a definire Quota 100 una misura “demenziale”. “Per non mancare di rispetto agli amici del Nord e della Lega, anche il Capitano non è stato da meno nel senso che una delle misure simbolo del governo appena estintosi, Quota cento, ha contenuti di demenzialità per lo meno pari al reddito di cittadinanza”.

Invece, parole di apprezzamento per il lavoro del presidente del Consiglio Giuseppe Conte (“una persona gradevole ed equilibrata, che negli ultimi mesi ha assunto posizioni coraggiose, pronunciando parole ferme e chiare nei confronti dell’operato di Salvini”) e per il commissario europeo in pectore, Paolo Gentiloni: “Con Gentiloni a commissario e Gualtieri all’Economia si è fatto un passo avanti gigantesco nei confronti dell’Europa. È stata recuperata la credibilità dell’Italia nei confronti dell’Ue”.

Quanto al nuovo governo giallorosso “attendiamolo all’opera e poi valuteremo”, dice. “Bisogna pretendere un’operazione verità nei confronti degli italiani, un elemento di malessere è che dopo dieci anni di scontri adesso sembra che siano tutti d’accordo. Mi auguro che il M5s dica che fino ad ora ci sono state solo bugie, e che si rendano cosa che una cosa è scendere in piazza, un’altra è governare il Paese”. Difficile. “Parlavano di onestà – aggiunge De Luca sui Cinquestelle – e poi ci siamo ritrovati condoni fiscali ed edilizi”. Quasi impossibile.

A proposito della polemica dell’ex ministro Matteo Salvini sul nuovo governo fatto da persone attaccate alle poltrone, per De Luca è ridicola. Dice del leader leghista: “Quando uno passa dal 7-8% al 34, merita rispetto. Dopo di che questo non significa che non possiamo sfottere Salvini, non significa che non dobbiamo introdurre una discriminante estetica quando si fa un governo. Quando vuoi fare il ministro, ti devi vestire da cristiano e non da uomo di Neanderthal”, ironizza. L’affondo: “Non puoi fare il ministro dell’Interno e stare a ballare con una sgallettata quando suonano l’inno d’Italia. Stiamo scherzando! Noi veniamo da un decennio di imbecillità diffusa in questo paese, di violenza del linguaggio, di banalizzazione”.

Il tema all’ordine del giorno è quello della riforma della Autonomie, partita ora nelle mani del neo ministro dem Francesco Boccia. Dice de Luca: “Dobbiamo partire dai livelli essenziali di prestazione e dal fondo di solidarietà, poi tutti insieme combatteremo parassitismo e le inefficienze. La regionalizzazione della scuola non si farà mai. Non ci sarà mai una scuola di serie A e di serie B”.

Gli chiedono della diversità di vedute con un altro governatore, quello leghista della Lombardia, Attilio Fontana. “È una persona per bene e un amico – risponde l’ex sindaco di Salerno – e sono convinto che ci siano tutte le possibilità per trovare un’intesa ragionevole anche sull’autonomia. L’importante è non toccare la scuola e la sanità pubbliche e poi difendere le ragioni del Sud”.

Fontana aveva detto però di non trovarsi d’accordo con De Luca sui numeri forniti durante il panel a cui entrambi hanno partecipato. Risponde il governatore campano: “Ho proposto un’operazione verità: diamo mandato alla Banca d’Italia e all’ufficio Bilancio di Camera e Senato di esaminare le risorse che effettivamente arrivano al Sud, quale che sia poi il risultato. Per la sanità la Campania è la Regione che riceve meno risorse di tutti: 200 euro in meno rispetto all’Emilia Romagna e 100 euro in meno pro capite rispetto a Lombardia e Veneto. Questi sono i dati reali. E ripeto: dobbiamo parlare meno di conti e un po’ più di patria, nazione, unità nazionale, perché, come dico io, l’Italia è l’Italia ed è un grande paese, perché abbiamo Milano, la finanza e i politecnici, ma anche perché abbiamo l’umanesimo, Eduardo, Croce, Vico”.

De Luca è convinto che alla fine l’Autonomia si farà: “Ho detto al mio amico Fontana che se ci imbarchiamo su un terreno che comporta modifiche costituzionali, non la finiamo più. Facciamo cose realistiche: sburocratizziamo, trasferiamo poteri ragionevoli alle Regioni, facciamo cose utili alle comunità e alle imprese, così sicuramente arriviamo a un risultato”.

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