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Il Pd è pronto a un patto di legislatura con M5s ma solo se di largo respiro, in caso contrario è meglio tornare alle urne. A parlare è il capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio, intervistato dal Corriere della Sera. “Io – spiega Delrio – non sono mai stato pregiudizialmente contrario a verificare convergenze programmatiche coi M5s. L’accordo mi sembra molto complicato e, se ci sarà, andrà fondato sul bene degli italiani. E non va certo fatto a tutti i costi. Bisogna partire dal lavoro. Riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti, salario minimo legato alla riforma della rappresentanza sindacale, parità salariale tra uomini e donne. E poi, una vera e propria agenda di transizione ecologica”.

Sembra già una piattaforma programmatica, dice il Corriere. “Noi – risponde Delrio – parleremo degli italiani. Ripeto, con un accordicchio di basso profilo non andremmo da nessuna parte. E poi, il Pd non ha certo paura di andare al voto. Quindi, o si fa un accordo di largo respiro in grado di opporre una visione diversa a quella della destra-destra oppure è meglio andare a votare”. E per fare un accordo di largo respiro, serve siglare un patto di legislatura. O no?

“La mia impostazione è che si può fare solo nella chiarezza e non per forza. Non abbiamo neanche paura di votare il taglio dei parlamentari, che tra l’altro stava in una nostra riforma. La paura semmai è di fare le riforme partendo col piede sbagliato”.

Quanto all’idea lanciata da Salvini di votare il taglio dei parlamentari e poi andare subito al voto, Delrio dice: “Salvini sta parlando del nulla. Non è possibile votare il taglio dei parlamentari e andare al voto subito, a meno che non si voglia delegittimare il Parlamento appena eletto”. È possibile, chiede ancora il Corriere, che la crisi di governo rientri? “Suvvia, sarebbe fantascienza. Non credo che Salvini possa dichiarare la fine del governo Conte e poi rimangiarsela”.

Secondo il capogruppo dem alla Camera è impossibile che M5s torni tra le braccia di Salvini? “Mi sembra fantapolitica. La crisi è ormai aperta perché Salvini l’ha formalmente aperta. Da qui non si torna indietro. E poi non credo che i M5s vogliano suicidarsi”.

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