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L’incontro tra Nicola Zingaretti e il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, ha prodotto il risultato che in molti si aspettavano: la lista unitaria con +Europa non ci sarà e, probabilmente, tramonta anche l’idea di un listone unico europeista sul modello pensato da Carlo Calenda. A pesare è stata la costituzione troppo recente di +Europa, che mette il partito di Della Vedova in una posizione scomoda rispetto al Partito democratico: da una parte c’è la volontà del nuovo soggetto politico di pesare la propria forza con una corsa in solitaria.

Dall’altra c’è il timore che, in un sistema che prevede le preferenze, la lista unica finisca per giovare al solo Pd. Lo spiega bene un alto esponente della maggioranza zingarettiana: “Il sistema di voto, in Italia, prevede le preferenze e il Pd in questo momento non e’ in condizione di dare indicazioni agli elettori su quali candidati votare in un collegio e quali in un altro. Il rischio è che +Europa porti voti solo al Pd. Il loro timore è comprensibile”.

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