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L’Abruzzo sceglie il 14esimo presidente della Regione, non contando il vicario Giovanni Lolli che ha retto l’Ente fino a questo momento dopo le dimissioni di Luciano D’Alfonso eletto senatore del Pd alle politiche dello scorso marzo. Marco Marsilio, candidato governatore del centrodestra, espressione di Fratelli d’Italia, è nettamente in testa avendo ottenuto, al momento, circa il 49% dei consensi. La sua vittoria è certa, manca solo la proclamazione ufficiale che arriverà in mattinata.

“I cittadini – ha detto – ci danno appoggio in pieno”. Marsilio ambisce a diventare il terzo governatore nato fuori regione, dopo Ugo Crescenzi (primo presidente nel 1970) e Vincenzo Del Colle (governatore dall’ottobre del ’92 all’aprile del 1995). Il prossimo governatore del centrodestra – coalizione composta da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc-Dc-Idea e Azione Politica – è nato a Roma nel 1968 da una famiglia di origini abruzzesi, Tocco da Casauria (Pescara). È laureato in filosofia alla Sapienza.

Dalla fine degli anni Ottanta e nei primi Novanta partecipa ai movimenti studenteschi e universitari e dal 1996 al 2000 è vicepresidente di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale. Consigliere comunale di Roma per tre mandati dal 1997 al 2008, in Campidoglio ricopre i seguenti incarichi: capogruppo di Alleanza Nazionale membro delle Commissioni Cultura, Urbanistica e della Commissione speciale per Roma Capitale.

Nel 2008 diventa deputato nelle liste del Popolo della Libertà; il 21 dicembre 2012 è tra i fondatori di Fratelli d’Italia, del quale ricopre l’incarico di vice tesoriere nazionale e portavoce. Alle elezioni politiche del 2018 diventa senatore, come capolista di Fratelli d’Italia nella circoscrizione Lazio. Il 30 novembre scorso Ignazio La Russa ne ufficializza la candidatura a presidente della Regione Abruzzo.

Al momento le sezioni scrutinate sono 1.058 su 1633. Il Centrodestra è al 49.45%, il Centrosinistra, con Giovanni Legnini, al 31,57%, il M5s, con Sara Marcozzi, al 18,50%, Stefano Flajani, di Casapound, sotto l’1%. Il corsa c’è un esercito di 428 candidati consiglieri. Sarà proclamato eletto il candidato presidente che ha ottenuto più voti nel complesso delle 4 circoscrizioni (L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo), contestualmente diviene membro di diritto del Consiglio regionale. Faranno parte del Consiglio le liste che abbiano ottenuto almeno il 4% dei voti su base regionale, se corrono da sole, oppure che abbiano ottenuto almeno il 2% ma facciano parte di una coalizione che, a sua volta, abbia superato il 4%. Trentuno, compreso il presidente, i candidati che faranno parte della nuova Assemblea regionale. 

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