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Nel giorno della fiducia alla Camera, la maggioranza pensa al blitz sulla legge elettorale a palazzo Madama, qualora arrivasse entro venerdì il via libera di Montecitorio, per poi, ricompattata, accelerare sullo ius soli, una legge che sembrava insabbiata ma la cui approvazione potrebbe ora rivelarsi utile per recuperare la sinistra, che, anche nella componente dialogante incarnata da Giuliano Pisapia, che sul Rosatellum-bis annuncia la rottura con il Pd. Rottura che il guardasigilli Andrea Orlando spera di superare adottando correttivi al Senato, dove pure potrebbe essere posta la fiducia. Certo, ci sarà il voto sul provvedimento finale, "ma non si è mai vista in nessuna legislatura – sottolineano fonti dem – che l'Aula bocci un testo dopo la fiducia". 

Il voto finale sarà comunque segreto

"La più grande preoccupazione della maggioranza, fugata ora dalla fiducia posta dal governo, era che la riforma fosse nuovamente affossata sotto il tiro dei franchi tiratori, protetti dai circa 50 voti segreti richiesti dalle opposizioni", sottolinea la Repubblica, "un'incognita a cui Pd, Forza Italia, Ap e Lega (le forze del nuovo patto a quattro sulla legge elettorale) pensavano di rispondere in un primo tempo con la tecnica parlamentare del 'canguro', ossia con emendamenti predittivi che avrebbero fatto cadere automaticamente tutti gli altri. Ma poi l'ipotesi del ricorso alla 'fiducia tecnica' ha prevalso. Dopo la riunione di maggioranza ho telefonato al premier Paolo Gentiloni riferendo che è opportuna la fiducia per superare il ricorso ai voti segreti", spiega il capogruppo dem Ettore Rosato, che dà il nome alla legge. Saranno dunque poste tre fiducie tecniche sui primi tre articoli della legge, quelli oggetto degli emendamenti su cui le opposizioni avrebbero voluto il voto segreto. Il voto finale sul provvedimento sarebbe comunque segreto, come previsto dal Regolamento della Camera.

Come è stato archiviato il "canguro"

"Da giorni il copione era già scritto e Mattarella ne era stato informato", rivela un retroscena de La Stampa, "ma fino a lunedì sera il premier propendeva per il 'canguro', ovvero la tagliola parlamentare studiata per neutralizzare i voti segreti: tuttavia, quando di fronte all’evidenza si è capito che il canguro, escogitato da Emanuele Fiano, avrebbe lasciato comunque in piedi diversi voti segreti, è stato chiaro a tutti che non ci sarebbe stata alternativa alla fiducia. Perché c’era un altro patto dietro le quinte, quello tra Rosato e gli altri capigruppo di Forza Italia, Lega e Ap: se salta un tassello salta tutto, niente scherzi. Il premier Paolo Gentiloni è preoccupato, sa di giocarsi l’osso del collo con un voto finale sulla riforma che sarà a scrutinio segreto. Ma non ci sono alternative e tira dritto". 

I compromessi per salvare lo ius soli

E subito dopo l'esame del Rosatellum, già la prossima settimana, i senatori potrebbero discutere lo ius soli. L'idea dunque è quella di accelerare su entrambi i provvedimenti, prima della legge di stabilità. Sul tema della cittadinanza ai minori stranieri potrebbe arrivare un maxiemendamento del governo per consentire ad Area popolare di ammorbidire la posizione. Poi la fiducia. 

Ripartire dallo ius culturae, rafforzando il tema del ciclo scolastico è il percorso immaginato dal gruppo del Pd, che intende inviare un segnale a Pisapia. Al momento la legge prevede che i minori stranieri nati nel nostro Paese o arrivati entro i 12 anni di età possano diventare italiani dimostrando di aver frequentato regolarmente almeno 5 anni di percorso formativo. Allo studio un altro compromesso: al momento secondo la legge i bambini nati in Italia da genitori stranieri possono acquisire la cittadinanza italiana se uno dei genitori è titolare di diritto di soggiorno illimitato oppure di permesso di soggiorno dell'Unione Europea per soggiornanti di lungo periodo. L'intenzione è quella di modificare il testo, di prevedere che entrambi i genitori siano titolari di diritto di soggiorno. 

Ma per Ap "non passerà mai"

La legge di bilancio al Senato dovrebbe approdare intorno al 27 ottobre. Prima dell'arrivo della manovra il Pd quindi intende valutare se ci sono i numeri parlamentari per arrivare all'ok sullo ius soli. Ma Ap insiste sul no al ricorso della fiducia. "La legge non passeraàmai", afferma Lupi. Difficile invece ipotizzare un doppio passaggio parlamentare. Aperture nei giorni scorsi sono arrivate da Ala, ma l'eventuale voto di fiducia sullo ius soli sarebbe comunque a rischio, considerando anche il ko della maggioranza sui due emendamenti alla legge europea. Mdp promette "un Vietnam" parlamentare, soprattutto sulla manovra. "Ala e FI hanno salvato il governo sulla legge europea. È la prova di qual e' la reale maggioranza", spiega un senatore bersaniano.

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