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(AGI) – Pesaro, 25 mag. – La visita di Salvini a Pesaro, prima tappa del suo terzo passaggio elettorale nelle Marche , e’ stata accolta da un centinaio di contestatori, la maggior parte in rappresentanza dei centri sociali, che l’hanno fatto oggetto di insulti, slogan e lanci verso il palco di pomodori e uova. Il leader leghista ha tenuto comunque il suo comizio: meno di dieci minuti, utili per qualificare il messaggio del suo partito e il sostegno a Francesco Acquaroli (Fdi) alla guida della Regione Marche. “A chi mi contesta in maniera pacifica – ha spiegato – dico che possono urlare e scrivere cio’ che vuole. L’importante e’ che non rompano le scatole alla gente per bene, che e’ qua per preparare una Pesaro diversa”. Polizia e carabinieri hanno contenuto senza fatica i contestatori, che dopo il breve comizio di Salvini hanno urlato slogan restando in piazza fino alla partenza del leader leghista, atteso in altre piazze delle Marche. A chi gli chiedeva se si sente un provocatore, Matteo Salvini ha risposto che “qualunque essere umano va in piazza a dire quello che pensa, senza i cretini che gli lanciano addosso oggetti”. “Quindi – ha aggiunto facendo riferimento a chi lo ha contestato anche a Pesaro -, il problema sono loro, non le brave persone che sono venute a sentirmi e che si sono prese tre uova in testa”. “A quei ragazzi che mi contestano – ha poi concluso -, andrebbe fatto fare un anno di servizio civile obbligatorio, cosi’ imparano cos’e’ la convivenza e il rispetto: questi sono i migliori alleati di Renzi e del Pd nelle Marche”. (AGI) .

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