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AGI – La riforma costituzionale “si farà, con o senza il loro appoggio”. È quanto dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in uno stralcio del libro intervista di Alessandro Sallusti pubblicato da Libero, rispondendo alla domanda “perché a sinistra c’è tanta ostilità al solo pronunciare le parole “riforma costituzionale”?. “Perché ragionano prevalentemente in base all’interesse di partito“, risponde la presidente del Consiglio. 

E ancora: “L’interesse di partito dice loro due cose: la prima è che non conviene un sistema nel quale il potere si rimette nelle mani dei cittadini e si toglie al palazzo la facoltà di fare e disfare i governi. Loro”, continua Meloni riferendosi alla sinistra, “sono piu’ bravi a muoversi nel palazzo che tra la gente. La seconda” ragione “è che un sistema del genere renderebbe impossibili i tentativi di ribaltone, i sotterfugi”.

La riforma costituzionale “è una riforma giusta. O, almeno, è quello che chiederò ai cittadini di confermare quando, nel caso in cui non ci fossero voti sufficienti per approvarla con la maggioranza dei due terzi del Parlamento, verranno chiamati a esprimersi sul referendum confermativo”, si legge ancora.

Quanto al precedente della riforma Renzi, bocciata alle urne, Meloni aggiunge: “La riforma Renzi non toccava questo tema, il più importante, ed era molto pasticciata sul resto. Era macchinosa e sostanzialmente inutile. E poi Renzi aveva fatto l’errore di trasformare il referendum sulla riforma in una specie di giudizio sul suo operato e su quello del governo”.

“Io lavorerò per trovare l’accordo in parlamento con tutta o parte dell’opposizione, per non ‘disturbare’ gli italiani” con il referendum confermativo, spiega ancora il presidente del Consiglio. “Se non riuscirò a raggiungere questo obiettivo e si dovesse ricorrere al referendum basterà porre due domande molto semplici. La prima: vuoi decidere tu chi debba governare? La seconda: vuoi che quel qualcuno che hai scelto per governare abbia cinque anni per farlo? Mi paiono due domande di buon senso, e gli italiani hanno molto più buon senso di quanto la politica spesso riconosca loro”, conclude. 

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