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(AGI) – Madrid, 11 mag. – (Dall’inviato Nicola Gaziani) – L’Europa faccia presto, la comunita’ internazionale dia qualcosa in piu’ di un vago segnale di dsponibilita’, adesso che le Nazioni Unite si apprestano a varare una presa di posizione di fronte all’emergenza immigrati. Sergio Mattarella solleva la questione, trovando un interlocutore disponibile, nel suo viaggio a Madrid, dove incontra Re Felipe e il primo ministro Mariano Rajoy. La Spagna e’ membro non permanente consiglio di sicurezza dell’Onu. Una posizione che la rende portavoce di fatto dei paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, e devono fronteggare in questi giorni le ondate di disperati che arrivano dall’Africa. Certo, l’approccio al problema non e’ stato univoco in passato. Talvolta pero’ il Presidente della Repubblica puo’ constatare con soddisfazione che vi e’ una forte unitarieta’. “E’ il momento di passare dalle parole ai fatti”, lo rassicura Rajoy. Del resto anche la presidenza della commissione europea ha dato segnali postivi a riguardo. “Speriamo che questa disponibilita’ dia frutti adeguati”, commenta quindi Mattarella prima di salire sull’aereo che lo riporta a Roma. Soddisfatto per questo ancora di piu’ che non per essere stato accolto con una nota di riguardo particolare da Re Felipe. Il Sovrano – sottolinea la stampa spagnola – per la prima volta da quando e’ salito al trono ha aspettato l’ospite sul portone del palazzo reale, dove si sono svolti i colloqui. Picchetto ufficiale su una piazza immensa con una folla che che si era radunata da lontano a guardare. Un cerimoniale ben diverso da quello riservato ad altri ospiti, accolti nella piu’ privata residenza della Zarzuela. Adesso, prosegue Mattarella, l’unione Europea “deve fare veder di essere all’altezza del proprio ruolo”. Cioe’ “comportarsi in modo intelligente guardando a un futuro piu’ lontano, creando occasioni di sviluppo nei paesi di origine e de evitando cosi’ ondate migratorie ancora piu’ imponenti, che verrebbero a concretizzarsi in un futuro che invece lontano non sarebbe”. Insomma, una “azione lungimirante” degna di un continente dalla storia come quella europea. Cosi’ come lungimirante sarebbe una equa suddivisione del peso dell’accoglienza dei profughi, cioe’ non di coloro che fuggono per motivi economici ma perche’ oggetto di persecuzioni di carattere etico, politico o religioso. “L’unione europea puo’ assorbirli senza traumi, sottolinea il Capo dello Stato. Del resto “le coste dell’Italia e della Spagna sono le coste dell’Europa, ed e’ all’Europa che guardano” i disperati dei barconi. Questo nell’immediato vuol dire anche affrontare il nodo della Libia. Bisogna “porre fine alla guerra civile e a una situazione di assenza dello Stato”, anche perche’ il Paese ” rischia di diventare la base di formazioni terroristiche che rappresentano una minaccia per tutta l’unione europea e non solo per l’Italia per la Spagna”. E’ il messaggio che Madrid si impegna a portare al Palazzo di Vetro. .

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