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AGI – Una busta con dieci proiettili e una lettera di minacce è stata trovata all’alba davanti alla casa di Ancona di Marco Bentivogli, coordinatore e co-fondatore di Base Italiae ed ex segretario generale della Fim Cisl.

Ad accompagnare la lettera, 5 cartucce per fucile a pallettoni e 5 per pistola calibro 7.65 che sono stati presi in consegna dalla polizia scientifica.

“Una minaccia gravissima di fronte alla quale serve la massima unita’ di politica, impresa e sindacati in difesa valori democrazia” ha twittato la senatrice Pd Valeria Fedeli.   “Siamo tutti con Marco Bentivogli senza se e senza ma” scrive su Twitter Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco di Roma, mentre il  presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, avverte che “chi mina la libertà delle idee e il confronto minaccia la democrazia e tutti noi

“Un fatto grave e inquietante” dice il leader della Cisl, Luigi Sbarra “Bisogna contrastare questo clima di odio e di intimidazione che c’è nel Paese”. Gli fa eco Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl: “Un nuovo fatto gravissimo, inaccettabile in un Paese democratico. Non possiamo tollerare l’imbarbarimento del dibattito politico e sociale e l’uso di azioni vigliacche di questo tipo che evocano anni lontani del tempo che non vogliamo pensare di veder tornare”.

Dal centrodestra si fa sentire la capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini: “È un altro, gravissimo segnale d’allarme sul clima di tensione alimentato dagli stessi settori eversivi che hanno sempre avuto come principale bersaglio i riformisti. Bisogna assolutamente scongiurare, elevando il livello di guardia, che si riproponga il vecchio schema ideologico secondo il quale sindacalisti scomodi e giuslavoristi sono nemici da eliminare in nome di una declinazione estremista e distorta degli interessi della classe lavoratrice”. 

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