Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

AGI – L’attualità è la discussione sull’estensione sul green pass, con il presidente del Consiglio Mario Draghi determinato ad allargare l’utilizzo della misura, anche se su come e quando restano ancora gli interrogativi. L’obiettivo comunque è agire con gradualità, motivo per cui non si esclude che le misure legate alla Pubblica amministrazione e al settore privato possano essere varate entro settembre ma partire ad ottobre, ovvero dopo le amministrative.

La priorità del governo è quella di affrontare dossier come Alitalia – se ne è discusso in Consiglio dei ministri e i sindacati sono stati ricevuti dal Pd – e, sempre sul fronte del Covid, come procedere con l’iter della terza dose e dell’obbligo vaccinale. E poi c’è il tema del Pnrr (oggi le Regioni, durante l’incontro in Conferenza, si sarebbero lamentate del fatto che si sentono escluse dalla partita e temono poi di essere additate come responsabili, in presenza di ritardi sui lavori e di colpe altrui), della riforma del fisco e della concorrenza, della riforma del lavoro e delle pensioni, della legge di bilancio, della modifica del reddito di cittadinanza, con le polemiche legate alle assunzioni non fatte nei centri dell’impiego e respinte dai ‘governatori’).

Insomma, il dossier del Quirinale dovrebbe essere l’ultimo dei pensieri delle forze politiche. Da qui anche il ragionamento del segretario dem Enrico Letta. “Io – ha spiegato – faccio un appello a tutti i leader politici e a tutti colleghi che sono in politica per una moratoria sul Quirinale: se ne parli il prossimo anno, a gennaio”.

A replicare è stato subito Matteo Salvini: “È lui che continua anche a parlare di Quirinale, probabilmente è la cannabis…”. “Draghi è il presidente del Consiglio e lasciamo che lavori come presidente del Consiglio. L’attualità è che lo appoggiamo come capo del governo, per il futuro c’è da considerare la sua valutazione personale, – ha argomentato, invece, il presidente M5s Giuseppe Conte – mi sembra prematuro parlare di questo tema”.

Dunque l’elezione dle prossimo presidente della Republico è argomento che verrà affrontato più avanti, anche se la notizia che Sergio Mattarella sarà il 16 dicembre in Vaticano per un’udienza di congedo in vista della conclusione del suo settennato al Quirinale ha riacceso i ‘fari’ sulla partita.

Sotto traccia sono soprattutto le seconde file dei partiti a parlarne, anche alla ricerca di eventuali convergenze parallele per evitare che ci sia il caos che portò poi all’allungamento del settennato di Napolitano.

Per ora, si tratta di ragionamenti scritti sulla sabbia. Nel centrodestra, per esempio, c’è chi sottolinea che chiunque sarà eletto deve partire dal presupposto che al leader della coalizione che vince le Politiche deve andare la garanzia della poltrona di Palazzo Chigi. Mentre nell’ex maggioranza rosso-gialla non tutti propendono sul fatto che il ‘piano A’ debba portare alla permanenza del premier Draghi al governo fino a fine legislatura.

Il dossier comunque comicerà a ‘scaldarsi’ dopo le amministrative e si vedrà, al netto dei risultati, se ci sono forze della maggioranza e dell’opposizione che, magari, utilizzando la partita del Quirinale, puntano all’elezione anticipata. Tanti sono i ‘papabili’ per il Colle e diverse le indiscrezioni che al momento – stando ai ‘rumors’ di Montecitorio – accreditano l’attuale presidente della Repubblica e il premier come i favoriti alla corsa. Nero su bianco al momento restano pero’ solo le parole del capo dell’esecutivo. “Trovo un po’ offensivo pensare al Quirinale come altra possibilità, anche nei confronti del presidente della Repubblica”, ha spiegato in conferenza stampa. Un segnale per ritenere che il ragionamento di Letta suoni bene alle orecchie del presidente del Consiglio. 

Flag Counter