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AGI – Enrico Letta e Giuseppe Conte, i due leader politici con il compito di rilanciare il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle e strutturare l’alleanza in previsione delle prossime elezioni amministrative per scegliere i sindaci di tante città tra cui Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna.

Per Letta è un ritorno nel PD, nel 2015 presentò le dimissioni da deputato alla Camera e non rinnovò la tessera; per Conte, invece, è la prima volta da leader di un movimento politico, provenendo direttamente dalla Presidenza del Consiglio. Due novità sullo scenario della politica italiana sulle quali abbiamo misurato il sentiment – l’analisi in tempo reale delle reazioni ed emozioni degli utenti inerenti un qualsiasi evento, locale o globale – dell’opinione pubblica, e analizzato le conversazioni online con gli algoritmi di intelligenza artificiale di *Kpi6.

 

In questa fase i valori di sentiment, positivi e negativi, sono pressoché identici per entrambi; quelli negativi (60% vs 62%) sono comunque migliori rispetto a quelli riscontrabili generalmente per gli altri leaders politici. Ricordiamo che all’interno del sentiment negativo rientrano anche molte lamentele e critiche inerenti i problemi del paese, i provvedimenti attesi e non ancora attuati, e attacchi agli avversari appartenenti ad altri schieramenti.

Interessante notare l’andamento dell’apprezzamento dell’audience per l’ex presidente del Consiglio dimissionario: la curva associata a Conte (gialla) si muove in maniera simile a quella di Enrico Letta (rossa), ma si impenna in coincidenza della partecipazione all’assemblea in streaming del M5s, giovedì 1° aprile.

Nell’ultimo anno l’indice di gradimento è sempre stato alto per il professore universitario – si ipotizzava persino la nascita di un suo partito, stimato al 13,5% di consenso -. E nonostante a marzo la comunicazione social di Conte sia ridotta con pochi post pubblicati e pochi temi trattati, il sentiment positivo è rimasto intatto, un capitale di consenso che si è riattivato appena è tornato in video streaming, affermandosi come leader del Movimento e rientrando a tutti gli effetti all’interno dell’arena politica.

Enrico Letta e Giuseppe Conte sono uniti nei toni, misurati e costruttivi, ma si differenziano nell’utilizzo degli strumenti di comunicazione digitale: a marzo su Twitter Letta è stato attivissimo su tanti temi, in media pubblicando 4 tweet e 3 retweet al giorno, destinati ad una base follower non larghissima (619.109 persone): collegamenti con i circoli del partito sui territori, incontri con altri leaders, ringraziamenti per l’incarico. Le basi per la costruzione di un campo largo, inclusivo, passando attraverso l’elaborazione di un programma condiviso. Una comunicazione tuttavia non ingessata, ma anche sdrammatizzante. Una forte propensione all’utilizzo di Twitter, superato solo da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, in assoluto i due politici più attivi in tal senso.

Oggi #1Aprile, riunita la #SegreteriaPD, ho nominato il mio incaricato speciale per i rapporti con le #correnti. pic.twitter.com/ZuIlIiePUU

— Enrico Letta (@EnricoLetta)
April 1, 2021

Giuseppe Conte ha un seguito più ampio su Twitter (998.294 follower) e ha pubblicato solo 4 contenuti di tipo celebrativo e commemorativo come la Giornata Nazionale dedicata alle vittime del Covid, la festa del papà, i 160 anni dell’Unità d’Italia, e gli auguri di buon lavoro proprio ad Enrico Letta in occasione della nomina a segretario del PD.

Il leader del M5s predilige comunicare su Facebook, come già ci aveva abituato durante il suo incarico alla Presidenza del Consiglio, strumento nel quale ha individuato l’audience di riferimento. Proprio su Facebook ha pubblicato il suo lungo intervento all’Assemblea del Movimento per illustrare il nuovo progetto e la linea politica.

All’interno delle conversazioni online Enrico Letta è associato alle vicende del PD e a Matteo Renzi, mentre Conte è associato a Mario Draghi, alla gestione del Covid, al lockdown e ai dpcm. Una nutrita audience di nostalgici che ricorda volentieri la sua esperienza di governo, facendo confronti con l’attuale gestione.

Analisti: Gaetano Masi, Marco Mazza, Giuseppe Lo Forte
Giornalista, content editor: Massimo Fellini

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