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(AGI) – Gerusalemme, 1 mag – Tra Israele e il movimento islamista palestinese Hamas sono in corso trattative che potrebbero produrre un accordo in grado di modificare significativamente gli equilibri di forza tra le forze palestinesi e tra le potenze regionali. Lo scrive quest’oggi il quotidiano israeliano “Haaretz”, secondo cui i colloqui tra le due parti sarebbero andati avanti a intermittenza negli scorsi mesi dopo l’intesa sul cessate il fuoco che ha posto fine al conflitto militare della scorsa estate. Le trattative sarebbero condotte attraverso “diversi canali” e coinvolgerebbero “numerosi intermediari”, tra cui funzionari delle Nazioni Unite, dell’Unione europea e del Qatar. L’obiettivo e’ quello di raggiungere un cessate il fuoco “umanitario” garantito da una parte terza. Hamas prometterebbe, nel caso di un accordo, di fermare ogni azione aggressiva nei confronti di Israele in un periodo che andrebbe dai tre ai cinque anni. In cambio, Tel Aviv ridurrebbe in maniera “significativa” il blocco navale su Gaza e intraprenderebbe una serie di iniziative volte a rilanciare l’economia nella Striscia. Piu’ avanti, spiega “Haaretz” definendo pero’ l’ipotesi “improbabile”, Israele potrebbe riconsiderare l’idea di consentire la realizzazione di un porto a Gaza sotto la supervisione di un attore esterno. Un tale accordo permetterebbe al premier israeliano, Benjamin Netanyahu, di sostenere di aver raggiunto “risultati di lungo periodo” con la controversa operazione militare condotta la scorsa estate. Ancora, il capo del governo israeliano potrebbe infliggere un duro colpo politico al presidente palestinese, Abu Mazen, e concentrarsi sul fronte libanese, dove il movimento sciita Hezbollah appare sempre piu’ aggressivo. Dall’altra parte, la leadership di Hamas eviterebbe un devastante quarto conflitto con Israele. Khaled Meshaal, capo dell’ufficio politico del movimento, potrebbe essere a favore di un’intesa dopo aver ammorbidito la propria politica a seguito del riavvicinamento all’Arabia Saudita. .

(AGI) – Pozzallo, 1 mag. – “La paura va combattuta, serve un piano di risanamento del Paese per creare lavoro. Il problema e’ un uomo solo al comando”. Lo ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, parlando dal palco della Festa nazionale del primo maggio a Pozzallo (Ragusa). “Abbiamo bisogno – ha aggiunto la segretaria della Cgil – di un Parlamento che possa decidere, di essere autonomi. La nostra Repubblica e’ fondata sul lavoro, che e’ dignita e liberta’, liberta di scegliere. La dignita’ del lavoro che rende libere le persone”, ha sottolineato Susanna Camusso. “C’e’ chi dice che basta un decreto per creare occupazione. Ma questo e’ il Primo Maggio della crisi, del lavoro perduto e non ritrovato, delle famiglie che guardano i loro ragazzi fare le valige”. Lo ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, a Pozzallo.

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“Vorrei rivolgere un pensiero ai cristiani assassinati nelle terre che stanno al di la’ del mare, ai tanti che vengono uccisi solo per il loro credo o per le loro idee. E dico a chi vorrebbe sparare sui gommoni che noi siamo un Paese che ripudia la guerra”. Cosi’ la leader della Cgil Susanna Camusso dal palco di Pozzallo. “Oggi si inaugura l’Expo e siamo contenti, e’ la vetrina del nostro paese, la vetrina del cibo e dell’alimentazione”. Lo ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, parlando dal palco del primo maggio a Pozzallo.

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Ma ha avvertito “non possiamo dire che ci sono due mondi che non si guardano”, perche’ questo e’ “un Paese bagnato dalle acque del Mediterraneo e dobbiamo ricordare che noi siamo quelli che sono andati in giro per il mondo e abbiamo chiesto asilo e rispetto Da questa isola – ha proseguito Camusso – tanti sono andati, hanno dovuto emigrare.  E’ la nostra storia. Ma non si ripeta da parte dei potenti la storia che abbiamo gia’ visto di chi protegge la sua ricchezza”.

(AGI) – Roma, 1 mag. – Quasi un italiano su quattro (22 per cento) per un totale di 13 milioni di persone ha scelto di trascorrere la Festa dei lavoratori all’aria aperta facendo una passeggiata, un picnic al sacco con il tradizionale barbecue o in agriturismo. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ che evidenzia come venga mantenuta anche quest’anno una tradizione consolidata degli italiani, nonostante il tempo incerto in alcune aree del Paese. Se per una maggioranza del 33 per cento degli italiani il primo maggio e’, sottolinea la Coldiretti, come gli altri giorni, per il 21 per cento e’ l’occasione per riposare, ma non manca chi ha deciso di andare dai parenti (5 per cento) o al ristorante o in pizzeria (2 per cento) ma anche ad eventi come Expo o il tradizionale concerto. Braciolate sul posto, ma anche frittate, pasta al forno preparata in casa, pollo e verdure crude e cotte sono i piatti preferiti nei picnic della gita fuori porta del primo maggio. In tutte le regioni del centro Italia e’ irrinunciabile l’abbinamento fava e pecorino che – sottolinea la Coldiretti – unisce due prodotti della tradizione agroalimentare nazionale conosciuti entrambi fin dal tempo degli antichi romani. La voglia di liberta’ interessa anche la tradizionale gita in agriturismo dove secondo Terranostra si contano oltre un milione di pasti durante il lungo weekend del primo maggio con molte strutture che si sono attrezzate anche con colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali di campagna amica. Il successo del relax nel verde – sostiene la Coldiretti – e’ favorito in Italia dalla presenza di ben 871 i parchi e aree protette che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale con il turismo ecologico che e’ l’unica forma di vacanza che ha continuato a crescere anche nel periodo di crisi con un aumento del 9 per cento delle presenze nei parchi che hanno raggiunto la cifra record di 102 milioni di presenze nel 2014 e previsioni positive si hanno per il 2015 secondo il rapporto Ecotur. .

(AGI) – Milano, 1 mag. – La designazione di Luciano Fontana come nuovo direttore del Corriere della sera “e’ una buona scelta”. E’ il commento del presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, interpellato all’indomani della riunione del cda di Rcs che ha scelto Fontana all’unaniminta’. Il banchiere ha risposto ai giornalisti a margine della cerimonia di inaugurazione dell’Expo; Intesa Sanpaolo, con il 4% del capitale, e’ tra i principali azionisti del gruppo editoriale cui fa capo il quotidiano. .

(AGI) – Roma, 1 mag. – Un convoglio scortato dalla polizia ha lasciato l’area di Blucklebury, dove vivono i genitori di Kate Middleton. Lo riferiscono i media britannici, ipotizzando che il convoglio possa essere diretto verso il St. Mary Hospital di Londra, dove la duchessa di Cambridge sara’ ricoverata prima del parto. Il ‘royal baby’ e’ in ritardo e cosi’ da ieri le autorita’ londinesi hanno dovuto prolungare il divieto di transito e di sosta nelle aree circostanti il St. Mary Hospital della capitale, dove e’ previsto che Kate Middleton faccia nascere il fratellino – o sorellina – del principino George. La restrizione alla circolazione voluta dalla struttura sanitaria e dai servizi di sicurezza che si prendono cura della coppia reale sta creando non pochi problemi al traffico nell’area di Paddington: per motivi di “interesse nazionale”, nessuno puo’ transitare davanti al St. Mary, tanto meno sostare. Decine di fan della monarchia britannica e della duchessa di Cambridge, Kate, intanto, continuano a bivaccare di fronte all’edificio, insieme a giornalisti e troupe televisive provenienti da ogni parte del mondo. .

(AGI) – Milano, 1 mag. – Decine di persone stanno affluendo in piazza XXIV Maggio a Milano, dove e’ in partenza il corteo ‘No Expo’. Al momento la situazione e’ tranquilla, anche se c’e’ timore di atti violenti da parte degli antagonisti, in particolare quelli provenienti da Germania e Francia.

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Tra i cori intonati dai partecipanti ‘fuori Expo dalla citta”. Su alcuni striscioni si leggono le scritte ‘No allo sfruttamento, no alla schiavitu” con riferimento al tema del lavoro che e’ al centro della manifestazione, che si svolge tutti gli anni, il Primo maggio e quest’anno a tema ‘No Expo’. .

(AGI) – Roma, 1 mag. – A quasi una settimana dal devastante terremoto che sabato scorso ha devastato il Nepal il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime e’ salito a 6.204 mentre i feriti sono piu’ di 13.932. Queste le cifre ufficiali fornite dal National Emergency Operations Centre nepalese ma il capo dell’esercito nepalese, il generale Gaurav Rana, ha dichiarato alla rete americana Nbc che molte regioni del Paese sono ancora isolate e che alla fine “15.000 potrebbero essere le persone rimaste uccise”.

VIDEO: immagini di devastazione a Kathmandu riprese da drone

Sono stati intanto recuperati e trasferiti a Kathmandu i corpi di Oscar Piazza e Gigliola Mancinelli, rimasti uccisi a seguito del violentissimo terremoto che ha devastato il Nepal. Lo conferma Piergiorgio Rosati, pilota del nucleo elicotteri della Provincia autonoma di Trento che ha riferito stamani al Dipartimento della protezione civile l’avvenuto recupero delle due salme. Continuano nel frattempo le ricerche Renzo Benedetti e Marco Pojer, gli altri due alpinisti trentini dispersi a seguito della stessa frana.

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Il Nepal avrebbe bisogno di 2 miliardi di dollari per la ricostruzione di case, ospedali, uffici governativi ed edifici storici devastati dal terremoto del 25 aprile. Lo ha affermato il ministro delle Finanze Ram Sharan Mahat, precisando che si tratta soltanto di una “stima iniziale”. Il ministro dell’Informazione Minendra Rijal ha annunciato che il governo fornira’ a ogni famiglia dei deceduti 1.000 dollari per prima assistenza e 400 per spese di sepoltura o cremazione. .

(AGI) – Roma, 1 mag. – La festa del Primo Maggio “deve risvegliare speranze e impegni condivisi. Avvertiamo come una ferita lacerante nel corpo sociale e nello stesso tessuto democratico la cifra cosi’ alta di nostri concittadini che non trovano occupazione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione della festa del lavoro al Quirinale. “L’unita’ nazionale e’ minacciata se non si ridefinisce quella coesione sociale che la lunga crisi ha posto in sofferenza”, ha aggiunto Mattarella. “Oggi il tasso di disoccupazione giovanile raggiunge livelli allarmanti. Oggi il divario tra nord e sud del Paese in termini di sviluppo e di lavoro si e’ fatto ancora piu’ grande rispetto all’inizio della crisi. Rischia di delinearsi – ha aggiunto Mattarella – una vera e propria societa’ di esclusi, divisa dal resto della comunita’ da una barriera di diritti e di opportunita’ negate. Questo va impedito con tutte le forze e la dignita’ di cui siamo capaci”. Anche se negli ultimi anni si e’ registrata una leggera flessione “le morti sul lavoro restano intollerabili”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso delle celebrazioni per la Festa del lavoro al Quirinale. “Nessun cittadino italiano deve sentirsi abbandonato, nessuno deve gettare la spugna. L’Italia e’ un grande Paese, ha storia, cultura, risorse, intelligenze. E’ capace di solidarieta’ e di relazioni positive, e pure questo costituisce una ricchezza, immateriale, ma preziosissima”, ha aggiunto il presidente della Repubblica. Quindi un appello al dialogo: per uscire dalla crisi “confido in un dialogo proficuo e in un impegno comune anche con le forze sociali e sindacali”. E’ l’auspicio espresso dal presidente della Repubblica. .

Il tecnico dei blucerchiati: «Possiamo rinviare la festa dei bianconeri, che meritano lo scudetto e potranno giustamente festeggiarlo a Torino. La sorpresa della stagione? Siamo noi. Problemi di gol? Contro i bianconeri potrò schierare il bomber migliore della nostra storia: i nostri tifosi»

(AGI) – Roma, 1 mag. – La Festa del lavoro “deve risvegliare speranze e impegni condivisi. Ma per farlo deve fondarsi su parole sincere. Solo cosi’ contrasteremo la sfiducia”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve al Quirinale i Cavalieri del lavoro per la celebrazione del Primo Maggio e lancia un appello all’unita’ per il contrasto alla disoccupazione, troppo alta (in particolare tra i giovani) e causa di “una ferita lacerante nel corpo sociale e nello stesso tessuto democratico”. Il Capo dello Stato ricorda l’appello di chi non trova un posto, di coloro che lo hanno perso, dei precari; e invita le istituzioni, le imprese, le forze sociali e i sindacati “a fare di piu’. A innovare, a investire, a progettare affinche’ il lavoro sia per tutti”, e affinche’, scandisce, si arrivi a quella piena occupazione indicata anche dalla Costituzione. “Due parole, piena occupazione, che sembrano quasi archiviate – sottolinea – tanti sono diventati i disoccupati – piu’ di tre milioni – e tanto drammaticamente sono cresciuti negli anni della crisi”. Ecco quindi che per Mattarella il tema del lavoro deve diventare “la prima delle priorita’” e su di esso “bisogna saper indirizzare sforzi convergenti e trovare nel dialogo impegni comuni”. Il Paese si trova “a un crocevia decisivo. Cio’ che accadra’ nei prossimi mesi condizionera’ un ciclo lungo”, avverte prima di criticare “gli egoismi e le difese corporative che frenano le nostre potenzialita’ e aggravano le iniquita’”, e prima di ricordare “i livelli allarmanti” del tasso di disoccupazione giovanile e il divario tra Nord e Sud del Paese. Elementi questi ultimi che minacciano l’unita’ nazionale e che rischiano di delineare “una societa’ di esclusi”. Mattarella ricorda il piano Garanzia Giovani che “non ha dato nei primi dodici mesi i risultati sperati, in Italia e nel resto d’Europa, tuttavia e’ importante che il governo stia lavorando per accrescerne l’efficacia; e che sostenga le misure attuative per le decine di migliaia di giovani presi in carica dai Centri per l’impiego”. Si deve poi intervenire per ridurre la distanza che “sta assumendo gravissime dimensioni” tra Mezzogiorno e resto d’Italia. Davanti al Paese, dice, si pone dunque “una nuova questione meridionale” se si vuole “compiere un salto in avanti verso uno sviluppo piu’ equo e sostenibile”. Affinche’ l’Italia torni a crescere per il Capo dello Stato “e’ assolutamente necessario che il Mezzogiorno riparta” perche’ “ogni esclusione all’interno del Paese e’ insopportabile”. Anche per questo, insiste, va combattuta ogni forma di corruzione e di criminalita’, “piaghe presenti ma non incurabili”. Il Presidente sprona, incoraggia gli italiani: “Nessuno deve sentirsi abbandonato. Nessuno deve gettare la spugna. L’Italia e’ un grande Paese, ha storia, cultura, risorse, intelligenze. E’ capace di solidarieta’ e di relazioni positive, e pure questo costituisce una ricchezza, immateriale ma preziosissima”. Nel suo intervento Mattarella non ha mancato di ricordare l’inaugurazione dell’Expo 2015, che rappresenta “una straordinaria opportunita’”, l’impegno delle donne nel mondo del lavoro, l’ancora intollerabile numero di ‘morti bianche’, la necessita’ di contrastare lo sfruttamento dell’occupazione minorile e degli immigrati e le difficolta’ che incontrano i disabili. Per “metterci alle spalle la crisi”, ribadisce, l’Italia ha bisogno di uno sforzo corale” e “piu’ saremo capaci di coesione e di determinazione, piu’ aiuteremo l’Europa a imboccare politiche orientate alla crescita. Perche’ e’ chiaro a tutti – afferma rimarcando il convinto europeismo dell’Italia – che l’Unione europea deve correggere la propria rotta”. Cambiare registro – sostiene ancora – “e’ una questione vitale. Dobbiamo impegnarci affinche’ il piano Juncker e il relativo Fondo europeo per gli investimenti, risponda positivamente alle domande per le quali e’ stato istituito. A questo obiettivo strategico dobbiamo richiamare tutti i nostri partner: senza investimenti e senza lavoro, rischia di essere vanificata l’intera costruzione europea”. Il Presidente della Repubblica conclude il suo intervento dicendosi convinto che “l’Italia ce la fara’ tenendo alti i valori sui quali si fonda la nostra democrazia. L’innovazione e’ la nostra sfida. Il coraggio dell’impresa e la solidarieta’ di cui e’ capace la nostra comunita’ sono garanzie”. .

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