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(AGI) – Roma, 12 mag. – Quanto accaduto oggi in commissione Giustizia alla Camera, dove l’assenza dei componenti di Forza Italia ha fatto si’ che decadessero tutti gli emendamenti presentati dagli azzurri al provvedimento anticorruzione, la dice lunga sullo stato di confusione e sbandamento in cui versa il partito. Ad aggravare lo scoramento, soprattutto della vecchia guardia – sempre piu’ preoccupata dalla rivoluzione annunciata da Silvio Berlusconi – i dati delle comunali di domenica, con FI scesa ben oltre sotto il 10%, e i sondaggi in vista delle Regionali, che fotografano un quadro “allarmante”, confessa un azzurro vicino al Cavaliere. E poi c’e’ il nodo addii e scissioni, con i parlamentari forzisti che gia’ fanno di conto: se Fitto (sembra essere a un passo l’annuncio del nuovo soggetto politico) e Verdini se ne vanno portandosi dietro le loro truppe restiamo una ‘ridotta’ alla merce’ della cerchia ristretta e della Lega. Del resto, proprio le mosse future di Salvini e i suoi toni sprezzanti nei confronti del leader azzurro e del suo progetto di riunire il centrodestra fanno temere ai piu’ in Forza Italia che le chance di essere ancora il fulcro di una nuova coalizione – o partito unico – si siano ridotte al lumicino. Berlusconi continua a tacere pubblicamente, parlera’ giovedi’ e venerdi ‘in Puglia, sfidando Fitto nel suo stess o feudo. Ma con i fedelissimi l’ex premier non nasconde l’irritazione per le parole di Salvini, e non da meno di Maroni, che parla addirittura di ‘ultimo giro’ per il Cavaliere: la Lega vuole dettare le condizioni? Se lo scordino, avrebbe detto ai suoi. Non mi faccio intimidire ne’ mettere da parte. E poi, e’ il ragionamento, sono toni da campagna elettorale e Salvini e’ ‘ringalluzzito’ dai dati delle comunali. Poi, dopo le regionali,�e’ ancora la riflessione, sara’ necessaria una accelerazione sul nuovo progetto e Salvini sa che da solo non va da nessuna parte. Se poi, avrebbe tagliato corto Berlusconi, non gli sta bene, prego si accomodi, non trattengo ne’ tantomeno supplico nessuno. Perche’ per Berlusconi non ci sono alternative a un nuovo contenitore di tutti i moderati. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Vertice a palazzo Chigi tra il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan per discutere le modalita’ di intervento sulle pensioni dopo la decisione della Corte Costituzionale. Oggi il ministro dell’Economia ha spiegato che dopo gli incontri “al ministero con i tecnici e con il presidente del Consiglio” la “questione si chiudera’ al piu’ presto possibile”. “Mi congratulo per la grande fantasia” con cui sono state ipotizzate dalla stampa cifre e soluzioni, ha aggiunto, chiedendo di “aspettare le decisioni fra un paio di giorni per non allarmare i pensionati”. La soluzione, ha ribadito, sara’ trovata “nel rispetto pieno dei principi che hanno condotto alla sentenza. Il governo sta lavorando per una soluzione che minimizzi l’impatto sulla finanza pubblica e permetta di rispettare tutti i parametri di finanza pubblica come scritto nel Def”. “Troveremo il modo di mantenerci dentro le regole europee, troveremo una soluzione che ci consenta di essere credibili come lo siamo stati fino ad oggi”, ha assicurato Renzi. “Io mi ero preparato un tesoretto per fare delle cose che ora mi devo rimangiare”, ha aggiunto, spiegando che “nei prossimi giorni studieremo le carte nel dettaglio, lo abbiamo saputo il 30 aprile, e prendiamo il tempo necessario per non ripetere gli errori del passato. La sentenza non dice che e’ obbligatorio restituire tutto”. Intanto oggi si e’ registrata la protesta davanti al ministero dell’Economia dei parlamentari della Lega Nord con il segretario Matteo Salvini. E’ chiara la richiesta del Carroccio: bisogna ridare i soldi a tutti e “con una lettera di scusa”, ha detto Salvini. L’atteggiamento del governo e’ “una presa in giro. Se il cittadino paga con un giorno di ritardo lo Stato gli chiede i soldi e fa la multa”, ha concluso. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Proseguono i massicci sell-off di bond sul mercato globale. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi chiude a 119 punti, mentre il tasso del decennale sale all’1,86%. Il differenziale Bonos/Bund segna 116 punti per un tasso dell’1,83%. In netto rialzo il rendimento del bund che s’impenna dallo 0,05% di meno di un mese fa allo 0,678%, dopo un top di giornata allo 0,740%. Nonostante le incertezze relative alla Grecia, l’euro chiude in deciso rialzo a 1,1243 dollari dopo un massimo di giornata di 1,1277 dollari. La moneta comune avanza sulla scia della crescita generalizzata dei rendimenti obbligazionari nell’Eurozona. In pratica il sell-off dei bond deprime le borse e il dollaro e favorisce l’euro. Euro/yen a 134,86 e dollari/yen a 119,98. L’indebolimento del dollaro traina le quotazioni del petrolio al rialzo. Chiusura di seduta in calo, invece, per la Borsa, indebolita come gli altri mercati dai timori per la Grecia e dalle vendite che hanno colpito l’obbligazionario. Sul listino hanno pesato inoltre alcune trimestrali, con vendite su titoli come Unicredit, Monte Paschi, Autogrill. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,93% a 23.104 punti, All Share sul -0,88%. Per Piazza Affari una seduta difficile, in sintonia con le borse europee, di cui fa pero’ leggermente meglio. Nulla di nuovo sulla Grecia, con le trattative in sede di Eurogruppo che fanno registrare un sostanziale stallo. Oggi la novita’ sui mercati e’ stata l’ondata di vendite di bond, anche tedeschi, probabilmente dovute a prese di profitto, ma che nel complesso hanno preoccupato gli investitori inducendoli alla cautela anche sull’azionario. Anche le borse europee chiudono in calo, anche se sopra i minimi di giornata. Ai timori per la possibilita’ di un’uscita della Grecia dall’unione monetaria, si accompagnano le tensioni legate alla massicca vendita (sell-off) di titoli di Stato (decennale tedesco incluso), che innalzano i rendimenti dei bond. Il sell-off contagia anche Wall Street che pero’ reagisce bene, contenendo le perdite e favorendo nel finale le piazze europee. Francoforte e’ la peggiore e perde l’1,72% a 11.472,41 punti, dopo essere scesa oltre il 2%. Parigi arretra dell’1,06% a 4.974,65 punti e Londra dell’1,37% a 6.933,63 punti. Giu’ dell’1,08% Madrid, mentre Atene guadagna l’1,37%. (AGI) .

(AGI) – L’Avana, 12 mag. – Cuba e gli Usa nomineranno i rispettivi ambasciatori nei due Paesi dopo il 29 maggio.

Lo ha annunciato il presidente cubano, Raul Castro, parlando con i giornalisti all’Avana.

Il Lider maximo ha spiegato che l’apertura delle relative sedi diplomatiche avra’, infatti, luogo dopo che l’Avana sara’ cancellata dalla lista dei Paesi sponsor del terrorismo. (AGI)

(AGI) – Roma, 12 mag. – Sinistra riformista contro sinistra masochista: Matteo Renzi sintetizza cosi’ il conflitto in campo nel Pd. L’uscita di Pippo Civati e l’eventuale addio di Stefano Fassina? “Se Fassina va via e’ un problema suo, non mio”. Parole che fanno scattare la reazione della minoranza dem. “E’ una mistificazione, abbiamo visto che si puo’ vincere poco, tanto, pochissimo, ma si vince essendo fedeli ai valori e ideali del centrosinistra ed essendo alternativi al centrodestra. Dall’Ulivo in poi abbiamo sempre vinto cosi'”, replica Pierluigi Bersani. E Gianni Cuperlo sottolinea che “Se persone valide come Civati e Cofferati lasciano il Pd, o Fassina riflette a voce alta sulla possibilita’ di fare la stessa cosa, la replica non puo’ essere che e’ un problema loro: se sei il leader del partito il problema e’ tuo, il problema e’ nostro”. Parole sottoscritte anche dall’ex capogruppo alla Camera, Roberto Speranza. Scintille anche sulla ‘grana’ Campania: se ci sono dei candidati ‘impresentabili’, non si possono addebitare responsabilita’ al Pd, ma bisogna guardare alle liste che lo sostengono, ha spiegato Renzi. Ma, e’ la risposta di Cuperlo, “se ti candidi a guidare una regione come la Campania devi respingere certi sostegni”. E’ sinistra masochista quella che – attacca Renzi – “perde un po’ ovunque, dalla Liguria a Londra”, che “scappa con il pallone quando perde” – vedi il caso Cofferati in Liguria – o quella che attacca il Jobs Act, “una rivoluzione di sinistra”. Per rivendicare una identita’ di sinistra ‘riformista’ per il Pd, Renzi mostra di non avere bisogno dei padri nobili del partito: “non e’ che si e’ di sinistra solo se c’e’ D’Alema o Bersani”. Gli elettori del Pd, comunque, “non moriranno democristiani”, assicura ancora Renzi. Un derby, quello tra “riformisti” e “masochisti” che andra’ avanti almeno fino al 2017, anno del congresso del partito (fonti del Pd danno per buono il mese di luglio). Sul fronte parlamentare, il governo e’ atteso a breve alla prova dell’aula di Palazzo Madama con il ddl Boschi, da approvare in terza lettura “entro luglio”. C’e’ spazio per discutere e modificarlo, sottolinea Renzi, tranne che nella parte che riguarda l’eleggibilita’ dei senatori. Avanti con il confronto anche sulla riforma della scuola, grazie alla quale “l’Italia sara’ una superpotenza della cultura”. Certo, non aiuta la tegola della Consulta sulle pensioni. Renzi ha “masticato amaro”. “Avevo un tesoretto pronto per alcune cose. Me le sono dovute rimangiare”. Nonostante questo, dice, “nei prossimi giorni studieremo le carte nel dettaglio. La sentenza non dice che e’ obbligatorio restituire tutto. Troveremo il modo di mantenerci dentro le regole europee”. E nel tardo pomeriggio il premier ha incontrato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – “Torno alle riunioni di oggi. Dialogo su #labuonascuola e’ utile. Nei prossimi giorni faremo su questo un #matteorisponde”. E’ l’annuncio del premier Matteo Renzi su twitter dopo il confronto a Palazzo Chigi sulla riforma della scuola, che ha lasciato ancora una distanza non colmata fra le posizioni. Pertanto ci potrebbe essere il blocco degli scrutini, hanno annunciato i sindacati di categoria al termine dell’incontro tra governo e Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Cobas. Intanto, oggi gli studenti hanno boicottato i test Invalsi. “Anche quest’anno abbiamo promosso il boicottaggio delle prove Invalsi, chiedendo agli studenti di non compilare a testa bassa dei test costosi, dannosi, escludenti ed antidemocratici” ha detto Danilo Lampis, coordinatore nazionale Unione degli Studenti (Uds). “Sulla scia della grande giornata di sciopero del 5 maggio, il dato di mobilitazione studentesca nella giornata di oggi e’ stato altissimo”. “Gli emendamenti sono insufficienti. Bisogna ripartire dalla piattaforma rivendicativa dello sciopero della scuola” ha detto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. Le fa eco Susanna Camusso: “Gli emendamenti approvati non modificano la sostanza. Cambiamento si’ ma non come vorrebbe il governo” ha affermato il segretario generale della Cgil: “Deve essere chiaro a tutti che il ddl nonostante le poche modifiche intervenute cosi’ com’e’ e’ un modello non condiviso nella scuola e quindi continueremo le iniziative per cambiarlo” ha aggiunto la Camusso. “Le modifiche che sono state introdotte in Parlamento”, ha ripreso Furlan, “non sono sufficienti perche’ non rimuovono i punti critici che noi non condividiamo. Se si fossero fatti prima altri incontri con il Governo sicuramente avremmo costruito un percorso piu’ utile per cambiare la scuola. Speriamo che questo incontro non sia rituale ma dia risposte alle questioni concrete poste dal sindacato”. Secondo il segretario generale della Cisl “lo sciopero della categoria ha avuto una altisissima partecipazione del personale della scuola, piu’ del 70%, ma anche la partecipazione di tanti studenti e tante famiglie a testimonianza che anche loro hanno condiviso le questioni poste dal sindacato. La scuola e’ un tema molto sentito dagli italiani. Ognuno di noi vuole una buona scuola. Fare una buona riforma significa non solo ascoltare ma tenere conto di quello che il sindacato propone, sforzandosi di accogliere le questioni che noi stiamo ponendo”. Il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, ha “apprezzato gli sforzi del Governo per apportare modifiche, ma sono insufficienti. Precariato, valutazione e contratto: sono questi i tre punti su cui chiediamo interventi. Cosa succede dopo questo incontro? Quando e come ci farete sapere se vi abbiamo convinto con le nostre idee di ‘buona scuola’?” Per il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, “non si deve arretrare fino a dare ai sindacati tutto cio’ che chiedono”. Alfano ha rivendicato: “Anche nella riforma della scuola c’e’ qualcosa che appartiene alle nostre storiche battaglie, mi riferisco alla parita’ tra scuola statale e scuola non statale che secondo noi rientrano entrambe all’interno del servizio pubblico, quindi il fatto che ci siano delle detrazioni fiscali per le scuole paritarie per noi e’ un elemento di grande successo. Noi abbiamo realizzato con questa specifica battaglia un’altra volta una grande e storica missione del nostro schieramento politico”. Qualche timida apertura, in serata, sembra apparire: “Oggi c’e’ stato certamente un atteggiamento di ascolto da parte del Governo. Si puo’ ancora cambiare il provvedimento del governo” ha affermato Annamaria Furlan al termine dell’incontro. “Ci sara’ nei prossimi giorni un ulteriore incontro tra le categorie ed il ministro Giannini e ci sara’ una audizione dei sindacati anche durante l’iter al Senato che potra’ essere il momento del cambiamento. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – “E’ una mistificazione, abbiamo visto che si puo’ vincere poco, tanto, pochissimo, ma si vince essendo fedeli ai valori e ideali del centrosinistra ed essendo alternativi al centrodestra. Dall’Ulivo in poi abbiamo sempre vinto cosi'”. E’ la replica, ai microfoni del Tg1, di Pierluigi Bersani al premier Matteo Renzi che oggi ha parlato di sinistra masochista. In merito all’Italicum e alla riforma costituzionale, Bersani ha aggiunto: “Io sono convinto che questa legge ci portera’ a una strada fatta di demagogia e trasformismo, ora c’e’ la riforma costituzionale, dove si fa un Senato delle Regioni e vedo gia’ i tavoli dove si trattera’ ‘tu fai l’assessore io il senatore’… vogliamo una cosa cosi’? Io spero che il testo venga modificato” Sui dati relativi ai nuovi contratti e sull’occupazione, l’ex segretario del Pd ha spiegato: “Bene, perche’ e’ meglio di un contratto assolutamente precario, ma l’occupazione si fa in altro modo, trasformando gli investimenti in lavoro e servono nuove politiche pubbliche”. (AGI) .

Manca poco all’arrivo in Europa e nei territori PAL di Final Fantasy X/X-2 HD per PlayStation  4, e Square Enix ha pubblicato il launch trailer intitolato “Ricordi di Spira”

Il nuovo trailer “Ricordi di Spira” ripercorre alcuni dei momenti preferiti dai fan di FINAL FANTASY X/X-2 HD Remaster per appassionare una nuova generazione di giocatori e farvi riscoprire alcune delle scene più amate in attesa dell’uscita del gioco.

Final Fantasy X/X-2 HD Remaster sarà disponibile per PlayStation 4 in Europa e nei territori PAL dal 15 maggio 2015, in versione fisica e digitale. In occasione dell’uscita su PlayStation 4, a chi prenota il cofanetto, SQUARE ENIX offre una speciale edizione limitata con l’esclusivo SteelBook illustrato dal leggendario Yoshitaka Amano.

Per maggiori informazioni su Final Fantasy X/X-2 HD Remaster e prenotare la vostra copia, potete visitare il sito ufficiale: http://www.finalfantasyxhd.com/

Final Fantasy X-X2 HD Ricordi di Spira

(AGI) – Milano, 12 mag. – Un reddito di cittadinanza in Lombardia. La proposta – storica bandiera dei 5 stelle – sara’ “concretizzata”, almeno a suo dire, da Roberto Maroni. Il quale si e’ detto d’accordo col Movimento di Beppe Grillo e pronto ad avviare una “sperimentazione” nella Regione che guida a capo di una coalizione di centro-destra. L’iniziativa del governatore lombardo ha suscitato il plauso immediato dei ‘pentastellati’ e del Pd regionale, mentre piu’ di una “perplessita’” e’ stata espressa dai rappresentanti dei partiti che sostengono la maggioranza. A partire dal partito dell’ex ministro dell’Interno e del Welfare, con il suo leader, Matteo Salvini, che ha tenuto a precisare di essere contrario a qualsiasi “elemosina di Stato”. Oltre a Mariastella Gelmini, per Forza Italia, la quale si e’ detta convinta che la Lombardia possa “fare a meno di soluzioni che hanno il sapore dell’assistenzialismo”. No comment per ora dall’altro alleato al Pirellone, Nuovo centro-destra, che pero’ attende di leggere la proposta di Maroni, lamentando un mancato coinvolgimento. L’idea del governatore lombardo appare semplice: utilizzare parte dei fondi messi a disposizione dall’Unione europea, e, nello specifico, le risorse del fondo sociale europeo (Fse) per il settennato 2014-20. I due programmi – Fse e fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) – hanno una dotazione complessiva di 1,940 miliardi di euro, e, rispetto al periodo precedente, 2007-2013, le risorse destinate alla Regione Lombardia sono aumentate di circa 612 milioni, stando a quanto ha riferito l’assessore all’Economia, Massimo Garavaglia. Nello specifico, per il capitolo fondi di sviluppo, sono a disposizione 970 milioni di euro (440 in piu’ rispetto alla programmazione precedente). Altri 970 milioni invece sono sul fondo sociale (172 milioni in piu’ rispetto alla programmazione precedente), da cui si vorrebbe attingere per creare la misura del reddito di cittadinanza. “Voglio introdurre in Lombardia la prima sperimentazione del reddito di cittadinanza riservato ai cittadini residenti in Lombardia in modo coerente con le finalita’ del fondo sociale europeo”, ha esordito Maroni, in conferenza stampa a Palazzo Lombardia. Il governatore ha spiegato di avere a disposizione 220 milioni e dato incarico agli assessori regionali competenti “di definire un progetto nei prossimi giorni”. A chi gli faceva notare che l’iniziativa e’ una bandiera del M5S, ha risposto: “Per il Movimento 5 Stelle e’ una bandiera, per noi sara’ una cosa concreta. Loro chiacchierano, hanno anche qualche buona idea, noi passeremo dalle parole ai fatti. La Lombardia, prima in Italia sperimentera’ il reddito di cittadinanza”. Maroni ha indicato di voler dare “una prima attuazione” alla sperimentazione “contemporaneamente alla legge di assestamento di bilancio, fra fine giugno e luglio”. Il presidente ha quindi definito “interessante” la proposta di legge del Movimento 5 stelle (relatore Stefano Buffagni), ferma in Commissione programmazione e bilancio dal 26 marzo 2014. “Mi sono letto in questi giorni la proposta di legge presentata da loro – ha spiegato – che e’ interessante perche’ riguarda anche formazione e lavoro. Lo faremo con il coinvolgimento del mondo del volontariato, che e’ fondamentale”. “Useremo il secondo asse del fondo sociale europeo per la lotta alla poverta’”, ha detto ancora. La proposta del presidente ha, quindi, subito incontrato il favore di Movimento 5 stelle e Pd. “A due giorni dalla nostra mobilitazione nazionale, con la marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza, Maroni si e’ svegliato dal letargo e ha dichiarato di essere orientato a definire un progetto di reddito di cittadinanza Lombardia. Ancora una volta, esattamente come nel caso di piu’ autonomia per la Regione, le buone idee del Movimento 5 Stelle dettano l’agenda della politica lombarda e Maroni e’ costretto a rincorrere”, ha commentato Dario Violi, capogruppo del M5s al Pirellone. “Noi siamo pronti a discuterne da subito”, ha affermato, dal canto suo, il segretario lombardo del Pd, Alessandro Alfieri. “L’introduzione del reddito di autonomia era nel nostro programma elettorale per la Regione, dunque ben venga il confronto. Attenzione, pero’ – ha avvertito -: e’ un obiettivo importante e ambizioso, che richiede serieta’ e concretezza. Non bastano gli annunci ne’ operazioni boomerang come quella sui ticket”. Gelo, invece, dai rappresentanti dei partiti di maggioranza. In particolare, dal segretario del partito di Maroni, Matteo Salvini. “Allo Stato elemosiniere, io preferisco lo Stato che abbassa le tasse e offre lavoro. Secondo me e’ un messaggio culturalmente sbagliato”, ha scandito il ‘capitano’ padano. Quindi si opporra’ alla proposta? “No, io non metto becco nelle questioni della Regione Lombardia ma questo non mi esime dall’avere le mie opinioni”. “Lui dice che si tratta di elemosina di Stato, se lo fosse avrebbe ragione ma non e’ cosi’, perche’ il fondo sociale europeo e’ un’altra cosa”, gli ha poi replicato a distanza Maroni. “Sara’ il modello lombardo di reddito di cittadinanza che lotta contro la poverta’ e l’esclusione sociale, fenomeni che purtroppo sono presenti in Lombardia tra i giovani, gli anziani e i disoccupati”. Una misura che “si realizza non attraverso l’elemosina di Stato ma con misure concrete di avviamento al lavoro”. Il governatore ha poi sottolineato che “il fondo sociale europeo ha due finalita’: inclusione sociale, attraverso politiche attive del lavoro, e lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale. Queste due iniziative le ho messe insieme chiamandole reddito di cittadinanza in stile lombardo”. (AGI) .

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