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(AGI) – Roma, 4 giu. – E’ definitiva l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” del boss di Cosa Nostra Toto’ Riina nell’ambito del processo per l’omicidio del giornalista Mauro De Mauro. La prima sezione penale della Cassazione ha infatti rigettato i ricorsi presentati dalla Procura generale di Palermo e dalle parti civili (i familiari di De Mauro e l’ordine dei giornalisti della Sicilia), e confermato cosi’ la sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte di Assise d’appello di Palermo il 27 gennaio 2014. Riina , che era stato assolto anche in primo grado, era l’unico imputato del processo. Mauro De Mauro, cronista del giornale ‘l’Ora’ , fu sequestrato il 16 settembre 1970 e non e’ mai piu’ stato ritrovato. Anche il pg di Cassazione Paolo Canevelli aveva stamane sollecitato la conferma della sentenza di assoluzione. .

(AGI) – Milano, 4 giu. – Il mezzosoprano Elina Garanca ha rinunciato alle recite di Cavalleria rusticana, in programma dal 12 giugno al Piermarini, a causa delle gravi condizioni di salute della madre. Lo comunica in una nota il Teatro alla Scala che porge all’artista i migliori auguri per una positiva risoluzione. La parte di Santuzza sara’ sostenuta da Violeta Urmana, gia’ stata alla Scala dopo l’esordio in Die Walkure con Armide e quindi Messa da Requiem, Il trovatore e Iphigenie en Aulide con Riccardo Muti, in Macbeth con Kazushi Ono e in Aida come protagonista con Riccardo Chailly per l’inaugurazione della Stagione 2006/2007 e poi come Amneris con Barenboim nel 2009. Violeta Urmana e’ attesa come Santuzza al Metropolitan di New York nel 2016. La parte di Turiddu sara’ invece sostenuta dal tenore italiano Stefano La Colla, confermato dopo la calorosa accoglienza riservatagli per la sua interpretazione di Calaf in alcune recite della Turandot diretta da Riccardo Chailly. L’opera e’ in calendario al Piermarini dal 12 al 23 giugno, per la regia di Mario Martone. .

Molte le novità da parte dei produttori di schede madri nell’edizione 2015 del Computex di Taipei. MSI propone una scheda specificamente sviluppata per i più appassionati di overclock, nell’attesa del debutto delle CPU Skylake



(AGI) – Washington, 4 giu. – Il Fondo monetario internazionale taglia al 2,5% la crescita del Pil Usa quest’anno e al 3% nel 2016. E quanto prevede l’articolo IV sugli Usa. Le precedenti stime erano +3,1% per tutti e due gli anni. Il Fondo monetario internazionale chiede poi alla Fed di rinviare l’aumento dei tassi Usa alla prima meta’ del 2016. La Fed “dovrebbe rinviare l’aumento dei tassi a quando non ci siano segnali piu’ forti”, sull’aumentyo dei salari e l’inflazione. “Il rischio – avverte il Fmi – e’ di un’azione avviata troppo presto o troppo tardi”. .

(AGI) – Napoli, 4 giu. – Non si rimangia cio’ che ha detto ieri a Firenze, perche’ “ho raccontato cio che e'”, poi qualcuno “puo’ strumentalizzare le mie parole o usarle contro alcuni politici”. Dopo l’incontro con gli studenti nel capoluogo toscano, Lorenzo Cherubini fa il bis a Napoli, in un’iniziativa per le celebrazioni dei 791 anni dalla nascita dell’ateneo Federico II, la prima universita’ pubblica a vedere la luce. Le sue dichiarazioni sul lavoro gratis hanno scatenato una polemica sui social network, ma il cantautore romano spiega che ha raccontato solo la sua esperienza da “ragazzino, quando ho fatto dei lavoretti per cui non sono stato pagato, ma non l’ho vista come una forma di sfruttamento bensi’ come un modo di responsabilizzarmi e di imparare a interagire con la gente”. Un periodo per fare “palestra”, quindi, perche’ quando invece si entra nel mondo del lavoro “guai se non vi pagano e se non vengono rispettati i diritti”. Jovanotti spegne la polemica chiarendo che “le parole si possono interpretare o anche leggere al contrario per tirarne fuori un messaggio statico”, ma “le persone intelligenti e con un minimo di onesta’ intellettuale sanno di cosa parlo”. Evitando sempre commenti sulla classe politica, chiude rimarcando che “il lavoro oggi e’ il punto chiave e le leggi in questo campo sono le piu’ importanti e le piu’ scomode, anche perche’ difficilmente portano consenso immediato”. .

Le valutazioni di Famitsu.

Il portale di videogiochi Gematsu ha pubblicato i voti del numero 1377 della rivista nipponica Famitsu.

Di seguito i voti della rivista:

  • Assassin’s Creed Chronicles: China (PS4) – 9/8/8/9 [34/40]
  • Assassin’s Creed Chronicles: China (XBO) – 9/8/8/9 [34/40]
  • Disney Fantasia: Music Evolved (XBO) – 7/8/8/7 [30/40]
  • Disney Fantasia: Music Evolved (360) – 7/8/8/7 [30/40]
  • Little Inferno (Wii U) – 8/7/7/8 [30/40]
  • Nashi-jiru Action! Funassyi no Yukai na Ohanassyi (3DS) – 6/7/6/5 [24/40]
  • Operation Babel: New Tokyo Legacy (PSV) – 8/8/8/7 [31/40]
  • Puzzle & Dragons: Super Mario Bro. Edition (3DS) – 9/9/9/9 [36/40]
  • Radio Hammer (3DS) – 7/7/7/7 [28/40]
  • Saekano: How to Raise a Boring Girlfriend – Blessing Flowers (PSV) – 8/7/7/7 [29/40]
  • Super Toy Cars (Wii U) – 7/7/7/5 [26/40]
  • The Swapper (Wii U) – 9/8/7/8 [32/40]
  • White Robe Love Addiction (PSV) – 8/8/7/6 [29/40]
  • Xenoblade Chronicles X (Wii U) – 9/9/8/8 [34/40]

Famitsu 1377

(AGI) – Istanbul, 4 giu. – A pochi giorni dalle elezioni legislative in Turchia, non si arresta l’ira di Recep Tayyp Erdogan contro la stampa straniera e di opposizione. Nelle ultime 24 ore, il presidente e’ tornato a puntare il dito contro i media internazionali e stavolta nel mirino sono finiti New York Times, Cnn e Bbc, accusati di essere gli strumenti per “attaccare, indebolire e distruggere” la Turchia, secondo istruzioni impartite da una “mente superiore”. Il primo attacco il presidente lo aveva sferrato martedi’ sera, in un’intervista a una tv privata: “Il Nyt scrive le stesse cose dal 1896, dai tempi del Sultano AbdulHamit, e’ una testata che segue le disposizioni datele dai poteri forti, lo ha fatto in occasione degli incidenti di Gezi Park (2013), esattamente come la Bbc e la Cnn”. Mercoldi’ Erdogan ha rincarato la dose e, riferendosi al Nyt, ha detto: “Se hai spazio puoi scrivere cio’ che vuoi, non mi fai paura”. La rabbia di Erdogan e’ esplosa in seguito a un editoriale comparso sull’autorevole quotidiano americano, in cui si invitavano Nato e Stati Uniti a intercedere presso il presidente turco, affinche’ il Paese “tornasse indietro dal vicolo cieco in cui si e’ infilato”. Erdogan, in due diversi comizi tenuti mercoledi’, ha attaccato armeni, giornalisti e omosessuali, definiti “sediziosi spalleggiati da testate straniere che pensano a colonizzare la Turchia”, per poi ribadire la sua opposizione ai partiti avversari (Chp, Mhp e Hdp), accusati di “complotto per sovvertire il risultato delle urne” e il suo impegno nella lotta contro “i nemici della nazione, sia che si trovino sulle montagne al confine con l’Iraq impugnando kalashnikov (Pkk), sia che si tratti di giornalisti la cui arma e’ una penna”. Il leader turco, nei giorni scorsi, ha inoltre presentato un esposto alla Procura, chiedendo una doppia pena capitale con un’addizionale di 42 anni nei confronti di Can Dundar, direttore di Cumhuriyet, uno dei piu’ importanti quotidiani del Paese, reo di aver pubblicato un video del 2014 in cui si vede un camion carico di armi transitare al confine siriano a dieci giorni dalle elezioni. Cumhuriyet ed il gruppo Dogan, colosso mediatico turco mantenutosi assai critico nei confronti di Erdogan in questa campagna elettorale, sono accusati di aver preso parte a un “complotto internazionale per sovvertire l’ordine costituito ed aver tradito l’interesse del Paese”. Secondo Erdogan, a muovere i fili del complotto ci sarebbe Fetullah Gulen, ideologo miliardario in esilio volontario negli Stati Uniti dal 1999, acerrimo nemico di Erdogan dopo esserne stato alleato fino all’inizio del 2012. “Noi continueremo la nostra battaglia per la giustizia nei limiti delle leggi di questo Paese, loro andranno in Europa a lamentarsi”, ha rincarato la dose Erdogan. Il caso del direttore di Cumhuriyet e’ emblematico delle pressioni alle quali i giornalisti sono sottoposti in Turchia ed esplode nello stesso giorno in cui Mehmet Baransu, giornalista di Taraf viene rinviato a giudizio con una richiesta di 52 anni di reclusione. Baransu aveva diffuso documenti relativi a un Consiglio di sicurezza nazionale del 2004, in cui le piu’ alte cariche dello Stato discutevano di un piano per soffocare associazioni e gruppi legati alla confraternita di Gulen. L’accusa parla di “pubblicazione di documenti relativi la sicurezza dello Stato, informazioni riservate per l’interesse del Paese e attivita’ dei servizi segreti”. Prima dei casi di Dundar e Baransu, il primo ministro, Ahmet Davutoglu, aveva accusato il quotidiano Hurriyet di fare propaganda per i brigatisti (Dhkp-C), attraverso la pubblicazione di foto relative al sequestro del magistrato, avvenuto lo scorso aprile. Subito dopo le parole di Davutoglu un parlamentare dell’Akp ha presentato una querela nei confronti del redattore dello stesso quotidiano, Sedat Ergin, accusandolo di favoreggiamento nei confronti dei terroristi. Lo stesso Erdogan ha poi attaccato Hurriyet per aver pubblicato un articolo sulla condanna a morte di Mohamed Morsi in Egitto affermando che “quel quotidiano si augura che la stessa cosa venga fatta con me”. Schieratasi a favore dei colleghi di Hurriyet, la giornalista Asli Aydintasbas di Milliyet e’ stata “momentaneamente sospesa. Il caporedattore di Zaman, Hidayet Karaca, e’ in carcere dallo scorso dicembre con l’accusa di aver “tradito l’interesse del Paese e aver attentato all’unita’ della nazione”. Il direttore dello stesso quotidiano, Ekrem Dumanli, anche lui arrestato e poi rilasciato, ha subito il ritiro del passaporto e intervenendo in collegamento al Congresso della World Association of Newspapers and News Publishers (Wan-Ifra) martedi’ ha detto di essere pronto a “pagare il prezzo per la liberta’ di informazione nel proprio Paese”. Una escalation che ha gia’ portato la Turchia al 154mo posto su 180 Paesi nella classifica di World Press Freedom del 2014. (AGI) .

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