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(AGI) – Roma, 30 lug. – Ryanair aggiungera’ piu’ aeromobili, piu’ rotte e piu’ voli a tariffe basse a Roma Fiumicino se Alitalia dovesse fare ulteriori tagli o lasciare l’aeroporto, come minacciato dal ceo Silvano Cassano, ieri. Lo comunica la compagnia irlandese in una nota. “Ryanair prende atto dei commenti di Silvano Cassano e aggiungera’ piu’ aeromobili, voli a tariffe basse e rotte da e per Roma Fiumicino se Alitalia dovesse effettuare tagli o lasciare l’aeroporto” ha dichiarato Robin Kiely di Ryanair. “Quale maggiore compagnia in Italia, Ryanair sta contribuendo alla crescita del turismo italiano, del traffico e dei posti di lavoro, in un momento in cui Alitalia minaccia Fiumicino, e Easyjet e Vueling stanno tagliando il proprio traffico a Roma, e restiamo impegnati a crescere presso gli aeroporti sia di Roma Fiumicino sia di Roma Ciampino, offrendo ai consumatori e ai visitatori una scelta di 56 rotte da Roma, alle tariffe piu’ basse”. “Forse e’ tempo” ha aggiunto Kiely, “che Alitalia provi ad abbassare le sue tariffe e faccia in modo che piloti e assistenti di volo non scioperino anziche’ incolpare ingiustamente gli aeroporti italiani che stanno lavorando duramente per accrescere turismo e posti di lavoro in Italia”. (AGI) .

(AGI) – Milano, 30 lug. – I codici sconto, conosciuti anche come voucher, buoni sconto o coupon, sono sempre piu’ diffusi in Italia. Oggi, oltre ad influenzare positivamente l’andamento dell’ecommerce italiano, rappresentano uno strumento di marketing dall’enorme potenziale, in grado di assicurare all’advertiser che li emette un elevato ritorno in termini di traffico, vendite, acquisizione di nuovi clienti e visibilita’ dei propri prodotti sui siti web, e al publisher l’incremento della fidelizzazione dei loro utenti. Zanox, il network del performance marketing, utilizza il canale dei coupon da molto tempo e conosce tutti i segreti per raggiungere il successo in questo ambito; inoltre, dispone di un marketplace che permette di stabilire una connessione diretta tra advertiser e publisher al fine di migliorare la dinamica e la diffusione delle promozioni. In che modo l’advertiser puo’ distribuire strategicamente i codici sconto ai publisher? zanox ha raccolto alcuni consigli strategici affinche’ gli advertiser distribuiscano i codici sconto nel modo piu’ efficiente possibile e i loro prodotti conquistino le posizioni piu’ visibili all’interno dei siti web. La creazione di codici sconto esclusivi per i top publisher e’ la prima tattica che gli advertiser devono adottare perche’ le proprie offerte raggiungano in breve tempo la massima visibilita’ e acquisiscano i placement di maggior importanza sui siti web. Minimizzare i rischi: e’ importante capire come conviene impostare la propria campagna. Come? Consentendo a uno dei top publisher di utilizzare per primo un determinato codice sconto. Se le performance sono elevate e i volumi di vendita generati rispecchiano le aspettative, l’advertiser puo’ procedere a distribuire l’offerta in modo esteso a tutti i publisher. L’advertiser deve assicurarsi di proporre ai publisher dei codici sconto su un prodotto, o su una categoria di prodotti, che abbiano un certo appeal e che siano in target con gli interessi degli utenti. Spesso, la strategia vincente consiste nel presentare ai publisher una gamma di voucher differenti che soddisfino le esigenze delle diverse tipologie del pubblico. Nel momento in cui l’offerta e’ online, per estendere il periodo di visibilita’ e garantire il suo successo, una mossa strategica e’ quella di costruire attorno un po’ di “buzz” e di suspense per i visitatori e, ancora meglio, attivare sul sito del publisher un countdown e preannunciare l’arrivo della promozione sui social media oppure inviando una newsletter. Infine, e’ essenziale chiarire in principio le proprie aspettative al publisher e accertarsi di ottenere i volumi di vendita desiderati. Se il budget lo permette, si puo’ pensare anche di legare il target di vendita a un bonus, in modo da incentivare ulteriormente l’editore a far leva sul codice sconto esclusivo. “La chiave di volta per ottenere il massimo dai voucher online e’ la preparazione: e’ fondamentale affrontare strategicamente tutte le fasi che avvengono prima, durante e dopo la campagna” – dichiara Sheyla Biasini, Country Manager Italia di zanox – “I codici sconto sono uno degli strumenti piu’ potenti e versatili al servizio delle vendite. Il loro utilizzo e’ importante non solo per i siti verticali, ma anche per l’ottimizzazione di tutti gli strumenti di promozione perche’ consente di registrare migliori risultati anche per le attivita’ di display, retargeting (anche email), social e search. In ultima analisi, permettono un incremento notevole del tasso di conversione e un maggiore engagement dell’utente finale.” In questi anni, si e’ verificato un boom di siti che propongono agli utenti le migliori occasioni sul web, sfruttando tutti i codici sconto disponibili. zanox rivela che gli editori specializzati nella promozione di codici sconto, nel primo semestre del 2015 rispetto al medesimo periodo del 2014, sono aumentati del 21% e ha riscontrato, in termini di fatturato, una significativa crescita delle performance del 25%. Affiliate Window, societa’ parte del gruppo zanox, ha rilasciato un recente white paper specifico sul mercato UK, nel quale conferma che i publisher di codici sconto possono essere partner estremamente preziosi, sia per i volumi di transazioni che sono in grado di generare sia per la qualita’ di clienti che possono attrarre. Tra i top publisher di zanox spicca CupoNation, il portale leader in Italia tra gli aggregatori di codici sconto da utilizzare online, che e’ nato nel 2011, con sede principale a Monaco di Baviera, in Germania, e fa parte di Rocket Internet, un’importante internet company e incubatore di Berlino. Il portale CupoNation propone un modo semplice e a portata di click per usufruire dei buoni sconto: l’utente, senza dover registrarsi al sito, trova lo sconto su CupoNation, copia il codice e viene re-indirizzato automaticamente sul negozio online. Qui, dopo aver selezionato il prodotto da acquistare, al momento del pagamento, incollera’ il codice nell’apposito box. “Il mercato dei coupon in Italia ha potenzialita’ enormi. Negli USA il 10% delle transazioni online vengono effettuate tramite coupon, mentre in Italia si scende a meno dello 0.5%. Il tasso di crescita, come mostrato dai dati zanox, e’ molto promettente e secondo le nostre proiezioni si alzera’ di molto nei prossimi anni. Il nostro conversion rate e’ uno dei piu’ alti nel settore dell’ecommerce: ci focalizziamo nel monetizzare nel modo migliore il nostro target, ossia quella nicchia di consumatori che comprerebbe esclusivamente con un forte sconto e solamente cosi’ siamo in grado di portare incremental sales al cliente. Il modo in cui diamo valore aggiunto all’utente e’ grazie a uno sconto sul carrello d’acquisto, tutto gratuitamente, con un semplice copia/incolla” – dichiara Emmanuel Molla, Country Manager di CupoNation Italia. (AGI)

(AGI) – Kabul, 30 lug. – I talebani afghani hanno confermato la morte del loro leader, il mullah Omar. Ad anticipare la notizia del decesso era stato il governo di Kabul il quale aveva precisato che l'”imprendibile” capo politico e spirituale del gruppo islamista era morto per malattia in un ospedale di Karachi due anni fa. Intanto e’ stata rinviata la seconda tornata di negoziati di pace tra i talebani e governo di Kabul.

Mansour designato successore

La riunione si sarebbe dovuta tenere domani ma la notizia della morte del mullah Omar ha spinto verso questa nuova decisioneCon un comunicato il ministero degli Esteri pakistano ha precisato che sono stati gli stessi talebani afghani a chiedere il rinvio dei colloqui “in vista delle notizie a proposito della morte del mullah Omar e della conseguente incertezza”. “Il Pakistan e altri paesi amici dell’Afghanistan si augurano che la leadership talebana rimanga impegnata nel processo dei colloqui di pace allo scopo di promuovere una pace durevole in Afghanistan”, si legge nel comunicato. (AGI) .

(AGI) – L’Aquila, 30 lug. – Operai ‘importati’ dall’est europeo e sfruttati nei cantieri del dopo terremoto a l’Aquila perche’ le imprese potessero massimizzare i profitti da appalti per oltre 22 milioni di euro. I carabinieri del comando provinciale di L’Aquila hanno arrestati imprenditori romeni e italiani al termine di una indagine transnazionale, denominata ‘social dumping’. L’operazione, e coordinata dalla procura distrettuale presso il tribunale di L’Aquila, ha portato alla luce un’organizzazione dedita al reclutamento e allo sfruttamento di flussi di manodopera provenienti dall’est Europa. Per la prima volta a L’Aquila, nello scenario della sua difficile e sofferta ripresa, e’ stato contestato agli arrestati anche il reato di autoriciclaggio, recentemente introdotto.

Le persone coinvolte sono:
Antonio D’Errico detto ‘Tonino’ 59 anni, residente a Tortoreto (Teramo);
Nicolae Otescu detto ‘Nico’ di 46 anni, cittadino romeno residente a Lugoj (Romania);
Francesco Salvatore di 56 anni di Pettorano sul Gizio (L’Aquila), residente a Sulmona;
Panfilo Di Meo di 52 anni di Sulmona;
Giancarlo Di Bartolomeo di 49 anni di Teramo;
Massimo Di Donato di 63 anni, anche lui di Teramo.

Ricercato romeno che organizzava sfruttamento operai all’Aquila

Operai romeni pagati 50 euro al giorno
La manodopera romena a basso costo “giustificando formalmente – si legge nell’ordinanza – era giustificata dal ricorso al contratto di distaccamento in violazione di legge. Tutto cio’ per procurare ai titolari delle ditte edili documenti fiscali utilizzati sia ai fini dell’evasione delle imposte e per la costituzione di fondi ‘neri’ da reimpiegare in attivita’ economiche e speculative”.

Pm, bisognava fermare chi sfrutta operai nei cantieri dell’Aquila

Secondo le indagini portate avanti dal colonnello Giuseppe Donnarumma, comandante provinciale dei carabinieri dell’Aquila, Otescu si occupava del reclutamento basso costo in Romania da inviare in Italia; era il principale referente del sodalizio criminale per il pagamento della retribuzione (50 euro a giornata) e per trovare gli alloggi agli operai, della creazione di ditte ad hoc con il solo scopo di celare la complessa attivita’ di intermediazione illecita di manodopera, di emettere fatture ‘a saldo’ per operazioni inesistenti allo scopo di consentire alle ditte di evadere le imposte e giustificare l’uscita di somme nella contabilita’ delle ditte italiane poi restituite loro ‘in nero’; di fungere da corriere nei viaggi in Romania per la restituzione degli importi indicati nelle fatture per operazioni inesistenti.

Alle imprese che sfruttavano gli operai appalti per 22,5 milioni

D’Errico, sempre secondo l’accusa avrebbe coadiuvato Otescu nella gestione della parte contabile, intrattenendo rapporti con le ditte per il conteggio delle giornate lavorative, per l’emissione delle fatture ed effettuando viaggi in Romania per la restituzione ‘in nero’ delle somme.

Di Donato, Di Bartolomeo, Di Meo e Salvatore, quale appaltatori di ingente importo per la ricostruzione post sisma, si occupavano di garantire una domanda di manodopera costante nel tempo, per ottenere vantaggi sotto forma di emissione di fatture per operazioni inesistenti, per giustificare l’uscita contabile di somme, poi rientrate ‘in nero’ da reinvestire in attivita’ economiche e speculative.

Gli operai erano sfruttati sotto la costante minaccia di essere licenziati o comunque non essere chiamati a lavorare a scopo punitivo per una settimana. Un operaio guadagnava 50 euro a fronte di una giornata lavorativa di 10 ore (al posto delle 8), salario che Otescu (uno degli arrestati nell’ambito dell’operazione Social Dumping) corrispondeva agli operai pur ricevendo una somma di 110 euro per ciascuna giornata lavorativa del singolo operaio dalle ditte che parimenti sfruttavano l’attivita’ lavorativa sostenendo un costo del lavoro pari a circa il 50 per cento di quello che avrebbero dovuto sostenere in caso di utilizzo di un lavoratore regolarmente assunto. (AGI)

(AGI) – L’Aquila, 30 lug. – L’imprenditore romeno Nicolae Otescu, residente a Lugoj (Romania), risulta al momento ancora latitante ed e’ per questo ricercato dalle forze dell’ordine. L’operazione ‘Social dumping” e’ la seconda compiuta dalla Dda aquilana in quattro giorni, dopo quella denominata “Redde rationem” dello scorso lunedi’ culminata con cinque ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e un obbligo di dimora e firma. In quest’ultima inchiesta, relativa a presunte tangenti nei puntellamenti di tre cantieri aquilani, sono coinvolti un ex politico, due funzionari comunali e alcuni imprenditori. Nell’operazione “Redde rationem” sono indagate altre 13 persone destinatarie di altrettanti avvisi di garanzia. Tra i reati contestati, corruzione, estorsione, truffa, abuso d’ufficio e reati fiscali. “La ricostruzione post-sisma deve essere ispirata anche a valori etici”. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri dell’Aquila, il colonnello Giuseppe Donnarumma, intervenuto all’incontro con la stampa nel quale sono stati illustrati alcuni particolari dell’operazione ‘Social dumping’ le cui indagini sono state condotte dai militari dell’Arma. “Alcuni passaggi – ha aggiunto l’ufficiale – connotano il grado di cinismo dei soggetti interessati nel considerare le loro condotte foriere di arricchimento”. Il comandante ha quindi sottolineato “con gioia la capacita’ di essere stati capaci di fermarli”. Donnarumma ha quindi evidenziato che “quella emessa dal gip” Guendalina Buccella “e’ una misura molto forte perche’ contesta anche l’aspetto associativo agli indagati. Senza lavoratori la citta’ non potra’ essere ricostruita ma noi dobbiamo guardare allo sfruttamento e fermarlo e’ motivo di orgoglio”. Il colonnello ha infine sottolineato come fosse ricco il giro di affari evidenziando che la manodopera irregolare era impiegata in cantieri anche importanti, come quello di un aggregato corposo dell’Aquila sito su via Verdi e su corso Vittorio Emanuele i cui lavori erano stati appaltati al consorzio ‘Sulter Scarl’ per 15 milioni e 272 mila euro. (AGI) .

(AGI) – L’Aquila, 30 lug. – “La presenza di imprese che operano in una tale situazione di illegalita’ nei cantieri della ricostruzione opera una distorsione forte del mercato. Gli indagati dicono in una registrazione: ‘se continua cosi’ andremo avanti fino al 2016′, e per questo andavano fermati”. Lo ha detto il pm Simonetta Ciccarelli, titolare dell’inchiesta “Social dumping” unitamente alla collega Antonietta Picardi e al procuratore distrettuale antimafia Fausto Cardella. Quest’ultimo, in particolare, nel corso dell’incontro con i giornalisti, ha rilevato come quella portata a compimento stamane rappresenti “una delle prime indagini in Italia in materia di sfruttamento dei lavoratori e di autoriciclaggio (art. 648 ter cp, ndr) norme introdotte di recente nel nostro sistema penale, che ha richiesto un impegno notevole e per questo ringrazio i carabinieri”. A dare la stura alle indagini era stata una denuncia presentata dalla Cgil (in tribunale era presente anche il segretario provinciale Umberto Trasatti) “ma non e’ casuale – ha osservato il procuratore – poiche’ si inserisce in un progetto di tutela della legalita’ nei fatti attinenti alla ricostruzione post-sisma”. Cardella, infatti, ha ricordato altre indagini, dalla ‘Dirty job’ alla ‘Betrayal’, da quella sui Map (moduli abitativi provvisori) ai balconi degli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. “Abbiamo messo in campo una serie di competenze e capacita’ professionali intersecate tra di loro – ha detto la dottoressa Picardi – come quella dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro. Solo grazie a loro si e’ riusciti a capire quale era il meccanismo del ‘distacco comunitario’ che veniva utilizzato”. L’indagine, ha quindi rivelato lo stesso pm, “e’ stata lunga e complessa”. Ci sono stati vari tipi di intercettazioni, telefoniche, ambientali in vari posti, traffico e-mail e fax, “che ci hanno permesso di capire il momento giusto per intervenire”. Ciccarelli, che ha ringraziato il sindacato, ha spiegato che i reati contestati agli indagati sono il reclutamento e sfruttamento della manodopera e l’associazione per delinquere. “Ci sono ulteriori ipotesi di reati fiscali e autoriciclaggio sulle quali non e’ stata emessa la misura cautelare ma il gip – ha aggiunto il magistrato – ne ha affermato la sussistenza. Il distacco comunitario e’ un istituto lecito per spostare lavoratori di una ditta europea in un altro Stato – ha spiegato ancora Ciccarelli -. Nel caso specifico, lavoratori romeni venivano distaccati in Italia, sono 20 quelli coinvolti, 2 le ditte italiane piu’ un consorzio mentre la ditta romena ha cambiato denominazione”. (AGI)

(AGI) – L’Aquila, 30 lug. – Alle ditte i cui amministratori sono finiti oggi in carcere erano stati affidati appalti edili relativi all’attivita’ di ricostruzione post-sisma, della citta’ dell’Aquila e di altri Comuni del cratere, per circa 22 milioni e mezzo di euro. In particolare, la manodopera di nazionalita’ romena a basso costo veniva impiegata a L’Aquila nell’aggregato di via Verdi e su corso Vittorio Emanuele (importo lavori 15 milioni e 272 mila euro), in quello su via Bominaco (4 milioni e 135 mila euro) entrambi appaltati al consorzio Sulter Scarl amministrato da Francesco Salvatore e Massimo Di Donato. Gli operai dell’est Europa, inoltre, sono stati trovati al lavoro in un cantiere del Comune di Vittorito (1 milione 593 mila euro) e in uno di Pratola Peligna (1 milione 486 mila euro), entrambi appaltati all’impresa “Salvatore & Di Meo”. Le indagini condotte dai carabinieri sono andate avanti per circa un anno e mezzo e comunque fino a pochi giorni fa. A tutti gli arrestati viene contesta l’associazione per delinquerde poiche’ – si legge in un passo dell’ordinanza di custodia cautelare – “si associavano tra loro allo scopo di commettre una serie indeterminata di reati fiscali e di autoriciclaggio nonche’ di intermediazione illecita e sfruttamnto del lavoro”. “In particolare gli indagati (nell’inchiesta non ce ne sono atri, almeno per il momento, ndr) avviavano una complessa organizzazione nella quale Nicolae Otescu e Antonio D’Errico attraverso le ditte romene da loro gestite, la Ni-To Costruetii Civili srl e To-Ni Roit Edilizia srl, procuravano a Francesco Salvatore, Panfilo Di Meo, Massimo Di Donato e Giancarlo Di Bartolomeo e alle ditte gestite, anche di fatto, dai medesimi Meg srl, Salvatore & Di Marco srl, Salvatore & Di Marco e C Snc ed al consorzio Sulter Scarl, manodopera a basso costo di nazionalita’ romena”, “giustificandone formalmente la presenza mediante ricorso al contratto di distacco comunitario, applicato in totale carenza dei suoi presupposti, escamotage posto in essere – spiega il gip – al fine di celare sia la mera intermediazione di manodopera che lo sfruttamento dei lavoratori”. Con questo ‘modus operandi’ i titolari delle ditte italiane venivano in possesso di “documenti fiscali utilizzati sia ai fini dell’evasione delle imposte che per la costituzione di fondi neri da reimpiegare in attivita’ economiche e speculative, fondi realizzati con la provvista costituente parte dell’utile della complessa attivita’ illecita”. Stando sempre a quanto verificato dagli investigatori prima e accertato dagli inquirenti poi, Otescu e D’Errico “provvedevano al graduale spostamento delle somme accreditate sui conti romeni delle ditte romene, al prelevamento delle stesse in Romania e alla loro restituzione ‘in nero’, nel territorio italiano”, agli altri quattro indagati, “detratta una percentuale per la commissione pari all’incirca al 10% dell’importo restituito”. In buona sostanza i soldi che riuscivano a ricavare erano parte del frutto della differenza tra i reali salari e quelli che invece avrebbero dovuto realmente percepire gli operai romeni. Sia D’Errico che Otescu nel corso di un controllo della Finanza (il primo avvenuto il 28 febbraio 2015, l’altro il primo maggio scorso) erano stati trovati in possesso di una consistente somma di denaro in contanti, i totale circa 36 mila euro. Entrambi stavano tornando in Abruzzo dalla Romania. (AGI) .

(AGI) – Roma, 30 lug. – I resti di un aereo trovati sull’isola francese di La Reunion, nell’Oceano indiano, alimentano la speranza do far luce su uno dei grandi misteri dell’aviazione: la sparizione del volo MH370. La sezione di un’ala d’aereo che le acque oceaniche hanno restituito e fatto arenare a Saint Andre’, sulla costa orientale deLl’isola potrebbe appartenere al volo delle Malaysia Airlines, sparito senza lasciare traccia l’8 marzo dello scorso anno. L’aereo era decollato poco prima da Kuala Lumpur diretto verso Pechino, con 227 passeggeri a bordo e 12 persone d’equipaggio.

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Pur molto cauto, il premier malese ha detto che e’ troppo presto per fare ipotesi, ma ha confermato che l’ala appartiene “molto probabilmente” a un Boeing 777. E il Boeing 777 malese e’ l’unico al mondo che manca all’appello. L’alettone ritrovato, la parte mobile sulla parte esterna dell’ala, lungo piu’ di 2 metri, sara’ mandato a Tolosa, in Francia, perche’ la Bea, l’autorita’ francese che indaga sugli incidenti dell’aviazione civile, possa esaminarla. Un’equipe malese -con uomini del ministero dei Trasporti, dell’Aviazione Civile, della Malaysia Airlines e dell’inchiesta- e’ gia’ in viaggio verso la Francia. Una seconda equipe si e’ trasferita a La Reunion. Il vicepremier australiano, Warren Truss, ha detto che “manifestamente” il ritrovamento e’ “un passo molto importante”. I resti sono stati localizzati mercoledi’ da addetti di un’associazione locale, incaricata di tenere pulito il tratto di costa a Saint Andre’ di La Reunion. L’isola, un dipartimento d’oltremare francese vicino al Madagascar, si trova all’estremita’ occidentale dell’enorme area di ricerca nel sud dell’Oceano indiana individuata dagli inquirenti come la probabile zona dell’incidente. Non si esclude comunque neanche che il frammento appartenga ad altri aerei: un bimotore che precipito’ nel maggio del 2006 vicino al litorale dell’isola, un Airbus 310-300 di Air Yemenia schiantatosi nel giugno del 2009 e un Boeing 767 dell’Ethiopian Airlines incidentato nel 1996, questi ultimi due nelle acque dell’arcipelago delle Comore. Il Boeing 777 delle linee aree malesi spari’ diciassette mesi fa dopo aver cambiato rotta per un'”azione deliberata”, secondo gli esperti, appena 40 minuti dopo il decollo e dopo che qualcuno aveva spento i sistemi di comunicazione. A bordo viaggiavano 239 persone: 153 cinesi, 50 malesi (12 dell’equipaggio), sette indonesiani, sei australiani, cinque indiani, quattro francesi, tre statunitensi, due neozelandesi, due ucraini, due canadesi, un russo, un olandese, un taiwanese e due iraniani. E adesso i familiari delle vittime aspettano con grande apprensione. (AGI) .

(AGI) – Milano, 30 lug. – Tradito da un incendio accidentale, che ha rivelato la piccola piantagione casalinga di marijuana che nascondeva nella sua stanzetta: e’ successo ieri in via Domenico Millelire, zona San Siro a Milano, dove i carabinieri accorsi per la colonna di fumo che proveniva dalla finestra di un palazzo della zona si sono imbattuti in una coltivazione clandestina. Ad aver messo in piedi la serra per coltivare la marijuana, con tanto di lampade elettriche, timer e scomparti oscurati, era stato uno studente 17enne italiano, incensurato, che nascondeva anche 19 grammi di ‘erba’ gia’ essiccati e si era creato un suo piccolo giro di clienti, come dimostrato da alcuni fogli che rivelavano i pagamenti ricevuti. Il ragazzo e’ stato condotto al carcere minorile Beccaria. (AGI) .

Fortini fatti in casa: costruzioni fatte perlopiù con cuscini, coperte e materassi, un must dell’infanzia di molti. Ripensandoci sorge spesso un interrogativo, ovvero il motivo per il quale facevamo tutto questo, e da cosa dovevamo difenderci. Devono averci pensato anche gli sviluppatori Upper Class Walrus (sì, si chiamano davvero così), che hanno deciso di fornire una risposta con il loro gioco Fort Meow.
Fort Meow Recensione

Fort Meow è un gioco bidimensionale basato sulla fisica che racconta la storia di Nia, bambina impegnata a far visita alla villa dei nonni salvo scoprire che non c’è nessuno in casa. Non sapendo cosa fare, Nia si dirige nella polverosa soffitta per leggere un libro in tranquillità. Tutto sarebbe terribilmente statico se non fosse che, improvvisamente, Nia viene attaccata da dei gatti. Gatti robotici. Gatti robotici che vogliono a tutti i costi essere coccolati e non lasciare in pace Nia nella sua lettura. Il giocatore prende così i panni della più atipica, felinofobica e noiosa bambina mai vista, e inizia a costruire fortini.

Fort Meow Recensione

Dato che siamo in un videogioco, limitare i fortini a cuscini e matersassi sarebbe poco stimolante, per questo tra i materiali si aggiungono comodini, lampade, scope, piante, soprammobili di ogni genere e altre astrusità che si sbloccheranno di livello in livello. Le dinamiche sono quelle di un Angry Birds al contrario, il giocatore deve infatti difendersi invece di attaccare. Ogni livello si compone di una fase preparatoria e una di difesa: nella prima si costruisce il fortino usando i materiali a disposizione entro il tempo limite, mentre nella seconda ci si protegge dall’attacco dei gatti che si catapultano – letteralmente – dai lati dello schermo cercando di irrompere attraverso le difese. Si vince se nessun gatto distrugge il fortino al punto da poter raggiungere Nia e forzarla a coccolarlo.

Fort Meow Recensione

Il gioco si caratterizza per dinamiche, controlli e grafica molto semplici che tradiscono la sua natura mobile, essendo difatti uscito originariamente su iPad. Il giocatore è stimolato a proseguire grazie allo sblocco di nuovi contenuti, ovver sempre più oggetti da usare per il fortino e nuovi tipi di gatti più tenaci e pericolosi, nonché pezzi di diario del nonno che danno uno svolgimento dalla narrazione. Il gioco è auto-conclusivo: una volta terminata la modalità principale l’unico motivo per ricominciarlo sarà lo sblocco di contenuti non trovati.

Fort Meow è il tipico giochino spensierato perfetto per le pause da ufficio, tuttavia il basso numero di livelli, la mancanza di modalità aggiuntive e l’eccessiva semplicità lo rendono un prodotto che esaurisce ogni potenzialità una volta concluso. Apprezzabile ma limitato.

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