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(AGI) – Trieste, 18 lug. – Su quanto avvenuto in Grecia “Draghi ha saputo tenere la barra dritta convincendo anche i Paesi piu’ riottosi, in particolare il Nord Europa. Quello che mi ha colpito e’ che fossero contrari ad esprimere solidarieta’ i Paesi del nuovo ingresso, come Lituania, Estonia ed altri: e’ il segnale che bisogna veramente costruire l’Europa”. Lo ha detto la vicesegretaria nazionale del Pd e presidente del Fvg Debora Serracchiani a margine della Festa dell’Unita’ in Friuli. “Questi Paesi – spiega – sono entrati in Ue ma non aspirano a quei valori che in qualche modo i Paesi fondatori hanno messo dentro ai trattati europei e al lavoro che e’ stato fatto in tanti anni”. Per Serracchiani “c’e’ ancora molto da fare. Bisogna davvero realizzare una Europa piu’ politica, solidale e anche in grado di affrontare le grandi sfide mondiali perche’, onestamente, abbiamo capito che da soli i singoli Stati non e’ che vadano molto lontano. Se continuano, viceversa, a costruire un progetto comune – conclude – quando si confrontano con gli Usa piuttosto che con l’Asia, gli effetti sono diversi”.

“Tsipras intanto ha mantenuto la stabilita’ di Governo che, considerato quello che era accaduto, non e’ un brutto segnale”. Lo ha detto la vicesegretaria nazionale del Pd Debora Serracchiani riferendosi al rimpasto deciso nel governo greco da Alexis Tsipras dopo la spaccatura seguita all accordo con i creditori. “Inoltre – aggiunge – si e’ impegnato a fare le riforme: ora deve farle e farle in fretta anche perche’ credo onestamente che sia l’ultima chance che e’ rimasta al Paese. Mi auguro per i cittadini greci – conclude Serracchiani – che si riesca a sbloccare la situazione e che con i fondi ponte che sono arrivati riescano a cominciare a vivere”. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 lug. – Bere tanta acqua, consumare pasti leggeri, specie a base di frutta e verdura, rispettare quotidianamente il numero e gli orari dei pasti, soprattutto la prima colazione, aumentare il consumo di frutta e verdura di stagione e yogurt, moderare il consumo di piatti elaborati e ricchi di grassi e privilegiare cibi freschi, facilmente digeribili e ricchi in acqua e completare il pasto con la frutta. Sono questi i consigli di “buon senso ma non sufficienti secondo gli angeli custodi della nostra salute”. Almeno in base a uno studio del Centro Studi PoolPharma su 150 farmacisti sparsi in tutta Italia, che corrobora le diffuse convinzioni sulla dieta sana, ma sottolinea come sia necessario, con il caldo a 42 gradi, prendere qualche accorgimento, sempre con la mediazione appunto del farmacista, sia chiaro. Fra i consigli dei farmacisti, troviamo anche quello di “consumare un gelato o un frullato puo’ essere un’alternativa al pasto di meta’ giornata, evitare pasti completi con primo, secondo e contorno quando, durante soggiorni in albergo o in viaggio, e’ piu’ facile che si consumi al ristorante sia il pranzo che la cena, consumare poco sale e preferire sale iodato e rispettare le modalita’ di conservazione degli alimenti”. Per lo studio, con il grande caldo sono auspicabili integratori idrosalini poiche’ il nostro organismo, sudando molto e disperdendoli, ha bisogno di reintegrarli. Per il 95% dei farmacisti interpellati sono consigliabili gli integratori alimentari salini che, grazie ai loro principi attivi specifici, sono in grado di risolvere alcune problematiche tipiche dell’estate che mettono alla prova la salute e il benessere. Secondo i farmacisti potrebbe essere utile ricorrere a un integratore, un prodotto specifico di supporto alla regolare alimentazione, che serve a favorire l’assunzione di determinati principi nutritivi. Secondo il 65% dei farmacisti e’ importante sapere che un integratore non e’ una cura, ma serve a integrare una normale dieta, completandola nei casi di aumentato reale fabbisogno. Per il 76% degli intervistati e’ sempre consigliabile chiedere il parere del medico o del farmacista. Secondo la ricerca, il 69% dei farmacisti ritiene che gli integratori si rivelano utili quando l’alimentazione da sola non riesce a sopperire al fabbisogno quotidiano; per esempio in occasione di sforzi fisici particolarmente intensi, oppure a causa della forte sudorazione dovuta al caldo. Unanime il consiglio degli interpellati: “Optate per prodotti conosciuti, venduti in farmacia, per avere la certezza che siano controllati dal Ministero della Salute e rispondano alle normative vigenti. E, comunque, anche se non c’e’ obbligo di ricetta per l’acquisto, fatevi sempre consigliare nella scelta dal medico di base o, almeno, dal farmacista di fiducia, che vi dara’ anche indicazioni sulla posologia, tenendo conto delle vostre esigenze specifiche”, sostiene il 100% dei farmacisti interpellati. (AGI)

(AGI) – Teheran, 18 lug. – L’opposizione iraniana all'”arroganza” degli Stati Uniti non cambiera’ a dispetto dell’accordo sul programma nucleare iraniano: parola della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, in un discorso pronunciato per la fine del Ramadan. La massima autorita’ politica e religiosa della Repubblica Islamica ha chiarito che Teheran rimarra’ all’opposizione della politica statunitense in Medio Oriente: l’accordo sul nucleare non cambiera’ dunque la politica iraniana nei confronti dei governi di Siria e Iraq e dei “popoli oppressi” di Yemen e Bahrein, o dei palestinesi. Khamenei ha inoltre esortato il Parlamento iraniano a esaminare con attenzione il testo dell’accordo per verificare che effettivamente tuteli gli interessi nazionali, in modo che non vengano disattesi i principi della rivoluzione islamica ne’ depotenziate le sue capacita’ militari e difensive. Washington -ha aggiunto- vorrebbe la “resa” dell’Iran. Teheran non vuole la guerra, ma qualora ci fosse, gli Stati Uniti ne uscirebbero “umiliati”. “La nostra politica non cambiera’ contro il governo degli arroganti Stati Uniti”, ha detto Khamenei, le cui parole venivano accolte dalle tradizionali invettive anti-occidente, “Morte all’America”, “morte ad Israele”. “La Repubblica Islamica dell’Iran non rinuncera’ a dare sostegno ai suoi alleati nella regione, i popoli oppressi della Palestina, dello Yemen, i popoli e i governi siriani e iracheni, il popolo oppresso del Bahrein e i combattenti sinceri della resistenza in Libano e in Palestina”. Il leader iraniano, che ha parlato nel corso delle preghiere per Aid el-Fitr, in una moschea di Teheran, ha anche elogiato i negoziatori iraniani per aver “lavorato sodo”: “Che l’accordo sia approvato o meno all’interno del processo legale previsto, essi meritano un premio”. Ma ancora una volta ha ripetuto le ‘linee rosse’ della politica nazionale: “Abbiamo detto molte volte che non abbiamo un dialogo con gli Stati Uniti su questioni internazionali o regionali, e neanche su questioni bilaterali. A volte, come nel caso nucleare, abbiamo negoziato con gli Stati Uniti, ma sulla base dei nostri interessi. Le politiche americane nella regione sono diametricamente opposte alle politiche dell’Iran”. E a tale proposito ha ricordato che “gli americani sostengono di aver impedito all’Iran di acquisire la bomba atomica”. Ma -ha aggiunto- “essi sanno che non e’ vero. Noi abbiamo una ‘fatwa’ (un editto religioso), secondo cui le armi nucleari devono essere proibite dalla legge islamica. E questo non ha nulla a che vedere con i negoziati nucleari”. .

(AGI) – Baquba (Iraq), 18 lug. – Sangue in Iraq sulla festa dell’Eid al-Fitr che celebra la fine del Ramadan: l’Isis ha rivendicato un attacco kamikaze con autobomba che ha fatto piu’ di 100 morti, tra cui molti bambini, nel centro di Khan Bani Saad, 30 chilometri a nord-est della capitale Baghdad. L’attentato, uno dei piu’ gravi da quando l’Isis ha conquistate vaste zone del Paese, ha fatto crollare diversi edifici schiacciando sotto le macerie intere famiglie che stavano festeggiando. Il gruppo jihadista ha fatto sapere che il suo kamikaze ha preso di mira i “negazionisti”, come vengono chiamati gli sciiti dal gruppo sunnita. Una folla sconvolta si e’ riversata in strada e ha spaccato i finestrini delle auto in sosta per sfogare la rabbia. Si teme che il bilancio possa essere ancora piu’ pesante, perche’ potrebbero esserci altri corpi sotto le macerie. Il governo di Diyala, una provincia mista di sciiti e sunniti gia’ finita nel mirino jihadista, ha proclamato tre giorni di lutto e ha ordinato la chiusura di tutti i parchi fino al termine della festivita’ per motivi di sicurezza. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 lug. – Salasso da rifiuti. La Tari, la tassa sui rifiuti che ha sostituito la Tares, potrebbe costare quest’anno ai contribuenti fino a 10 miliardi di euro, di cui 4 a carico delle sole imprese. L’aumento – di circa il 20% sullo scorso anno e di oltre il 100% dal 2008 – e’ dovuto al susseguirsi di nuove tasse e poi di ritocchi verso l’alto della tariffa da parte dei comuni in tutta Italia. Particolarmente tartassate le imprese della somministrazione e del turismo: da alberghi, ristoranti e bar arrivano complessivamente 1,2 miliardi del gettito Tari. E’ quanto stima Confesercenti, sulla base di un’indagine sull’incidenza della tassa sui rifiuti nei vari capoluoghi di regione italiani con l’esclusione di Trento dove vige una tariffa non confrontabile. “Piu’ che una tassa legata ad un servizio” spiega Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti, “la Tari sembra essere ormai diventata un’imposta locale basata sulla superficie dell’attivita’ e del tutto slegata dalla effettiva produzione di rifiuti e dall’efficienza dei sistemi di raccolta”. L’analisi e’ partita da campioni tipo di diverse tipologie di imprese del commercio e del turismo, al fine di effettuare su questi un’analisi statistica dei rispettivi tributi applicati nei diversi comuni presi in considerazione. Dalle rilevazioni emerge una vera babele tributaria in cui, a parita’ di condizioni, si rilevano forti differenze da citta’ a citta’ non solo in merito all’importo della tassa, ma anche in merito alle esenzioni e alle agevolazioni e relativamente alla qualita’ del servizio e alla sostenibilita’ ambientale. Tra i comuni capoluogo d’Italia, e’ quello di Napoli dove si registra la Tari media piu’ alta a carico delle imprese del commercio e del turismo esaminate: 5.567,89 euro, un valore l’84% superiore a quello di Milano. In seconda posizione Firenze, dove le attivita’ dei due settori pagano in media 4.975 euro l’anno, seguita da Roma (4.902 euro). La Tari media piu’ leggera si paga invece a L’Aquila: sono 1.473 euro l’anno, il 278% in meno rispetto a Napoli. Bisogna considerare, pero’, che il Comune abruzzese sembra aver scelto di mantenere basso il tributo, una posizione di tipo politico dell’amministrazione locale per non gravare ulteriormente sulle attivita’ commerciali e turistiche della citta’, gia’ provate dal sisma – i cui sgravi di emergenza sono terminati nel 2011 – e dalla crisi economica degli ultimi anni.Dopo L’Aquila, la Tari media piu’ leggera si versa ad Aosta (1.745,03 euro), seguita in terza posizione da Campobasso (1.881,09 euro). Tra le categorie di impresa la Tari pesa soprattutto sugli alberghi: l’esborso arriva fino agli oltre 15mila euro annuali richiesti a Napoli. L’Aquila e’ il comune dalla mano piu’ leggera: solo 3.249 euro. Elevatissimo anche il contributo richiesto a ristoranti, trattorie e pizzerie, seconda categoria piu’ tartassata: per un’attivita’ di 200 metri quadri, si puo’ giungere a pagare, a Venezia, quasi 12mila euro l’anno. Oltre cinque volte l’importo di Campobasso, dove si pagano poco piu’ di 2.400 euro. Il Comune di Venezia e’ il piu’ caro anche per un bar, caffe’ o pasticceria. L’amministrazione ha distinto la tariffa applicata al centro storico con quella applicata alla terraferma: sono entrambe le piu’ elevate, con rispettivamente 4.663,05 ? e 4.382,70 ? di spesa. Ad Aosta l’esborso e’ di circa 900 euro. Il peso dell’imposta scende considerevolmente se si considerano gli esercizi commerciali per la vendita di alimenti. In questo contesto e’ a Torino la Tari piu’ cara, con un importo vicino ai 3.900 euro. Le tariffe piu’ basse all’Aquila (817 euro). Per i negozi d’abbigliamento Roma risulta il Comune con la Tari maggiore: si pagano oltre 2.300 euro. Un importo incommensurabile rispetto a quello pagato dai commercianti di Milano: nonostante le due citta’ abbiano dimensioni simili, i colleghi milanesi pagano 824 euro, un terzo dei romani. All’Aquila pagherebbero solo 400 euro. Nemmeno le bancarelle sfuggono alla Tari, considerate dalla tassa alla stregua di un’attivita’ fissa di tipo annuale. Se si prende in esame un banco di mercato di generi alimentari, la tariffa piu’ alta e’ a Genova, dove raggiunge i 1.522 euro. La Tari piu’ bassa, invece, si paga ad Aosta: 426 euro. Il valore massimo di spesa per la Tari per i distributori di carburanti e’ risultato quello del Comune di Potenza, pari a 1.957 euro, poco piu’ dei 1875 euro pagati a Roma. Piuttosto distaccata Firenze, che chiede 1.382 euro. Il valore piu’ basso, ancora una volta, e’ quello dell’Aquila, pari a circa 372euro, seguita da Campobasso (532 euro) e Aosta (600) “Piu’ che una tassa legata ad un servizio” spiega Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti, “la Tari sembra essere ormai diventata un’imposta locale basata sulla superficie dell’attivita’ e del tutto slegata dalla effettiva produzione di rifiuti e dall’efficienza dei sistemi di raccolta. Un tributo salatissimo, che praticamente in tutti i comuni non appare proporzionato ne’ ai consumi prodotti ne’ al servizio ricevuto e che sta mettendo in ginocchio le imprese del commercio e del turismo. Ci sono state gia’ proteste in molti comuni in tutta Italia. Per questo – annuncia – scriveremo al presidente del Consiglio Renzi e al presidente dell’Anci Fassino per individuare soluzioni”. “La difformita’ territoriale non e’ l’unico problema”, spiega ancora Vivoli. “Il prelievo della tassa sui rifiuti e’ cresciuto continuamente negli anni, non solo per le imprese ‘inquinanti’, ma anche per quelle piu’ attente, che riciclano e producono meno rifiuti. E’ evidente, a questo punto, che occorra rivedere al piu’ presto la struttura dell’attuale sistema di prelievo, ridefinendo con maggiore puntualita’ coefficienti e voci di costi in base al tipo e al quantitativo e qualita’ di rifiuti effettivamente prodotti, premiando piuttosto chi mette in atto azioni di riduzione della produzione dei rifiuti e chi ricicla. L’annunciata istituzione della local tax e’ l’occasione giusta per evitare che, per una volta, l’imposta diventi l’ennesimo strumento per mascherare le inefficienze delle amministrazioni locali spalmando i costi impropri sulle imprese”.(AGI) .

(AGI) – Roma, 18 lug. – “Ora apriamo la discussione, seria e civile, tra noi. A settembre si decide e nel 2016 il referendum!”. Lo scrive il premier Matteo Renzi su L’Unita’, nella rubrica dedicata ai lettori, rispondendo alle lettere inviategli sul quotidiano, in merito all’iter delle riforme costituzionali. A un altro lettore, Renzi replica in merito al duplice ruolo di presidente del Consiglio e segretario del Pd: “Per me il premier e’ anche segretario, come in quasi tutti i Paesi europei. Ne parleremo verso il Congresso 2017”. .

(AGI) – Pisa, 18 lug. – La Polizia di Stato di Pisa ha arrestato un ragazzo di circa 20 anni che nella giornata di sabato scorso avrebbe aggredito e usato violenza nei confronti di una ragazza sua coetanea su un treno regionale proveniente da Livorno e diretto a Pisa. Secondo quanto ricostruto dagli investigatori, nel pomeriggio di sabato 11 scorso personale della Polfer di Pisa interveniva, su segnalazione del capotreno, presso il binario dove era in sosta il treno regionale proveniente da Livorno. Una giovane donna, infatti, si era rivolta al capotreno per denunciare la violenza subita pochi istanti prima. Grazie alle informazioni fornite dalla vittima, all’intervento immediato del personale Polfer, al sistema di video-sorveglianza posto all’interno del treno e agli elementi raccolti dagli investigatori della squadra mobile e’ stato possibile procedere all’arresto dell’aggressore, il quale non risulta avere precedenti di polizia ed e’ titolare di carta di soggiorno. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terra’ alle 10.30 in questura. .

Si è chiusa ieri la campagna di raccolta fondi per lo sviluppo di Shenmue III. Battuto il record di ricavi; nessun videogioco ha mai riscosso un successo simile.

Shenmue III ha raccolto 6.333,30 Dollari in poco più di un mese dall’annuncio e dall’apertura della campagna Kickstarter. Di fatto abbiamo davanti un record mondiale, la campagna organizzata da Ys Net è stata la più finanziata di sempre in ambito videoludico, superando anche i 5,5 milioni ricavati per lo sviluppo di Castlevania: Symphony of the Night.

Gli sviluppatori non possono però reputarsi pienamente soddisfatti: molti “obiettivi” non sono stati raggiunti , a cominciare dall’implementazione, nella fisica di gioco, di un sistema “Ragdoll”, che sarebbe stato conseguito al raggiungimento di 6,5 milioni di dollari raccolti. In partenza erano stati programmati dagli sviluppatori, step fino al raggiungimento di 11 milioni di dollari; cifra che, a posteriori, pare totalmente sproporzionata.

In ogni caso Shenmue III si farà. Le informazioni trapelate, anche se relativamente poche, sono in grado di mantenere alto l’hype dei fan della serie per molto tempo. Quindi non ci resta che aspettare.

Shenmue III

(AGI) – Roma, 18 lug. – Se il carico fiscale del nostro Paese fosse in linea a quello medio europeo, ogni italiano risparmierebbe 904 euro all’anno di tasse e contributi. A dirlo e’ l’Ufficio studi della Cgia che ha messo a confronto la pressione fiscale dei principali Paesi Ue registrata nel 2014: successivamente, l’analisi dell’Ufficio Studi ha definito il differenziale di tassazione degli italiani rispetto ai contribuenti degli altri Paesi europei. Il risultato, come era facilmente prevedibile, vede gli italiani occupare le primissime posizioni della graduatoria dei contribuenti piu’ tartassati d’Europa. Tra i principali Paesi dell’Unione presi in esame, la pressione fiscale piu’ elevata si riscontra in Francia. A Parigi, il peso complessivo di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali e’ pari al 47,8 per cento del Pil. Seguono il Belgio, con il 47,1 per cento, la Svezia, con il 44,5 per cento, l’Austria, con il 43,7 per cento e, al quinto posto, l’Italia. L’anno scorso la pressione fiscale nel nostro Paese si e’ fermata al 43,4 per cento del Pil. La media dei 28 Paesi che compongono l’Ue, invece, si e’ stabilizzata al 40 per cento; 3,4 punti in meno che da noi. Nella comparazione, l’ufficio studi della Cgia ha deciso di calcolare anche i maggiori o minori versamenti che ognuno di noi “sconta” rispetto a quanto succede altrove. Ebbene, se la tassazione nel nostro Paese fosse in linea con la media europea, ogni italiano l’anno scorso avrebbe risparmiato 904 euro. Effettuando il confronto con la Germania, invece, si evince come i tedeschi paghino mediamente 1.037 euro all’anno in meno rispetto a noi. Analogamente, gli italiani pagano 1.409 euro in piu’ rispetto agli olandesi, 1.701 euro in piu’ dei portoghesi, 2.313 euro in piu’ degli inglesi, 2.499 euro in piu’ degli spagnoli e ben 3.323 euro in piu’ rispetto agli irlandesi.(AGI) Red/Mav (Segue) Fisco: Cgia, con tasse Ue risparmio a italiano di 904 euro anno (3)= (AGI) – Roma, 18 lug. – Sempre rispetto al livello italiano di tassazione, si nota come gli austriaci abbiano pagato 80 euro in piu’ rispetto a noi, gli svedesi 292 euro in piu’, i belgi 984 euro in piu’ e, infine, i francesi, con ben 1.170 euro in piu’. Dalla Cgia ricordano che il dato della pressione fiscale italiana relativa al 2014 non tiene conto dell’effetto del cosiddetto “Bonus Renzi”. L’anno scorso, infatti, gli 80 euro “restituiti” ai redditi medio bassi dei lavoratori dipendenti sono costati alle casse dello Stato 6,6 miliardi di euro. Quest’ultimo importo e’ stato contabilizzato nel bilancio della nostra Amministrazione pubblica come spesa aggiuntiva. Pertanto, se si ricalcola la pressione fiscale considerando questi 6,6 miliardi di euro che praticamente sono un taglio delle tasse, anche se contabilmente vanno ad aumentare le uscite, la pressione fiscale scende al 43 per cento. In relazione a questa precisazione, la CGIA ha redatto anche una comparazione che tiene conto di questa specificita’. “Per pagare meno tasse – dichiara Paolo Zabeo della Cgia – e’ necessario che il Governo agisca sul fronte della razionalizzazione della spesa pubblica; con tagli agli sprechi, agli sperperi e alle inefficienze della macchina pubblica. Inoltre, questa operazione dovra’ essere realizzata molto in fretta. Entro il prossimo 30 settembre, infatti, a seguito della mancata autorizzazione dell’Unione europea all’estensione del reverse charge alla grande distribuzione, il Governo dovra’ reperire 728 milioni di euro, altrimenti e’ previsto un aumento delle accise sui carburanti di pari importo”. “E per evitare un nuovo aumento delle imposte, si legge nella nota della Cgia, l’Esecutivo dovra’ sterilizzare una serie di clausole di salvaguardia estremamente “impegnative”. Sebbene il ministro Padoan abbia in piu’ di un’occasione scongiurato un nuovo aumento del carico fiscale, con la prossima legge di stabilita’ dovra’ trovare oltre 16 miliardi per evitare un aumento delle entrate di pari importo per l’anno venturo. Tagli che dovranno salire a 25,4 miliardi nel 2017 e a 28,2 nel 2018″. “Visti i risultati ottenuti in questi ultimi anni con la cosiddetta spending review – conclude Zabeo – abbiamo l’impressione che sara’ molto difficile centrare questi obbiettivi”. In questa analisi, infine, non e’ mancata nemmeno una ricostruzione storica. Negli ultimi 15 anni, purtroppo, il risultato fiscale emerso dalla comparazione con la media europea e’ costantemente peggiorato. Se nel 2000 i contribuenti italiani pagavano 44 euro in meno di tasse rispetto alla media Ue, nel 2004 il carico fiscale per ciascun italiano era superiore del dato medio europeo di 126 euro. Il gap a nostro svantaggio e’ addirittura salito a 841 euro nel 2010 e ha raggiunto i 904 euro nel 2014.(AGI)

(AGI) – Roma, 18 lug. – Tensione, scontri e blocchi stradali sulla Cassia, intorno alla struttura di Casale San Nicola scelto come destinazione per un gruppo di profughi. Casapound ha raccolto alcune decine di residenti che si sono confrontate duramente con la polizia schierata in assetto antisommossa.

Alla fine sono quattordici i poliziotti rimasti feriti – fa sapere la Questura di Roma – al termine delle operazioni di trasferimento dei cittadini stranieri. Nel bilancio finale anche due arresti, una denuncia e 15 persone identificate sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti. Gli investigatori hanno acquisito numerosi filmati da visionare per ricostruire la dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilita’ di singoli. E la procura di Roma avviera’ un’inchiesta per fare luce sugli incidenti.

“Le operazioni, iniziate la mattina presto sotto il controllo delle forze dell’ordine, sono da subito risultate difficoltose, per l’ingerenza di elementi estremisti che hanno tentato di dissuadere gli ospiti”, ha fatto sapere la Questura di Roma. “In occasione dell’arrivo presso la struttura il convoglio, scortato dalle forze dell’ordine e’ stato bloccato da appartenenti al Comitato di quartiere, spalleggiato anche da elementi esterni”. Di altro tono la ricostruzione di Casapound: “sono arrivati i blindati delle forze dell’ordine, mentre i residenti con le braccia alzate dicono ‘no ai profughi'”.

Dal movimento di destra spiegano che “le 250 famiglie del piccolo comprensorio tra la via Braccianese e la Storta, al confine tra XIV e XV Municipio, ritengono non solo l’edificio e la zona, molto isolata, inadeguate all’accoglienza; ma temono anche che l’arrivo di cento migranti su una popolazione di poco piu’ di 400 persone finisca col diventare una vera e propria ‘invasione’, ingestibile dal punto di vista della sicurezza”. “Quella a cui abbiamo assistito e’ una cosa indecente ed indecorosa. Auspico che le forze dell’ordine denuncino, in modo tale che queste persone abbiano sulla propria fedina i fatti cui si sono macchiati”, ha commentato il prefetto di Roma, Franco Gabrielli.

Il Prefetto ha anche detto che per la gestione della struttura “c’era un bando e una commissione ha ritenuto che la cooperativa avesse i requisiti necessari: ci e’ arrivato il carteggio ed e’ corretto”, e per fermare l’accoglienza dei rifugiati in quel luogo non basta che ci sia “gente che non e’ d’accordo”, perche’ “se passasse questo principio sarebbe finita”.

“Sono tensioni volute da un governo razzista”, ha invece commentato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, a proposito delle proteste delle ultime ore a Roma e in Veneto per l’arrivo di nuovi profughi. “L’idea che mi sono fatto e’ che siccome il governo Renzi-Alfano non riesce a risolvere nessun tipo di problema – ha aggiunto -, sta scaricando sugli italiani da Nord a Sud un’emergenza senza precedenti e aspettando una reazione da parte della gente per poi parlare di altro. Quindi io penso che sia un razzismo organizzato e questo e’ gravissimo”.

E a sua volta il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, a margine dei lavori del Consiglio regionale rispondendo a una domanda sul parere negativo dato ieri da Lombardia, Veneto e Liguria al ‘decreto profughi’ ha detto che se il governo continuera’ a gestire in questo modo l’emergenza immigrazione “ci sara’ un crescendo di tensioni che temo culminera’ anche con qualche disordine sociale, che vogliamo evitare”. Per l’ex ministro dell’Interno “non si gestisce cosi’ l’emergenza immigrazione e le reazioni che rileviamo anche dai sindaci amministratori di sinistra sono evidenti. Il governo fa finta di non accorgersi ma il problema sta gia’ scoppiando. L’unica azione risolutiva e’ fermare gli sbarchi, coinvolgendo le Nazioni Unite e facendo la’ i campi profughi”. (AGI)

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