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(AGI) – Roma, 5 giu. – In recupero nei primi quattro mesi dell’anno le entrate tributarie: nel periodo gennaio-aprile 2015 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 119,262 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+549 milioni di euro, pari a +0,5%). Lo rende noto il ministero dell’Economia e delle finanze, riferendo inoltre che torna positiva la variazione del gettito Iva: +0,6%, pari a +180 milioni di euro. “L’andamento della componente relativa agli scambi interni e i versamenti dovuti in base all’applicazione del meccanismo dello “Split Payment” (+0,6%, pari a +151 milioni), da un lato, e quello della componente sulle importazioni dai paesi extra-UE (+0,7%, pari a +29 milioni), dall’altro, contribuiscono, nel periodo considerato – sottolinea il Mef – alla crescita del gettito Iva complessivo, confermando i segnali di ripresa del prodotto interno lordo”. Il Mef informa inoltre che le imposte dirette registrano un gettito complessivamente pari a 63,956 miliardi di euro, in aumento del 2,8% (+1,764 miliardi di euro) rispetto agli stessi mesi del 2014. L’Irpef, in moderata crescita (+0,5%, pari +296 milioni di euro), riflette principalmente l’aumento delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (+3,1%), dei lavoratori autonomi (+1,6%) e il calo delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (-2,7%). Tale flessione e’ determinata dal meccanismo di regolazione contabile del bonus degli 80 euro fino ad oggi corrisposto (900 milioni di euro), che per il settore pubblico avviene l’anno successivo a quello di attribuzione. L’Ires presenta un gettito di 833 milioni di euro, (-353 milioni, pari al – 29,8%) ma, in considerazione del numero limitato di versamenti di tale imposta che vengono effettuati nei primi quattro mesi dell’anno, il dato non e’ da ritenersi significativo di una tendenza. Tra le altre imposte dirette, aumenta del 62,4% (+513 milioni di euro) l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze e del 92,3% (+529 milioni di euro) l’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione. L’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nonche’ ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha registrato una crescita di 635 milioni di euro (+21,9%). Le imposte indirette ammontano a 55,306 miliardi di euro con una diminuzione del 2,1% (-1,215 miliardi di euro) rispetto allo stesso periodo del 2014. Le entrate dall’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) segna un decremento di 329 milioni di euro (-4,5%). In flessione anche il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) che ha generato entrate per 881 milioni di euro (-683 milioni di euro, pari a -43,7%). Il meccanismo di versamento dell’imposta prevede il versamento delle rate di acconto mensili calcolate in base ai consumi dell’anno precedente e del saldo che viene versato l’anno successivo a quello di riferimento, entro fine marzo, in base ai consumi effettivi. Per effetto di tale meccanismo, la flessione del gettito registrata e’ stata determinata dalla variazione negativa del conguaglio versato a marzo 2015 sulla base dei consumi effettivi di tutto l’anno 2014, risultati inferiori a quelli del 2013. Salgono le entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale nonche’ le entrate tributarie relative ai giochi. Nei primi quattro mesi del 2015 – informa il ministero dell’Economia e delle finanze – le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, una crescita del 4,1% (+159 milioni di euro). Il gettito derivante dall’attivita’ di accertamento e controllo risulta in aumento del 4,0% (+103 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. .

(AGI) – Roma, 5 giu. – L’indagine e’ vecchia di mesi e si collega direttamente a Mafia Capitale uno e due, quella in cui sono indagati il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione assieme ad altre cinque persone per turbativa d’asta nell’inchiesta, tutta catanese, sull’appalto per la gestione del Cara di Mineo, il centro di accoglienza per i richiedenti asilo in provincia di Catania. Su questo fronte sono impegnati i Pm di due Procure, quelle di Catania e di Caltagirone. Il sottosegretario Giuseppe Castiglione, deputato nazionale e coordinatore del Nuovo Centrodestra in Sicilia e’ indagato nella qualita’ di “soggetto attuatore per la gestione del Cara di Mineo”. Gli altri cinque indagati sono: Giovanni Ferrera, nella qualita’ di direttore generale del Consorzio tra Comuni, Calatino Terra di Accoglienza, Paolo Ragusa, ‘nella qualita’ di presidente della Cooperativa Sol Calatino’, Luca Odevaine nella qualita’ di consulente del presidente del Consorzio dei Comuni, e i sindaci di Mineo e Vizzini, Anna Aloisi e Marco Aurelio Sinatra. Nel decreto la Procura ipotizza che i cinque indagati “tubavano le gare di appalto per l’affidamento della gestione del Cara di Mineo del 2011, prorogavano reiteratamente l’affidamento e prevedevano gara idonee a condizionare la scelta del contraente con riferimento alla gara di appalto 2014?. CASTIGLIONE: “SONO SERENO” – “In questa vicenda sono assolutamente sereno. Se ricevero’ un avviso di garanzia, se ci sara’ una mia responsabilita’, che io escludo assolutamente, non dovra’ prendere provvedimenti qualcuno, ma li predero’ io personalmente”. Lo ha detto a Sky TG24 HD il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, in merito al suo coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Catania sull’ appalto per la gestione del Cara di Mineo. “Su questa vicenda – ha spiegato – ho massima serenita’. Per la seconda volta in sei mesi si parla di un mio possibile coinvolgimento nella vicenda Cara. Io non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Faccio un plauso alla procura di Roma per il lavoro che ha fatto e anche a quella di Catania, stanno facendo un ottimo lavoro. Ho chiesto alla procura di Catania e di Caltagirone di essere messo a conoscenza di eventuali iscrizioni e formalmente mi hanno risposto che non ce ne sono. Io sono comunque a disposizione della procura, per qualunque circostanza loro ritengano utile per l’indagine”. INTERROGATORI A REGINA COELI – Quella di oggi, intanto, e’ stata una giornata di interrogatori nel carcere romano di Regina Coeli per i primi esponenti politici finiti in manette nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta su ‘Mafia Capitale’. Il primo ad affrontare il giudice Flavia Costantini e’ stato Mirko Coratti, ex presidente dell’assemblea capitolina, che ha respinto l’accusa di corruzione. “Mai avuto rapporti, illeciti o di natura economica, con Salvatore Buzzi. Basta leggersi le carte dell’inchiesta: non c’e’ una sola conversazione con lui, intercettata, che mi riguardi”., ha detto Coratti, difeso dall’avvocato Filippo Dinacci. Stando a quanto si e’ appreso, Coratti, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha detto al giudice che non ha mai beneficiato di somme di denaro di provenienza illecita e che mai gli sono stati promessi dei soldi da Buzzi o da soggetti vicini al presidente della cooperativa ’29 giugno’ per mettersi al servizio dell’organizzazione criminosa, come ipotizzato dalla procura. Coratti avrebbe detto, tra l’altro, di non sapere nulla dei 10mila euro versati da Buzzi all’associazione ‘Rigenera’ (“non sapevo nulla di questi soldi”), peraltro regolarmente iscritti al bilancio, e ha ribadito al gip: “Buzzi di certo non parlava con me”. Oltre a quello di Coratti oggi sono previsti gli interrogatori di dell’ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo, dell’ex responsabile del dipartimento affari sociali del Comune, Angelo Scozzafava e del vicepresidente della cooperativa La Cascina, Francesco Ferrara. “I provvedimenti cautelari che hanno interessato alcuni propri dirigenti non riguardano in alcun modo reati di ‘mafia’. Nessuno dei soggetti coinvolti e’ accusato di aver tenuto comportamenti ‘mafiosi'”, e’ la precisazione del presidente del Cda della coop “La Cascina”, Giorgio Federici. “Il fulcro degli addebiti mossi nei confronti de ‘La Cascina’ – ricorda Federici – riguarda il Centro di accoglienza dei richiedenti asilo-Cara di Mineo, sito nei pressi di Catania. A tal riguardo e’ ferma convinzione della cooperativa che le procedure di affidamento si siano svolte nel pieno rispetto della normativa vigente e conformemente ai criteri di evidenza pubblica”. E mentre il Campidoglio stamane e’ blindato ai cronisti, dalle carte dell’inchiesta risulta che tra i 21 indagati a piede libero figurano, tra gli altri, Maurizio Venafro, gia’ capo di gabinetto del Governatore Nicola Zingaretti e Marco Visconti, l’ex assessore all’Ambiente della giunta capitolina guidata da Alemanno. (AGI) .

(AGI) – Milano, 5 giu. – Minuti di tensione a Expo, per quello che si e’ poi rivelato un falso allarme: gli artificieri dei carabinieri hanno fatto brillare due valigie sospette ritrovate vicino al ponte 23 del sito espositivo, in prossimita’ della fermata numero 1 della navetta bus interna. Le valigie sono state segnalate da un cittadino: i militari hanno attivato le procedure di sicurezza, hanno cordonato la zona e hanno fatto brillare una microcarica di esplosivo. Le valigie si sono rivelate prive di contrassegni di identificazione e piene di capi d’abbigliamento, probabilmente due bagagli rubati a un gruppo di turisti che stavano visitando Expo. (AGI) .

(AGI) – Nassiria (Iraq) 5 giu. – Tareq Aziz, ex ministro degli Esteri e vicepremier ai tempi di Saddam Hussein, e’ morto in un ospedale di Nassiriya all’eta’ di 79 anni. Lo ha riferito il vicegovernatore della provincia di Dhi Qar, Adel Abdulhussein al-Dakhili, dove Aziz era detenuto in carcere. Secondo l’emittente al Jazira, a stroncare l’ex numero due di Saddam – da tempo sofferente di cuore – e’ stato un infarto. “L’amministrazione carceraria di Nassiriya ha trasferito il prigioniero Tareq Aziz presso il centro della citta’ dopo un attacco di cuore. Aziz e’ morto questo pomeriggio in ospedale”, hanno reso noto le autorita’ di Dhi Qar. Di fede cristiana, Tareq Aziz era recluso da 12 anni, da quando si consegno’ agli americani dopo l’invasione dell’Iraq. Condannato a morte nel 2010, dopo un forte pressing internazionale – anche del Vaticano e dell’Ue – la pena era stata sospesa. Aziz, al secolo Mikhail Yuhanna, era nato il 28 aprile 1936 vicino alla citta’ di Mosul da una famiglia cristiana caldea. Unico funzionario cristiano nel precedente regime, e’ stato a lungo il volto internazionale del governo di Saddam Hussein e il portavoce del regime iracheno sui media occidentali. (AGI) .

(AGI) – CdV, 5 giu. – Domani Papa Francesco arriva a Sarajevo, la Geusalemme dell’Est, citta’ simbolo della convivenza religiosa ma anche della cieca violenza dei cecchini (nel 1914 proprio qui fu ucciso l’arciduca Francesco Ferdinando, un crimine che contribui’ allo scoppio della prima guerra mondiale) e dell’ignobile assedio durato 4 anni all’inizio degli anni ’90, spezzato solo dall’eroica carovana di pace guidata dal vescovo Tonino Bello. Il viaggio sara’ breve (il ritorno e’ previsto gia’ in serata) ma molto intenso. Portera’ “un messaggio di pace”, ha anticipato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. Un messaggio, ha precisato, “indirizzato a tutti”. La Bosnia Erzegovina, infatti, e’ un paese con tre etnie e il suo sistema di governo e’ basato su una divisione dei poteri. Ma la comunita’ cattolica soffre ancora oggi gli effetti del conflitto dei primi anni ’90 ed e’ stata letteralmente dimezzata dalla guerra. Anche la crisi economica odierna, che provoca flussi migratori in uscita verso i Paesi occidentali piu’ ricchi, colpisce proprio la minoranza sociale piu’ debole che e’ quella cattolica. E dunque si guarda al Papa con speranza, perche’ possa difendere i diritti non sempre rispettati dei cattolici corati in Bosnia. Ma certo Papa Francesco non incentivera’ nessun tipo di revanscismo. Enisa Bukvic, scrittrice bosniaca, gia’ presidente della comunita’ di Bosnia-Erzegovina in Italia, spiega alla Radio Vaticana: “il Papa trovera’ a Sarajevo un contesto sociale dove purtroppo, a vent’anni di distanza, sopravvive ancora l’odio. Perche’ non si e’ mai avviato un vero processo di riconciliazione basato sulla giustizia”. “Le ferite sono vive e la politica nazionalista sfrutta queste divisioni, spesso strumentalizzando i contrasti. Per fortuna pero’ c’e’ anche una parte della popolazione, soprattutto le donne, che lavora per il dialogo e, in questo senso, la venuta di Papa Francesco con i suoi messaggi positivi e’ molto importante per la pace e la convivenza in questa regione”. “Qui c’e’ una realta’ multiculturale che resiste, nonostante tutto”, aggiunge la Bukvic. “Ci sono molti matrimoni misti e famiglie ‘miste’ da generazioni. Ma la politica continua ad alimentare le divisioni per questione di potere”. “Il Papa qui e’ molto ben visto da tutte le comunita’ e da tutti i gruppi religiosi. Mi auguro porti un messaggio di pace e spinga, soprattutto i cattolici, a lavorare di piu’ per un processo di maggiore unificazione della popolazione della Bosnia ed Erzegovina”. “Credo che se la Bosnia ed Erzegovina entrasse in Europa” – conclude la Bukvic – i Balcani sarebbero molto piu’ sicuri. Ma non mi sembra che i politici locali siamo molto interessati a questo processo”. Nei Balcani le rivalse possono dimostrarsi assai pericolose. Il messaggio del Papa, allora, sara’ lo stesso di Giovanni Paolo II che prego’ cosi’ per la citta’ martire: “Io, Vescovo di Roma, il primo Papa slavo, mi inginocchio davanti a Te per gridare: ‘Dalla peste, dalla fame e dalla guerra liberaci!’. Padre nostro! Padre degli uomini: Padre dei popoli. Padre di tutti i popoli che abitano nel mondo. Padre dei popoli d’Europa. Dei popoli dei Balcani…”. Queste parole accompagnarono la momentanea rinuncia di Karol Wojtyla ad andare a Sarajevo e rappresentano una delle piu’ forti invocazioni mai pronunciate da un Papa: parole affidate all’opinione pubblica mondiale nell’omelia di una messa celebrata a Castelgandolfo l’8 settembre 1994: “‘Sia fatta la tua volonta’…’ Si compia nel mondo, e particolarmente in questa travagliata terra dei Balcani, la tua volonta’. Tu non ami la violenza e l’odio. Tu rifuggi dall’ingiustizia e dall’egoismo. Tu vuoi che gli uomini siano tra loro fratelli e Ti riconoscano come loro Padre”. “Basta con la guerra! Basta con la furia distruttiva! Non e’ piu’ possibile tollerare una situazione che produce solo frutti di morte: uccisioni, citta’ distrutte, economie dissestate, ospedali sprovvisti di farmaci, malati ed anziani abbandonati, famiglie in lacrime e dilaniate. Bisogna giungere al piu’ presto ad una pace giusta. La pace e’ possibile, se viene riconosciuta la priorita’ dei valori morali sulle pretese della razza o della forza”. Tre anni dopo, il 12 e 13 aprile ’97 il viaggio impossibile si compie. Un viaggio pericoloso, come ha ricordato Fabio Zavattaro nel suo libro “La valigia di Papa Wojtyla”: “le forze di sicurezza trovarono, sotto un ponte, in una sorta di buca, un grosso quantitativo di esplosivo”. “Riusciamo a vedere e a riprendere – scrive – il momento in cui l’esplosivo viene portato via dopo essere stato disinnescato il meccanismo che avrebbe potuto farlo esplodere”. Nella sua visita, San Giovanni Paolo passa proprio su quel ponte per fare ingresso a Sarajevo. Attraversa il viale dei cecchini, vede le distruzioni della guerra, per questo si dichiara “pellegrino di pace e di amicizia”, venuto per esortare al rifiuto della ‘logica disumana della violenza’”. Sotto la neve, libera tre colombe e al loro volo bianco affida un altro dei suoi celebri “Mai piu’!”: “Mai piu’ la guerra, mai piu’ l’odio e l’intolleranza! Questo ci insegna il secolo, questo il millennio che stanno ormai per concludersi. E’ con questo messaggio – dice – che mi accingo ad iniziare la mia visita pastorale. Alla logica disumana della violenza e’ necessario sostituire la logica costruttiva della pace. L’istinto della vendetta deve cedere il passo alla forza liberatrice del perdono”. Questi stessi concetti riprendera’ domani Papa Francesco. “Grazie a Dio non c’e’ piu’ la guerra, non si spara piu’, non ci sono vittime e questo e’ un grande dono degli accordi di Dayton. Ma la situazione che si e’ determinata non garantisce a tutti i cittadini della Bosnia Erzegovina la possibilita’ di accedere ai beni sociali in modo uguale. E per beni sociali intendo la vita politica, quella culturale, universitaria, l’accesso ai media”, afferma monsignor Tomo Vuksic, vescovo ordinario militare e vice presidente della Conferenza episcopale di Bosnia-Erzegovina. “Si tratta di una partecipazione che non e’ garantita soprattutto alla parte croata della popolazione, che per il 99% e’ composta da cattolici. In questo senso – confida – noi speriamo che la presenza del Papa possa rappresentare un impulso a migliorare la situazione”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 giu. – Le infusioni somministrate con il metodo Stamina sono “pericolose o comunque non sicure per la salute umana”. Lo scrive la sesta sezione penale della Cassazione spiegando perche’, il 21 aprile scorso, confermo’ il sequestro preventivo dei materiali depositati presso gli Spedali civili di Brescia. La Suprema Corte rileva che al metodo Stamina “non puo’ annettersi validita’ scientifica”: allo stato, si legge in una delle sentenze depositate oggi, “non vi sono risultati consolidati ne’ sul tipo di cellula da utilizzare, ne’ sulla via di somministrazione ne’ sulla capacita’ di differenziazione e neppure sul reale beneficio clinico determinato da questo tipo di trattamenti”. I giudici di legittimita’ aggiungono che “deve riscontrarsi una serie di gravi violazioni sia delle norme sulla fabbricazione dei medicinali per terapie avanzate, somministrati con il predetto metodo, sia delle norme sulla qualita’, tracciabilita’ e farmacovigilanza dei prodotti”. Tra i rischi segnalati nella sentenza, la “contaminazione batterica”, “ematoma o emorragia”, “infezione”, “insorgenze di patologie legate a una regolazione immunitaria”, legati alle “attivita’ di estrazione e re-inoculazione delle cellule staminali poste in essere senza le dovute precauzioni e al di fuori delle procedure richieste dalla legge, non solo nel periodo immediatamente susseguente all’infusione, per le caratteristiche di non purezza e di inidoneita’ del prodotto, ma anche in periodi successivi e lontani dall’infusione, per la possibilita’ di insorgenza di processi proliferativi difficilmente prevedibili”. Infatti, sottolinea la Corte, “circa il 25% dei pazienti di cui e’ stato possibile consultare le cartelle cliniche e le schede di monitoraggio ha presentato eventi avversi, nel 14% dei casi anche gravi”. (AGI) .

BatumNella ricerca continua di novità e curiosità filateliche, mi sono capitati tra le mani dei francobolli emissione 1994 di buona fattura e belli da vedere, ma emessi da paesi, sì con una loro indipendenza, ma sconosciuti sia geograficamente che di nome, è il caso di un foglietto del Batum (da una ricerca ho estrapolato da Wikipedia e ringrazio che Batumi già Batum o Batoum è una città della Georgia di poco più diApollo 11 121.000 abitanti, tra i maggiori porti sul Mar Nero e capitale dell’Agiaria, una repubblica autonoma nel sud-ovest del paese) dove sono raffigurati, ben colorati, animali del luogo.

Anche il foglietto e il francobollo, in una speciale emissione per celebrare il 25° anniversario dell’uomo sulla luna Apollo 11 in lamina sottile oro e argento dell’Abkhazia (ricercando allo stesso modo si sa che è un territorio caucasico della Georgia di fatto indipendente, proclamato Stato dai fautori della separazione, con alcuni riconoscimenti internazionali) questi francobolli sono belli da vedere e anche da collezionare, ma la difficoltà di trovare notizie su queste emissioni e i paesi che le emettono, perché sarà anche un modo di far cassa per quadrare il bilancio di quel paese ma fanno sì che rimarranno delle emissioni fantasma senza valore ed è un vero peccato perché aiuterebbero molto, come e capitato in questo caso a me, di conoscere oltre la bellezza dei francobolli anche questi paesi quasi sconosciuti.Abkhazia

(AGI) – Roma, 5 giu. – L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti rientrera’ sulla terra l’11 giugno. A confermarlo e’ stata quest’oggi l’agenzia spaziale russa Roskosmos.

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L’atterraggio della navicella Soyuz TMA-15M con a bordo la Cristoforetti, ma anche il russo Anton Shkaplerov e lo statunitense Terry Virts, e’ previsto come sempre nella steppa del Kazakistan nei pressi della localita’ di Dzhezkazgan a sud della citta’ di Karaganda.

Samantha Cristoforetti quando l’11 giugno rientrera’ sulla terra dalla missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale avra’ battuto due primati, uno a livello italiano l’altro a livello mondiale. La prima astronauta italiana migliorera’ il record di 175 giorni consecutivi nello spazio che apparteneva a Paolo Nespoli con 175 e, rientrando dopo il 7 giugno, anche quello assoluto femminile internazionale che dal 2007 appartiene, con 195 giorni consecutivi, all’americana Sunita Williams.

La 49enne astronauta dell’Ohio con ben sette missioni spaziali alle spalle, quando ha saputo che stava per perdere il primato da detto che “stare lassu’ e’ davvero tanto difficile per il corpo” e che lei ha impiegato ben sei mesi per riprendersi.(AGI)

(AGI) – Roma, 5 giu. – Per ripristinare l’arena del Colosseo, ricostruendo il calpestio, serviranno cinque anni di lavori e e 20 milioni di euro. Lo hanno spiegato il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e il soprintendente speciale per il Colosseo, Francesco Prosperetti, presentando alla stampa il montacarichi delle belve che e’ stato ricostruito all’intero dell’anfiteatro Flavio. “Mi auguro di bandire l’appalto-concorso internazionale per questo progetto nell’arco del 2016”, ha precisato Prosperetti, spiegando che i 20 milioni necessari per l’intera operazione saranno suddivisi nel modo seguente: 16 milioni provenienti da fondi nazionali “paralleli ai fondi strutturali” e 4 milioni dall’importo messo a disposizione da Diego Della Valle per il restauro del monumento, in particolare per il rafforzamento degli ipogei. Il Colosseo – ha sottolineato Franceschini – nella sua grandiosita’ e’ simbolo non soltanto di Roma ma anche dell’Italia. Questo richiede pertanto uno sforzo in piu’ per renderlo piu’ comprensibile e fruibile”. Torna dopo secoli il montacarichi delle belve all’interno del Colosseo. Ricostruito in occasione della realizzazione di un documentario del regista Gary Glassman, e’ stato inaugurato oggi pomeriggio dal ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, dal soprintendente speciale per il Colosseo, Francesco Prosperetti, e dalla direttrice del monumento, Rossella Rea. “Sono molto contento di questa giornata – ha detto Franceschini nel corso di una conferenza stampa all’interno del monumento – il Colosseo nella sua grandiosita’ e’ simbolo non soltanto di Roma ma di tutta l’Italia. Questo lavoro straordinario che e’ stato fatto e’ stato possibile grazie all’intervento di un privato e in futuro dovremo integrare sempre di piu’ e meglio l’intervento pubblico con quello privato perche’ abbiamo decenni da recuperare su questo”. Il montacarichi, che pesa 3.300 chili, di cui 500 di gabbia, e’ alto 7,90 metri, lungo 4,80 metri e largo 1,74 metri, mentre la gabbia e’ alta 1 metro e misura 1,80 metri per 1,40 metri. E’ stato costruito nel 2013 per la realizzazione del documentario ‘Colosseum – Roman death trap’ ed e’ stato interamente finanziato dal regista Gary Glassman. La soprintendenza chiese al regista che il dispositivo scenico fosse fedele all’originale e che rimanesse oltre la realizzazione del film. Sotto la direzione di Rossella Rea, il progetto e’ stato realizzato dall’ingegnere Umberto Baruffaldi con la consulenza scientifica dell’ingegnere Heinz Beste, dell’Istituto archeologico germanico di Roma, e dall’architetto Barbara Nazzaro. La progettazione e la costruzione sono durati 15 mesi: un intervento unico al mondo – ha affermato Rossella Rea – che si e’ svolto sotto la vigilanza della soprintendenza. Il manufatto e’ stato posizionato con estrema posizione nella collocazione originale, senza neanche sfiorare le strutture antiche”. Si tratta di uno dei 28 montacarichi in uso da Domiziano e Macrino (fine I secolo dopo Cristo – inizi III dopo Cristo): invisibili agli spettatori, questi dispositivi proiettavano improvvisamente le belve nell’arena per animare gli spettacoli di caccia o per eseguire le condanne a morte. Esattamente lo stesso che si vede nella famosa scena del film ‘Il Gladiatore’ di Ridley Scott quando il generale interpretato da Russel Crowe affronta un gladiatore, che viene improvvisamente aiutato da alcune belve che escono dai montacarichi. .

Sono ormai passati svariati anni dall’uscita di Swords & Soldiers, atipico RTS arrivato per praticamente qualunque piattaforma esistente, da Steam a cellulari. Gli sviluppatori, già ben conosciuti per il loro famosissimo Awesomenauts, hanno proposto, stavolta in esclusiva Wii U, il sequel del loro amato titolo che semplifica il genere RTS fino al limite, senza però snaturarlo o farlo diventare troppo semplice. Tutt’altro: Swords & Soldiers ha un fascino tutto suo, che apre il giocatore a tantissime possibilità, e il secondo capitolo è più che altro una grossa espansione che completa il quadro e fa vedere il primo gioco come una sorta di esperimento.

Swords & Soldiers 2 Recensione

Battaglia lineare

Quando si parla di RTS, è molto semplice che la prima cosa che venga in mente sia Starcraft, oppure Warcraft o la serie di Command and Conquer. È assolutamente indubbio che tali siano i capimastri del genere, tuttavia è sbagliato pensare che il “tagliare” via certe parti di gameplay da questa tipologia risulti in un titolo meno profondo, e Swords & Soldiers 2 riesce appieno a dimostrare questo concetto.

Innanzitutto non abbiamo un’ esplorazione a tutto tondo con una visuale dall’alto, ma il gioco si pone con una visuale laterale e un gameplay completamente bidimensionale. Le basi madre delle due fazioni sono poste alle due estremità dell’arena, una a sinistra e una a destra, e l’unica cosa che faranno le nostre unità sarà avanzare inesorabilmente verso la base avversaria, con l’ovvio scopo finale di distruggerla, fin quando non incontreranno avversari oppure ostacoli che provvederanno immediatamente ad attaccare. Il giocatore non ha alcun controllo diretto sul comportamento delle unità: non potremo infatti decidere chi dovranno attaccare né potremo fermarli. Il nostro unico modo di gestire le unità di combattimento (o di supporto) è la scelta di quando crearle e quindi disporle sul campo.

È errato però pensare che il giocatore, a parte ciò, non abbia alcun tipo di decisione in merito a ciò che accadrà: infatti le unità disponibili sono tantissime e tutte molto diverse l’una dall’altra. Se partiamo con semplici guerrieri da mischia che non fanno altro che attaccare in maniera diretta, arriviamo a dover utilizzare poi unità a distanza, o guaritori, o anche demonietti esplosivi che vanno a suicidarsi contro le schiere nemiche. Le scelte poi non si limitano solamente a ciò, ma anche alla costruzione di edifici (che costano oro così come il reclutamento delle unità di combattimento) oppure all’utilizzo di speciali incantesimi che possono sovvertire il corso della battaglia, come fulmini che colpiscono un’area avversaria, oppure uno charme in grado di portare un’unità nemica dalla nostra parte, al costo di Mana. Denaro e Mana sono quindi le due valute di gioco che dovremo conquistare per sostenere la nostra guerra, mandando nelle miniere i nostri schiavetti da raccolta o anche spedendoli in mezzo al campo per raccogliere eventuali drop di denaro dopo aver ucciso dei nemici.

Swords & Soldiers 2 Recensione

Faida multiplayer

Le modalità di Swords & Soldiers 2 sono quelle che più ci lasciano perplessi. Il gioco è senza dubbio ben riuscito, profondo e strategico al punto giusto, e mai frustrante dato che le partite non durano, solitamente, più di una decina di minuti. A questo ci aggiungiamo una story mode, comprensiva addirittura di sfide e livelli bonus, che occuperà l’utente per 6-8 ore, e una modalità skirmish libera che ci metterà contro il computer (con una IA decisamente discreta) o contro un nostro amico in locale. Tutto molto bello se nonchè è completamente assente una modalità di battaglia online, cosa che avrebbe giovato in maniera esponenziale a questo titolo che poteva rivelarsi una vera e propria droga su cui passare ore, e che invece non lascia molto a chi avrà completato la campagna e non ha molti amici interessati con cui battersi.

A parte il comparto longevità, comunque, graficamente il titolo si presenta splendido con artwork e animazioni cartoon davvero divertenti e gradevoli, e la colonna sonora regala qualche traccia meritevole e un buon doppiaggio.

Swords & Soldiers 2 Recensione

Al prezzo a cui è presentato, Swords & Soldiers 2 è senz’altro un gioco meritevole di essere acquistato. Come unico, grande difetto abbiamo notato la sola mancanza del multiplayer online, che avrebbe donato al titolo un boost gigantesco in termini di longevità, tuttavia, anche senza esso, si dimostra essere un RTS solido, ponderato, bilanciato, e dannatamente divertente. Alle armi!

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