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Aggiornato alle ore 15,44 del 17 aprile 2018.

Un forte boato e poi polvere e urla. Poco fa è crollata la parete in siporex all’interno dell’istituto comprensivo Tenente De Rosa di Sant’Anastasia. Sul posto vigili del fuoco, forze dell’ordine e personale del 118. Risultano contusi la maestra e cinque bambini, nessuno di loro sembra essere in gravi condizioni.

A crollare per cause da accertare una parete divisoria tra due classi di quarta elementare. Panico, ma per fortuna solo contusioni e spavento per i 5 bambini e una maestra di sostegno. Rilievi in corso dei carabinieri e dei vigili del fuoco.

La parete crollata ha preso in pieno una insegnante di sostegno che in quel momento era impegnata con un bimbo disabile. La donna è stata colpita alla spalla e alla testa e, poiché è incinta al quarto mese, si è recata dal proprio ginecologo. I cinque alunni coinvolti nel crollo sono stati medicati sul posto dal personale del 118. Alla scuola sono accorsi il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete, e l’assessore alla pubblica istruzione Bruno Beneduce.

Una baby gang che si ispirava ad un violento videogioco è stata individuata dalla questura di Monza: 6 gli arresti scattati sabato mattina a seguito di un’ordinanza custodia cautelare in carcere emessa dal gip brianzolo.

L’operazione, denominata “G.T.A. Monza”, per richiamare il nome del videogioco, Grand Theft Auto, ha portato anche a perquisizioni domiciliari nelle abitazioni dei giovanissimi. Gli arrestati sono tutti gravemente indiziati, a vario titolo, di un tentato omicidio e di dieci rapine aggravate, oltre ai delitti di lesioni, furto, minacce gravi e spaccio di stupefacenti, reati tutti commessi a Monza tra il marzo 2018 ed il gennaio 2019. 

“Controllo del territorio” e “forza intimidatoria del branco”: sono i due elementi che caratterizzavano la baby gang protagonista di almeno 10 rapine che gli investigatori sono riusciti a ricostruire in collaborazione con l’anticrimine della Lombardia e la Scientifica. I sei arrestati, giovani residenti a Monza e nell’hinterland, sono tutti appartenenti allo stesso gruppo, che si era dato anche un nome identificativo: in città infatti erano noti come la “compagnia del Centro” o “compagnia del Ponte”.

Le investigazioni hanno delineato come le vittime scelte, spesso coetanei, fossero persone considerate deboli: dall’altro lato invece, la prevaricazione messa in atto dal branco arrivava a far desistere i malcapitati da ogni tentativo di resistenza. Tra coloro che hanno subito le aggressioni violenti dei ragazzi “del Ponte” anche un senzatetto.

Il gruppo agiva con un fine ben preciso: imporre il proprio controllo sul centro di Monza, come testimoniano alcuni episodi in cui è stata pronunciata la frase: “Questa è la nostra zona”. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati telefoni cellulari ed altri oggetti personali.

E’ soprattutto un problema di “disinformazione” quello che riguarda i videogiochi in Italia, denuncia Gian Luca Rocco, uno dei massimi esperti nel nostro Paese su questo tema. Anche per quanto riguarda Grand Theft Auto, il videogame al centro delle cronache perché avrebbe ispirato la baby gang di Monza, si ribella al parallelismo tra la violenza giocata e quella agita.

Grand Theft Auto è una serie di videogame nata nel 1997 come gioco d’azione bidimensionale e passata al 3D con il terzo capitolo nel 2001, che certamente si presta a critiche per il suo approccio, in cui il giocatore è sostanzialmente chiamato a muoversi e agire nei panni di un criminale (o più di uno, nel caso dell’ultimo capitolo Grand Theft Auto V, pubblicato nel 2013) e a svolgere attività illegali di vario tipo. Nella sua declinazione multiplayer, Grand Theft Auto Online, i giocatori possono anche eseguire rapine insieme agli amici. “Solo dunque nell’ultimo capitolo il protagonista si aggrega ad altri per compiere azioni criminali”, spiega l’esperto. 

E in effetti, nelle intercettazioni raccolte dai poliziotti di Monza, il riferimento a G.T.A. compare una volta: in fondo poco per dire che sia stato proprio videogioco il collante tra gli appartenenti alla “compagnia del Centro”, o “del Ponte”, come erano conosciuti questi ragazzi tra i coetanei. “In G.T.A. tuttavia la violenza è quasi una parodia e non c’è mai realismo forte che porti davvero allo sviluppo di aggressività” aggiunge Rocco.

C’è poi un anello mancante nella catena: quello dei genitori. “Sulle scatole dei videogame l’età al di sotto della quale è vietato far avvicinare i propri figli – in questo caso 18 anni – è messa bene in evidenza. Esattamente come accade ai film. Purtroppo però gli stessi genitori che non farebbero mai guardare ad un ragazzo 11enne ‘Arancia Meccanica’ o ‘Pulp Fiction’ non conoscono e forse non capiscono che cosa siano e in cosa consistano i videogame che comprano per i propri i figli”. 

Negli Stati Uniti, dove la cultura relativa all’intrattenimento è molto più varia, non si “farebbe mai il collegamento causa-effetto tra appassionato di gioco e persona violenta” approfondisce l’esperto. Insomma, come dire che le “paranze”, ovvero le gang violente di bambini presenti a Napoli, si siano ispirate a Gomorra e “non il contrario”. La posizione degli appassionati – che in Italia sono molto più di quello che si pensa, visto che il giro d’affari stimato è di circa 1,7 miliardi – è dunque precisa: non demonizzare l’attività, che resta una “forma di intrattenimento, ma soprattutto una forma espressiva” come il cinema, in grado di rappresentare “un presente o un futuro, nel quale la violenza è solo uno degli aspetti”. 

Intel ha annunciato la disponibilità dei nuovi processori di ottava generazione, i Core vPro “Whiskey Lake”. La presentazione della novità, progettata esplicitamente per i sistemi di tipo mobile, giunge come contorno alle dichiarazioni relative all aggiornamento della propria strategia 5G.

Intel in addition to updating its 5G strategy, also announced availability of its 8th generation Core vPro "Whiskey Lake" mobile processor SoCs. Built as multi-chip modules with the CPU and PCH dies sitting on a single package, the new Core vPro i7-8665U has identical specifications to the original i7-8665U from Q3-2018, but with the addition of vPro, a set of additional features relevant to large organizations, such as AMT (active management technology), and TXT (trusted execution technology). OEM majors Dell, HP, Lenovo, and Panasonic are giving finishing touches to enterprise notebooks based on the new chip, which by itself could be priced around $500.

Il processore è costruito come modulo multi-chip con CPU e PCH inserite in un package singolo. Il nuovo Core vPro i7-8665U ha le medesime specifiche dell’originale, i7-8665U presentato nel terzo trimestre del 2018, ma con l’aggiunta del vPro, un insieme di caratteristiche inserite per favorire organizzazioni complesse, come AMT (active management technology), e TXT (trusted execution technology).

Intel mobile vPro processori di ottava generazione

Una delle caratteristiche chiave che rendono interessante il processore è il supporto per Intel Wi-Fi 6 (Gig+). I processori di ottava generazione Core vPro mobile sono infatti i primi sul mercato a rendere disponibile una simile funzione.

Wi-Fi 6, basato sullo standard 802.11ax, dovrebbe comportare numerosi benefici, come la possibilità di gestire un data rate sino al 40% maggiore, quadruplicando il throughput medio per utente in ambienti ad alta congestione e incrementando l’efficienza della rete di oltre quattro volte.

Una ulteriore caratteristica dei processori Core vPro che Intel tende ad enfatizzare è l’accresciuta durata della batteria, che consente ai componenti di offrire una giornata lavorativa sino ad 11 ore.

Vale la pena infine di ricordare l’accresciuta sicurezza d’uso, nella forma della nuova tecnologia Intel Hardware Shield. Tale tecnologia è stata espressamente progettata per offrire protezione immediata. Intel Hardware Shield garantisce ulteriori capacità di reporting che permettono una visibilità unica a livello di sistema operativo e BIOS.

I principali OEM come Dell, HP, Lenovo e Panasonic garantiranno il proprio tocco di rifinitura ai notebook di categoria enterprise basati sul nuovo chip.

Secondo le dichiarazioni, il nuovo processore dovrebbe essere venduto ad un prezzo che si aggira attorno ai $500.

L’articolo Intel mobile vPro processori di ottava generazione proviene da GameSource.

Yusra è in fuga dalla guerra siriana; insieme alla sua famiglia deve raggiungere la costa greca, ma quella notte di agosto del 2015, venti passeggeri su un barcone sono davvero troppi. Nuotare è sempre stato il suo sport preferito e la ragazza non ha dubbi sul da farsi: si tuffa in mare con la sorella e, dopo uno sforzo durato tre ore e mezza, riesce a trascinare l’imbarcazione sull’isola di Lesbo in Grecia, portando in salvo tutti.

Quella di Yusra Mardini, diventata nel 2017 la più giovane ambasciatrice di sempre per UNHCR, è solo una delle dieci monografie raccolte nel libro di Vittoria Iacovella. Dalla Germania alla Cina, i protagonisti de I Rompiscatole (Curcio, 118 pagine | 14,90 euro) sono dieci ragazze e ragazzi, di ieri e di oggi, determinati a lottare con coraggio per un mondo più giusto. Le loro storie, dedicate a lettori più e meno giovani, parlano della realizzazione di un sogno, di un ideale da raggiungere a tutti costi.

Il racconto di ciascuna storia prende vita dal contatto dell’autrice con i protagonisti: Vittoria Iacovella ha intervistato i ragazzi (a eccezione di due, Ruby Nell Bridges e Louis Braille), dando così voce non solo alle loro biografie, ma anche ai loro pensieri ed emozioni. 

C’è la battaglia di Ruby Bridges, la prima bambina afroamericana in una scuola elementare di New Orleans, fino a quel momento frequentata solo da bianchi; l’eroica impresa di Valerio Catoia, giovane atleta paraolimpico che ha dato prova di grande coraggio, forza e generosità, non esitando a gettarsi in mare per salvare dalle onde una bambina di 10 anni; o la toccante fuga a lieto fine dall’Afghanistan di Syed Hasnain, oggi mediatore culturale a Roma, che a dieci anni arrivò in Italia da clandestino nascosto sotto al motore di un Tir. E c’è il progetto di Felix Finkbeiner, il bambino tedesco da “mille miliardi di alberi”: nel 2007 a nove anni fondò il movimento “Plant for the Planet” con l’obiettivo di piantare un milione di alberi in ognuno dei Paesi aderenti e dare così il proprio contributo personale alla lotta contro il surriscaldamento globale. Oggi, grazie a lui, ce ne sono quindici miliardi in più. 

«Storie di ragazzi autentici» si legge nell’introduzione a cura dell’autrice «che col loro carico di difetti, complessi, limiti e paure, a un certo punto della loro vita, davanti a un problema, si sono inventati una soluzione, qualcosa di straordinario. Nessun super potere a rassicurarli che erano nel giusto, nessuno specchio a rimandargli un’immagine perfetta, nessun paracadute a garantirgli che non si sarebbero schiantati. L’hanno fatto e basta. Hanno guardato in faccia i loro mostri e sono andati avanti. Hanno rotto le gabbie, gli schemi, le usanze, le idee irrigidite e incrostate, hanno rotto le scatole e, facendolo, hanno cambiato un pezzetto di mondo, trasformandolo in un posto un po’ migliore». 

Vittoria Iacovella è giornalista televisiva e autrice. Dopo la pubblicazione del suo primo libro per ragazzi Islam da vicino (2005, G. D’anna edizioni), si è trasferita per qualche mese a Damasco, in Siria, per approfondire la conoscenza della lingua araba. Da sempre sensibile alle tematiche ambientali, ha lavorato come addetta stampa per Greenpeace. La voglia di muoversi e fare inchieste video ha preso il sopravvento e si è dedicata al giornalismo: ha collaborato con Rai News, per l’americana Cbs News e con Repubblica, vincendo l’ambito premio Ilaria Alpi. Dal 2014 consuma scarpe come cronista inviata per La7. Autrice per documentari su Discovery Channel, oggi lavora anche per Rai3. 

Lorenzo Santinelli si è specializzato nel Dipartimento di Arti Visive  dell’Istituto Armando Curcio e ha esordito come illustratore di libri per bambini con Agata la donna cannone di Barbara Brocchi e Le ore della contentezza di Tea Ranno, entrambi editi nel 2018 da Armando Curcio Editore. 

È morto il giornalista Massimo Bordin, storica voce di Radio Radicale. Il giornalista, 67 anni, è stato direttore dell’emittente dal 1991 al 2010, poi curatore della storica rubrica ‘Stampa e Regime’, rassegna stampa dedicata ai temi politici della giornata. Un appuntamento fisso, per il mondo del giornalismo e della politica italiana, che in quell’ora di primo mattino aveva dalla voce di Bordin una fotografia ragionata e commentata dei principali fatti di politica presenti sui quotidiani in edicola.

Fine conoscitore dei Palazzi della politica non solo romana e delle dinamiche che governano i rapporti tra media e potere, l’ex direttore di Radio Radicale era malato da tempo. Si era dimesso dalla direzione della testata in seguito a divergenze con l’allora leader radicale Marco Pannella. In seguito aveva comunque continuato a collaborare con la Radio. Teneva una rubrica sul Foglio dal titolo ‘Bordin Line’.

“È morto poco fa a Roma Massimo Bordin, è davvero con immenso dolore che diamo questa comunicazione che non avremmo mai voluto dare”. Così Radio Radicale ha dato in diretta la notizia della scomparsa del giornalista. Bordin, ha spiegato il conduttore, aveva chiesto di poter vivere e lottare contro questa malattia nel massimo riserbo, “e noi abbiamo rispettato la sua scelta. Ma non ce l’ha fatta, poco fa siamo stati raggiunti dalla notizia. Ricorderemo il nostro Massimo e lo onoriamo con quel Requiem che tante volte ha preceduto la sua unica e splendida rassegna stampa”. Poi la trasmissione del Requiem di Mozart al posto del normale palinsesto.

La scomparsa del giornalista forse più conosciuto dell’emittente avviene proprio nei giorni in cui Radio Radicale sta combattendo una battaglia per la propria sopravvivenza, dopo l’annuncio del governo di non voler rinnovare la convenzione che lega la radio al Mef (la legge di Bilancio 2019 aveva già disposto una importante riduzione economico sul contratto).

Leggi qui: Radio Radicale prende soldi pubblici senza gara da 25 anni? Chi ha ragione tra Crimi e Bonino

Nessuna indicazione di atto doloso, è quella “accidentale” la pista privilegiata nelle indagini sulle cause dell’incendio che ha parzialmente devastato la cattedrale di Notre Dame de Paris e alle quali lavorano incessantemente 50 investigatori.

Secondo quanto riferito dal procuratore Remy Heitz, “cinque società sono intervenute nel cantiere, e oggi gli inquirenti hanno cominciato a sentire i lavoratori di queste società”, una quindicina di operai.

L’incendio è stato in parte collegato al cantiere di ristrutturazione della guglia gotica, dalla quale nei giorni scorsi sono state tirate giù 16 statue di rame. Secondo le prime indicazioni dei pompieri, il rogo si sarebbe sviluppato da un’impalcatura presente sul posto per i lavori di restauro, mentre Le Parisien cita una fonte di polizia secondo la quale una saldatura sul telaio di legno avrebbe causato il primo focolaio. Un responsabile del cantiere ha comunque assicurato che “le procedure di sicurezza sono state rispettate”.

Heitz ha avvertito che le indagini saranno “lunghe e complesse”. Ha anche rivelato che “una prima allerta si è avuta alle 18.20”, ma che in quel momento non era stato individuato alcun focolaio. “Una seconda allerta – ha spiegato – si è avuta alle 18.43, a quel punto le fiamme sono state individuate e la chiesa, dove era appena iniziata la messa, è stata evacuata”.

Le autorità hanno comunicato che la struttura della cattedrale “tiene bene”, anche se sono state individuate delle “vulnerabilità” nell’edificio, soprattutto a livello della volta e di un timpano del transetto nord che deve essere messo in sicurezza”. Per questo, cinque palazzi vicini sono stati evacuati. Secondo quanto riferito dal sottosegretario agli Interni, Laurent Nunez, la chiesa è salva grazie ad un ‘blitz’ durato 15-30 minuti di 20 eroici pompieri, che, rischiando la vita, sono entrati nelle due torri della cattedrale per affrontare le fiamme dall’interno.

 Le opere più preziose sono state messe al sicuro ieri sera, all’Hotel de Ville, la sede del Comune, in particolare la corona di spine e la tunica di San Luigi. Il resto del Tesoro sarà messo in sicurezza al Louvre, tra oggi e domani. Le tele più grandi, in particolare una serie di dipinti del XVII e XVIII secolo, probabilmente saranno rimossi venerdì mattina; forse danneggiati dal fumo, saranno protetti, deumidificati e restaurati. I rosoni del transetto nord, sud e ovest non hanno subito danni catastrofici.

Lo sfottò, il giorno dopo l’eliminazione della Juventus dalla Champions League, era prevedibile quanto la vittoria del campionato della stessa squadra torinese ad agosto. Inevitabile, dissacrante, a tratti divertente, a tratti esagerato. Ma fa parte del gioco e i social sono il mezzo più facile per far diventare virali video, meme e fotomontaggi.

La partita di ieri, vinta meritatamente dai ragazzi terribili dell’Ajax, ha generato persino una sorta di malinconia dilagante tra i tifosi napoletani che, nel gioco dei lancieri, hanno rivisto lo stile di calcio portato sotto il Vesuvio da Maurizio Sarri, partito la scorsa estate per altri, almeno finora, sfortunati lidi.

Ah, se non avete visto la partita, questa è una rapida sintesi

Una prima pagina degna di Nostradamus. Su Twitter circola il virgolettato diffuso da Tuttosport e che coinvolge il difensore De Ligt, promesso sposo della Juve ma autore del gol decisivo durante la gara di ritorno dei quarti di Champions 

Immagini evocative. Da una vecchia signora a un’altra il passaggio è semplicissimo. 

Paragoni 1

Paragoni 2

L’anno prossimo

Foto di stretta attualità

Facili paragoni

Ogni volta che tutto questo succede gli juventini si aggrappano alle parole di Paolo Montero, storico difensore e bandiera mai dimenticata dalle parti della Mole Antonelliana:

“Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a Torino, quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d’Italia. Il loro odio io l’ho trasformato in amore. Contro tutto e tutti. Quella maglia era una corazza”

Sabato c’è uno scudetto, l’ottavo di fila, da festeggiare. Poi potrà ripartire la nuova caccia alla Champions. Magari ascoltando meglio queste parole (non proprio fortunate).

 

 

“L”Iva non aumenterà. Punto”: lo afferma il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. Questo è l’impegno della Lega. “Siamo al governo per abbassare le tasse – ha aggiunto Salvini – non per aumentarle come hanno fatto gli altri governi”.

Avere il sistema operativo più diffuso al mondo, e la suite Microsoft Office più utilizzata, tende a creare un bacino di utenti particolarmente vasto, e di conseguenza un’importanza enorme per qualsiasi azienda. Purtroppo però ciò si trasforma in una minaccia non indifferente nei confronti dei rischi impliciti nei tentativi di exploitation quando ci si trovi sotto attacco degli hackers. Kaspersky Labs ha effettuato la seguente ricerca.

Kaspersky: Microsoft Office sotto attacco nel 2018

L’equazione è molto semplice, quando si dedicano i propri sforzi contro un software che gira su milioni (se non addirittura miliardi) di macchine. Persino una minuscola falla nella protezione diventa immediatamente sufficiente per produrre un effetto cascata su tutti gli utenti che lo utilizzino.

Tale principio si applica a qualsiasi situazione. Qualsiasi minuscolo effetto, quando applicato a miliardi di potenziali soggetti, restituisce solitamente un risultato più pervasivo rispetto ad un grande effetto su pochi soggetti. Nel rapporto sulla sicurezza presentato al Security Analyst Summit, Kaspersky labs ha mostrato come il bersaglio favorito per cyber-attacchi sia la suite di Microsoft Office. Una percentuale pari al 70% di tutti gli attacchi suggerisce infatti quale incredibile fascino richiami il prodotto sui malintenzionati. Tutti questi attacchi elettronici orientati verso Office non hanno necessariamente a che fare con l’intera suite; ci sono anche altri componenti sotto attacco, integrati nel sistema operativo, che possono essere raggiunti. Persino semplici estensioni dei file di Office vengono utilizzate come sistemi furbi e subdoli per mascherare ed introdurre malware nel secondo maggiore esponente del male informatico nel mondo: i fogli di calcolo.

L’articolo Kaspersky: Microsoft Office sotto attacco nel 2018 proviene da GameSource.

Mediaset è “disponibile e assolutamente favorevole” a progetti di alleanze internazionali nel settore televisivo. Lo ha affermato la presidente di Fininvest, Marina Berlusconi, a margine dell’assemblea Mondadori. “Dobbiamo raggiungere massa critica per poter essere competitivi – ha spiegato – ci sono lavori in corso, stiamo parlando con tutti”. Parole dure, invece, nei confronti del patron di Vivendi, Vincent Bollorè: “E’ il classico vicino di casa che nessuno vorrebbe avere, reca danno agli altri e a sé stesso”.

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