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Elisabetta Chinaglia (Area) è il nuovo togato, in rappresentanza dei giudici, eletto dai magistrati alle suppletive per il Csm. A Palazzo dei Marescialli aumenta così a 6 – un record per il Consiglio – il numero di donne tra i togati: oltre a Chinaglia, fino ad oggi presidente di sezione del tribunale di Asti, siedono già in plenum Concetta Grillo (Unicost), Alessandra Dal Moro (Area), Loredana Micciché e Paola Braggion (MI) e Ilaria Pepe (A&I).

 Chinaglia, esponente delle toghe progressiste, ha ottenuto 2.362 voti, mentre gli altri candidati Pasquale Grasso e Silvia Corinaldesi hanno avuto rispettivamente 1.983 e 1.150 preferenze, su un totale di 5.992 votanti. Le schede bianche sono state 491, 6 le nulle.

È indagato per omicidio stradale il 35enne che questa mattina alle 9.30 ha investito e ucciso con un mezzo dell’Ama, l’azienda che gestisce i rifiuti a Roma, un 84enne su via Casilina, nella Capitale. L’uomo, secondo quanto si apprende, sarebbe stato travolto mentre attraversava sulle strisce pedonali.

L’autista del mezzo si è fermato a prestare i primi soccorsi. L’indagine della polizia locale di Roma Capitale è coordinata dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. 

A meno di un giorno dall’apertura delle urne in Gran Bretagna, si riduce il vantaggio dei conservatori guidati da Boris Johnson. Stando all’ultimo sondaggio YouGov, se alla fine di novembre i Tory potevano ancora vantare un vantaggio di 68 seggi rispetto a quelli del Labour, oggi l’istituto prevede un margine di soli 28 seggi conservatori rispetto agli altri partiti. In teoria, ai conservatori di BoJo viene predetto un possibile risultato massimo di 339 seggi su 650, mentre migliorerebbe la performance dei laburisti, che crescono di 20 seggi a 231.

L’inghippo, per così dire, sta nella forbice dei possibili risultati: nella fascia alta, con 339, i Tory avrebbero la maggioranza assoluta (e il miglior risultato dal 1987); nella fascia bassa il risultato potrebbero non superare i 311 seggi. Niente maggioranza assoluta, insomma: sarebbe lo scenario del cosiddetto ‘hung parliament’, in parlamento in bilico, nel quale Johnson sarebbe costretto a cercare di mettere in piedi una coalizione per governare. Cosa niente affatto facile, considerando l’attuale costellazione dei rapporti tra le varie forze politiche. Per il sondaggio, realizzato per conto del Times, sono stati interpellati 100 mila cittadini britannici nell’arco di sette giorni.

In percentuale, il sondaggio YouGov assegna il 43% dei consensi ai Tory di BoJo e il 34% ai laburisti di Jeremy Corbyn. Il problema sta nel sistema elettorale britannico, maggioritario relativo, nel quale in ogni collegio vince il candidato con più voti mentre vanno perduti i voti dello sconfitto. E le previsioni sono molto difficili, dato che molte circoscrizioni sono date in bilico.

Sempre secondo il rilevamento realizzato per conto del Times, lo Scottish National Party otterrebbe 41 seggi, i liberal-democratici 15 seggi, i Verdi un solo seggio e il Brexit Party di Nigel Farage nessun seggio.

Sul Mes “l’Italia non ha nulla da temere” perché “il suo debito è pienamente sostenibile”, e “lo dimostrano le valutazioni delle principali istituzioni internazionali, inclusa la Commissione Ue, e i mercati”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’Aula della Camera nel corso delle comunicazioni in vista del Consiglio Europeo, un intervento caratterizzato da forti tensioni.

“Il governo italiano non farà mancare le proprie proposte”, aggiunge il premier, e confido anche “nel Parlamento. Rivendicherò un metodo inclusivo” a partire dai parlamenti per un percorso che “non deve essere elitario ma ampiamente partecipato” che abbia al “centro i bisogni dei cittadini”. 

“Nessuna modifica sostanziale al trattato già esistente”

La revisione del Mes “non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente” e “non introduce” alcun “automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato, ha detto ancora il presidente del Consiglio, sottolineando che “è nostra ferma intenzione che questo non accada”. La riforma, aggiunge, “lascia alla Commissione europea il fondamentale ruolo di valutarne la sostenibilità e di assicurare la coerenza complessiva delle analisi macroeconomiche effettuate sui Paesi membri”, ha spiegato.

“La posizione del governo in sede europea sarà sempre coerente con gli indirizzi definiti dalle Camere”, ha aggiunto Conte, “il governo continuerà a operare secondo una logica di pacchetto assicurando l’equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Unione economica e monetaria e valutando con la massima attenzione i punti critici”. Conte ha poi ribadito “la coerenza e la trasparenza informativa che hanno caratterizzato sempre l’interlocuzione tra Governo e Parlamento su un tema così complesso e sensibile”.

Da Lega e FdI parte il coro “venduti”

Non sono mancate tensioni. Quando il deputato M5s Filippo Scerra ha attaccato Giorgia Meloni, rimproverandole mancanza di coerenza sui trattati Ue, l’FdI Federico Mollicone si è rivolto verso i banchi M5s urlando “pagliacci, vi siete venduti anche l’anima”, mimando il naso di un clown e abbandonando stizzito l’emiciclo mentre veniva redarguito dal presidente della Camera, Roberto Fico. 

Proprio mentre la deputata Pd Alessia Rotta chiedeva a Roberto Fico provvedimenti per aver udito più volte la parola “venduti”, dai banchi dell’opposizione, all’indirizzo dei deputati della maggioranza, da Lega e FdI si èlevato il coro “venduti”, seguito dalle proteste di alcuni deputati dei due partiti di opposizione, che hanno preso la parola accusando il presidente della Camera di parzialità.
Successivamente ha preso la parola il deputato Iv Gennaro Migliore, protestando a sua volta per la mancata censura da parte della presidenza verso questi comportamenti delle opposizioni. 

E Borghi dà del “traditore” al premier

“Il mandato che” il presidente del Consiglio aveva ricevuto da Salvini e Di Maio “era di non firmare mai quel trattato”. Lo ha detto il leghista Claudio Borghi intervenendo nell’Aula della Camera nel corso del dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del Consiglio Europeo, in merito al Mes.

“Nessuno pensi che queste decisioni possono essere emendate in futuro. Il trattato è per sempre. E cosa farà quindi il nostro rappresentante? Abbiamo seguito da vicino la trattativa a giungo: il mandato era di non firmare mai quel trattato”. A questo punto, presidente, “ci dica cosa non capiva, quando Molinari (Lega) le disse che l’evoluzione del Mes che si stava pensando era una follia e noi della Lega non lo possiamo accettare. Cosa non capiva? Ce lo dica!”, ha urlato Borghi in Aula.

“Cosa dobbiamo pensare quando l’abbiamo visto adagiato sui divanetti con la Merkel, Macron, Rocco Casalino… davanti a un bel giro di birre. Se li ricordava questi impegni che il Parlamento le aveva consegnato? Beh, certo. È anche colpa nostra che abbiamo dato la fiducia a questa persona. Perché se da Cavour e De Gasperi poi mandiamo a trattare con l’Europa Conte e Rocco Casalino cosa ci dobbiamo aspettare? Forse noi siamo ingenui, ma cosa dobbiamo pensare se ascoltiamo che il trattato e’ chiuso? Che lei presidente è un traditore. E il tradimento va sanato con la dignità”, ha concluso Borghi. 

John Wayne rappresenta uno dei volti storici del cinema americano e forse anche qualcosa in più. Per molti John Wayne, con quel suo fascino machista tipico degli anni a cavallo tra i ’40 e i ’70 del secondo scorso, è stato il volto degli Stati Uniti. Basti pensare che appena tre anni fa il legislatore della California ha votato una proposta per nominare il compleanno di Wayne, il 26 maggio, “John Wayne Day”.

Questa sua fama però oggi rischia di vacillare per colpa di una vecchia intervista venuta fuori dal profondo web e che ne rimette in discussioni i valori personali. Perché come attore nessuno ha mai avuto niente da ridire, Wayne è il volto più famoso al mondo dei western americani, l’American Film Institute l’ha inserito al tredicesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema, l’Accademy gli ha concesso tre nominations all’Oscar e in uno di questi casi è riuscito anche a portarsi a casa la statuetta (era il 1970 e il film “Il Grinta”); perfino il Congresso gli ha assegnato la sua medaglia d’oro; ma sotto il profilo privato non sono di certo segrete le sue simpatie per l’ala politica più conservatrice.

O antipatia verso i comunisti, specie quando colleghi, difatti Wayne divenne presidente della Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals, associazione che s’impegnava a difendere gli ideali americani maggiormente destrorsi. Secondo quanto riporta il sito movieplayer.com, Rifiutò un ruolo in “Tutti gli uomini del re” perché secondo lui il film era intriso di anti-americanismo e venne pesantemente criticato per la sua propaganda pro-guerra con il film “Berretti verdi”.

Inoltre venne accusato di essere un simpatizzante del nazi-fascismo in seguito ad alcune dichiarazioni controverse sulla “supremazia bianca” e sono proprio queste dichiarazioni che oggi rischiano di mettere in seria discussione la sua onorabilità. L’intervista in questione è datata 1971 ed è stata concessa a Playboy, ed effettivamente il mito del cinema si espone senza mezzi termini:

“Non possiamo improvvisamente metterci in ginocchio e consegnare tutto alla leadership dei neri. Credo nella supremazia bianca fino a quando i neri non sono educati alla responsabilità. Non credo nel dare autorità e posizioni di comando e giudizio alle persone irresponsabili. Non mi sento in colpa per il fatto che cinque o dieci generazioni fa queste persone erano schiave”.

Una verità quindi rimasta sopita per anni, d’altra parte John Wayne ha lasciato questo mondo nel 1979, il problema è che nel frattempo il suo mito ha continuato a macinare simpatie e sono tante le opere che portano il suo nome: una scuola elementare a Brooklyn, un porto turistico nello stato di Washington, un’autostrada nell’Arizona centrale, un parco a Newport Beach e anche un aeroporto situato nella contea di Orange. Ed è proprio quest’ultima opera che potrebbe cambiare nome, almeno è questo che il giornalista David Whiting ha invocato qualche giorno fa dalle pagine del The Orange County Register in un articolo che si intitola proprio “è tempo di rinominare l’aeroporto John Wayne?”. “Quando guido o volo dall’aeroporto di John Wayne, un posto che molti di noi chiamano semplicemente “John Wayne”, – scrive Whiting – non penso sempre all’attore e alle sue dichiarazioni oscure.

Ma quando lo faccio, sono turbato”. Effettivamente nell’articolo il giornalista ricorda una serie di uscite di John Wayne che potevano apparire indelicate già negli anni ’70, oggi sarebbero considerate unanimamente inaccettabili: nell’intervista di Playboy, Wayne ha anche condiviso le sue opinioni sugli indiani d’America: “Il nostro cosiddetto furto di questo paese da loro era solo una questione di sopravvivenza.

C’era un gran numero di persone che avevano bisogno di nuova terra e gli indiani stavano cercando egoisticamente di tenerla per sé”. La famiglia Wayne naturalmente non rimane in silenzio rispetto alla faccenda: “Non è giusto giudicare qualcuno su qualcosa che è stato scritto che ha detto quasi 50 anni fa, quando la persona non è più qui per rispondere”, ha dichiarato all’inizio di quest’anno dopo che un tweet di uno sceneggiatore è diventato virale. 

“Salvini e Meloni sono quelli che ci hanno regalato il Mes perché la prima negoziazione sul Mes, che esiste già ed è pienamente operativo purtroppo, parte dal Governo Berlusconi-Lega del 2010-2011”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a margine della sua audizione alla Camera al Comitato su Schengen. “Adesso è bellissimo, surreale, perché abbiamo abbiamo Salvini e Meloni che dicono che noi ci siamo mangiati la parola sul Mes”, ha continuato. “Noi stiamo affrontando la riforma del Mes per migliorare uno strumento che loro hanno contribuito ad istituire e ricordo anche che Giorgia Meloni era nella maggioranza che sosteneva il Governo Monti, quando tutto questo fu firmato”.

Di Maio ha precisato che “il Movimento su questo tema è sempre stato coerente e trasparente, nessuno si deve meravigliare che quando si scrive una risoluzione sul fondo salva stati il Movimento abbia forti perplessità e vuole vederci chiaro”. Il capo politico dei 5 stelle ha ribadito che “non firmerà nulla fino a quando l’Italia sarà al sicuro al 200%”, criticando la “logica del pacchetto”. 

Nintendo, con una nuova presentazione Indie World, ha mostrato in anteprima una selezione di giochi in arrivo su Nintendo Switch nel 2020 prodotti da sviluppatori indipendenti di tutto il mondo inclusi due titoli che sono già disponibili da oggi. Tra i giochi annunciati spiccano Axion Verge 2, Sports Story, Streets of Rage 4, The Talos Principle Deluxe Edition e Dauntless.

The Talos Principle

Ecco l’elenco completo dei 16 videogiochi per Nintendo Switch presentati all’Indie World:

  • Axiom Verge 2 di Thomas Happ Games previsto per l’autunno 2020
  • Sports Story di Sidebar Games – una nuova avventura in uscita a metà del 2020
  • Dauntless – un RPG d’azione online
  • The Talos Principle Deluxe Edition – il rompicapo di Croteam già disponibile da oggi
  • The Survivalists – gioco che combina crafting, costruzione e sopravvivenza in uscita nel 2020
  • Streets of Rage 4 – picchiaduro che debutterà su Nintendo Switch nella prima metà del 2020
  • Gleamlight – sviluppato dai creatori di Bloodstained: Ritual of the Night
  • SkateBIRD
  • Bake’n Switch – picchiaduro cooperativo
  • SuperMash
  • Sail Forth – avventura con mappe generate proceduralmente
  • Murder by Numbers – rompicapo in esclusiva su Nintendo Switch previsto per inizio 2020
  • Liberated
  • Boyfriend Dungeon
  • Dreamscaper
  • Oddworld: Stranger’s Wrath – avventura d’azione in arrivo a Gennaio 2020

Con 16 nuovi giochi in programma per il 2020 presentati all’Indie World si arricchisce la collezione anche nell’ambito delle produzioni indipendenti per Nintendo Switch.

L’articolo Nintendo: La lista dei giochi Indie del 2020 proviene da GameSource.

Un dipinto di Gustav Klimt rubato nel 1997 dalla galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza, potrebbe essere stato ritrovato. Sono in corso accertamenti per verificare l’autenticità della preziosa opera trafugata quasi 23 anni fa.

La scoperta è avvenuta durante i lavori di ripulitura di una parete esterna della stessa galleria piacentina. All’interno di una sorta di intercapedine è stato trovato un sacco che conteneva il dipinto. La polizia ha avvisato anche i carabinieri per la tutela del patrimonio culturale che si occuperanno della vicenda per svolgere tutte le verifiche del caso. “Non è da escludere che il quadro sia rimasto sempre lì”, in attesa che per i ladri giungesse il momento opportuno per portarlo via. A dirlo, all’AGI, il generale Roberto Riccardi.

La storia del furto

Il furto del Ritratto di Donna di Gustav Klimt, che potrebbe essere il quadro trovato oggi alla galleria “Ricci-Oddi” di Piacenza, fu scoperto la sera del 22 febbraio del 1997. La cornice del dipinto fu trovata sui tetti dell’edificio, e ciò fece pensare che i ladri fossero fuggiti (e forse entrati) dai lucernari della galleria.

Gli investigatori lo descrissero quasi subito come un furto “anomalo”. Secondo una delle ipotesi, che lascia intuire una strategia e un committente, i ladri “pescarono” il quadro da un lucernario, come nel film Topkapi. Nella galleria ci sono molte altre opere d’arte importanti, ma i ladri puntarono sul Klimt, in quel momento valutato cinque miliardi di lire.

Le indagini puntarono anche a capire se il sistema d’allarme, definito “obsoleto”, fosse scattato oppure no. L’altra ipotesi è che i ladri siano entrati e usciti dall’ingresso principale. Furono inviati tre avvisi di garanzia nei confronti di alcuni custodi della galleria, ma la loro posizione fu archiviata. L’indagine riprese nel 2016 in base alle tracce di Dna trovate sulla cornice, ma finora non ha dato esiti.

Il giallo nel giallo

Il 1 aprile del 1997, poco più di un mese dopo il furto, la polizia di Ventimiglia intercettò alla frontiera tra Italia e Francia un pacco destinato a Bettino Craxi, che allora era andato in auto-esilio ad Hammamet, in Tunisia. Dentro il pacco c’era un Klimt.

“Corremmo a Ventimiglia” – ha raccontato Stefano Fugazza, allora direttore della galleria Ricci-Oddi – “ma l’unica cosa con cui tornammo indietro fu una ricevuta. Il dipinto era convincente, sembrava il Ritratto di Donna, ma la pittura era fresca: era un falso ben fatto.

Un quadro dal’esistenza particolare

La vita del quadro di Klimt è stata particolarmente travagliata: dopo una placida permanenza nella galleria piacentina per quasi 60 anni, nel maggio del ’96 una studentessa del liceo artistico “Colombini”, Claudia Maga, scoprì durante una ricerca per l’esame di maturità che il ritratto di Klimt in realtà ne nascondeva un altro, sempre dello stesso artista, che i critici di tutto il mondo davano da decenni per scomparso.

Klimt, che ritrasse una donna di cui era innamorato e che morì prematuramente, aveva ricoperto la prima versione del prezioso ritratto femminile (datata dagli esperti attorno ale 1912) con un velo di colore, forse perché insoddisfatto dall’esito iniziale dell’opera. Della versione originale era rimasta solo un’immagine su un catalogo. Poi più nulla.

In realtaà dal 1926 l’opera giaceva “sotto mentite spoglie” a Piacenza, donata alla città dal mecenate Giuseppe Ricci Oddi. La sua vera identità sarebbe ancora nascosta se durante una ricerca per la maturità artistica l’allora 19enne studentessa di Broni (Pavia) non avesse notato la forte somiglianza tra il quadro esposto e l’opera di Klimt, esposta a Dresda nel primo decennio del ‘900 e data poi per dispersa.  

 

In un intervista al Corriere della Sera il ministro dell’Ambiente Sergio Costa annuncia che i lavori preparatori di Cop26, e soprattutto la prima Cop Giovani, si svolgeranno in Italia, a Milano, il prossimo anno a ottobre. Naturalmente, la giovane attivista ecologista svedese Greta Thunberg “è invitata” assieme “all’inviata di Un Youth, Jayathma Wickramanayake”.

Il ministro Costa racconta di averne già parlato con il sindaco di Milano e con il presidente della Regione Lombardia, che “sono entrambi entusiasti, come lo sono io” aggiunge, perché “è la prima volta nella storia delle Cop, su un’intuizione tutta italiana”, che giovani di tutto il mondo si incontrano per due giorni. E al termine, dice il ministro, sarà sottoscritta “una Dichiarazione finale che sarà portata in novembre alla Cop26 di Glasgow e presa in carico dai decisori”.

Sergio Costa, che oggi nella sessione plenaria di Cop25 ribadirà il sostegno italiano alla riduzione delle emissioni, “in linea con gli obbiettivi di Parigi”, dice anche che è anche “la prima volta nella storia dell’essere umano in cui i figli educano i genitori” in quanto “i giovani hanno una marcia in più, sono più liberi” e per questo motivo “dobbiamo creare le condizioni per ascoltarli” per “passare dalla protesta in strada alla proposta”. Ed è anche su questa scia che l’Italia ha appoggiato, sostiene Costa, “l’elezione di von der Leyen proprio perché aveva preannunciato” il suo piano verde.

In questo contesto, il ministro per l’Ambiente ricorda anche che “l’Italia è uno dei 66 Paesi al mondo che ha firmato l’impegno per la decarbonizzazione entro il 2050” e ha depositato nel dicembre dell’anno scorso un Piano energia e clima “considerato dall’Unione Europea tra i tre migliori dell’Ue”, pur essendo ancora da rivedere su alcuni passaggi.

“Bruxelles ha fatto dei rilievi, li stiamo verificando per poter alzare le ambizioni. In linea con la realistica possibilità poi di applicarlo”, aggiunge Costa che spiega anche che il commissario Paolo Gentiloni ha chiesto alla Ue che gli investimenti verdi non vengano conteggiati nel debito, perché “la transizione diventa più veloce e rispetta quello che è stato detto nelle ultime Cop sulla ‘transizione giusta, che non lascia nessuno dietro’, se puoi investire di più”.

Costa definisce la proposta di Gentiloni “ragionevole” e per questo obiettivo serve ora “una deroga al Patto di stabilità”.

Prosegue tra diversi stop and go il lavoro della Commissione Bilancio del Senato alla manovra. Dopo diversi rinvii si è cominciato a votare alcuni emendamenti ma si va a rilento tanto che si ipotizza che il testo possa andare in Aula a Palazzo Madama senza mandato al relatore. Il provvedimento, secondo quanto stabilito dalla capigruppo, deve essere trasmesso all’Aula di Palazzo Madama giovedì pomeriggio, il via libera è atteso per venerdì.

Il decreto Alitalia non confluirà in manovra. È stato infatti giudicato inammissibile per estraneità di materia dalla Commissione Bilancio del Senato l’emendamento dei relatori che prevedeva l’inclusione del provvedimento sull’ex compagnia di bandiera in Legge di Bilancio. Il decreto legge dovrà quindi procedere con un iter diverso. Salta, sempre per lo stesso motivo, la norma per garantire la continuità delle attività dell’Anac, dopo l’addio anticipato di Raffaele Cantone e in attesa della nomina di un nuovo presidente.

Le ultime misure

Intanto sono arrivati alcuni ok alle proposte di modifica riguardanti gli interventi per i danni da Xylella e il sostegno durante il fermo pesca, approvato anche l’emendamento che stanzia risorse per le Olimpiadi invernali 2026. Tra le novità c’è anche lo stop alla proroga della cedolare secca per gli affitti dei negozi ai risarcimenti per i consumatori che hanno ricevuto una bolletta pazza. Dall’aumento delle quote rosa nei cda delle società quotate alla campagna di promozione dei prodotti sottoposti ai dazi. E ancora: l’equiparazione dei monopattini elettrici alle biciclette, i corsi per i docenti per il contrasto del bullismo e i fondi contro la violenza sulle donne.

  • CEDOLARE SECCA PER GLI AFFITTI DEI NEGOZI: La norma introdotta lo scorso anno non è stata confermata per il 2020. Alcuni emendamenti sono stati bocciati e altri trasformati in ordini del giorno mentre il Pd ha ritirato la sua proposta.
  • BOLLETTE PAZZE: Chi riceve una fattura illegittima dai gestori di servizi di pubblica utilità o dagli operatori di telefonia, tv o Internet ha il diritto al rimborso e al pagamento “di una penale pari al 10% dell’ammontare contestato e non dovuto”. L’importo non potrà essere inferiore a 100 euro.
  • TRUFFE ON LINE: Più poteri alla Consob che potrà chiedere di oscurare siti web che svolgano attività illecite legate al trading finanziario o alla pubblicità.
  • DONNE NEI CDA: Aumenta dal 30 al 40 per cento la ‘quota rosà nei consigli di amministrazione delle società in quotate.
  • DAZI E ITALIAN SOUNDING: Ok alle campagne di promozione strategica per i prodotti agroalimentari sottoposti all’amento dei dazi. La norma si aggiunge alle campagne previste per il contrasto dell’italian sounding.
  • VIOLENZA DI GENERE: Arrivano altri 12 milioni di euro per i prossimi tre anni al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per il finanziamento del piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.
  • OLIMPIADI INVERNALI 2026 E RYDER CUP: Viene stanziato circa un miliardo di euro per garantire la sostenibilità delle Olimpiadi internali 2026. Nello specifico, il finanziamento è dedicato a miglioramento della capacità e della fruibilità delle infrastrutture attuali e da realizzarsi in Lombardia, Veneto e nelle province di Trento e Bolzano. Ok anche a 15 milioni per il completamento della Metro Cinisello-Monza Bettola. Arrivano inoltre 50 milioni spalmati su tre anni per la Ryder Cup di Roma del 2022.
  • FERMO PESCA 2020: Confermata anche nel 2020 l’indennità di 30 euro al giorno ai dipendenti delle imprese adibite alla pesca marittima nel periodo di Fermo pesca 2020. Il fermo pesca è un provvedimento che interrompe la pesca invasiva nei mari italiani durante i periodi di riproduzione dei pesci. La norma, nel limite di spesa di 11 milioni per il 2021, si estende anche ai soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca.
  • SVILUPPO CICLABILI: Previsti 150 milioni nei prossimi tre anni per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane. Viene istituito un apposito Fondo al ministero dei Trasporti con 50 milioni l’anno dal 2022 al 2024 con l’obiettivo di coprire il 50% delle spese per le nuove piste ciclabili.
  • CULTURA: Nuovi fondi per le istituzioni culturali e gli enti, gli istituti, le associazioni e le fondazioni culturali: 6,5 mln nel 2020 per sostenere e implementare le loro attività di ricerca, innovazione e formazione e per incentivare la promozione e la fruizione del patrimonio culturale.
  • BORSE DI STUDIO UNIVERSITÀ: Raddoppiati fondi per le borse di studio per l’Università. Passano da 16 a 31 milioni per promuovere il diritto allo studio universitario.
  • MOBILITÀ SOSTENIBILE: I monopattini elettrici a bassa potenza sono equiparati alle biciclette e potranno circolare nel rispetto del Codice della Strada. –
  • SALVA CASA: Sono esentati dal pagamento dell’Imu i proprietari che trasferiscono a partire dal 2020 la propria abitazione, non di lusso, a società veicolo istituite ad hoc con finalità sociale. L’immobile continuerà a essere utilizzato dall’ex proprietario con contratto di affitto.
  • BONUS PER LE SCUOLE MUSICALI: Una detrazione Irpef al 22% a favore delle famiglie con reddito non superiore a 36 mila euro che iscrivono i figli alle scuole di musica e ai conservatori con un tetto di mille euro. La misura è in favore dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni di età.
  • SCUOLA: Per potenziare la qualificazione dei docenti nel contrasto dei fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e delle discriminazioni di genere, in manovra vengono stanziati un milione di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022. ​
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