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AGI – Passo indietro di Milan e Juventus nel progetto della Super League. “Abbiamo accettato l’invito a partecipare al progetto di Super League con la genuina intenzione di creare la migliore possibile competizione Europea per i fan di tutto il mondo, per tutelare gli interessi del Club e della nostra tifoseria“, scrive il Milan sul suo sito.

“Il cambiamento non è facile – aggiunge la società – ma l’evoluzione è necessaria per progredire, e anche la struttura del calcio Europeo si è evoluta e modificata negli anni. Ma la voce e le preoccupazioni dei tifosi in tutto il mondo rispetto al progetto di Super League sono state forti e chiare, e il nostro Club deve rimanere sensibile e attento all’opinione di chi ama questo meraviglioso sport. Continueremo comunque ad impegnarci attivamente per definire un modello sostenibile per il mondo del calcio”. 

Da parte sua, la Juventus parla di “ridotte possibilità di portare a compimento il progetto“. “Con riferimento al comunicato stampa diramato da Juventus Football Club S.p.A. in data 19 aprile 2021, relativo al progetto di creazione della Super League, e al successivo dibattito pubblico – si legge in una nota – l’Emittente precisa di essere al corrente della richiesta e delle intenzioni altrimenti manifestate di alcuni club di recedere da tale progetto, sebbene le necessarie procedure previste dall’accordo tra i club non siano state completate”.

In tale contesto, il club bianconero, “pur rimanendo convinto della fondatezza dei presupposti sportivi, commerciali e legali del progetto, ritiene che esso presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere portato a compimento nella forma in cui è stato inizialmente concepito. Juventus rimane impegnata nella ricerca di costruzione di valore a lungo termine per la Società e per l’intero movimento calcistico”.

Returnal è uno sparatutto in terza persona stile rouge-lite, che come abbiamo più volte detto su queste pagine, uscirà il 30 aprile esclusivamente per PS5: a quanto pare girerà a 4K | 60 FPS anche con Ray Tracing. Lo scout ASTRA Selene, intrappolata in un loop temporale sul pianeta alieno Atropo, cercherà di scappare mentre impara sempre più misteri sul quel pianeta e la sua fauna ostile.

Returnal

Le peculiarità tecniche son state confermate nel programma MODO PlayStation di PlayStation Portugal, che volendo potete approfondire direttamente qui dal minuto 15:00 in poi.

I trailer precedenti avevano già confermato che il gioco avrebbe raggiunto i 60 FPS. Sembra dunque che lo sviluppatore  Housemarque non abbia problemi a sfruttare appieno l’hardware della console next-gen. Si presume che Returnal, che ricordiamo è una esclusiva PS5, avrà numerose opzioni grafiche di contorno al 4K 60 FPS, come peraltro accade su Marvel’s Spider-Man: Miles Morales o Demon’s Souls. È già confermato inoltre il supporto dei grilletti adattivi del DualSense.

L’uscita del titolo è comunque assolutamente imminente, e ovviamente su queste pagine troverete la puntuale recensione. La next-gen si addentra sempre di più nelle sue prospettive tecniche, ed ogni titolo può dare il suo contributo verso nuove esperienze gaming.

L’articolo Returnal girerà su PS5 a 4K / 60 FPS con RT proviene da GameSource.

AGI – La regina Elisabetta II compie 95 anni e per la prima volta in 73 anni non c’è il marito Filippo al suo fianco, deceduto il 9 aprile all’età di 99 anni. Non ci sarà neanche il nipote Harry, tornato negli Stati Uniti dalla moglie incinta e dal figlioletto Archie, dopo essere volato la settimana scorsa nel Regno Unito per i funerali del nonno.         

Nei giorni scorsi sulla stampa britannica erano apparse indiscrezioni che avrebbe rinviato il rientro in California, anche alla luce del colloquio di due ore avuto con il fratello maggiore William e il padre Carlo, il primo faccia a faccia dopo la scioccante intervista concessa a Oprah Winfrey, ma il Daily Mail ha fotografato il suo arrivo nella villa a Montecito, in California, dove vive con la famiglia. I

restanti membri della Famiglia reale hanno deciso di darsi il turno per non lasciare la monarca da sola. A farle compagnia ci saranno comunque i due nuovi cuccioli di corgy, Muick e Fergus, donati dal figlio Andrea lo scorso febbraio mentre il principe Filippo era ricoverato in ospedale. 

Una fonte al Sun ha sostenuto che “la regina non intendeva prendere nuovi cani perché temeva di essere troppo anziana. Ma è stato Andrea a farla la sorpresa con i due nuovi cuccioli quando si è sentita sola al castello dopo il ricovero del duca di Edimburgo”.     

Alla vigilia dei funerali di Filippo, Elisabetta è stata vista prendere l’auto per portare i due nuovi corgy a fare una passeggiata nei giardini di Frogmore. I nuovi arrivati sono stati chiamati Fergus in onore dello zio materno, Fergus Bowes-Lyon, morto in Francia durante la Prima Guerra Mondiale, e Muick, uno dei luoghi preferiti dalla monarca e dal marito a Balmoral in Scozia.

AGI Un orologio solare in miniatura in avorio di elefante databile tra la metà del II secolo a.C. e la fine del I secolo a.C., rimasto per anni nelle cassette dei materiali di scavo senza essere riconosciuto, è il ‘tesoro’ di un passato che svela nuovi dettagli sulla vita di Pisa in epoca romana, quando l’attuale Piazza dei Miracoli, a pochi passi dalla Torre pendente, era occupata da un complesso residenziale di domus

L’orologio, secondo gli esperti è un oggetto eccezionale per le sue dimensioni, per il suo stato di conservazione e per i dettagli di fattura che lo rendono un ritrovamento unico nel mondo greco-romano, era riemerso da una campagna di scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologica per la Toscana, in collaborazione con l’Università di Pisa, tra il 1985 e il 1988.

Ma solo recentemente è stato riconosciuto, diventando oggetto dello studio di Emanuele Taccola, archeologo, e di Filippo Battistoni, storico, del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, che insieme a Jérôme Bonnin (Université de Lille 3) e Denis Savoie (Syrte, Observatoire de Paris, Universcience), due tra i massimi esperti internazionali di gnomonica e di misurazione del tempo nel mondo greco-romano.

La prima peculiarità che distingue l’orologio è la sua dimensione estremamente ridotta, con un’altezza e una larghezza di poco più di 5 cm, e l’eccellente stato di conservazione della griglia oraria, che rende ancora possibile misurare – anche se non in maniera precisa – il tempo. Una ulteriore specificità del manufatto è costituita dal materiale con cui è stato realizzato, l’avorio di elefante, che lo rende il secondo quadrante di questo tipo finora noto in letteratura, insieme a un altro esemplare di età tolemaica proveniente da Tanis, nel Delta egiziano, ricavato invece da un dente di ippopotamo. Gli autori ricordano che ad oggi sono 19 gli orologi in miniatura ritrovati e risalenti all’età greco-romana, e quello di Pisa è l’unico in avorio di elefante

Studiando il contesto di ritrovamento, gli studiosi hanno elaborato alcune ipotesi sulla funzione e sull’utilizzo della piccola meridiana d’avorio: considerando che il quadrante, pur aderendo a uno schema matematico, non avrebbe funzionato correttamente alla latitudine di Pisa, si è passati ad analizzare le implicazioni socio-culturali che il possesso e l’ostentazione di un manufatto del genere – costruito con un materiale pregiato – sottintendevano: “Per tutta l’età imperiale la piazza del Duomo di Pisa fu occupata da domus di alto livello, con pavimenti a mosaico e pareti affrescate, sicuramente appartenute a persone di alto rango – spiegano i ricercatori – Una connotazione analoga può essere ipotizzata anche per l’assetto residenziale tardo-repubblicano e il nostro orologio, ritrovato in uno strato da cui sono emersi oggetti databili in modo equivocabile alla fine del I sec. a.C., ne è una chiara testimonianza”.

Quella che emerge è dunque una funzione autocelebrativa in termini di ricchezza ed eleganza che gli abitanti di tali residenze, aderendo più o meno genuinamente a una élite colta e raffinata, intrisa del sapere filosofico greco, attribuivano a tali oggetti, volutamente posizionati negli ambienti di massima rappresentanza di domus e ville.

“La piccola meridiana d’avorio è un nuovo, importante tassello della storia antica di Pisa – concludono gli autori dello studio -. Pur non disponendo di informazioni più dettagliate sulla identità del proprietario, possiamo immaginarlo come uno degli abitanti del quartiere residenziale di Piazza del Duomo, e avere una conferma del tenore sociale di quest’area della città in età tardo-repubblicana, che continuerà a essere occupata per tutta l’età imperiale da domus di alto livello”.

AGI – La Commissione europea vieta il riconoscimento facciale nei luogo accessibili al pubblico, salvo casi eccezionali. “L’uso dell’identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi accessibili al pubblico ai fini di attività di contrasto comporta rischi particolari per i diritti fondamentali, in particolare per la dignità umana, il rispetto della vita privata e familiare, la protezione dei dati personali e la non discriminazione.

In linea di principio è pertanto vietata, con poche eccezioni rigorosamente definite, limitate e regolamentate, tra cui: l’uso ai fini di attività di contrasto per la ricerca mirata di potenziali vittime specifiche di reato, compresi minori scomparsi, la risposta a una minaccia imminente di attacco terroristico o l’individuazione e l’identificazione degli autori di reati gravi”, afferma la Commissione nel nuovo regolamento per l’uso del riconoscimento facciale.

“Tutti i sistemi di riconoscimento delle emozioni e di categorizzazione biometrica saranno sempre soggetti a specifici requisiti di trasparenza. Saranno anch’essi considerati applicazioni ad alto rischio se rientrano nei casi d’uso che li identificano come tali, ad esempio nei settori dell’occupazione, dell’istruzione, delle attività di contrasto, della migrazione e del controllo delle frontiere”, si legge ancora. 

La proposta di regolamento sull’uso dell’Intelligenza artificiale 

Tutti i sistemi di identificazione biometrica sono considerati ad alto rischio e dunque, pur non venendo vietati, saranno soggetti a una serie di requisiti a tutela della privacy, secondo quanto prevede il pacchetto di regole proposte dalla Commissione europea per introdurre un quadro giuridico che metta ordine nel mondo dell’AI (Artificial intelligence). Nel documento, l’esecutivo Ue classifica le nuove tecnologie per livelli di rischio: inaccettabile, alto, limitato, minimo.

“I sistemi di AI considerati una chiara minaccia alla sicurezza, ai mezzi di sussistenza e ai diritti delle persone saranno vietati”, è la decisione di Bruxelles. Tra questi rientrano le macchine “che manipolano il comportamento umano per eludere il libero arbitrio degli utenti”, come i giochi per minori che utilizzano l’assistenza vocale e capaci di incoraggiare comportamenti pericolosi, ma anche i programmi che assegnano un punteggio sociale ai cittadini in funzione dei loro comportamenti.

L’utilizzo dei sistemi di identificazione biometrica, se verrà approvata questa proposta, sarà comunque soggetto all’autorizzazione giudiziaria o di altro organo indipendente e limitato ad opportuni limiti di tempo, portata geografica e banche dati.

Tra gli altri sistemi ritenuti ad alto rischio, e per questo soggetti a requisiti e controlli periodici, ci sono le tecnologie usate nel settore dei trasporti “che potrebbero mettere a rischio la vita e la salute dei cittadini”, meccanismi di assistenza nella formazione scolastica o professionale “che possono determinare l’accesso all’istruzione e al percorso professionale”, ma anche programmi di gestione dei lavoratori e accesso al lavoro (ad esempio i software di smistamento dei Cv dei candidati a un posto di lavoro).

La Commissione ritiene tecnologia a rischio limitato tutti i sistemi soggetti a soli obblighi di trasparenza. Si tratta, ad esempio, dei sistemi di intelligenza artificiale come i chatbot, per i quali gli utenti devono essere consapevoli che stanno interagendo con una macchina anziché con un umano.

Videogiochi abilitati per l’intelligenza artificiale e filtri antispam rientrano invece sotto la categoria del rischio minimo, sui quali la Commissione ha scelto di non intervenire con nuove regole poiché “questi sistemi di AI rappresentano solo un rischio minimo o nullo per i diritti o la sicurezza dei cittadini”.

In termini di governance, la Commissione propone che le autorità nazionali competenti per la vigilanza del mercato sovrintendano alle nuove norme e che, al contempo, venga predisposta la creazione di un comitato europeo per l’intelligenza artificiale che faciliterà l’attuazione dei nuovi standard normativi. 
 

AGI –  Il gip del tribunale di Velletri Ilaria Tarantino, pur non convalidando il fermo, ha disposto gli arresti domiciliari per Lorenzo Farina, 19 anni, e Christian Marozza, 18 anni, accusati di lesioni aggravate dai motivi abietti e futili in relazione al pestaggio del 17enne avvenuto cinque giorni fa a Colleferro, vicino Roma.

“Nel corso dell’udienza di convalida – scrive il magistrato nell’ordinanza cautelare – entrambi gli indagati hanno in sostanza ammesso gli addebiti e hanno confermato di essersi cambiati i vestiti dopo i fatti. Farina ha dichiarato che già in precedenza, circa un mese fa, vi era stata una discussione con dei ragazzi di Segni, in particolare con un amico del 17enne del quale non si ricordava il nome, per gli ‘sguardi’ a loro rivolti”.

E dal canto suo, anche Marozza ha “confermato che vi era già stata in precedenza una discussione con gli amici del giovane, pur non ricordando le motivazioni di tale lite. Sabato pomeriggio Farina si era avvicinato ai ragazzi di Segni e all’improvviso il 17enne aveva dato in escandescenze senza motivo. Lui lo aveva invitato a calmarsi spiegandogli che era loro intenzione chiarire pacificamente la questione. A quel punto Farina lo aveva colpito con un pugno”.

Marozza “ha negato di aver intimato alla vittima e a suoi amici di non venire a Colleferro e da ultimo ha dichiarato di essere profondamente pentito dell’accaduto”. Farina e Marozza lasceranno in queste ore il carcere di Rieti, dove erano detenuti, per fare rientro a casa. 

Nel motivare il provvedimento cautelare, il giudice spiega che “esiste il pericolo, concreto e attuale, che gli indagati commettano altri delitti della stessa specie e segnatamente che, ove non sottoposti a misure, possono perseverare nella realizzazione di gravi delitti con violenza alla persona. Ciò emerge dalle specifiche modalità e circostanze del fatto e dalla personalità degli indagati, desunta dalla condotta degli stessi tenuta in occasione dei fatti per cui si procede e delle pregresse liti avvenute sempre per i medesimi futili motivi. Gli indagati non hanno esitato ad aggredire la vittima colpendola con un pugno sul volto e facendola rovinare per terra e facendole sbattere la testa e hanno poi infierito colpendola con un calcio in pieno viso mentre era per terra, ponendo in pericolo la sua integrità fisica. Il tutto per banali motivi”.

Per il giudice, infine, deve osservarsi che “gli indagati, seppure formalmente incensurati, non sono nuovi ad episodi del genere, essendo già stati coinvolti in analoghe vicende, sempre ai danni del 17enne, dei suoi amici e di altri giovani del luogo”.

AGI – Fingendosi un vicino, si è introdotto in casa di un’anziana, in una zona isolata sulle alture di Voltri, nel ponente genovese, senza però mettere in conto di trovarsi di fronte ad una donna e ai suoi vicini molto agguerriti. Accortasi del raggiro, infatti, la padrona di casa ha subito tentato di chiudere la porta in faccia al malvivente, un pluripregiudicato italiano di 47 anni.

Ma questo, piuttosto corpulento, l’ha spinta da una parte e si è diretto verso la sua camera da letto. La vittima a quel punto ha iniziato ad urlare, chiedendo aiuto ed è stata sentita dalla vicina, anch’essa anziana, che è subito scesa dalle scale col suo bastone da appoggio. Entrambe hanno cercato di difendersi, anche picchiando il ladro con il bastone.

L’uomo ha continuato a spintonarle, rifiutandosi di allontanarsi e tentando di aprire le porte di tutte le stanze, provando anche a qualificarsi come appartenente alle forze dell’ordine, esibendo una carta d’identità, senza però convincere le due anziane. Altri vicini, sentendo il trambusto nell’abitazione, sono riusciti ad avvertire la polizia.

Accortosi di quanto stava accadendo, il rapinatore ha tentato la fuga, spintonando ancora una volta, stavolta con molta violenza, una delle due donne e facendola cadere. L’uomo è stato poi bloccato, prima dai vicini, poi dai poliziotti arrivati sul posto che l’hanno arrestato. L’anziana, accompagnata al pronto soccorso, ha ricevuto una prognosi di 6 giorni per trauma lombare.

AGI – Un sottomarino indonesiano con 53 persone a bordo è scomparso a Nord di Bali. Giacarta ha dato il via alle ricerche chiedendo l’aiuto anche di Singapore e Australia. La notizia è stata data dal sito di intelligence e informazioni militari Janes e confermata dai vertici della marina militare. Il sottomarino KRI Nanggala-402 era impegnato in esercitazioni di cui per non ha trasmesso risultati come previsto. 

AGI – Il referendum per l’eutanasia legale e’ stato depositato questa mattina in Corte di Cassazione, alla presenza dei leader dell’Associazione Luca Coscioni, tra cui Marco Cappato, Filomena Gallo, Mina Welby, Marco Perduca e Rocco Berardo, insieme a rappresentanti del Comitato Promotore e ai familiari di chi ha vissuto da vicino il dramma delle scelte di fine vita, come Valeria Imbrogno, compagna di Fabiano Antoniani, i genitori e la sorella di Luca Coscioni.  Si tratta di un referendum parzialmente abrogativo dell’art. 579 c.p., sul cosiddetto omicidio del consenziente, l’unica fattispecie che nel nostro ordinamento assume un ruolo centrale nell’ambito delle scelte di fine vita.

“Faro’ quanto in mio potere per dare seguito all’iter delle proposte sul fine vita, da troppo tempo in attesa di una soluzione”, dice Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputato M5s. Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Brescia (M5S), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera.

La discussione è prevista nell’Aula della Camera a giugno. Ma si sta lavorando sotto traccia, riferiscono fonti parlamentari, anche ad un ‘piano B‘. Ovvero sul tema del suicidio assistito. L’unico Paese al mondo che permette il suicidio assistito anche a persone non residenti è la Svizzera. A differenza dell’eutanasia, con il suicidio assistito il medico prescrive il farmaco letale al paziente senza una somministrazione diretta. Le condizioni del richiedente che valgono a rendere lecita la prestazione dell’aiuto sono: patologia irreversibile, grave sofferenza fisica o psicologica, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e capacità di prendere decisioni libere e consapevoli. Per poter procedere, tali condizioni, devono aver formato oggetto di verifica in ambito medico affidata a strutture pubbliche del servizio sanitario nazionale previo parere del comitato etico territorialmente competente. 

Quando si è in presenza di una malattia terminale e di una sofferenza “intollerabile” il suicidio assistito non è perseguibile: si fonda su questo cardine un testo di legge che l’ex maggioranza giallo-rossa dovrebbe presentare nei prossimi giorni in Commissione Giustizia e Affari sociali di Montecitorio.

Si sta definendo il testo e poi si aprirà il confronto all’interno della maggioranza. Il testo – riferiscono fonti di maggioranza – ricalca in grandi linee la sentenza del 22 novembre 2019 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, sostenendo che non è punibile in determinate condizioni “chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.  L’art. 580 c.p. (“Istigazione o aiuto al suicidio”) punisce con la reclusione da cinque a dodici anni “chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione”.     

Sono passati più di quattro anni dalla morte di Dj Fabo, la persona accompagnata da Marco Cappato in una clinica svizzera dove ricorse al suicidio assistito. Dopo il monito della Corte al Parlamento affinché legiferasse in materia si tenta un passo avanti. La base di condivisione raggiunta prevede che il soggetto richiedente sia tenuto in vita dai macchinari, che la richiesta avvenga attraverso un medico curante, che sia affetto da sofferenze intollerabili, che il percorso preveda un ferreo controllo del servizio sanitario, attraverso la commissione ad hoc preposta. Il malato non deve essere portato in una clinica ma il passaggio finale deve essere deciso dal comitato della struttura ospedaliera.

AGI – Mentre la bufera scatenata dal video di Beppe Grillo in difesa del figlio non accenna a placarsi e ‘irrompe’ in Parlamento, è Giuseppe Conte a provare a mettere dei paletti. Il leader in pectore M5s – ‘tirato per la giacchetta’ durante tutta la giornata affinché intervenisse sulle parole del Garante del Movimento – lo fa in serata e suscita, però, reazioni diverse.

Se nella galassia del Movimento c’è chi tira un sospiro di sollievo e sottoscrive una a una le sue affermazioni, non manca chi giudica la sua uscita “molto democristiana e timida” e chi nota, ad esempio tra gli alleati Pd, che non ha preso a sufficienza le distanze da Grillo.

In ambienti M5s si sottolinea intanto “sofferenza e solidarietà nei confronti dell’uomo e padre” Beppe Grillo ma al contempo si registra, tra quanti plaudono alla decisione di Conte, una presa di distanza sulle specifiche parole del Garante M5s, giudicate fuori posto.

“Ho avuto modo di parlare con Beppe Grillo in più occasioni e conosco bene la sua sensibilità su temi così delicati. Sono ben consapevole di quanto questa vicenda familiare lo abbia provato e sconvolto”, sottolinea Conte. “E’ una vicenda che sta affliggendo lui, la moglie, il figlio e l’intera famiglia. Comprendo le preoccupazioni e l’angoscia di un padre, ma non possiamo trascurare che in questa vicenda ci sono anche altre persone, che vanno protette e i cui sentimenti vanno assolutamente rispettati, vale a dire la giovane ragazza direttamente coinvolta nella vicenda e i suoi familiari che sicuramente staranno vivendo anche loro momenti di dolore e sofferenza”, aggiunge. 

Quindi Conte difende l’autonomia della magistratura e la battaglia contro la violenza alle donne portata avanti con i 5 stelle: “In questa vicenda vi è un principio fondamentale che non possiamo mai perdere di vista: l’autonomia e il lavoro della magistratura devono essere sempre rispettati. Perciò anche in questo caso attendiamo che i magistrati facciano le loro verifiche”, osserva, infatti, e nota che al Movimento 5 stelle “mi accomunano da sempre queste due convinzioni: di ritenere indiscutibile il principio dell’autonomia della magistratura e di considerare fondamentale la lotta contro la violenza sulle donne, una battaglia che abbiamo sempre combattuto in prima linea, basti ricordare l’introduzione delle norme sul codice rosso quando abbiamo condiviso la responsabilità di governo. Questi principi continueranno a informare la nostra azione politica e a ispirare le nostre battaglie culturali”.

Alla Camera prima e al Senato poi, il caso del video ‘irrompe’ in Aula. A Palazzo Madama Iv, Forza Italia e FdI ‘attaccano’ le parole del garante M5s. “Chi di spada ferisce di spada perisce”, ha detto tra l’altro Daniela Santanchè. E per la Lega Antonella Faggi osserva che “quest’oggi questo uomo ha portato vergogna all’Italia. Avrebbe fatto bene a tacere perchè anche il silenzio è un insegnamento”.

Daniela Sbrollini di Italia viva parla di un “video vergognoso e scandaloso” e rivolgendosi soprattutto alle colleghe M5s nota anche: “Quello che è accaduto ieri è grave, è gravissimo. Comprendiamo la sofferenza di un padre che vuole difendere il proprio figlio, ma non abbiamo sentito una parola nei confronti della ragazza che sarebbe la vittima”. Sbrollini è la prima, durante gli interventi di fine seduta, a parlare della vicenda e in Senato mentre c’è chi sottolinea che il gruppo M5s ha lasciato l’Aula, nella quale sono rimasti pochissimi pentastellati. Segno di “grande imbarazzo”, notano esponenti di diverse forze politiche.

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