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AGI  –  A ottobre in Tribunale a Milano si discuterà il ricorso che, secondo uno dei suoi promotori, Gianluca Pini, maroniano, già segretario della Lega Nord Romagna tra il 1999 e il 2015, “può riportare al voto milioni di ‘vecchi’ leghisti che si sono astenuti alle elezioni perché non si riconoscono nella gestione di Matteo Salvini”.

“La data non è stata ancora fissata ufficialmente ma, da quel che sappiamo, sarà verso la fine del mese” anticipa all’AGI l’uomo che da tempo combatte per riportare sulle schede elettorali il vecchio simbolo della Lega Nord con Alberto da Giussano e senza il nome dell’attuale leader.

“Lo abbiamo chiesto per presentarci ad alcune elezioni amministrative ma ci è sempre stato negato”.

Il ricorso era stato presentato al Tribunale civile di Bologna, poi per competenza territoriale è finito a Milano. E’ stata respinta da un giudice la richiesta degli avvocati della ‘minoranza’ leghista di decidere con una procedura accelerata d’urgenza e dunque si va per le vie ordinarie.  

Pini e gli altri appaiono ringalluzziti dagli esiti elettorali che hanno segnato un brusco arretramento in termini di consenso per Salvini: “Di cosa stiamo parlando? Di un partito che ha preso più voti in Basilicata che in Emilia Romagna. Qualcuno dice che il ridimensionamento delle Lega la riporterà a quando era un partito solo del Nord ma io dico ‘Magari…’ perché ora è un partito del sud che ha perso ogni contatto col nord.  La via sovranista di Salvini, che conosco da 30 anni e non ho mai stimato, lui lo sa, non ha funzionato perché la gente, dovendo scegliere, ha scelto la sovranista originale. Del resto già tempo fa Giorgia, che è amica mia, mi disse ‘Ora mi mangio la Lega e Forza Italia e poi vado al governo’, è una molto determinata. Proprio come me che voglio far rivivere la Lega Nord”. A questo punto Pini e i suoi, che continuano a pagare il tesseramento al vecchio partito,  sono convinti che si aprano scenari interessanti dove infilarsi “già alle prossime regionali se il giudice ci restituirà il vecchio simbolo”.

“Tanti ex militanti e amministratori leghisti non hanno votato e c’è un numero altissimo di persone che si sono astenute. E’ lì, tra chi considera la questione settentrionale e dell’autonomia del Nord ancora prioritarie, che potremmo trovare anche milioni di elettori”.       

AGI – Dopo una sospensione di tre settimane (da inizio settembre), Meta ha definitivamente rimosso da Instagram l’account ufficiale di Pornhub, piattaforma che pubblica contenuti espliciti controllata da Mindgeek. A riportare la notizia Motherboard, che ha ricevuto la conferma da Meta. “Abbiamo permanentemente disabilitato questo account Instagram per violazioni ripetute delle nostre policy”. La società di Mark Zuckerberg, avrebbe rilevato “per circa dieci anni comportamenti non consentiti dalle regole inerenti alla pubblicazione di contenuti per adulti, di natura sessuale e nudità”. 

Con una lettera aperta, pubblicata su Twitter, firmata da 63 start del settore e indirizzata a quattro dirigenti di Meta, tra cui il CEO Mark Zuckerberg e il capo di Instagram Adam Mosseri, Pornhub ha chiesto una “spiegazione sul motivo per cui i nostri account vengono continuamente eliminati e sul motivo per cui i contenuti su cui investiamo denaro vengono rimosso, anche quando non violano alcuna regola di Instagram”.

La protesta di Pornhub

Secondo Pornhub, il fatto che il team di moderazione discrimini in questo modo l’industria rappresenta un grave danno, e per tale motivo chiede “un trattamento equo”. Il sito se la prende anche con gli influencer, che verrebbero protetti da Instagram e non subirebbero lo stesso trattamento. “I marchi tradizionali e gli account delle celebrità spesso presentano nudità e non devono fare fronte ad alcuna ripercussione, mentre i nostri account vengono regolarmente bannati senza una spiegazione adeguata”. 

In particolare, la lettera ha anche sottolineato che a utenti di Instagram di alto profilo come Kim Kardashian, che ha 330 milioni di follower, è stato permesso di postare “il suo culo completamente esposto”.

Al momento della rimozione a settembre l’account Instagram di Pornhub contava 13,1 milioni di follower e 6.200 post. Pornhub è nell’occhio del ciclone da diversi anni: le critiche al sito per aver favorito la distribuzione di materiale pedopornografico sono cresciute al punto da spingere a giugno scorso alle dimissioni del CEO Feras Antoon e del COO David Tassillo.

“Qualsiasi insinuazione sul fatto che Mindgeek non prenda sul serio l’eliminazione di materiale illegale è categoricamente falso”, aveva dichiarato la proprietà di Pornhub al Washington Post ad agosto. I profili Pornhub su Twitter (circa 3.4 milioni di follower) e YouTube (883 mila iscritti) sono ancora online.

Tutto inizia nel 2014

Tutto inizia nel 2014, quando viene pubblicato su Pornhub il video hard di una ragazzina di 13 anni. Il materiale pedopornografico venne caricato sul sito dal suo ragazzo dell’epoca, senza il suo consenso. Parte la querela. Non è la sola. Nel 2021 altri hanno chiamato in giudizio Pornhub e Mindgeek, accusando lo sfruttamento e la monetizzazione di materiale pedopornografico, video di stupri, contenuti trafficati e rubati

Nel mirino finiscono anche Traffic Junky, società che si occupa della raccolta pubblicitaria per il sito, e Visa. Secondo la causa, le entrate generate da Traffic Junky rappresentano oltre la metà dei guadagni di MindGeek. Visa è accusata di avere consapevolmente facilitato la capacità di MindGeek di monetizzare il contenuto illegale. La compagnia ha chiesto di essere rimossa da caso, ma la richiesta è stata respinta dal giudice Cormac J. Carney della Corte distrettuale degli Stati Uniti della California.

Nel 2020 Visa e Mastercard hanno sospeso i privilegi di pagamento di Traffic Junky. In risposta alle critiche, PornHub ha adottato misure come la rimozione di tutti i contenuti dagli utenti non verificati e la rimozione del download, funzione che consente a qualsiasi utente di scaricare i video.

In questo quadro da segnalare anche la pressione di TraffickingHub, movimento che ha come obiettivo “chiudere Pornhub e ritenere i suoi dirigenti responsabili di consentire, distribuire e trarre profitto da stupri, abusi sui minori, traffico sessuale e abusi sessuali basati sull’immagine criminale”.

Il gruppo è stato fondato nel 2020 da Laila Mickelwait (che dice composto da 2,2 milioni di persone e 600 associazioni), attivista contro la tratta sessuale, con legami con gruppi cristiani evangelici. In un post su Twitter, quando la sospensione era ancora temporanea, Mickelwait aveva scritto che Instagram e Meta hanno preso “la decisione giusta tagliando i legami con Pornhub” e che era tempo che altre grandi aziende tecnologiche come Google, Amazon e Microsoft “seguissero l’esempio”. 

Sulla stessa linea anche Dawn Hawkins, CEO del National Center on Sexual Exploitation. “Instagram sta scegliendo coraggiosamente di smettere di collaborare con Pornhub, ed è tempo che tutte le entità aziendali seguano il suo esempio” aveva postato su Twitter.

AGI – “La Russia continua la sua guerra contro l’Ucraina, e per di più utilizza anche le proprie forniture di energie come un’arma. Dopo la distruzione dei gasdotti nel Mar Baltico sappiamo che presto cesserà del tutto l’approvvigionamento di gas alla Germania”. Lo ha dichiarato Olaf Scholz ad una conferenza stampa a Berlino.

“Ma noi ci siamo preparati, siamo pronti”, ha aggiunto il cancelliere. “Importiamo gas da altri Paesi, utilizziamo le capacità di tanti porti all’est e al nord, i nostri stoccaggi sono al 90%”, ha spiegato ancora Scholz, che ha spiegato che “le centrali di carbone continuano a funzionare”, mentre due delle ultime tre centrali nucleari “continuano a lavorare fino ad aprile 2023”.

Freno a prezzo con pacchetto di 200 mld euro

Per contrastare gli effetti della guerra in Ucraina “apriamo un grande ombrello di difesa, in modo che tutti possano affrontare l’aumento dei prezzi del gas, i cittadini, i lavoratori e anche le imprese. Questo ombrello che farà da freno al prezzo del gas sarà finanziato con un fondo per la stabilizzazione economico pari a 200 miliardi di euro“. Lo ha detto Olaf Scholz in collegamento video ad una conferenza stampa a Berlino insieme al ministro per l’Economia, Robert Habeck, e ad al titolare delle Finanze, Christian Lindner.

Il freno al prezzo del gas, cosi’ ancora il cancelliere tedesco, aiuterà “lavoratori, cittadini, grandi e piccole imprese” a superare la crisi energetica causata dal conflitto in Ucraina, e sarà attivo “questo e anche il prossimo anno”.

Lindner, è guerra dell’energia ma noi ci difenderemo

“Ci troviamo nel pieno di una guerra dell’energia nella quale sono in gioco il benessere e la liberta’”. Lo ha dichiarato il ministro alle Finanze tedesco Christian Lindner parlando ad una conferenza stampa insieme al cancelliere Olaf Scholz ed il ministro all’Economia Robert Habeck.

“Il rischio è che vengano distrutte molte delle conquiste che nei decenni sono state costruire. Non lo possiamo accettare e ci difenderemo”, ha aggiunto Lindner. Il nuovo “scudo” contro l’aumento del prezzo del gas “rappresenta una chiarissima risposta a Putin”, ha ribadito il titolare alle Finanze federali.

AGI – Vladimir Putin prenderà parte domani al Cremlino alla cerimonia di firma dei trattati di adesione di nuovi territori ucraini alla Russia. La cerimonia avverà al Cremlino alle 15 ora di Mosca, le 14 in Italia. Lo ha reso noto il portavoce presidenziale Dmitry Peskov. 

Il presidente russo i deputati della Duma di Stato al Cremlino. Secondo Mosca, le consultazioni hanno sancito la volontà delle popolazioni locali di aderire alla Federazione russa. I referendum però sono stati bollati come una ‘farsa’ dal mondo occidentale e Nato, Ue e Usa hanno già detto che non hanno alcuna intenzione di riconoscerli. 

Proprio stamattina il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha assicurato al presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskyha che l’Italia non riconoscera’ l’esito dei ‘referenda’ e ha confermato il continuo sostegno da parte del Governo italiano alle Autorita’ e alla popolazione ucraina in tutti gli ambiti. 

AGI – Proroga dell’obbligo di utilizzo delle mascherine nelle Rsa e negli ospedali: è quanto prevede, si apprende, un’ordinanza che sarà firmata nelle prossime ore dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Nessuna proroga, invece, per l’obbligo delle mascherine sui mezzi di trasporto. Le mascherine, dunque, da sabato prossimo (primo ottobre) non saranno più richieste su bus, treni e metropolitane. 

Gimbe: “Contribuirà all’aumento della circolazione del virus”

Non è d’accordo con la decisione il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta: “La ripresa della circolazione virale è ben documentata sia dall’incremento del tasso di positività dei tamponi, sia dalla netta risalita dei nuovi casi che fa già sentire i primi effetti sui ricoveri in area medica”.

I contagi vanno su
Le #mascherine vanno giù
Good luck#COVID19

— Nino Cartabellotta (@Cartabellotta)
September 27, 2022

“accanto alla ripresa delle lezioni scolastiche, alla maggiore frequentazione dei luoghi chiusi e all’elevata percentuale di reinfezioni – aggiunge – l’imminente decadenza dell’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici contribuirà ad un ulteriore aumento della circolazione virale” 

Sony sta portando un’altra esclusiva PlayStation su PC, ovvero, Sackboy: Una grande avventura che uscirà su PC il 27 ottobre, secondo un trailer che è stato pubblicato in anticipo sull’account YouTube di Sony PlayStation Latin America. Avvistato da Nibel su Twitter, il trailer conferma che il porting per PC di Sackboy: Una grande avventura sarà ricco di miglioramenti.

È elencato il supporto 4K e 120fps, insieme al supporto per monitor ultrawide 21:9, DLSS di Nvidia e VRR (Variable Refresh Rate). Questi sono i migliori miglioramenti di Sackboy: Una grande avventura ancora, a seguito di un aumento della risoluzione e della grafica sulla versione PlayStation 5.

Sackboy: A Big Adventure

Sackboy: Una grande avventura è l’ultimo di una line-up sempre in crescita di giochi esclusivi per PlayStation su PC. Marvel’s Spider-Man Remastered è stato lanciato su PC il mese scorso, dopo la comparsa di Horizon Zero Dawn, Days Gone e God of War negli ultimi anni. Uncharted: Legacy of Thieves Collection verrà lanciato anche su PC il 19 ottobre, con Marvel’s Spider-Man: Miles Morales in arrivo su PC ad un certo punto questo autunno.

Sony si è sempre più concentrata sul porting di titoli PlayStation per PC e ricordiamo che vuole che circa la metà dei suoi giochi sia su PC e dispositivi mobili entro il 2025. Sony ha anche iniziato a utilizzare un’etichetta per PC PlayStation l’anno scorso insieme all’acquisizione di uno sviluppatore dedicato esclusivamente per i porting PC.

Sackboy: A Big Adventure

L’annuncio di Sackboy: Una grande avventura su PC arriva appena un giorno dopo che una versione PC del menu delle impostazioni di Returnal è trapelata. Sony ha confermato la sua autenticità per copyright colpendo il video su YouTube, e il video delle impostazioni mostrava il supporto per ombre e riflessi ray-tracing e DLSS di Nvidia.

L’articolo Sackboy: Una Grande Avventura annunciato per PC proviene da GameSource.

Dopo qualche anno di assenza dalle scene, Saints Row è tornato con una veste diversa rispetto al passato. Il ReBoot firmato Volition e Deep Silver consente agli utenti PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series S e Xbox Series X di accrescere e gestire il proprio impero criminale, ponendo l’accento sulla componente Sandbox della sua mappa con tante attività distinte. Per muovere i primi passi a Santo Ileso senza il rischio di farsi beccare e per puntare a diventare i migliori nel campo, andiamo a scoprire qualche indicazione adatta a tutti i giocatori di Saints Row.

Saints Row

Requisiti e Iniziative criminali

Prima di diventare imperatori delle strade di Santo Ileso, è preferibile godersi la campagna principale proposta dagli sviluppatori. Così facendo per esempio, sarà possibile ottenere l’accesso al tavolo per la gestione del proprio dominio criminale, un’aggiunta essenziale per iniziare ad accumulare soldi e a fare acquisti. Non solo, in questo modo si renderà disponibile una speciale applicazione che permetterà al protagonista di riscuotere i proventi delle sue operazioni illecite. Accessibile dallo smartphone, questa genera denaro durante la permanenza nel mondo di gioco, ma esiste un limite al quantitativo di dollari che possono restare in sospeso prima di fare un prelievo. Ciò significa che è preferibile controllare l’applicazione periodicamente, in modo da essere sicuri di continuare a generare introiti.

Interagendo con la bacheca del proprio impero criminale nella chiesa che funge da base operativa, sarà possibile attivare le Iniziative Criminali: si trattano di attività illecite che richiedono una piccola spesa iniziale, grazie alla quale ottenere guadagni continui passivi, accreditati ogni ora di gioco. In questo modo saranno rese disponibili delle brevi missioni secondarie, chiamate Minacce, che compariranno sulla mappa a gruppi di cinque dopo il posizionamento di ciascuna nuova Attività Criminale. Una volta completate, aumenteranno il guadagno periodico ottenuto.

Saints Row

Pallet di droga e ricercati

Saints Row offre 125 pallet di droga rintracciabili sulla mappa. Questi ultimi non saranno visibili nella loro totalità sin dal primo momento di gioco, bensì appariranno a mano a mano che verranno completate le attività delle zone adiacenti. Scovata l’ubicazione di ogni pallet, il giocatore guadagnerà denaro ed esperienza.

Per chi vuole sporcarsi davvero le mani, è possibile guadagnare maggiori quantità di dollari aprendo la lista dei ricercati da scovare per il mondo di gioco. Basterà accedere all’applicazione dedicata sullo smartphone, scegliere il bersaglio e colpire. Completato l’incarico, i giocatori saranno ricompensati con 5.000 dollari, una cifra apparentemente bassa, ma rapportata al  tempo necessario per completare ogni taglia.

Con questi piccoli accorgimenti, diventerete presto sovrani del più vasto e temibile impero criminale di tutto Saints Row.

L’articolo Saints Row – Come guadagnare soldi velocemente proviene da GameSource.

AGI – La Germania non fornisce a Kiev “solo” armamenti e strumentazioni militari, ma anche informazioni sensibili raccolte dai servizi segreti tedeschi sulle postazioni dell’armata russa. Dati e “geo-dati”, analisi, immagini satellitari e intercettazioni mobili “che possono influire sulla pianificazioni militare” dell’esercito ucraino sul terreno di battaglia. Si tratta di informazioni elaborate dagli 007 del Bnd (Bundesnachrichtendienst, l’intelligence “esterna” della Germania), che si muove sotto il controllo diretto del cancelliere. La rivelazione di questo scambio tra servizi segreti tedeschi e forze armate ucraine è frutto di un’inchiesta dei reporter della Zeit e della trasmissione “Kontraste” del primo canale pubblico Ard, pubblicata oggi dal settimanale amburghese. E stiamo parlando di informazioni “che possono aiutare l’esercito di Kiev nel valutare l’effettiva forza combattiva delle unità russe e di individuare le loro postazioni”, spiega la Zeit, secondo la quale la decisione di questo salto di qualità nei rapporti tra il Bnd e l’Ucraina è stata presa dallo stesso cancelliere Olaf Scholz.

A quanto scrive ancora il settimanale, nei mesi prima della guerra “il servizio d’intelligence esterno aveva costantemente aumentato i contatti con gli ucraini“. Anzi, poco prima dell’invasione da parte delle forze russe “il presidente del Bnd, Bruno Kahl, incontrò la sua controparte ucraina a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco. Ed il giorno in cui iniziò l’invasione russa, Kahl si trovava a Kiev”, afferma ancora il giornale. E’ noto che ai vertici dell’intelligence era opinione condivisa che in questa “situazione storica d’emergenza” non basti raccogliere il maggior numero di informazioni concrete, ma sia necessario “condividerle con gli ucraini”.

Il dubbio a Berlino era tuttavia come tale svolta sarebbe stata accolta dal Cremlino: nella visione di Vladimir Putin la Germania sarebbe diventata parte attiva della guerra? Ebbene, a maggio il Bnd ha commissionato un’approfondita analisi della “ammissibilità legale della trasmissione di informazioni mirate all’Ucraina”, con il risultato che il trasferimento dei dati è “conforme alla legge” e che secondo il diritto internazionale non equivale ad un’entrata in guerra da parte della Germania. 

“La domanda però è se Putin si atterrà alla perizia degli avvocati tedeschi”, annota ancora il settimanale. Secondo il quale, i tedeschi condividono i loro dati “perchè pure altri Stati della Nato lo fanno”, peraltro in modo “ben piu’ offensivo”. In altre parole: se nella prima fase del conflitto, gli americani “stavano ancora attenti a non trasmettere i dati con tale decisione da permettere agli ucraini di pianificare immediatamente un attacco, da alcuni mesi questa limitazione non è piu’ stata considerata”. La stessa cosa non si può dire, in questa misura, del lavoro dei servizi di Berlino. L’intelligence tedesca è decisa “a non spingersi a tanto”, riferisce sempre la Zeit, “non ci si può aspettare dal Bnd un ‘dynamic targeting’ sul modello dei colleghi statunitensi”.

Tuttavia, gli 007 tedeschi ottengono informazioni dettagliate come per esempio immagini satellitari su un campo aereo russo, dal quale è stato possibile trarre “la posizione ed il numero esatto degli aerei presenti”, oppure come la localizzazione di un deposito di munizioni. Ma una delle regole a cui si è deciso di attenersi sarebbe quella di inviare alle forze di Kiev solo immagini che si riferiscano all’Ucraina, non a postazioni in Russia. Nel complesso, è valutazione condivisa che Scholz “si muova su una linea di contatto il cui percorso non è conosciuto: solo Putin decide quando considera superata questa linea rossa. D’altronde a Berlino si ribadisce che è in gioco la sopravvivenza dell’Ucraina”.

Una cosa è chiara: pubblicamente il cancelliere ed il Bnd non parlano, ovviamente, delle loro attività segrete relative al conflitto in Ucraina. Anche se, conclude la Zeit, dato che “i militari ucraini sono pervasi da informatori russi, non è possibile mantenere il segreto su un’operazione del genere”. Certo, in una guerra tutti sanno tutto: ma i dettagli probabilmente possono determinare l’esito di una battaglia. 

AGI – “Continuo a leggere irreali ricostruzioni in merito a eventuali ministri di un governo di centrodestra. Dopo fallimentari gestioni come quella di Speranza & Co. vi assicuro che stiamo lavorando a una squadra di livello che non vi deluderà. Non credete alle bugie che circolano”. Così su Twitter la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, all’indomani del confronto con Matteo Salvini durato circa un’ora con in primo piano tutte le “priorità e urgenze” che la coalizione deve affrontare. Il primo faccia a faccia dopo le trionfali elezioni di domenica. “Unità di intenti e grande collaborazione“, professano da Fratelli d’Italia e Lega.

Continuo a leggere irreali ricostruzioni in merito a eventuali ministri di un Governo di Centrodestra. Dopo fallimentari gestioni come quella di Speranza & Co. vi assicuro che stiamo lavorando a una squadra di livello che non vi deluderà.
Non credete alle bugie che circolano.

— Giorgia Meloni ن (@GiorgiaMeloni)
September 29, 2022

“Non si è parlato né oggi e né in questi giorni di nomi, incarichi, attribuzioni di deleghe né separazioni di ministeri e sono prive di fondamento retroscena di stampa su presunti veti, così come le notizie già smentite da Palazzo Chigi su un ‘patto’ Meloni-Draghi“, si sottolinea da via della Scrofa.

Il colloquio avviene all’indomani del primo faccia a faccia con Antonio Tajani, in rappresentanza dell’altro principale partito alleato, Forza Italia. E se, da una parte, corrisponderebbe al vero – lo confermano tutti i partiti – che al momento la discussione sulla squadra è ancora in alto mare; sono fitte le indiscrezioni che circolano tra i corridoi dei palazzi della politica.

Il nodo del Viminale

Il nodo centrale riguarda la guida del Viminale, rivendicata dal segretario leghista come naturale sbocco di una sua partecipazione al governo. Non è chiaro se di questo, nello specifico, i due leader abbiano parlato ieri pomeriggio. Ma le voci di un loro scontro sul tema sembrano state diffuse ad hoc per alimentare il pressing sulla presidente di FdI. La quale – secondo fonti leghiste – avrebbe alcune perplessità sull’opportunità di affidare un tale ruolo a Salvini.

Anche se da via della Scrofa si smentiscono tutte le ricostruzioni di stampa su “presunti veti”. Quel che è certo è che Salvini vuole una “squadra forte, capace, composta da uomini e donne di cui si fida”, spiega un ‘big’ della Lega.

Trovo abbastanza surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie.

Si mettano l’anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare. Basta mistificazioni. pic.twitter.com/KzkjfTQBh2

— Giorgia Meloni ن (@GiorgiaMeloni)
September 28, 2022

Anche se il ‘capitano’, nei giorni scorsi, ha “aperto a una mediazione sul tema con i governatori, in quella nuova fase di confronto che auspica porti a una distensione”.

Salvini poi rivendica un ruolo centrale per sé e in questo contesto il Viminale appare, appunto, il “naturale sbocco”. Ma la trattativa è appena iniziata e non è detto che l’esito del confronto lo riporterà all’Interno. Le incognite sono diverse, compresi i processi per il blocco degli sbarchi di migranti.

Il precedente di Savona

Anche perché il Viminale, come Esteri, Difesa e Economia, di prassi sono oggetto di un confronto con il vertici istituzionali. Un big di Fratelli d’Italia ricorda, in tal senso, il caso di Paolo Savona. Anche se tutte le parti in causa confidano che non si arriverà mai a un problema di quel tipo perché si arriverà con una proposta priva di criticità.

Per il Viminale resta aperta l’opzione di un tecnico come il prefetto Matteo Piantedosi, che con Salvini lavorò a lungo al Viminale, magari affiancato da un vice ministro leghista. A quel punto la seconda scelta di Salvini potrebbe essere semmai il Lavoro.

Ci vuole qualcuno che torni a difendere e proteggere confini, leggi, forze dell’ordine e sicurezza in Italia.
Qualche idea ce l’abbiamo pic.twitter.com/XnEmeEFPVk

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi)
September 28, 2022

Sul tavolo resta sempre l’ipotesi dei due vice premier. Mentre crescono le quotazioni di Elisabetta Belloni agli Esteri. Per quanto riguarda FI, molto presto ci sarà un incontro tra Meloni e Silvio Berlusconi. Tajani sembra destinato a fare il capo delegazione in un governo in cui FI si attende di avere almeno quattro ministri.

Anche la partita delle presidenze della Camere non è in alcun modo risolta considerato che FdI non sarebbero propensi a ‘consegnare’ una Camera all’opposizione. Intanto, nella Lega c’è chi spinge ad alzare la posta mettendo anche sul tavolo, come tattica preventiva, l’ipotesi di un appoggio esterno. Mentre il pressing di Salvini è sull’agenda.

“Per ringraziare i milioni di italiani che hanno scelto la Lega e il centrodestra siamo già al lavoro, giorno e notte, non sulle poltrone, i nomi e i ministeri, ma sulle emergenze vere del Paese e quindi affrontare il caro bollette, il problema sicurezza, la qualità della vita”, scandisce il segretario leghista.

“Già domani ho convocato a Roma i quasi 100 nuovi parlamentari della Lega da tutta Italia per meritarci la fiducia che il popolo italiano ci ha dato. Quindi, al lavoro, uniti, questo ci chiede la gente senza polemiche ma con le idee chiare in testa”. 

(Aggiornato alle ore 11,45)

AGI – Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi una nuova conversazione telefonica con il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Il colloquio si è incentrato sugli ultimi sviluppi della situazione sul terreno e sui referendum illegali indetti dalla Federazione Russa nelle zone occupate del Donbass, di Kherson e di Zaporizhzhia.

Il Presidente Draghi, si apprende, ha assicurato che l’Italia non riconoscerà l’esito dei ‘referendum’ e ha confermato il continuo sostegno da parte del Governo italiano alle Autorita’ e alla popolazione ucraina in tutti gli ambiti. 

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