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Una chiamata per giovani talenti dell’Information and Communications Technology con l’obiettivo di arricchire le loro competenze digitali e aprire nuove strade nello sviluppo delle reti del futuro e in particolar modo del 5G, delle tecnologie di Intelligenza Artificiale, del cloud computing e della cybersecurity. Questa in sintesi la missione di Seeds for the Future, il programma che Huawei dedica alle competenze delle giovani generazioni.

Per la settima edizione del programma italiano, che inevitabilmente risente delle restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus (negli anni scorsi gli studenti scelti avevano la possibilità di seguire i corsi in Cina, a Pechino e Shenzhen), le iscrizioni si sono appena aperte: c’è tempo fino a ottobre per rientrare nei 50 posti messi a disposizione dal bando. Obiettivo è fornire agli studenti skill molto specialistiche e avvicinare il mondo dell’università e quello dell’azienda (come si lavora in una compagnia? Che rapporti si hanno con i clienti? Che cosa sono i progetti).

I numeri di Seeds for the Future

Nato a livello globale nel 2008, sbarcato in Europa nel 2011 e in Italia dal 2013, l’iniziativa della compagnia di Shenzhen ha già coinvolto 126 Paesi, oltre 500 università e ha visto la partecipazione di 5.773 studenti.

Chi può partecipare

Possono accedere al programma di formazione di Huawei studenti universitari iscritti al terzo anno e laureandi in ingegneria delle telecomunicazioni, ingegneria elettronica e informatica. Si richiede la media del 27 e la conoscenza della lingua inglese: perché essere bilingue è necessario. In tema di soft skill ci vuole voglia di imparare e di comprendere i meccanismi e le opportunità delle nuove tecnologie applicate all’industria e una grande curiosità.

La formazione online

La prima parte del programma di formazione si svolgerà dal 2 al 6 novembre su una piattaforma online. Fra i temi dei corsi, 5G network architecture and key technologies,AI, machine learning and deep learning, Cloud Computing architecture and key technologies, Huawei Mobile Services ecosystem, Internet of Things, Cybersecurity. Gli studenti avranno anche occasione di conoscere il contesto in cui nasce Huawei attraverso tour virtuali del suo quartier generale di Shenzhen (dove lavorano 50 mila persone) e di alcuni dei principali luoghi della Cina antica e moderna.

Il training in presenza

La seconda parte del programma di formazione sarà invece riservata a 10 studenti selezionati tra i 50 che hanno partecipato alla prima parte e si svolgerà invece in presenza dal 9 al 13 novembre presso i centri di Huawei a Milano: i corsi verranno tenuti dagli esperti della compagnia. Durante questa fase i già trattati verranno calati nella realtà locale con approfondimenti e presentazioni di casi d’uso, a cui si aggiungeranno esercitazioni pratiche per stimolare negli studenti la proposta di soluzioni innovative. Prevista anche la partecipazione a una challenge. Gli studenti avranno inoltre la possibilità di visitare a Milano l’Innovation Experience and Competence Center, i centri di ricerca globali di Huawei e il flagship store dei device Huawei.

E dopo la formazione?

Il rapporto tra la compagnia e gli studenti non si interrompe dopo il percorso di formazione. Negli anni si è formata una community internazionale, alcuni degli studenti sono entrati in azienda, altri poi sono diventati dei testimonial. Fino agli anni scorsi poi gli studenti che hanno partecipato al programma si sono anche riuniti a Bruxelles, al Parlamento Europeo, in una giornata evento.

La formazione, non solo per i giovani

Il piano di formazione di competenze digitali di Huawei non vuole fermarsi ai giovani e agli studenti, ma coprire un po’ tutta la vita lavorativa. È in via di lancio un progetto di re-skilling, di ri-aggiornamento delle competenze dedicato ai più grandi. Seeds for the Future, in ogni caso, è un programma che si colloca all’interno dei piani di investimento in innovazione dell’azienda che destina tra il 12% e il 15% del proprio fatturato globale alla Ricerca e Sviluppo e in cui Il 45% degli impiegati (circa 180 mila in tutto il mondo) lavora proprio in questo settore.

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