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Huawei ha deciso di investire 10 milioni di dollari in Italia per sviluppare un ecosistema che la renda indipendente da piattaforme come Google Play
La decisione di dare una spinta alla App Gallery di Huawei, preinstallata sui device della casa cinese, era venuta dopo il varo del bando voluto dalla Casa Bianca all’utilizzo delle suite di Google.

La scelta di investire sull’ecosistema proprietario risale in realtà a un anno prima, nella primavera del 2018, ma il terremoto scatenato da Trump nel maggio del 2019 ha spinto l’azienda a premere sull’acceleratore sia del sistema operativo proprietario Harmony che sulle app che lo renderanno fruibile.

In un mondo come quello occidentale, dominato dalle app di Google (da Maps a GMail, da Drive a Photo), in pochi scommettono su un’operazione che di fatto punta a creare un ‘mondo alternativo’ a quello di iOs e Apple Store da una parte e Android con Google Play dall’altro. Non a caso quasi 4 su 5 delle 50 mila app già disponibili su Huawei Gallery sono cinesi. 

Per questo Huawei ha deciso di allettare gli sviluppatori mettendo sul tavolo un bel po’ di soldi: un miliardo di dollari di cui 10 milioni destinati all’Italia. Per fare cosa? Per rendere, ad esempio, disponibile su un Mate30 (oggi non commercializzato in Italia proprio perché privo delle app più popolari) servizi come Giallozafferano, più tutti gli altri che dominano la classifica di quelli più scaricati e che, di fatto, sono indispensabili per uno smartphone nelle mani di un italiano. (

L’annuncio dell’investimento in Italia è stato dato durante il Huawei Developer Day, che è servito anche a presentare il Huawei Developer Program, un’iniziativa italiana, per sostenere la comunità locale degli sviluppatori.

Gli investimenti verranno corrisposti in parte attraverso incentivi monetari, in parte attraverso attività di marketing e comunicazione. Per accedere al programma, tra i vari requisiti, verranno presi in considerazione la rilevanza del partner per il territorio e la velocità di integrazione dei servizi Huawei. Il modello di business prevede una suddivisione dei ricavi per il primo anno con l’85% allo sviluppatore e il 15% all’azienda.

Il Huawei Developer Program prevede tre livelli: Silver, Gold, Platinum. Ciascun livello ha accesso ad un piano di visibilità offerto dall’azienda. Sono previsti investimenti fino a 100 mila dollari per sviluppatori e aziende che rientrano nella categoria Silver; fino a 300 mila per la categoria Gold; più di 300 mila  per la categoria Platinum.

“Con 13 milioni di telefoni Huawei in circolazione in Italia, l’obiettivo non è solo sviluppare delle app, ma creare un ecosistema” sottolinea all’AGI Pier Giorgio Furcas, deputy general manager Huawei Italia, “non um mondo circoscritto, limitato allo smartphone ma che si può espandere a tutta una serie di strumenti come gli smartwatch e gli auricolari smart e, in futuro, la smart tv. Stiamo cercando di fare un passo diverso che non si fonda sulle caratteristiche tecniche ma va oltre, per definire quale app può dare una esperienza d’uso migliore sulla nostra piattaforma piuttosto che altrove”. 

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