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La nuova frontiera dello smartwatch è l’italianissimo Get: un dispositivo multifunzione che sfrutta il principio fisico della conduzione ossea consentendo di avvicinare l’indice all’orecchio per ascoltare contenuti, rispondere a notifiche ed effettuare pagamenti, dicendo addio ad auricolari, altoparlanti e display.

A produrlo è la startup italiana Deed, nata nel maggio 2016 nell’incubatore I3P del Politecnico di Torino e accelerata da TIM WCAP. Dopo aver ricevuto finanziamenti per 700 mila euro, è approdata sul mercato internazionale attraverso una campagna di crowdfunding su una delle più importanti piattaforme statunitensi, Kickstarter.

Un’iniziativa che ha consentito a Deed di raccogliere 100 mila dollari e di posizionarsi all’interno di un mercato caratterizzato da un pubblico maturo ed esigente, come quello americano, in un contesto in cui la domanda iindossabili è doppia rispetto a quella dell’intero mercato europeo.

“Sono trascorse poche ore dalla chiusura della campagna – ha commentato il CEO di Deed Edoardo Parini che ha ideato il progetto, con il supporto del fratello gemello Emiliano – e siamo soddisfatti di questo primo importante traguardo: la raccolta di pre-ordini da tutto il mondo per oltre 100.000 dollari”.

L’aspetto di Get è quello di un bracciale, di uno smartwatch con uno display quasi inesistente. Una vibrazione lungo il braccio avverte che è in arrivo una chiamata, un messaggio o una notifica. Per ascoltare basta avvicinare il dito all’orecchio, mentre per rispondere, attivare un comando o fare un pagamento basta utilizzare il comando vocale. Venduto a 190 dollari l’uno, Get – fanno sapere da Deed “unisce in un unico dispositivo le funzionalità di uno smartwatch e di un fitness-tracker, creando un ‘ponte intelligente’ tra corpo e smartphone, al quale è collegato via bluetooth”.

Oltre a consentire di rispondere ai messaggi del telefono, il bracciale permette anche di tracciare l’attività fisica, di monitorare il ciclo del sonno e di effettuare pagamenti contactless in tutta sicurezza, grazie al fatto che l’identità dell’utente viene riconosciuta univocamente attraverso l’identificazione dell’impronta digitale. Per comandarlo bastano semplici gesti, che consentono di accedere a funzionalità e applicazioni.

La tecnologia su cui si basa era già sfruttata nel XIX secolo da Beethoven che, una volta diventato sordo, usava legare una stecca di legno alle corde del pianoforte e, stringendola tra i denti, riusciva ad ascoltarne il suono per continuare a comporre. La stessa tecnologia è già usata in campo medicale senza alcuna controindicazione e, da qualche giorno, il MAXXI di Roma ha lanciato la sperimentazione del Get in sostituzione delle classiche audioguide, con l’obiettivo di rinnovare l’esperienza e la fruizione del Museo e delle sue opere.

Non solo: Spotify ha adottato la tecnologia Deed per l’evento di lancio del nuovo album del cantautore italiano Ultimo: un evento esclusivo, lo scorso aprile a Milano, nel quale 40 fan hanno potuto ascoltare in anteprima, attraverso Get, il suo nuovo brano ‘Colpa delle favole’. Nastro Azzurro ha, invece, trasformato i Navigli milanesi in una grande “silent disco” a cielo aperto, in cui la tecnologia Get ha consentito al pubblico di ascoltare la musica di artisti di punta del panorama musicale in un inconsueto e silenzioso dj-set.

Per questo progetto, la startup ha già portato a casa diversi premi: il Myllennium Award (2017) per le “eccellenze under 30” che, oltre al Premio in denaro, ha portato i fondatori di Deed allo startup accelerator IXL Excellent di Boston, certificato da Forbes tra i migliori al mondo; il Museum Booster 2017, l’hackathon promosso dal MAXXI; il FactorYmpresa Turismo (2018), programma di MIBACT e Invitalia che premia le migliori idee d’impresa per favorire l’innovazione del turismo in Italia; il Seal of Excellence (2019), marchio di qualità della Commissione Europea per la ricerca e l’innovazione.

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