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Chi è affezionato a Flickr potrebbe avere una buona ragione per passare all’abbonamento Premium. Dopo la limitazione a 1000 fotografie per account, entrata in vigore l’8 gennaio, dal 5 febbraio tutti gli scatti in eccesso verranno automaticamente cancellati a partire dai più vecchi.

L’annuncio era stato dato a novembre dell’anno scorso, dopo che ad aprile la società informatica SmugSmug ha acquisito il sito e relativi servizi dalla Verizon Oath, società madre di Yahoo!. Fino a questo momento, Flickr – sul web dal 2004 – poneva un generoso limite di upload di 1 terabyte di spazio, contribuendo a coltivare un ecosistema di condivisione tra fotografi, artisti e appassionati. Tuttavia, la nuova proprietà ha ritenuto di modificare la politica del servizio, sperando di incoraggiare gli utenti ad aderire al servizio Premium, con un piano mensile da 5,99 euro al mese o uno annuale da 4,49 euro al mese. Questo nonostante il sito vanti oltre 90 milioni di utenti attivi ogni mese e 10 miliardi di immagini condivise.

Se non si vuole ottenere uno spazio di archiviazione più generoso, per evitare di perdere gli scatti che eccedono la nuova soglia sarà necessario scaricarli. Per praticità è tuttavia possibile richiederli al servizio tramite le impostazioni del profilo (in basso a destra). Una mail ci informerà dell’avvenuta preparazione di un unico archivio contenente tutte le foto e informazioni che negli anni abbiamo fornito alla piattaforma. 

Hi Sophie, Free accounts are limited to 1,000 photos and videos. Starting February 5th, any items over the 1,000-upload limit will be at risk of deletion. If you need unlimited storage, you’ll need to upgrade to Flickr Pro. More info: https://t.co/b5GTQFEqx2

— Flickr (@Flickr)
January 14, 2019

L’altro lato della medaglia

Chi usa Internet è stato negli anni abituato a credere che tutto fosse offerto gratis. Ma non è così: a fronte di servizi sempre più performanti, abbiamo ripagato le aziende tecnologiche con quotidiani quintilioni di byte, che vengono raccolti e usati a fini statistici per predire bisogni, capacità di acquisto, gusti personali delle persone. Come spiega la stessa azienda in un comunicato, “i servizi ‘gratuiti’ raramente lo sono effettivamente anche per gli utenti. Gli utenti pagano con i loro dati o con il loro tempo. Preferiamo che l’intesa sia chiara”.

Con questo Flickr non sta annunciando che non raccoglierà più i dati degli utenti – a tal proposito sarà interessante vedere i futuri aggiornamenti dei termini di servizio – ma ribadisce il fatto che server, sviluppatori e personale sono voci di costo con cui soprattutto i servizi gratuiti devono fare i conti.

Anche i vantaggi offerti però cresceranno: gli utenti Premium potranno beneficiare di strumenti di analisi delle statistiche avanzati, backup automatico dai dispositivi mobili e assenza di pubblicità sul sito (che vengono servite sistematicamente ogni qual volta si guardi un video con un account gratuito). Tutti miglioramenti che sembrano tradire il desiderio dell’azienda di rivolgersi sempre di più al mondo dei fotografi professionisti.

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