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Anche soltanto pochi secondi possono fare la differenza tra la vita e la morte: per questo motivo la città di Los Angeles, negli Stati Uniti, ha lanciato una app per smartphone in grado di segnalare l’arrivo di un terremoto. Si chiama ShakeAlertLA, è disponibile dallo scorso 31 dicembre ed è “un progetto pilota – si legge nel comunicato del sindaco Eric Gargetti – che utilizza la rete di sensori di allerta rapida di terremoto sviluppata dallo United States Geological Survey (Usgs)”, l'agenzia scientifica del Governo degli Stati che monitora i sismi.

Il meccanismo scientifico alla base dell’allarme

I terremoti non sono prevedibili con largo anticipo. Forse, però, esiste un modo per limitare i danni sfruttando il tempo che intercorre tra la rottura della crosta terrestre e l’arrivo delle onde nelle aree abitate. Ad alimentare l’app californiana è il sistema Shake Alert, il meccanismo di allarme messo a punto dall’Usgs in collaborazione con alcune università per cercare di limitare gli effetti del sisma.

Funziona così: quando avviene la frattura e lo spostamento nel sottosuolo della crosta terrestre – la causa del terremoto – una serie di onde si propagano attraverso il globo. Ne esistono di diversi tipi: quelle chiamate P sono le più veloci, ma a provocare i danni maggiori sono altre, quelle S e quelle di superficie. Il sistema di allarme si basa sulle onde P e sfrutta lo scarto temporale tra le P e le S: i sensori raccolgono le informazioni provenienti dalle prime elaborando la probabile intensità della scossa e calcolando così quanto tempo rimane prima che gli effetti della scossa si riversino su abitazioni e persone.

Pochi secondi per mettersi in salvo

La velocità con cui si propagano le onde non consente di avere molto tempo a disposizione prima dell’arrivo effettivo del terremoto: l’allarme anticiperà la scossa soltanto di pochi secondi, eppure anche una frazione di tempo così ristretta può consentire alle persone di mettersi in salvo o di ridurre gli effetti della scossa: scegliendo di cambiare lato della strada allontanandosi da un edificio, ad esempio, oppure cercando riparo sotto i tavoli in una abitazione o ancora evitando di prendere scale o ascensori proprio in concomitanza con l’arrivo del sisma. A Los Angeles, città dalla lunga tradizione di terremoti dovuta alla faglia di Sant’Andrea che attraversa la California, le notifiche suoneranno soltanto nel caso di sismi di magnitudo superiori al 5.0.

L’app appena lanciata nella metropoli californiana, sviluppata in collaborazione con AT&T e la Fondazione Annenberg, è la prima nel suo genere negli Stati Uniti ma non una novità in assoluto su scala globale. Sistemi simili sono già utilizzati in Giappone e in Messico dove, in occasione del terremoto del settembre 2017, i sistemi di allarme suonarono con un minuto di anticipo.

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