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“Le persone chiedono sempre: ‘Dove va a lavorare Clark?'” e la risposa è: dove gli pare. Ma non parliamo di un Clark qualsiasi, parliamo di Clark Valberg, fondatore e CEO di InVision, startup fondata nel 2011 e che oggi arriva a contare 700 dipendenti che lavorano tutti da remoto, ovvero “da casa”. Come spiega Mark Frein, capo del personale, a businessinsider i prezzi del mercato immobiliare di New York sono altissimi e di fatto non c’era alcun motivo di bloccare in un ufficio fisicamente tutti i dipendenti. Così, mentre Google la scorsa settimana decide di allargare i suoi uffici nella Grande Mela, In Vision di fatto, non ha alcuna sede.

E il cartellino? Storia vecchia, i dipendenti non vengono giudicati (e quindi pagati) rispetto le ore che stanno seduti davanti al computer ma “Si tratta di risultati, non di dove si trovi il tuo indirizzo IP – sostiene Frein – Ci preoccupiamo di ciò che sei in grado di fare o raggiungere. Se sei in grado di ottenere qualcosa di eccezionale anche lavorando in orari non fissi, allora è grandioso”. E quando gli chiedono effettivamente come fa a controllare che un dipendente stia svolgendo il suo lavoro risponde che nemmeno quelli che si presentano in ufficio sono sempre “controllabili”.

Il risultato, a parte una crescita continua della società che si occupa di software di progettazione e prototipazione di siti web e mobile, è che ci sono dipendenti In Vision che si alzano tutte le mattine a fusi orari diversi da paesi come Inghilterra, Israele, Australia, Argentina e Nigeria, quindi talenti veri (altro vantaggio messo in evidenza dal modello di lavoro intrapreso) che vengono da tutto il mondo. Certo, il rovescio della medaglia è che molti lavoratori lavorano allo stesso progetto per anni senza incontrarsi mai, il lavoro così diventa abbastanza alienante, per questo l’azienda incoraggia ad una continua comunicazione e ogni anno organizza un meeting aziendale dove finalmente ci si può conoscere di persona; Frein lo descrive così “La gente rideva e piangeva, è stata un’esperienza incredibile”. 

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