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Gli Stati Uniti guidano la classifica per investimenti stanziati in Intelligenza Artificiale, mentre la Cina ha annunciato di voler arrivare a 65 miliardi di dollari l’anno. Cifre che rischiano di tagliarci fuori: dobbiamo coordinare gli sforzi.

Lo ha ricordato Rita Cucchiara, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, neo direttore dell’AIIS, il nuovo laboratorio dedicato all’Intelligenza Artificiale del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (CINI), presentato oggi all’Università La Sapienza di Roma.

Il laboratorio ha già raccolto l’adesione di 40 università, centri di ricerca (CNR, IIT e Fondazione Bruno Kessler) e 600 studiosi. In questo senso il contribuire alla creazione di un ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale vuol dire anche rafforzare il ruolo scientifico e tecnologico dell’Italia in Europa e nel Mondo.

Perché un nuovo laboratorio? 

“E’ il momento di lavorare insieme mettere insieme competenze, fare ecosistema e farlo in collaborazione con le autorità italiane. Con la nascita del Laboratorio Nazionale, l'intelligenza artificiale italiana fa un ulteriore passo avanti”.

E' l'Industria 4.0? 

”Non bisogna pensare all'intelligenza artificiale come a qualcosa di completamente staccato dalla vita quotidiana. Ci sono già applicazioni importanti nella medicina, nella sicurezza informatica e persino nella moda per quanto riguarda il futuro vogliamo collaborare con l'industria 4.0 e richiamare investimenti dall'Italia e dall'estero. Non è casuale che i giganti dell'informatica come Google stiano investendo pesantemente nel settore”.

Il Laboratorio collaborerà con il mondo industriale?

"Nei settori in cui si prevede un grande sviluppo nel futuro come la medicina, anche preventiva, la sicurezza informatica, l'industria automobilistica e la digitalizzazione dei media. Il Laboratorio si dedicherà anche alla formazione, collaborando con alcune scuole di intelligenza artificiale tra le migliori al mondo come quella di Catania, e alla ricerca, dove l'Italia può vantare studiosi di livello internazionale".

Di quali  ambiti di ricerca si occuperà il laboratorio? 

"Etica, privacy e sfide sociali. Pensiamo al  riconoscimento facciale: possiamo essere taggati e controllati ovunque. Questo apre problemi, che vanno risolti insieme. Il secondo ambito è quello del teaching and education. Siamo fortunati. Il nostro Paese è bello: in Italia ci sono le migliori scuole di IA, cone Catania. Poi l’impresa. Abbiamo aziende importanti che lavorano in tutto gli ambiti dell’AI. Ecco, dobbiamo poter lavorare con loro. E poi ancora la ricerca"

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