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Dal 1967 è l’evento che racconta al mondo le nuove frontiere della tecnologia. Tutti gli anni al CES di Las Vegas si presentano prodotti che promettono di cambiare il mondo. In realtà tutti quelli che vanno con un prodotto al Ces vogliono che il loro cambi il mondo. Ma in pochi casi succede, è la norma.

Ad esempio, negli stessi spazi che in questi giorni si espongono prodotti, idee, innovazioni di ogni genere, anni fa avremmo trovato i prototipi del VHS, delle videocassette (correva l’anno 1970) o un’icona come l’Atari 800 (l’edizione del 1979). Nell’’81 si presentarono i CD (Compact Disc) e cominciò la digitalizzazione della musica destinata a mandare in soffitta l’analogico. Nel 1991 arrivò la PlayStation – presentata in un’edizione ricchissima del Ces – nel 2016 la rivoluzionaria supercar di Tesla con il prodotto che più interessò la stampa.

In mezzo a tanti gadget, a volte inutili, anche quest'anno però si può trovare qualcosa che se proprio non cambierà il mondo, almeno qualcosa ce la fa immaginare.

Cartoline dal futuro? Alcuni concept del CES 

A cominciare dall’industria dell’automotive che continua ad essere da qualche anno forse il trend determinante per il Consumer Electronic Show (il nome che si nasconde dietro l’acronimo Ces). Un esempio? Partiamo da un magazine piuttosto freddo nei confronti del Ces, The Next Web, che però quest’anno, un po’ ironicamente, scrive che l’unica cosa che davvero vale la pena di vedere al Ces è il furgone a guida autonoma che consegna le pizze di Pizza Hut, la nota catena americana che in partnership con Toyota ha costruito questo cubicolo metallico.

Il concetto più generale di Toyota si chiama e-Palette, ed è una macchina modulare a guida autonoma, personalizzabile da parte delle aziende. Non solo Pizza Hut, ma tutte le aziende. In Italia c’è un’azienda che da anni lavora a questo genere di progetti, si chiama OSVehicle e abbiamo raccontato qui il loro progetto.

Dietro questo progetto di Toyota si nasconde una grande rivoluzione che sta attraversando l'industria dell'automotive, che alcuni come l'ex numero uno di General Motors dicono sia oramai spacciata. O comunque destinata a cambiare per sempre

Non solo. A testimonianza che è l’automotive a destare la maggior parte dell’interesse basta guardare questo video dove si racconta un altro concept di auto a guida autonoma, ma senza ruote. Modulare, componibile, nell’idea spettacolare. Lo ha realizzato Renault, ed è piuttosto suggestiva come idea di trasporto. E di condivisione di una tratta. 

Honda invece ha lavorato sulle moto. E ha creato questa due ruote singolare, in grado di stare in equilibrio. Non solo. È in grado anche di muoversi da sola, a comando, per seguire il proprietario magari. O semplicemente essere richiamata dal garage all’occorrenza. L'equilibrio è un po' l'essenza della moto, ed è lecito immaginare che quest'idea sarà determinante nel futuro delle due ruote fuori dalle competizioni sportive. 

A proposito di guide autonome e automazione, in un deposito di Alibaba, il secondo ecommerce più grosso al mondo dopo Amazon, i robot fanno il 70% del lavoro e con un’efficienza del 300% in più. L’armonia con cui si muovono ad alcuni potrebbe sembrare celestiale, ad altri diabolica. Vale ancora la pena chiedersi se i robot ci fregheranno il lavoro

 

Ecco, ora ricordate Sophia? Il robot che Agi conobbe e intervistò al Web Summit di Lisbona lo scorso novembre. Bene, la novità è che oltre ad essere in grado di parlare, ammiccare, raggelare il sangue con le sue risposte in alcuni casi, al Ces hanno svelato che ha imparato a camminare.

 

 

Sony invece ha presentato un cane robot che a quanto pare sta avendo anche più successo tra i giornalisti rispetto a Sophia. A Las Vegas fanno a gara per riuscire a dargli qualche indicazione, accarezzarlo.

 

Questo robot è meno bello, ma molto più funzionale. Gioca a ping-pong, e discretamente bene. Lo ha prodotto Omron, una casa giapponese che produce macchine per l’automazione industriale. Qui gioca, ma la sua tecnologia è finalizzata a migliorare la produttività delle aziende. Ancora, vedi Sophia, vedi Alibaba. 

 

Del discorso del Ceo di Intel potete trovare tutto qui (ovviamente ha parlato della falla del sistema di sicurezza che ha coinvolto i processori negli ultimi giorni). Ma il vero spettacolo si è avuto qualche minuto prima. Quando è stato introdotto dalla danza dei Droni. La tecnologia d'altro canto il mondo dello spettacolo lo ha già cambiato, e lo cambia da millenni, almeno dal tempo delle maschere greche indossate nei teatri per una migliore profusione del suono negli anfiteatri. 

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