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Com’è andato oggi il bitcoin? È salito? È crollato? Il 2018 sarà l’anno della verità per questo moneta di Internet creata nel 2009 in modo ancora misterioso ma che ha avuto il suo boom nel 2017 quando ad un certo punto per un bitcoin servivano 19 mila dollari.

Ma al di là del valore reale e della speculazione, il lato che ancora a molti sfugge è il profilo energetico del bitcoin (e di tutte le altre monete virtuali create con la tecnologia Blockchain). Al punto che in rete circolano articoli allarmistici che affermano che la produzione di bitcoin consuma più energia di 159 paesi, che una sola transazione in bitcoin equivale al consumo energetico di una casa per una settimana, e che se andiamo avanti così i bitcoin consumeranno tutta l’energia del mondo nel 2020.

Si tratta probabilmente di esagerazioni che portano traffico ai siti web che le ospitano ma che ci consentono di riflettere su cosa c’è davvero dietro un bitcoin, come vengono prodotti visto che non c’è una banca centrale. I bitcoin vengono prodotti, o estratti, da un computer che risolve un problema matematico molto complesso. Così complesso che se voleste provarci con il vostro computer di casa, ci vorrebbero 1367 anni.

Questo spiega perché i bitcoin consumano energia. Perché dietro i bitcoin ci sono delle fabbriche che come la zecca di una volta li producono: solo che un tempo la moneta si stampava, adesso la zecca è fatta da server farm, da immense distese di computer che lavorano in rete. 

Quanta energia ci vuole per un bitcoin? Una stima che circola in rete parla di un valore che sta fra i 100 megawatt e i 3,4 gigawatt, ma si tratta di un range così ampio che dentro ci sta tutto. È come dire di una persona che ha una età fra i 15 e i 65 anni. In realtà il calcolo è davvero complicato. Perché uno stesso problema matematico provano a risolverlo in tanti, ci sono fabbriche di bitcoin in Russia, cina, Mongolia, Bulgaria, e solo chi ci riesce intasca i 25 bitcoin di ricompensa, tutti gli altri hanno sprecato energia. Per questo uno degli interrogativi del 2018 sarà: davvero i bitcoin rischiano di esaurire l’energia del pianeta?

 

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